Archivio per agosto 13, 2006

Il caso di Ferrara: si guardi alle vittime.   2 comments

Per la prima volta in Italia ci troviamo di fronte all’arresto non solo di un pedofilo (è solo di ieri la notizia del suicidio di Don Marco Agostini, arrestato in aprile, nell’ambito di un’indagine sulla pedofilia), ma di un personaggio legato alla produzione amatoriale di materiale pedo-pornografico.

È chiaro come questa figura ignobile non operasse da sola, ma avesse certamente agganci e contatti a livello internazionale. Forse un caso, ma ancora una volta compare il Belgio. Lo stesso Belgio che ha dato i natali a Stacy e Nathalie, le due bambine trovate morte lo scorso giugno; lo stesso Belgio che con il caso del mostro di Marcinelle (vi invito a leggere un dossier della Rai del marzo 2004) aveva svelato la presenza di un’organizzazione che andava ben oltre la presenza della coppia Dutroux, marito e moglie.

Questo post non vuole però entrare nel merito di quella che rischierebbe di finire in una polemica sterile nei confronti di un’indagine che neppure i giudici sono riusciti a concludere con il pieno riconoscimento di tutti i colpevoli.

Ciò su cui voglio soffermarmi è ben altro. In quel dossier si legge:

 

Sotto titoli innocenti come ”Stanlio e Ollio” e ”Via col vento” si nascondevano in realta’ i filmati in cui Marc Dutroux era in atteggiamenti espliciti con bambine e ragazze sotto l’evidente effetto di tranquillanti e droghe. C’erano anche la moglie e «altre persone non identificate» filmate mentre seviziavano bambini di non più di dieci anni, ma le autorità non fecero serie indagini per stabilirne l’identità.

 

Ma l’identità dei bambini, invece? Da dove arrivavano, chi erano i piccoli schiavi, le vittime di quegli osceni baccanali? Sono stati reclamati tutti i corpi? Questa è la prima informazione che dobbiamo chiederci e che il mondo dell’informazione deve darci. La vittima viene prima del carnefice.

 

Con questo post voglio arrivare a dire una cosa sola: che le luci della giustizia siano ben puntate sui mostri e le organizzazioni criminali, ma una piccola fiamma perpetuamente accesa illumini le vittime. A loro deve andare il nostro primo pensiero. Per chi ce l’ha fatta e per chi non ce l’ha fatta.

Lo sdegno non superi l’amore, il desidero di proteggere o la forza, di chi può o è chiamato a farlo, di liberare dalle schiavitù quelle vittime, spesso inconsapevoli.

La rabbia non superi la volontà di chi può fare qualcosa, di farlo.

La volontà di perseguire il carnefice non ci faccia trascurare la sua vittima.

 

Diversamente saranno vittime ancora una volta.

 

                                                           A tutti quelli che non sono tornati.

A tutti quelli che sono tornati. 

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Pubblicato agosto 13, 2006 da samuelesiani in Senza categoria

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