Archivio per luglio 2006

Tutti al mare!   3 comments

images[71]A tempo di record, come dichiarato da tutta la stampa, nel pomeriggio di ieri, è passato l’indulto al Senato. Uno degli attuali Padri della Patria, l’onorevole Calderoli (qui in foto, a lavoro sulla Costituzione), presidente di turno al Senato è stato ancora più spiccio che per altre "porcate", sante parole le sue, come la legge elettorale o appunto il recente referendum. Del resto, dal tempo delle elementari, le vacanze sono sacre e non si toccano!

Mi chiedo, nel frattempo, se la pietas (parola straordinaria con cui gli antichi romani designavano sia l’amor patrio, sia l’amore del padre per i figli) dei nostri parlamentari sia terminata con questo indulto. Perché, magari mi sbaglio, ma anche nei CPT (Centri di Permanenza Temporanea) non ce la si passa granché bene, e magari un aiutino lo si potrebbe dare anche lì. Oppure i nostri padri della patria, con i CPT non c’hanno niente a che vedere, mentre col carcere e con i processi per reati finanziari & Co., sì? 

Bertinotti? Capezzone? Emma & Marco? Pecoraro? D’Alema? Caruso?

Siete già tutti al mare?

Pubblicato luglio 29, 2006 da samuelesiani in Senza categoria

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L’Afghanistan negli occhi   6 comments

il cacciatore di aquiloni"Sono diventato la persona che sono oggi all’età di dodici anni, in una gelida giornata invernale del 1975. Ricordo il momento preciso: ero accovacciato dietro un muro d’argilla mezzo diroccato e sbirciavo di nascosto nel vicolo lungo il torrente ghiacciato. E’ stato tanto tempo fa. Ma non è vero, come dicono molti, che si può seppellire il passato."

Con queste parole si apre l’intenso romanzo "Il cacciatore di aquiloni" (edizioni PIEMME, pp 394, 17,50 euro) di Khaled Hosseini, figlio di un diplomatico afghano che dal 1980 ha ottenuto asilo politico negli Stati Uniti e che oggi è un medico. 

"Il cacciatore di aquiloni" è un viaggio nello spazio, con un ritorno nella Kabul dei taliban, ma più ancora è un viaggio nella memoria, un ritorno al passato, un luogo mentale, dentro ognuno di noi, dove il protagonista deve ritrovare la propria infanzia e la propria fanciullezza, guardandone ai bisogni, ai dubbi e agli inevitabili errori. Quel luogo mentale è il luogo dove il protagonista deve perdonarsi, per essere finalmente, nell’oggi, un uomo libero e capace di agire.

Questo romanzo non offre soltanto l’esperienza terapeutica di "rivivere il proprio passato", ma ci mostra l’Afghanistan  degli anni ’60, prima dell’attacco dei russi e l’arrivo dei taliban, con la sua Kabul vivace, ricca di colori e odori, di artigiani e panettieri all’opera sul ciglio delle strade, di film russi e americani proiettati in piccoli cinema, delizia dei ragazzi. Un mondo dove l’unica guerra è quella che, annualmente, si combatteva fra i ragazzi delle città con gli aquiloni.

Sebbene la seconda parte del libro, legata al presente, sia senz’ombra di dubbio meno intensa di quella che riguarda il passato – rivelando una capacità maggiore dell’autore all’introspezione – questo romanzo merita, anzi, deve essere letto anche per come ci lascia negli occhi l’immagine di Kabul, da libera a prigioniera, attraverso quarant’anni di violenza.

Un Afghanistan che si fa fatica, oggi, anche solo a immaginare ma che deve essere ricordato così, perché così ritorni.

 

 

L’elenco delle code di paglia   Leave a comment

In attesa del colpo di spugna finale al Senato di sabato pomeriggio o notte, rimando al blog di Antonio Di Pietro, dove il “Rivoluzionario” onorevole ha segnalato i nomi dei parlamentari che hanno votato a favore dell’indulto. Questo gesto sta costandogli molto caro. Infatti, sebbene queste informazioni siano pubbliche e possano essere divulgate (così, sottolinea Beppe Grillo nel suo blog odierno, “i cittadini sanno cosa votano i loro dipendenti”) molti parlamentari stanno chiedendo le sue scuse o, peggio, le sue dimissioni.

Pubblicato luglio 28, 2006 da samuelesiani in povera patria

Intanto a Gaza   Leave a comment

Riporto uno stralcio di articolo, che potrete leggere integralmente in rete, nel quale viene mostrata la situazione attuale a Gaza e in cui si suppone l’uso di armi non convenzionali da parte di Israele. Anche in questo articolo appare il sospetto che l’interesse dei media sul Libano possa in qualche modo oscurare ciò che accade contemporaneamente a Gaza.

 

GAS CONTRO I CIVILI: L’esercito israeliano ha usato armi non convenzionali anche sulla striscia di Gaza.

