Dalla parte delle vittime   3 comments

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Dalla parte delle vittime è anche il bel film “All the invisible children”, il film corale prodotto e promosso in Italia dalla sicilianissima Maria Grazia Cucinotta, che si compone di una serie di episodi diretti da grandi nomi del cinema mondiale (tra cui spiccano quelli di Emir Kusturica, Ridley Scott, Spike Lee e John Woo) e che ha purtroppo avuto un debolissimo successo al botteghino ( nella mia città, Torino, la sera della prima proiezione, nella piccola sala unica a proporre questo film erano presenti una trentina di spettatori, al massimo).

Sul un numero di Metro di quei giorni (scusate, ma non so indicare il giorno preciso) si leggeva, inoltre, a proposito:

 

Un film che è anche un caso, se è vero che è stato acquistato da 122 paesi ma non da USA e Regno Unito. “Non riesco a capire perché le major non lo vogliano – si sfoga la distributrice Adriana Chiesa – non voglio pensare ad una pregiudiziale ideologica, sarebbe gravissimo.

 

Sebbene dal punto di vista cinematografico, il film nel suo complesso non sia un capolavoro (un doppiaggio ignobile offende il primo episodio; quello italiano è alquanto debole; ben diverso il discorso per quello vitale di Kusturica, per il delicato episodio di Woo e per quello intenso firmato da Spike Lee), quest’opera corale presenta, ad ogni buon conto, una serie di punti di vista diversi sul sociale e sul mondo dell’infanzia rubata.

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Mi stupisce che la presenza di tanti grandi nomi, nonché la collaborazione fra Elisa e Tina Turner che hanno realizzato, per questo film, la splendida canzone “Teach me again” non abbiano saputo coinvolgere e avvicinare il grande pubblico.

 

Segnalo questo film perché da poco è possibile affittarlo in videoteca, mentre dal 13 settembre sarà disponibile in vendita.

Credo sia utile guardare questo film che è dalla parte delle vittime, ma anche – e forse, soprattutto – soffermarsi sul destino della sua distribuzione e il rapporto col grande pubblico.

 

PS è ammirevole l’iniziativa del Campidoglio, del Centro Islamico e della Comunità Ebraica che hanno organizzato una vacanza di due settimane in Italia per 50 bambini, tra israeliani e libanesi, strappandoli in questo modo dagli orrori della guerra (anche se decisamente in ritardo, essendo stata decisa per oggi la tregua in Libano).

Spero che questo gesto possa servire ad inculcare il senso di rispetto fra popoli e culture e la volontà di pace in questi bambini che, un giorno, a propria volta, saranno grandi e futuri madri e padri.

Spero che questo gesto sia un serio e vero impegno per la pace. E non un vile atto di buonismo alla mercè dell’opinione pubblica. 

 

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3 risposte a “Dalla parte delle vittime

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  1. spero , speriamo tutti che ci sia la possibilità per una nuova cultura della pace.
    Ma la pace va costruita e nutrita con i piccoli gesti che spesso mancano. Ma questo è uno piccolo da dove cominciare
    Giulio

  2. Sono d’accordo con te, Giulio. Ma ripeto: spero che questo gesto sia sincero e che sia solo l’inizio di un cammino di pace.

  3. Qualche settimana fà, un dei soliti sbarchi di clandestini stremati, stavolta su una spiaggia del ragusano, i bagnanti danno i primi soccorsi.
    La convivenza, la solidarietà, è una mentalità che va acquisita, e che si arricchisce giorno dopo giorno (anche con l’antipatico vicino di casa).
    ciao piero

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