Il segreto di Esma   Leave a comment

Ieri sera ho visto il film della mia coetanea Jasmila Zbanic sugli effetti, nell’anima e nel corpo della società ex-Jugoslava del dopoguerra dei Balcani.

 grbavica

Undici anni sono passati da una guerra poco mediatica, dimenticata, eppure una guerra alle porte della nostra gaissima Italia.

La giovane regista, col film “Il segreto di Esma” (titolo originale, Grbavica, il nome di un quartiere di Sarajevo), vuole guardare agli effetti di quella guerra. E compie questo percorso raccontando una vicenda personale che racchiude in sé il dramma di molte più persone. È il dramma delle donne violentate durante la guerra e dei loro figli nati dall’orrore (per non dimenticare, aggiungo io, è lo stesso dramma ancora poco noto e conosciuto, dei figli dei disaparacidos argentini: bambini nati durante la prigionia dei genitori e usati chissà per cosa e finiti chissà dove).

Ritornando però all’intenso film della Zbanic, colpisce al cuore non solo la vicenda personale di Esma che come ho detto è in realtà più ampia (nel film, molte comparse sono donne violentate in quel conflitto, che anche in questo modo testimoniano il loro dramma e, per certi versi, lo rivivono). Ciò che personalmente mi ha colpito maggiormente è la storia di Sarajevo, che anche qui si allarga allo situazione della Bosnia Erzegovina.

Vediamo una città che non riesce a ripartire, immersa in un silenzioso dolore (nel film, un grigio inverno), occupata da gente segnata, ancora confusa dalla fine non solo della guerra civile jugoslava, ma anche dal crollo del comunismo.

Non può ripartire – pare dirci – fin tanto che tutti i corpi siano stati recuperati dalle fosse comuni e il dolore e i lutti elaborati.

L’esigenza di rivivere il dolore per ritornare a vivere. Solo così Esma può ritornare alla vita e far rinascere il rapporto con la figlia Sara, tanto inquieta quanto bisognosa d’amore.

È una storia da conoscere, che apre nel finale del film alla speranza.

La stessa regista chiede all’Europa, che l’ha premiata al Festival di Berlino, di partecipare a questo ricordo. Di non lasciare da sola la sua Bosnia.

Una storia che dobbiamo fare nostra.

 

PS: continuano i miei “problemi tecnici”. Mi scuso con tutti gli amici per non riuscire in questi giorni a leggere i loro interessanti blog.  

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: