Archivio per novembre 2006

Mario e Carlo   4 comments

Mario Placanica e Carlo Giuliani. Ovvero, il ragazzo ucciso e il ragazzo che gli ha sparato.

In questi giorni Placanica, carabiniere ventenne al G8 di Genova, dice di non essere stato lui a sparare su Giuliani e apre nuove questioni sui fatti di quei giorni. E’ giusto che la verità venga a galla, che si sappia chi ha ucciso Carlo Giuliani. E’ giusto che sua madre – oggi deputato di Rifondazione Comunista – lotti per questa causa.

Ma ciò che non posso sopportare, è che si tramuti in un criminale un ragazzo di vent’anni, come Placanica, con occhi spenti, uno sguardo poco intelligente e una parlata con marcato accento del Sud.

Placanica è già stato il capro espiatorio delle forze dell’ordine, che non a caso non lo hanno protetto e lo hanno buttato fuori dall’Arma.

E’ doveroso rimarcare che entrambi sono vittime di un sistema – anche politico – che li ha organizzati e contrapposti. Ma a far le spese di questo sistema sono stati, comunque, loro. Due ragazzi di vent’anni. Uno ha perso la vita, l’altro – continuando a cambiare versioni – denota come la sua vita sia comunque spezzata, interrotta a quelle ore.

A chi critaca facilmente Placanica, dico di provare per un attimo a mettersi nei suoi panni. Quanta paura, quanta ferocia dovevano esserci nel suo animo di ventenne, in quelle ore.

Ma la colpa, ripeto, è di chi li ha organizzati. Da ambo le parti. Genova è stato il campo di battaglia di forze – anche politiche – opposte. Chiediamoci oggi chi ha ordinato alle forze dell’ordine di usare tutta quella violenza. Chiediamoci chi ha organizzato i Black Block, chi li ha armati, chi li ha guidati. Questi nomi sconosciuti sono i veri responsabili della morte di Carlo e della non vita di Mario, le vere vittime del G8 di Genova.

Pubblicato novembre 30, 2006 da samuelesiani in Senza categoria

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Il professor Scaramella   1 comment

Ho cercato un poco in rete, qualche informazione su Mario Scaramella, l’uomo che ha pranzato con l’ex agente assassinato a Londra.

È straordinario quanto poco si sappia concretamente di quest’uomo.

Una prima indicazione arriva da La torre di Babele del giornalista rai, Pino Scaccia:

 

«Undici dicembre 2003: nella seduta n.49 della commissione parlamentare d’inchiesta sul dossier Mitrokhin a Mario Scaramella è affidato il ruolo di consulente. Ma chi è questo personaggio che si fa chiamare professore e che vanta rapporti diretti con i servizi segreti russi, l’uomo che ha partecipato all’ultimo pranzo di Alexandr Litvinenko? Certamente è stato al centro, più volte, di episodi inquietanti. Come il 13 marzo del 2004 quando a Ercolano finì in mezzo a una sparatoria con un piccolo boss. Consulente, anche, del comune di Napoli nel settore ambiente, partecipò all’esproprio di una villa abusiva. Nella sparatoria a rimetterci fu il boss ma meravigliò che Scaramella era difeso da due agenti della polizia penitenziaria in borghese. Altro episodio tutto da chiarire il 17 giugno del 2005 a San Marino quando denunciò tre riminesi per traffico di uranio ma la procura di Bologna che ha tuttora in mano l’inchiesta non trovò mai tracce della valigetta segnalata.»

 

Certamente Scaramella deve aver vissuto appieno i suoi 36 anni. A vent’anni sgominava bande mafiose e camorriste, senza essere delle Forze dell’Ordine, eppure vivendone in stretto contatto. Poi, oltre a diventare consulente di vari Governi, è stato esperto di anti-mafia, magistrato, professore in varie università, ect.

Pare, però, che nessuna di queste qualifiche corrisponda al vero.

A questo proposito, leggete i post inerenti a Scaramella che l’amico LorisValania ha scritto, usando tra le altre fonti un articolo dell’Unità in cui viene intervistato il diessino Valter Bielli, che ha rappresentato i Ds nella Commissione Mitrokhin.

