Molto forte, incredibilmente vicino   Leave a comment

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Molto forte, incredibilmente vicino è il secondo libro del giovanissimo (classe 1977) Jonathan Safran Foer, già autore del più famoso “Ogni cosa è illuminata”, – merito anche della godibile pellicola tratta da questo testo.

Il suo secondo libro narra le vicende di Oskar, ragazzino sensibile e dalla fervida fantasia, che ha perso il papà nell’attentato dell’11 settembre. Alla storia personale del bambino, al suo personalissimo modo di superare il lutto (ricercando “cosa apre” una chiave ritrovata tra le cianfrusaglie del bizzarro padre), s’intreccia la storia dei nonni, tedeschi fuggiti da una Dresda bombardata, al tempo della Seconda Guerra Mondiale.

Ho letto questo libro molti mesi fa. Ad essere onesto non ne ricordo con esattezza la ricca trama, che comunque non è mio interesse riportare qui (chi fosse interessato alle recensioni dei lettori può cliccare  sul titolo). Preferisco parlare di altro.

La lettura è piacevole, grazie allo stile fresco della scrittura di Safran Foer, anche se l’andamento è volutamente frammentario. Nel volume, inoltre, fotografie e virtuosismi grafici ci accompagnano nella lettura.  

Ma ciò che più mi ha colpito in questa storia è il modo in cui lacrime e sorrisi si mescolano (come nella migliore tradizione del cinema di Almodovar), restando sempre in un’atmosfera di purezza e generosità incredibile.

Il giovane autore, per bocca dei suoi personaggi, mostra l’inutilità della guerra e il suo orrore. Un Orrore che genera traumi, che sono anche – e forse soprattutto – intimi e individuali. Come quello del piccolo Oskar. E forse, anche la sua personalissima risposta, il suo personalissimo lutto verso il trauma dell’America ferita nell’11 settembre.

In più, questo è anche un libro sulla ricerca. Una ricerca che è quella delle origini – rappresentata nel tentativo di scoprire cosa apre quella piccola chiave del padre – per poter andare avanti. Per sopportare il dolore e avere ancora più forza per affrontare il futuro. E apprezzarne le cose belle.

È un libro che si legge di colpo. Ci si trova smarriti, ad averlo finito. Ma che alla fine, lascia qualcosa di importante dentro di noi.

 

 

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