L’apertura di un secondo fronte in Libano non frena l’esercito israeliano, che continua a stringere d’assedio la striscia di Gaza. […] Dal rapimento del caporale Shalit, il 25 giugno scorso, a oggi, i palestinesi uccisi sono stati oltre 140. […]

Dichiara Asaad Abu Sharelh, docente all’università di Gaza: “Io penso che Israele stia approfittando dell’attenzione dei media sulla crisi in Libano per stingere l’assedio sulla Striscia e continuare a uccidere i suoi abitanti. Se si pensa che, tra ieri e oggi, il bilancio dei raid dell’aviazione e dei colpi di artiglieria israeliani è di ventisette morti, si capisce perché per noi è in corso un tentativo di genocidio. Ventisei civili indifesi, donne, anziani e molti bambini. I bombardamenti sono sempre più indiscriminati. Ora le truppe israeliane sono tornate all’esterno del confine, ma continuano a colpire le città e le aree abitate. Lunedì il ministro della Sanità palestinese ha accusato l’esercito israeliano di avere usato armi non convenzionali contro la popolazione della Striscia di Gaza. Si tratta, secondo il ministero, di materiale esplosivo contenente sostanze tossiche o radioattive, che bruciano e lacerano la carne di chi le inala e lasciano deformazioni a lungo termine agli arti e anche alle parti interne dei corpi. L’accusa non riguarda solo le armi per così dire ‘velenose’, Israele ha usato anche le ‘cluster bombs’, le bombe a grappolo. Tutte queste sono violazioni delle convenzioni internazionali: colpire la popolazione in questo modo significa commettere crimini contro l’umanità. Crimini che Israele commette anche in Libano, dove sono sempre più numerose le testimonianze di civili che raccontano di bombardamenti al fosforo bianco”.

 

Anche rainews aveva già da tempo segnalato la denuncia da parte del direttore delle pubbliche relazioni dell’ospedale Alshefa a Gaza, che ritiene, vista la distruzione degli organi interni delle vittime (senza la presenza di proiettili all’interno) che possano essere state usate armi non convenzionali al fosforo, ad energia, al laser o simili.

E’ possibile leggere il testo integrale corredato da video al link http://www.rainews24.rai.it/ran24/speciali/medio_oriente_2005/

Sull’altro versante, quello di Israele, credo sia utile continuare a leggere il blog Kishkushim, per capire cosa vuol dire vivere sotto il costante attacco di missili katyusha lanciati dagli Hizbullah.

 

Questa la testimonianza di Carmia, cittadina israeliana, che così risponde ad una mia mail:

 

How my life is today? I’m waiting for my life to continue. It has been put on hold. I’m currently a displaced person who left my city because of the constant sirens and missile attacks. I haven’t worked in two weeks.

Pubblicato luglio 28, 2006 da samuelesiani in Senza categoria

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Senza parole   2 comments

Fonte: dal blog pinoscaccia.splinder.com, post del 21 luglio.

Pubblicato luglio 27, 2006 da samuelesiani in Senza categoria

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L’indulto che si compra   1 comment

 

Io sono per la giustizia. Da bambino sognavo pure di fare il cara-bbiniere. Per fortuna non tutti i sogni si avverano. Ma se sono per la giustizia, allora dovrei dire qualcosa sull’indulto di cui tanto si sta occupando il Governo in questi giorni. Se sono per la giustizia, avrei anche qualcosina da dire sul Mastella, ma…

 

Mastella… Mastella… Non ci dormo di notte. Mastella ministro della giustizia. Ma chi? Quel Mastella, lo stesso un giorno alla mensa della destra e un altro a quella della sinistra? Quello che minaccia di alzarsi dalla tavola, ma non si alza mai? Ma no… non è possibile che sia lui. Oppure quello è stato il primo segnale di debolezza del nostro Governo di centrosinistra. Ma di lui non ce la faccio a parlare. Mi si rovescia lo stomaco solo a pensarci. … Maaasteeellaaa … No, proprio non ce la faccio.

Forse è meglio parlare di indulto, che è una cosa seria – Maaasteeellaaa… – ed è forse il caso di citare, piuttosto, le parole dell’unico rivoluzionario dell’Unione, Antonio Di Pietro, poiché pare che le anime belle e pure della sinistra radicale non abbiano granché da dire su questa operazione che agevolerebbe i colpevoli di reati finanziari, societari e di corruzione (e non svuoterebbe le carceri, visto il gran numero presente in parlamento).

Questo è quanto scrive Antonio Di Pietro, nel suo blog (le parti nerettate sono sue):

"L’Unione e la Cdl voteranno a grande maggioranza per la sua approvazione. L’indulto comprenderà reati finanziari, corruzione, falsi in bilancio attinenti anche alla Pubblica amministrazione. Sono tutti d’accordo perchè tutti in diversa misura sono coinvolti. Questo indulto non rientrava nel programma dell’Unione ed è un favore fatto a larghi settori della Cdl. E’ una prova generale del governissimo.

Io ho espresso la mia totale contrarietà e quella dell’Italia dei Valori in Consiglio dei ministri. Ho prospettato le mie dimissioni da ministro tra l’indifferenza dei miei colleghi. Per senso di responsabilità verso il Paese non posso ritirare la fiducia e correre il rischio di elezioni anticipate e di un ritorno di Berlusconi.

