L’Afghanistan negli occhi   6 comments

il cacciatore di aquiloni"Sono diventato la persona che sono oggi all’età di dodici anni, in una gelida giornata invernale del 1975. Ricordo il momento preciso: ero accovacciato dietro un muro d’argilla mezzo diroccato e sbirciavo di nascosto nel vicolo lungo il torrente ghiacciato. E’ stato tanto tempo fa. Ma non è vero, come dicono molti, che si può seppellire il passato."

Con queste parole si apre l’intenso romanzo "Il cacciatore di aquiloni" (edizioni PIEMME, pp 394, 17,50 euro) di Khaled Hosseini, figlio di un diplomatico afghano che dal 1980 ha ottenuto asilo politico negli Stati Uniti e che oggi è un medico. 

"Il cacciatore di aquiloni" è un viaggio nello spazio, con un ritorno nella Kabul dei taliban, ma più ancora è un viaggio nella memoria, un ritorno al passato, un luogo mentale, dentro ognuno di noi, dove il protagonista deve ritrovare la propria infanzia e la propria fanciullezza, guardandone ai bisogni, ai dubbi e agli inevitabili errori. Quel luogo mentale è il luogo dove il protagonista deve perdonarsi, per essere finalmente, nell’oggi, un uomo libero e capace di agire.

Questo romanzo non offre soltanto l’esperienza terapeutica di "rivivere il proprio passato", ma ci mostra l’Afghanistan  degli anni ’60, prima dell’attacco dei russi e l’arrivo dei taliban, con la sua Kabul vivace, ricca di colori e odori, di artigiani e panettieri all’opera sul ciglio delle strade, di film russi e americani proiettati in piccoli cinema, delizia dei ragazzi. Un mondo dove l’unica guerra è quella che, annualmente, si combatteva fra i ragazzi delle città con gli aquiloni.

Sebbene la seconda parte del libro, legata al presente, sia senz’ombra di dubbio meno intensa di quella che riguarda il passato – rivelando una capacità maggiore dell’autore all’introspezione – questo romanzo merita, anzi, deve essere letto anche per come ci lascia negli occhi l’immagine di Kabul, da libera a prigioniera, attraverso quarant’anni di violenza.

Un Afghanistan che si fa fatica, oggi, anche solo a immaginare ma che deve essere ricordato così, perché così ritorni.

 

 

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6 risposte a “L’Afghanistan negli occhi

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  1. Grazie della visita e grazie del commento!
    Anche questo libro che proponi deve essere interessante!
    Ora che ho visto, credo che tornerò a far visita al tuo blog!
    A presto!

  2. Ti ho risposto sul mio blog. Grazie comunque della visita e di aver lasciato i tuoi commenti. Ciao, michela

  3. Non sei il primo che me lo raccomanda…. lo leggerò
    🙂

  4. felice di ritrovare una bella recensione di questo libro qui.
    ancor più felice perché questo libro mi è stato appena regalato…
    …e mi piace pensare che chi me lo ha regalato possa aver chiesto a te un consiglio! ; )

  5. In morte del re[..] E’ morto ieri, a 92 anni, nella sua terra, l’ultimo re dell’Afghanistan, Mohammed Zahir Shah. In esilio da trent’anni dopo il colpo di stato perpetrato dal cugino è vissuto in Italia, a Roma. Proclamato re a soli 19 anni, la sua guida prudente e [..]

  6. http://tsplu[..] In morte del re E’ morto ieri, a 92 anni, nella sua terra, l’ultimo re dell’Afghanistan, Mohammed Zahir Shah. In esilio da trent’anni dopo il colpo di stato perpetrato dal cugino è vissuto in Italia, a Roma. Proclamato re a soli 19 anni, la sua [..]

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