Continuate a fare domande   2 comments

Ho finalmente visto “Uccidete la democrazia” di Deaglio, il documentario che tanto polverone ha alzato in queste settimane.

Personalmente, mi trovo d’accordo con molti altri blogger in giro per la rete: Deaglio non riesce ad essere totalmente incisivo e molte sue affermazioni non sono supportate, come dovrebbero, da dati di fatto. Inoltre, anche lui, come la Guzzanti di “Viva Zapatero”, sembra ricalcare un po’ troppo lo stile del più grande Micheal Moore, senza avere però lo stesso humor nero e la stessa tenacia del documentarista americano.

A Deaglio e ai suoi collaboratori va però il merito di avere notato e portato alla luce l’appiattimento delle schede bianche nella votazione di aprile. Un dato assurdo, che mostrerebbe come in tutte le province italiane la percentuale delle schede bianche si attesti, secondo i redattori di Diario, tra l’1 e il 2%.

schedebianche

Al di là di tutte le possibili polemiche, credo sia doveroso in primo luogo verificare questo dato. Se ciò è vero, ci si aspetterebbe dalla politica italiana una qualche reazione. Se questa non dovesse avvenire, più che ad un golpe mancato, mi pruderebbe l’idea che la sinistra o

1)      è al contempo coinvolta.

2)      Non può fiatare perché in qualche modo è sotto ricatto delle destre.

 

Intanto Deaglio da testimone è da oggi accusato.

 

Di certo, è veramente un fenomeno tutto italiano, il fatto che ad occuparsi dell’aspetto informatico legato alle urne sia l’azienda del figlio di Pisanu, l’allora ministro degli interni (così come i progetti della TAV sono stati firmati con la destra dal buon Lunardi, mentre con la mano sinistra – quella del ministro – ne autorizzava la validità).

Di certo, l’assenza del ministro degli interni, per recarsi alla corte del re, è un fenomeno irregolare.

Di certo, l’attrice che Deaglio sceglie per il ruolo della giornalista che intervista la gola profonda è – in termini teatrali – una vera cagna!

 

Al di là di tutto, comunque, le frasi ciniche alla conclusione del documentario – per bocca della gola profonda – sono veramente straordinarie. E l’immagine di Pisanu (“che da buon democristiano sente l’odore della morte da lontano”), che guardando Berlusconi agitarsi lo vede come un gatto che si agita, un gatto morente, è sublime.

Ma tornando serio, l’invito di Deaglio di continuare a fare(farsi, aggiungerei) domande è forse l’indicazione più preziosa di questo documentario.

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Pubblicato novembre 28, 2006 da samuelesiani in Senza categoria

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2 risposte a “Continuate a fare domande

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  1. giustissimo quello che dici a proposito di “verificare i numeri”, sto cercando in rete se c’è qualche fonte autorevole, ma temo sarà piuttosto difficile. sono curioso infatti di sapere quei grafici mostrati nel documentario-film da che dati provengono, perchè di per sè sono sconvolgenti. a proposito di numeri, poi, e di numeri che non contano, non so se hai sentito delle schede bianche del friuli che non tornano: http://ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/26-Novembre-2006/art36.html un saluto!

  2. Ne ho parlato anche sul mio blog, è la solita storia italiana.
    Chiasso poi silenzio assordante, finchè non si saprà cosa decide la Procura su Deaglio e…sipario!

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