Esilarante per altro, ciò che Guzzanti ha detto oggi a Otto e mezzo. Alla domanda del perché ha chiamato Scaramella come consulente nella Commissione Mitrokhin, ha risposto:

“Ne ho sentito parlare molto bene. L’ho contattato telefonicamente, mi è piaciuto e quindi l’ho inserito in Commissione”.

Infine: SkyNews annuncia che l’italiano non è stato contaminato, mentre oggi la Repubblica pubblica un articolo in cui vengono gettate ombre pesanti sul professor Scaramella.

Siamo comunque ben lontani dalla verità…

Pubblicato novembre 29, 2006 da samuelesiani in Senza categoria

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Continuate a fare domande   2 comments

Ho finalmente visto “Uccidete la democrazia” di Deaglio, il documentario che tanto polverone ha alzato in queste settimane.

Personalmente, mi trovo d’accordo con molti altri blogger in giro per la rete: Deaglio non riesce ad essere totalmente incisivo e molte sue affermazioni non sono supportate, come dovrebbero, da dati di fatto. Inoltre, anche lui, come la Guzzanti di “Viva Zapatero”, sembra ricalcare un po’ troppo lo stile del più grande Micheal Moore, senza avere però lo stesso humor nero e la stessa tenacia del documentarista americano.

A Deaglio e ai suoi collaboratori va però il merito di avere notato e portato alla luce l’appiattimento delle schede bianche nella votazione di aprile. Un dato assurdo, che mostrerebbe come in tutte le province italiane la percentuale delle schede bianche si attesti, secondo i redattori di Diario, tra l’1 e il 2%.

schedebianche

Al di là di tutte le possibili polemiche, credo sia doveroso in primo luogo verificare questo dato. Se ciò è vero, ci si aspetterebbe dalla politica italiana una qualche reazione. Se questa non dovesse avvenire, più che ad un golpe mancato, mi pruderebbe l’idea che la sinistra o

1)      è al contempo coinvolta.

2)      Non può fiatare perché in qualche modo è sotto ricatto delle destre.

 

Intanto Deaglio da testimone è da oggi accusato.

 

Di certo, è veramente un fenomeno tutto italiano, il fatto che ad occuparsi dell’aspetto informatico legato alle urne sia l’azienda del figlio di Pisanu, l’allora ministro degli interni (così come i progetti della TAV sono stati firmati con la destra dal buon Lunardi, mentre con la mano sinistra – quella del ministro – ne autorizzava la validità).

Di certo, l’assenza del ministro degli interni, per recarsi alla corte del re, è un fenomeno irregolare.

Di certo, l’attrice che Deaglio sceglie per il ruolo della giornalista che intervista la gola profonda è – in termini teatrali – una vera cagna!

 

Al di là di tutto, comunque, le frasi ciniche alla conclusione del documentario – per bocca della gola profonda – sono veramente straordinarie. E l’immagine di Pisanu (“che da buon democristiano sente l’odore della morte da lontano”), che guardando Berlusconi agitarsi lo vede come un gatto che si agita, un gatto morente, è sublime.

Ma tornando serio, l’invito di Deaglio di continuare a fare(farsi, aggiungerei) domande è forse l’indicazione più preziosa di questo documentario.

Pubblicato novembre 28, 2006 da samuelesiani in Senza categoria

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L’ex agente segreto russo – aggiornato   6 comments

Nella categoria 1984, a cui appartiene questo breve post, vengono inseriti solo ed esclusivamente dati di fatto.

È un fatto che l’ex spia del KGB, Alexander Litvinenko, sia stato avvelenato con una sostanza radioattiva che ne ha procurato la morte oggi, dopo più di 20 giorni di agonia.

 

L’ex agente aveva pubblicamente accusato Putin della morte della giornalista Politkovskaya. Ma non sono state procurate prove in proposito (è possibile però seguire il video dell’intervento, tramite il sito frontlineclub o cliccando qui).

 

È però un dato di fatto che Alexander Litvinenko si trovava, nel momento dell’avvelenamento, in compagnia di un italiano: Mario Scaramella. Quest’ultimo aveva mostrato all’ex spia russa una lista di nomi scomodi per gli agenti segreti russi, ricavati da alcune mail, in cui comparivano le sigle MS (lo stesso Mario Scaramella) e PG (forse il senatore di Forza Italia Paolo Guzzanti ,il padre dei comici).

