Archivio per agosto 2006

Chiuso per ferie   4 comments

 

 

Sono in vacanza. Torno i primi di settembre.

A presto!

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Pubblicato agosto 24, 2006 da samuelesiani in Senza categoria

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Nessuno tocchi Hezbollah   9 comments

Pur senza alcuna certezza, al momento in cui scrivo, sulla definizione delle regole d’ingaggio della risoluzione 1701, si suppone che  i militari della missione Unifil  non avrebbero tra i loro compiti quello di disarmare direttamente Hezbollah.

Una ragazza israeliana, Daniella, dalle pagine del suo blog (http://fromitalytoisrael.splinder.com) chiede se possa servire questa posizione e quale sia la funzione concreta dell’ONU in Libano. In pratica, cosa ci vanno a fare?

Personalmente ritengo che l’ONU debba essere al di sopra delle parti (o perlomeno provarci) e questo è il primo motivo per cui sostengo questa decisione delle Nazioni Unite. Secondariamente, si proteggono, per altro, anche i soldati dell’ONU, che almeno in questo caso, sono in protezione di una zona, e, tutelando entrambi, non si schierano a favore di nessuna delle due parti in causa.

Una seconda fondamentale questione sta nel fatto che, a casa propria, devono valere le proprie regole. Pertanto, a disarmare Hezbollah, se ne deve occupare l’unico esercito è che tenuto a farlo, vale a dire quello regolare libanese (anche se oggi appare come un’armata Brancaleone). 

Un’altra importante funzione dell’ONU è quella di proteggere anche Israele da possibili attacchi e al contempo garantire la sicurezza nella cosiddetta Blu line.

Infine, e forse il motivo più utile, anche alla stessa Israele, sta nel fatto che con questa risoluzione si impone al Libano di prendere una posizione chiara nei confronti della milizia Hezbollah (del resto è assurdo che una milizia armata si muova autonomamente senza che lo stato libanese prenda le dovute iniziative).

Concludo con una parola. Le vie della diplomazie sono molto complicate e irte d’ostacoli. Se D’Alema deve essere criticato perché cammina a braccetto con il deputato Hezbollah, lo si critichi anche perché stringe la mano al ministro degli esteri israeliano. Non mi si frantenda, ma non si deve fare un uso "politico"  della diplomazia.

E’ sacrosanta la richiesta da parte del ministro israeliano di riavere i due soldati rapiti. Ma non è utile alla diplomazia, che si muove in un punto così spinoso della nostra storia, sostenere che Israele è già pronta a colpire da solo Hezbollah (e non solo: si veda il post odierno di Daniella, "Israele potrebbe attaccare l’Iran da solo")… 

Io sono per la diplomazia. 

Pubblicato agosto 24, 2006 da samuelesiani in Senza categoria

Commenti e commenti anonimi   11 comments

Scrivo due righe per fare alcune precisazioni.

Quando ho aperto questo blog, ho deciso che non avrei cancellato alcun commento – fatto salvo che questi non fossero chiaramente offensivi o volgari – neppure quei commenti dal quale trapela un pensiero completamente opposto al mio (lo dimostrano i commenti al post "Un PACS indietro…"). Ho compiuto questa scelta perché confido nel confronto. E nella speranza, non sempre reale, in concreto, che da tutti si possa imparare.

Un’ultima precisazione riguarda i commenti anonimi. Personalmente li ritengo i più utili e soprattutto i più onesti. Scrivere un commento implica creare un legame con un altro blog. Per istinto, credo, si vada sempre a vedere il blog della persona che ci commenta.

L’utente anonimo, invece, compie questo gesto in modo totalmente gratuito, senza avere alcun fine.

Per questo, ringrazio ogni utente anonimo, come Andrea, che passa di qua e dice la sua. Ringrazio comunque chiunque volesse commentare, perché è attraverso il dialogo che si cresce e ci si mette in discussione.