Se mi dimetto da ministro non potrò più essere utile ai cittadini per lo sviluppo delle infrastrutture del Paese, se non lo faccio e non ritiro l’Idv dal governo sono ostaggio di una situazione che mi fa schifo. I politici sono sempre più lontani dai cittadini, io credo invece che il politico debba essere al servizio dei cittadini e motivare le sue scelte con assoluta chiarezza.

Sogno un Paese diverso, senza logiche interne ai partiti."

Credo che ci sia anche un po’ di ambizione politica in questa lotta, ma il certo è che quella dell’ex PM di "Mani pulite" è veramente l’unica voce fuori dal coro e credo sia comunque utile stare ad ascoltarla.

Mi permetto in conclusione di aggiungere una cosa di cui non si sente parlare. Una questione semplicissima: visto che le carceri sono popolate principalmente da tossicodipendenti e spacciatori (la Bossi-Fini ha poi creato il boom), piccoli mariuoli, prostitute e così via… cosa sarà di queste persone una volta fuori?

Se l’indulto non è accompagnato da una volontà politica di riscattare realmente queste persone (formandole, aiutandole a recuperare dignità, inserendole in un contesto lavorativo, allontanandole dalla strada o dalla droga), può servire a qualcosa? Il mariuolo tornerà a rubare, la puttana a battere, etc. e tra sei mesi, temo che la sovrappopolazione delle cerceri sia punto e a capo. Qualcuno può rispondere a questo quesito?

Da parte della nostra classe dirigente, non ho sentito una sola voce dire che realmente si ha l’interesse di sapere cosa sarà il dopo, per quei detenuti.

E allora, o sono io un illuminato – cosa che non credo – o alla nostra classe politica, tanto alla destra quanto alla sinistra, non interessa un tubazzo del destino di quella gente.

Per tentare di alleggerire il problema della sovrappopolazione della carceri, forse si potrebbero liberare tutte quelle persone che, per un’orrenda legge, sono in carcere da mesi in attesa di processo. Ma non era "innocente fino a prova contraria"? 

…Maaasteeelaaa…

Pubblicato luglio 27, 2006 da samuelesiani in povera patria

Nessuno tocchi Israele   Leave a comment

Al momento in cui scrivo, è da poco terminato il vertice di Roma. Chi si aspettava che i leader decidessero per un “cessate il fuoco” immediato è rimasto senza parole. Di fatto, si è optato per una via molto più delicata nei confronti di Israele, che ora ha sulla sua coscienza anche l’uccisione di 4 osservatori ONU. Gli stessi Hezbollah paiono ora pronti a trattare politicamente. Che il via a questa guerra sia stato il rapimento dei due soldati israeliani da parte degli Hezbollah, appare chiaro. Ma credo sia doveroso chiedersi se la reazione di Israele non sia da considerarsi eccessiva.

Credo che gli atti compiuti da Israele siano atti criminosi, al pari di quelli di Hezbollah, e come tali debbano essere considerati. Mi chiedo, una volta di più, per quanto tempo l’Europa e l’Italia porteranno il senso di colpa per l’Olocausto (o se ci sia ben altro sotto, di ben meno nobile…). Quando sarà, insomma, che Israele – che molti vogliono in Europa – sarà guardata con la dovuta oggettività?

Sia chiaro da subito: non sono contro Israele, ma sono per la pace. Che non può nascere fintanto che si imbracciano le armi.

Non nego responsabilità a Hezbollah, che però non è la totalità della popolazione libanese, ma una forza politica – in quanto con una sua rappresentanza al governo, seppur in minoranza – e militare che deve essere disarmata, possibilmente da nessun altro esercito se non quello, ufficiale, del Libano.

 

Vorrei inoltre non perdere di vista ciò che sta capitando nella striscia di Gaza. Non ho informazioni precise su cosa stia capitando nei territori. E non vorrei che la guerra in Libano con il relativo grande interesse da parte dei media, stesse celando orrori ancora maggiori a Gaza. Spero di ottenere informazioni, anche da parte di eventuali lettori.

 

Segnalo infine che ho recuperato in rete due blog che trattano questa guerra dall’interno: il primo è di un ragazzo libanese, Beezer, che tiene un diario a partire dal 12 luglio. Il secondo è di una gruppo di ragazzi israeliani, tra cui Carmia e John. Offrono due punti di vista che credo, con i dovuti senso critico e prudenza (a maggior ragione, in quanto ci si trova nel mondo virtuale), valga la pena conoscere. La testimonianza di John, nel suo post odierno "Debunking – Disproportionality" difende l’operato di Israele e spiega le sue ragioni. Sebbene si allontani dalle mie ideologie, forse troppo facili e demagogiche, in quanto non dentro la situazione, difendo il suo punto di vista e invito a leggere il post. E’ il suo personalissimo punto di vista e deve essere rispettato.

 

PS Ho contattato direttamente gli autori di questi due blog; se riceverò scritti o informazioni avranno di certo spazio nei futuri post.

Pubblicato luglio 26, 2006 da samuelesiani in Senza categoria

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