 

Oggi, il senatore ha pubblicato sul quotidiano di cui è vicedirettore, Il Giornale, un editoriale dal titolo: “Io nel mirino”.

 

È un dato di fatto che Scaramella non è stato anch’egli avvelenato o sarebbe meglio dire, contaminato, da quel materiale radioattivo che ha procurato invece la morte di Litvinenko.

 

È un dato di fatto che gli agenti segreti di mezzo mondo, in questi ultimi anni, paiano muoversi in modi ambigui. Si veda, solo per fare un esempio, questo mio recente post.

 

È un dato di fatto anche, che l’Italia dopo le tante paure (vere?) degli scorsi inverni di non avere gas a sufficienza, ha stretto un rapporto economico con la Gazprom russa; si legga anche l’articolo su http://www.rainews24.it/Notizia.asp?NewsID=65392

Aggiornamento del 27 novembre

Cito alcuni passi da rainews:

"Queste radiazioni non viaggiano a lunga distanza, al massimo qualche centimetro".

 "Radiazioni sono state riscontrate nel ristorante di Piccadilly Circus dove Litvinenko ha cenato il 1 novembre, nell’hotel di Mayfair dove si era recato sempre il 1 novembre e nel suo appartamento a nord di Londra."

Nessun giornale e nessuna polizia pare interessarsi all’ultima persona che ha incontrato l’ex agente. Ma già si dice che il killer è un agente russo, il cui secondo nome è Ivan, forse zoppo, ma esperto di arti marziali…

Si nasconderebbe in Italia… … Dicono…

Pubblicato novembre 25, 2006 da samuelesiani in 1984, mondotondo mondoquadro

Weeds: un buon antiemetico   1 comment

weeds

Il post di oggi, che ho bisogno di leggerezza, è una sorta di antiemetico contro la binetto-giovanardogia.

 

La cura inizia in un orario assolutamente proibitivo, dopo la mezzanotte del mercoledì, su Rai2 quando va in onda una serie tv che in america ha ricevuto un certo successo.

Si tratta di Weeds, che in italiano significa erbacce. Questa serie  è, dal mio punto di vista, molto più provocatoria e intrigante del più celebre Desperate housewives, sebbene abbiano in comune l’idea di mostrare il lato nascosto – ed ironico – della provincia americana (non a caso, la serie è trasmessa in piena notte).

 

Qualcosa sulla trama: la protagonista di questo Weeds, la dolce Mary Louise Parker di Pomodori verdi fritti, è una giovane vedova con due figli abituata ad un certo tenore di vita. Con la morte del marito, pensa bene di garantirsi lo stesso tenore iniziando a diventare una timida pusher, che attraverso un gruppo di ragazzi smercia marijuana nel liceo del paese.

Al suo fianco, un fratello che ama farsi mantenere (voglia di lavorare, saltami addosso), ed una serie di altri curiosi e credibili personaggi.

Il linguaggio è spesso scurrile, le tematiche sempre politically non correct (si rifornisce da due neri, i ragazzi che spacciano nella scuola sono un gruppo di indiani, il fratello è preoccupatissimo che le sue prestazioni sessuali, sempre occasionali, siano superlative) sono da far rizzare il capo ai politici della Margherita e dell’UDC, che però, pare, non se ne siano accorti. O forse a quell’ora i preti e le suore mancati della nostra politica dormono già tutti.

In realtà la serie è divertente, dissacrante e soprattutto tende a sdrammatizzare. Come a dire: “intanto vi faccio vedere chi siamo veramente, e poi magari ci occupiamo di cose più importanti”.

 

Amici nottambuli? Dateci un occhio, va là.

Pubblicato novembre 23, 2006 da samuelesiani in Senza categoria

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Moralismi anacronistici   4 comments

MALAW_2 La Chiesa è per la vita. Una vita che comincia già dall’embrione e che non deve essere interrotta neppure quando l’uomo è ridotto a vegetale. La Chiesa è per la vita. E lo è così disperatamente da non considerare forse col dovuto rispetto ciò che alla vita pone una fine.