Pubblicato agosto 24, 2006 da samuelesiani in Senza categoria

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Un PACS indietro…   39 comments

binetti

suor Paola Binetti, senatrice della Margherita

La senatrice della Margherita, suor Paola Binetti, in cattedra al meeting di Rimini ha dichiarato alla moltitudine dei ciellini presenti, che i PACS non fanno parte del programma dell’Unione, suscitando il plauso degli astanti (che però l’hanno anche fischiata: “Traditrice”, “Giuda”, le hanno gridato. Ma come? CL non capisce di avere un bella talpa in Senato dove la maggioranza è già più debole? Qualcuno che, pur tra le fila dei “comunisti” voti come la CDL?).

Possiamo effettivamente non darle torto: lo stesso Bertinotti aveva dichiarato che l’unico modo per trovare un accordo con l’area cattolica era quello di non tirare in ballo i PACS, ma riconoscere i diritti di ognuno all’interno della coppia. Una sorta di scioglilingua, con un contorno di fumo negli occhi, per tenere buoni i "moderati" cattolici.

Che buoni non sono stati per nulla.

E non è il primo caso: altri esponenti del Governo avevano aspramente criticato il ministro delle Pari Opportunità, Pollastrini, al Pride di Torino, la quale, forse colta dall’entusiasmo della pacifica festa torinese (perché è stata una festa, di rispetto e simpatia, apprezzata anche dai Sabaudi che per loro natura sono tanto restii alle novità), aveva invocato la via del riconoscimento dei diritti per le coppie omosessuali e non.

Ma non basta. Sempre a Torino, il tentativo di creare un registro delle coppie di fatto è stato bocciato non solo dalla solita cattolica Margherita (il vero purgone del Governo insieme al Mastella dell’indulto) ma anche da vari esponenti dei DS

Detto questo, l’unica possibile constatazione è che la nostra sinistra è, di fatto, la meno sicura di sé d’Europa. E la meno moderna, laica e votata ad un mondo che non chiede altro che diritti. Le forze cattoliche presenti in maggioranza tendono, infatti, a dettare leggi secondo un’etica che è solo quella cattolica.

 

In risposta ai tanti, troppi cattolici di destra e sinistra che non vogliono i PACS “per difendere la famiglia tradizionale” (tradizionale secondo chi? Secondo quale etica?) vadano le parole di Zapatero che, di fronte a quest’amletico dubbio, ha risposto con la semplicità di un bambino:

i matrimoni fra omosessuali, così come le coppie di fatto, non tolgono nulla alla famiglia tradizionale”.

Già… non tolgono nulla. Al massimo aggiungono un qualcosa ad un mondo che chiede diritti, ma che è governato da un panorama politico sempre più oscuro, bigotto e medioevale.

Prego chiunque abbia da ridire sul fatto che i PACS tolgono qualcosa ai matrimoni tradizionali di scrivermi. Anche a loro verrà dato il necessario spazio. Ma non credo che si possa ribattere granché.

 

Concludo con un aneddoto personale che mi è stato raccontato or ora da una mia amica che, per alcuni giorni, ha a casa sua il nipote.

La scorsa sera, la mia amica riceve un invito per cena a casa di due amiche lesbiche. Decide di accettare e di portare con sé il nipote.

Usciti, il nipote le chiede se le due stessero insieme. La mia amica, timidamente, opta per la verità: sì le due si vogliono bene e hanno deciso di vivere insieme.

 

Beh, non c’è niente di male. Ognuno sceglie quello che più si sente in natura”, le risponde il nipote. Che ha dodici anni.

 

Torno a ripetere da chi dovremmo prendere ripetizioni.

I bambini al Governo!

 

Pubblicato agosto 23, 2006 da samuelesiani in Senza categoria

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Turkmenistan – Iran   2 comments

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È incredibile quanto sia ignorante. Cerco di capire qualcosa del mondo, ma faticherei a indicare su una cartina dove si trovano certi paesi. Solo oggi, grazie ad un articolo de La Stampa, che riporta un reportage della giornalista indipendente Sylvie Lasserre, ho scoperto un’altra terra sotto dittatura, ignorata dai media in genere: il Turkmenistan.

La giornalista narra di una terra dove è impossibile parlare di politica per le strade, pattugliate ogni 200 m da soldati e poliziotti, dove il presidente Niyazov, del Partito Comunista, auto-elettosi Turkmenbashi (il padre dei Turkmeni) nel 1993 e proclamato “presidente a vita” nel 1999, ha proibito l’insegnamento delle lingue straniere, la lettura di testi provenienti dall’estero, chiuso biblioteche, cinema, teatri e ha vietato l’ingresso degli stranieri nella capitale dopo le 11 di sera.

Ciò che appate chiaro dall’articolo è la presenza di una dittatura: persino le guide che accompagnano la freelance temono possibili ritorsioni per il lavoro svolto con la giornalista straniera.

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Eppure, in un paese in cui il 60% della popolazione vive al di sotto della soglia della povertà, il faccione rubicondo del Presidente sorride dalle mille gigantografie perpetue appese in città (per sapere ulteriori informazioni cliccate sul blog della Lasserre, in alto).

 

Sentendo questa notizia mi sono chiesto immediatamente perché il mondo pare invece ossessionato dall’Iran, dove almeno il presidente è stato eletto dal popolo.

Se ci si vuole informare sulla situazione dell’Iran, il prezioso blog di Pino Scaccia ha una categoria dedicata a questo paese.

 

Quel che appare chiaro dalle indicazioni dell’esperto giornalista RAI, dai suoi colloqui con la gente del posto, con gli studenti dell’Università di Terhan, è che l’Iran è un paese in bilico fra tradizioni e modernità, dove gli studenti che quasi in coro sono per la pace, non negano la presenza di altri giovani pronti a morire per Allah… di ragazze, che in Iran hanno diritto allo studio, desiderose di emancipare il ruolo della donna (comunque migliore in Iran che in altri paesi musulmani), e dove l’accesso a internet è libero (solo i siti pornografici sono inaccessibili).

Basta guardare le foto del blog di Pino Scaccia per accorgersi che l’Iran non è una terra barbara. I giovani incontrati da lui, almeno a parole, sono pronti al dialogo e disponibili verso nuove culture (per altro la lingua italiana è la più studiata in Iran, superando quella Inglese). Le vie del centro sono piene di gente, come in quelle di una qualsiasi città europea o mediterranea.

 

Nel mese di maggio, il suo presidente, Mahmoud Ahmedinejad, almeno a parole, ha tentato una via di dialogo scrivendo una lettera (che qui potete trovare tradotta) al suo omologo americano.

Che il presidente dell’Iran abbia giocato questa carta anche con astuzia è certo. Ma comunque, al di là di tutto, la via della chiarezza è stata tentata.

Al momento, non esistono prove che l’Iran stia arricchendo uranio a fini militari (mentre il Pakistan già ce l’ha…)

E intanto mancano una decina di giorni alla scadenza data dall’ONU.

 

Pubblicato agosto 21, 2006 da samuelesiani in Senza categoria

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Josè e Liù   1 comment

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e il mio cane.

Quello di oggi è un post particolare: tratta della storia di Josè e Liù, due cani dai quali si può imparare. Devo però premettere che il senso di questo post è ben lontano dai servizi pietosi del pietoso Studio Aperto, quelli in genere accompagnati da musiche tristi, a modi Adagio di Albinoni con cani tristi che tristemente guardano la telecamera. Questa storia non vuole, infatti, essere sdolcinata e "lagrimevole" (ripeto, niente musiche tristi!). Da essa possiamo semmai, in modo utile e intelligente, imparare qualcosa di più sulla collaborazione scevra di pietismi.

