Marylin del mondo II   1 comment

Alcune settimane fa, il 15 agosto per l’esattezza, scrivevo un post sul caso di Hina, o meglio su tutte quelle donne vittime delle violenze dell’uomo.

Ho ribadito in quel caso, anche su blog altrui, come questo tipo di violenze (o peggio, delitti), non debbano essere iscritti ad un’unica componente politica, sociale o culturale e che siano fenomeni trasversali che colpiscono in ogni dove e da sempre nella storia.

Queste sono le vittime di una cultura che vede nella donna, nell’omosessuale, o nel bambino un oggetto di cui ci si può servire.

Detto questo, lascio la parola alla LAI (Lesbiche Antifasciste Italiane), la cui mail mi è stata inoltrata dall’amica Barbie (Le parti nerettate sono mie).

COMUNICATO DELLA LAI (Lesbiche Antifasciste Italiane)
Lo stupro perpetrato in questi giorni a Torre del Lago è un delitto "politico" contro una donna lesbica e a rendere più intollerabile l’evento, di per sé doloroso, è il fatto che per crimini di tale natura non esistono ancora in Italia quelle tutele specifiche, che sono già presenti in altri stati. Come spesso in passato, i giornali hanno catalogato l’episodio nella cronaca, evidenziando soprattutto che i violentatori sono "italiani".

(…) E l’oggetto della violenza ha tanti nomi. Oggi si chiama Paola, a Torre del Lago; ma si chiamava con un altro nome altrove, oppure non ha potuto neanche nominarsi, come in tanti casi non denunciati per la paura dettata dall’intimidazione. (…) Lo stupro di Paola è l’ennesimo episodio della continua, ripetuta aggressione nei confronti di lesbiche, gay e transessuali e purtroppo non sarà  neanche l’ultimo, perché l’estrema destra in Italia da anni sta alimentando odio e violenza verso chi – a parer suo – reca danno alla triade Dio-Patria-Famiglia. Questa brutale campagna d’opinione va avanti da anni, acquistando un carattere sempre più dilagante e devastante, dati anche i tentativi – espliciti o striscianti – di sminuire la gravità degli attacchi che "i bravi ragazzi", rappresentanti delle "sane famiglie", impunemente portano avanti.
Dobbiamo cambiare rotta. Lo stupro, soprattutto uno di questo tipo, non si esaurisce fra vittima e carnefice, ma si estende alla comunità di cui il soggetto violentato fa parte. Colpire una donna lesbica, un gay, uno o una trans, oltre ad essere un crimine odioso contro la persona che ne è vittima, tende a colpire al cuore la sua, la nostra comunità  d’appartenenza.
E’ necessaria una forte battaglia culturale e anche un’azione legislativa specifica, per fermare non solo gli esecutori dei crimini, ma anche tutti coloro – siano essi opinionisti, politici, medici, religiosi d’ogni estrazione – che, sostenendo il disprezzo e l’odio verso gay, transessuali e lesbiche, o verso quelle altre donne eterosessuali che comunque vivono liberamente la loro sessualità , alimentano il retroterra culturale in cui maturano delitti come questo.
Dobbiamo lottare con fermezza perché sia varata una legge contro le discriminazioni d’ogni portata, nei confronti di tutte le persone che vivono liberamente la propria sessualità  e la propria identità  di genere;
dovremo altresì vigilare sull’applicazione di questa legge e garantire che vengano svolte campagne per farla conoscere; ma dovrà  cambiare anche l’atteggiamento del "movimento lgbt" verso la discriminazione rivolta ai "diversi", deve cambiare a partire da adesso. Bisogna saper mettere in campo una mobilitazione tempestiva, per far capire che la persona oggetto di violenza NON E’ sola.  

(…) L’inclusione dei crimini compiuti a danno degli appartenenti alla comunità  lgbt tra quelli determinati da differenze razziali, etniche, religiose e nazionalistiche, per i quali la legge Mancino prevede specifiche tutele, è dunque il minimo che si possa oggi pretendere da una società  civile europea.

Ribadiamo: dello stupro di Torre del Lago subito da Paola, una lesbica trentenne, sono responsabili tutti. Tutti quelli che in questi mesi hanno designato i gay tramite il termine di "culattoni", tutti quelli che vogliono "curare" coloro che suppongono e definiscono come "malati", o "pervertiti", o "froci", ma sono responsabili anche quelli che associano la parola gay a pedofilo. Sono s i n g o l a r m e n t e responsabili tutti coloro che non vogliono garantire alla comunità  lgbt i diritti, che non vogliono tutelare i suoi componenti sul lavoro e nella vita, disattendendo consapevolmente lo specifico invito della Comunità  Europea, a varare leggi di tutela dalle discriminazioni in base all’orientamento sessuale.
Lo stupro di Torre del Lago pesi sulle loro coscienze, perché questo atto è la quasi-diretta conseguenza delle tante vessazioni, piccole e grandi, fatte subire alla comunità  lgbt quotidianamente e molto spesso coperte da silenzio; è la conseguenza quasi-diretta di discriminazioni che generano la paura; è il risultato delle tante parole d’odio dette e sentite in tv, lette sui giornali o udite nei comizi, sbandierate con estrema arroganza dai vecchi e dai nuovi fascisti.

PER CONTATTI:
lai4les@googlegroups.com
sabilou@virgilio.it Luisa Raineri (amministratrice)
 

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Pubblicato settembre 12, 2006 da samuelesiani in Senza categoria

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