 

In Mozambico, il 30% della popolazione è sieropositiva. Il 30%, una cifra che mozza la parola in gola. Eppure, nonostante l’HIV – che in condizioni di assenza di cure appropriate e di infime condizioni igienico sanitarie– significa morte certa, la Chiesa si trova ancora oggi a non approvare l’uso del preservativo. Una Chiesa davvero per la vita, nelle sue missioni nel sud del mondo, dovrebbe portare casse di condom nel Terzo Mondo. Altro che limitarsi a suggerire l’astinenza. Un po’ limitativo in luoghi dove, nei seminari sessuali promossi e condotti dall’Unicef, si insegna alle bambine di dieci dodici anni, a rifiutare e denunciare le proposte sessuali da parte degli stessi familiari; un po’ poco in terre dove la prostituzione – tanto femminile quanto maschile – è spesso l’unico mezzo di sostentamento.

Ecco allora che l’anacronistica morale della Chiesa si svela per quello che esattamente è: moralismo e fumo negli occhi. Gli stessi elementi che impregnano, tra l’altro, le menti di tanti politici cattolici, da suor Maria Binetti a padre Giovanardi, impegnati a perder tempo sulla fiction a tematica lesbo di Lino Banfi; o a discutere se la condizione omosessuale implichi o meno una condizione di peccato (e siamo nel terzo millennio…) o a sprecare fiato su quella por**ta del Codice da Vinci…

Tutta questa pruderie non fa che denotare come la Chiesa sia più interessata al sesso che alla vita nella sua completezza, essendo il sesso solo una piccola componente della vita.

 

Se Cristo, così come lo voleva Pasolini, dovesse ritornare sulla terra prenderebbe a bastonate con il pastorale gli alti prelati, la Binetti e Giovanardi. E tornerebbe a piangere in silenzio nell’orto degli ulivi, nel vedere com’è caduta in basso la sua progenie.

 

PS Inviamo un sms al 48589, entro il 5 di gennaio: doneremo un euro in favore della campagna “Uniti per i bambini uniti contro l’AIDS”, promossa dall’Unicef. Noi siamo persone serie e pratiche. E siamo per la vita. È più utile devolvere una piccola cifra a favore di una giusta causa, piuttosto di perdere tempo a chiedersi se si è, o meno, peccatori.     

 

Pubblicato novembre 22, 2006 da samuelesiani in Senza categoria

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Andava anche bene   2 comments

Le prime pagine di tutti i quotidiani italiani, in questi giorni, si prodigano nel criminalizzare il gesto dei quattro studenti torinesi (più avanti, forse, dirò la mia) o a dare spazio all’ennesima ondata di moralismo dei senatori diellini, capitanati dall’impavida suor Maria Binetti sulla vitale questione degli spinelli.

Ma questo non è altro che fumo negli occhi. Come i servizi dei neofascisti mascherati da Iene.

Meglio sarebbe se suor Maria Binetti e i giornalisti provassero anche solo ad interessarsi presso il ministro della difesa su alcune strane questioni come la presenza di uranio arricchito nei crateri delle bombe sganciate da Israele in Libano o di uranio impoverito nell’Iraq, terre dove, tra l’altro, oltre alla sperimentazione di nuove armi non convenzionali, operano organizzazioni non governative e i nostri soldati. E soprattutto terre dove continuano a vivere e morire civili! Che di sicuro, sorella Binetti, l’uranio fa più male anche di un panetto di fumo. (Sulle veramente utili questioni di cui sopra,  andate a vedere i reportages di rainews24, il link lo trovate qui a fianco.)

Andava anche bene se suor Maria Binetti e gli altri della compagnia di giro avessero sprecato due parole due, piuttosto, sulla data di ieri: il 17 novembre del 1938, data in cui è stato promulgato dal re Vittorio Emanuele III il regio decreto firmato da Mussolini  conosciuto come Provvedimenti per la razza italiana che seguiva una serie di disposizioni, emanate tra l’estate e l’autunno dello stesso anno, che sono il corpo delle leggi razziali in Italia.

Andava anche bene.

Pubblicato novembre 18, 2006 da samuelesiani in Senza categoria

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