Archivio per dicembre 2006

Povero Cristo   3 comments

crocifissione

… così conto di scriverti in questi giorni, in occasione del duemilaseiesimo anniversario della tua nascita.

E quindici o vent’anni da che non mi rivolgo a te. Non è stata una scelta voluta. Forse, per qualche incrocio di geni – qui non c’entra neanche la ragione – ho rigettato il teorema che ti vuole uomo, dio e figlio di dio.

Così, nel momento in cui ti parlo, non posso che avvicinarmi con i miei pensieri a te come lo farei pensando a grandi condottieri del passato, intellettuali e scienziati che hanno segnato, nel bene e nel male, la nostra via.

Non posso che rivolgermi a te che come persona, per gridare tutta la mia rabbia.

In tuo nome, una stirpe maledetta ha ucciso, saccheggiato e mortificato i suoi simili. La Storia è intrisa del sangue delle Crociate, di quello di Giordano Bruno, di quello delle popolazioni indigene dell’America; la Storia grida il silenzio che ha accompagnato la tua chiesa durante l’Olocausto, il suo consenso allo spietato Pinochet, le collusioni piduiste.

In tuo nome  – tu, che non lo hai mai chiesto – sono state uccise migliaia di persone. Spente milioni di voci.

Ed è anche il nome tuo ad esser stato saccheggiato. E ora mi appari ancora più vittima di quanto, per scherno,  ti appesero alla croce.

 

La tua chiesa, oggi, fa impietosire la natura. È una vecchia bigotta ossessionata dal controllo (morboso) sui corpi, più che interessata a guidare le anime di chi, per DNA, crede nei suoi precetti. E si dilunga a parlare di sciocchezze umane.

Anziché guardare e gridare ogni ora ogni minuto contro tutte quelle nazioni che quotidianamente praticano la pena di morte, discutono fino a quando conservare in vita con delle macchine una larva umana, per negargli infine una sepoltura con rito religioso.

La tua chiesa accompagna ancora oggi lo sciocco imperatore della nazione più potente del mondo, infimo uomo che dice di parlare in nome tuo.

Questa maledetta chiesa, figlia di Satana – se esistesse – più che tua, lascia morire di AIDS la pietosa terra spaccata del sole.

Questa maledetta chiesa tace  dei trafficanti di armi, di petrolio, di persone; gli stessi neo-con che ne rimpinguano le casse.

Piccoli e grandi generali si muovono ancora oggi in nome tuo. E lo stesso vale per il tuo omologo mediorientale. Sul suo nome, come sui rami di un albero, si appendono stragi e veli e bigamia.

I nostri miseri stati, i nostri miseri governi sono nella loro mani. In quelle mani scorrono sangue e soldi.

 

Ti hanno sputtanato, Cristo. Ti hanno sputtanato per duemila anni.

 

Non posso chiederti di illuminare le loro menti, non credendo io in te in quanto dio e detentore di un mondo dopo la morte.

Ti chiederei, semmai, di scomparire, far svanire il tuo ricordo ormai manipolato.

Scomparire dalle nostre menti. Per svelare oggi la loro reale miseria, le loro reali politiche, i loro reali sotterfugi.

Questo sarebbe, oggi come oggi, secolo dopo secolo, il segno più grosso della tua potenza di uomo.

Questo potrebbe essere un modo per iniziare a salvarli. E salvare noi tutti, vittime di tutte le chiese.     

Pubblicato dicembre 24, 2006 da samuelesiani in Senza categoria

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Regali diversi   2 comments

 

L’amico FrancoG di Ammazzare la portinaia segnala dalle pagine del suo blog un’intelligente iniziativa.

Riporto qui il suo post:

Siete partiti in anticipo e pensavate di aver fatto tutti i regali, ma vi siete improvvisamente accorti che ve ne manca uno?
Avete ricevuto un regalo inaspettato e non avete più il tempo per poter contraccambiare?
La lista è ancora lunga ma cercate disperatamente di rimandare il momento in cui dovrete affrontare la folla impazzita?
Siete molto fortunati, anche quest’anno Save the Children vi offre una
soluzione, sostenere un suo progetto e comunicarlo al destinatario. Senza muovervi da lì.

<!–

–>Appoggiamo questa iniziativa di Save the Children. E un grazie a FrancoG per la segnalazione.

