Josè e Liù   1 comment

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e il mio cane.

Quello di oggi è un post particolare: tratta della storia di Josè e Liù, due cani dai quali si può imparare. Devo però premettere che il senso di questo post è ben lontano dai servizi pietosi del pietoso Studio Aperto, quelli in genere accompagnati da musiche tristi, a modi Adagio di Albinoni con cani tristi che tristemente guardano la telecamera. Questa storia non vuole, infatti, essere sdolcinata e "lagrimevole" (ripeto, niente musiche tristi!). Da essa possiamo semmai, in modo utile e intelligente, imparare qualcosa di più sulla collaborazione scevra di pietismi.

La notizia arriva da "La Stampa" di oggi (pag. 41), e a scriverla non è un giornalista sentimentale (e quindi poco serio), ma un etologo che si occupa del comportamento degli animali domestici, Pier Vittorio Molinario. Riporto qui in parte, l’articolo.

Liù è un "cane guida", non di un umano non vedente, ma di Josè, un pastore tedesco antidroga che ha perso la vista quattro anni fa (…). Non avevo mai visto un cane cieco libero di muoversi in uno spazio aperto e complesso, per giunta in compagnia, e in un certo senso con l’assistenza, di un altro cane. Liù, una giovane meticcia (…) da più di tre anni è diventata la sua ombra (…). Non so come i cani si comportino quando sono soli, ma quando sono presenti delle persone Liù non cessa per un istante di volteggiare intorno a Josè, di strusciarglisi addosso, di mordicchiargli le zampe: esattamente come fanno certi cuccioli, o anche certi cani adulti, con le madri o con altri cani di rango sociale elevato con cui siano cresciuti.

Josè (…) trae da questo turbine di omaggi ansiosi precise informazioni ambientali, in particolare sull’attenzione delle persone. (…) Così è come se José leggesse lui stesso quei segnali (…).

(Josè inoltre) si muove con sorprendente disinvoltura tra gli ingombri fissi del giardino (…). E’ probabile che per orientarsi utilizzi delle mappe olfattive e dei segnali di ecolocazione , cioè delle riflessioni di suoni, come fanno i pipistrelli.

Ciò che rende meglio l’idea dello straordinario sviluppo delle percezioni non-visive di Josè è il fatto che giochi al lancio e riporto di oggetti con il proprietario. (…) è come se "udisse" il gesto del padrone che raccoglie un ramoscello e lo solleva in alto per lanciarlo. Fatto sta che si volta immediatamente a guardarlo, lo punta (…) e appena il braccio si solleva e l’oggetto solca l’aria si precipita nella direzione giusta, bloccandosi quasi sempre ad un metro da dove ha udito cadere il legnetto, e individuandolo poi con l’olfatto. 

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Pubblicato agosto 20, 2006 da samuelesiani in Senza categoria

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Una risposta a “Josè e Liù

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  1. Trovare chi blogga “per” qualcosa e non “contro” l’umanità intera, è sempre una piacevole sorpresa.
    Credo che tu abbia molte affinità con la nostra “tribù”.
    Se ti ho incuriosito abbastanza, vieni a scoprirle nel nostro blog; sarà una piacevole sorpresa anche per te. 😉

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