Accade in Sardegna   3 comments

Da alcuni giorni, la stampa sta creando un certo caso su una proposta, quella di Renato Soru, governatore della Sardegna, che intende creare una tassa sul lusso (nello specifico, sulle seconde case dei non residenti, sul traffico degli aerei privati e sulle barche).

La tassa, come sappiamo, è fortemente osteggiata da Flavio Briatore, che dal suo Billionaire lancia parole e monetine sull’isola.

Solo per gli occhialetti del parvenu piemontese, la sua camicia aperta sul petto villoso e la costante compagnia di prostitute professionali (e non) di alto e medio bordo e di un’umanità che induce più alla pena che all’antipatia, ci viene naturale premiare il gesto di Soru, che peraltro appare “una voce sola”, nella sinistra italiana (forse preoccupata a propria volta di pagare la tassa sui panfili).

Ma occorre andare oltre questa banale emozione: un gesto politico deve essere guardato con oggettività, ripulito da qualsiasi simpatia o antipatia.

In primo luogo, propongo di informarsi sulla storia di Soru. Dalla sua storia trapela in modo chiaro e lucido un’alternativa al modello imprenditoriale di cui è simbolo Silvio Berlusconi. È inoltre utile conoscere le fase del suo ingresso in politica, dopo aver lasciato la direzione di Tiscali, e ottenendo non certo un appoggio dalla sinistra locale.

A questo punto, le sue parole possono farci conoscere il suo pensiero e capire i perché di questa “tassa sul lusso”.

Riporto alcuni passaggi da La Stampa del 10 agosto:

 

“ Pagare le tasse è classico di una cultura liberale. Prima le tasse le pagavano solo i sudditi, e prerogativa della nobiltà era esserne esentata. Mi pare che quel periodo storico sia finito.

Le tasse servono per finanziare lo sviluppo sostenibile di questa terra; certo si potrebbe fare come sogna Briatore, abolire ogni tassa sulle seconde case, mettersi a costruire appena vedo un lembo di terra libera, e certo, […] ci sarebbe un’impennata dell’economia. Ma dico cosa ne resterebbe dopo vent’anni […]? Qualcuno, pochi, che si sono arricchiti; e tutti gli altri fermi a guardare.

La storia della Sardegna è tutta diversa da questo mondo di varietà [di Briatore & Co. Ndr] è il contrario di una soap opera. Devo molto di quello che so a un grande intellettuale, un archeologo novantenne, Giovannino Linniu, al quale si devono i primi ritrovamenti nuragici. […] In fondo la Sardegna è storia di dominazioni […] è questo che ha dato alla gente quel tratto che lei scambia per fierezza, ma in realtà è mancanza di fiducia, come un senso di paura.”

Soru è un uomo proiettato verso il futuro, che vede in Internet l’arma per far uscire dalla depressione economica il Sud del paese. Ma è un uomo che conosce e rispetta le sue origini e che auspica che si possa

 

“Creare una Sardegna aperta, fiduciosa; ma senza briatorizzarla, tenendola ancorata anche alla cultura di ciò che siamo, attraverso quale viaggio siamo arrivati qui.

 

Attendo di sentire anche dalla bocca di Mercedes Bresso, governatore della mia regione, il Piemonte, parole così cariche di rispetto.

 

Infine, per contrasto col post precedente, in cui ho sostenuto parte della Sicilia come affezionata al clientelismo, invito alla lettura dell’intervento di Soru contro il clientelismo al Congresso DS di Torino (mi scuso, ma non riesco a recuperare la data precisa di tale convegno), ricordando che però, in Sardegna, Soru è stato eletto.

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Pubblicato agosto 12, 2006 da samuelesiani in Senza categoria

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3 risposte a “Accade in Sardegna

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  1. Bel blog! ^_^

  2. Hai perfettamente ragione! Una sinistra così contraddittoria ( eh che la sinistra di contradditorietà ne ha tanta alle spelle eh!) non l’avevo mai vista: inciucio su indulto in cambio di intervento…. o mamma!
    Questa storia qui nn la conoscevo… beh ho fatto bene a seguire le briciole lasciate da The Hours…. ha ragione hai un blog davvero da leggere!
    Ritornerò… intanto un caro saluto

    ps: ma te sei sardo?

  3. Ricambio la visita, complimenti per il blog!

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