La notizia arriva da "La Stampa" di oggi (pag. 41), e a scriverla non è un giornalista sentimentale (e quindi poco serio), ma un etologo che si occupa del comportamento degli animali domestici, Pier Vittorio Molinario. Riporto qui in parte, l’articolo.

Liù è un "cane guida", non di un umano non vedente, ma di Josè, un pastore tedesco antidroga che ha perso la vista quattro anni fa (…). Non avevo mai visto un cane cieco libero di muoversi in uno spazio aperto e complesso, per giunta in compagnia, e in un certo senso con l’assistenza, di un altro cane. Liù, una giovane meticcia (…) da più di tre anni è diventata la sua ombra (…). Non so come i cani si comportino quando sono soli, ma quando sono presenti delle persone Liù non cessa per un istante di volteggiare intorno a Josè, di strusciarglisi addosso, di mordicchiargli le zampe: esattamente come fanno certi cuccioli, o anche certi cani adulti, con le madri o con altri cani di rango sociale elevato con cui siano cresciuti.

Josè (…) trae da questo turbine di omaggi ansiosi precise informazioni ambientali, in particolare sull’attenzione delle persone. (…) Così è come se José leggesse lui stesso quei segnali (…).

(Josè inoltre) si muove con sorprendente disinvoltura tra gli ingombri fissi del giardino (…). E’ probabile che per orientarsi utilizzi delle mappe olfattive e dei segnali di ecolocazione , cioè delle riflessioni di suoni, come fanno i pipistrelli.

Ciò che rende meglio l’idea dello straordinario sviluppo delle percezioni non-visive di Josè è il fatto che giochi al lancio e riporto di oggetti con il proprietario. (…) è come se "udisse" il gesto del padrone che raccoglie un ramoscello e lo solleva in alto per lanciarlo. Fatto sta che si volta immediatamente a guardarlo, lo punta (…) e appena il braccio si solleva e l’oggetto solca l’aria si precipita nella direzione giusta, bloccandosi quasi sempre ad un metro da dove ha udito cadere il legnetto, e individuandolo poi con l’olfatto. 

Pubblicato agosto 20, 2006 da samuelesiani in Senza categoria

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L’orco del bosco di Gravina di Puglia   Leave a comment

orco_smallOra che si sono spente le luci teatrali dei media, un reportage dell’Espresso ritorna sulla vicenda dei due fratelli di Gravina di Puglia, scomparsi ormai dal 5 giugno.

Se i primi interrogatori si erano concentrati sui familiari, da alcune settimane si sono aperti nuovi, preoccupanti, scenari.

Scavando nelle vicende del paese, la polizia ha appreso che un uomo (definito nell’articolo l’Orco) aveva più volte abusato dei ragazzini del luogo. Pare che la cosa fosse, come sempre in questi casi, conosciuta. Nessuno ha detto nulla, in precedenza.

 

Nel dossier vengono inoltre analizzati gli ultimi sospetti degli investigatori che ritengono probabile la possibilità di una rete legata a sette sataniche e pedofilia, molto più pericolosa e ampia, dell’uomo oggi sotto processo.

Qualcuno non può non sapere.

 

Resta da chiedersi quanto questo silenzio sia figlio della paura, dell’omertà o della piena collaborazione. E rientra nella piena collaborazione anche il silenzio di chi, in base alla parola “vergogna”, non parla e non denuncia, affidandosi così a quella sottocultura che vede i fanciulli, in fondo, come una sorta di oggetto e non come vittime.

Non entro nella questione di Gravina. Gli investigatori devono fare le opportune indagini sia per riportare a casa i due ragazzi, sia per accertare che in paese non accadessero cose “strane”.

 

Il mio discorso vuole essere piuttosto generale:

 

l’orco delle favole, non può esistere se non ha un bosco dove nascondersi.

Pubblicato agosto 19, 2006 da samuelesiani in mondotondo mondoquadro, siamo stati bambini