Pubblicato dicembre 22, 2006 da samuelesiani in Senza categoria

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Accade nell’ex Birmania   1 comment

Il post di oggi segue un solco lasciato da un post dell’amico Maurizio de “Il Golem” che ha per titolo “Parole di Pace…”.

In quel post, Maurizio ci ha regalato un brano veramente intenso tratto da Il Grande Dittatore di Chaplin.

 

Voglio portare il mio esempio di persone per la pace: Aung San Suu Kyi.

200px-Daw_Aung_San_Suu_Kyi

Ho conosciuto la sua sconosciuta storia da un film che mi porto nel cuore, “Oltre Rangoon”, e che consiglio davvero.

Un piccolo riassunto con l’aiuto di Wikipedia:

Aung San Suu Kyi è la figlia del vice presidente del Consiglio della Birmania, assassinato da militari in un colpo di stato (1962). La dittatura è durata fino agli scontri del 1988 quando, durante le rivolte studentesche, il generale Ne Win si è dimesso. Aung San Suu Kyi (che all’epoca dell’omicidio del padre aveva due anni) è tra i principali leader non-violenti a favore del ritorno della democrazia e nel 1990 stravince col suo partito le prime elezioni libere dopo trent’anni. Ciononostante, l’esercito non ha mai voluto lasciare il potere al partito dei democratici di Aung San Suu Kyi.

E lei viene arrestata. Le viene proposta la possibilità di allontanarsi dal paese per evitare il carcere. Ma resta a fianco della sua gente, per la sua lotta non violenta a favore della democrazia.

Liberata nel 1995, viene nuovamente imprigionata nel 2003, dopo un tentativo non riuscito di ucciderla a bordo di un’auto con un gruppo di reporter stranieri. Ancora oggi è agli arresti domiciliari.

 

Molti cantanti, tra cui gli U2, i REM e i Coldplay le hanno dedicato brani musicali per sostenere la sua causa.

 

Dal 1991 Aung San Suu Kyi è Premio Nobel per la Pace.

Pubblicato dicembre 20, 2006 da samuelesiani in da chi imparare, mondotondo mondoquadro

Accade in Francia: Alliance Base   4 comments

Mentre molte persone discutono sulla questione Bildeberg (migliaia di siti e blog ne parlano), solo rainews24 in Italia e poche altri media nel mondo (il Washington post e Radio France) trattano dell’Alliance Base: una sovrastruttura con sede a Parigi che riunisce i servizi segreti di USA, Francia, Germania, Gran Bretagna e quasi certamente Italia.

Su questo argomento è doveroso  il video prodotto da rainews24, una delle poche fonti libere e obiettive di cui disponiamo.

 

Mi limito segnalare alcune frasi di Dana Priest, premio Pulizer, la prima giornalista a segnalare questa associazione di servizi segreti in un articolo sul Washington post, già nel 2003:

“Il mondo non è quello che sembra … pensavo dopo vent’anni di lavoro come giornalista che non mi sarei più sorpresa. Invece è successo. Il mio esempio preferito in questo senso riguarda il periodo in cui il ministro della difesa Donald Rumsfeld[americana] si scagliava con forza contro i francesi, che si rifiutavano di mandare i loro soldati in Iraq. I senatori proibirono la parola french fries e la sostituirono con freedom fries. Ebbene, in quel periodo, la Francia era la seconda nazione dopo la Gran Bretagna che ha aiutato di più la CIA. … Quindi la Francia era aspramente criticata, e da parte sua rispondeva dicendo che la sua posizione era giusta e gli americani erano pazzi. Ma allo stesso tempo non diceva nulla sull’importante collaborazione con l’America. Nessun accenno alla cosa. Eppure questo avviene. È questa la grande notizia.”

Segnalo inoltre che in rete si parla pochissimo di Alliance Base, al contrario di Bildeberg. Chiediamoci il perché…

Pubblicato dicembre 17, 2006 da samuelesiani in Senza categoria

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Accade in Cecenia   2 comments

Da più di un anno in Cecenia molte persone, quasi tutti bambini, sono affette da una misteriosa malattia.

Ne leggo per caso sull’interessante blog Ceceniasos. Non posso esimermi dal riportarne alcuni brani. Invito comunque a tenere sott’occhio il blog Cecenia SOS (che da oggi linko) e leggere la notizia nella sua completezza sul blog (l’articolo dalla Novaya Gazeta è presente anche su www.radicali.it):

 

Mentre si parla in continuazione dei veleni provenienti dalla Russia, non c’è uno straccio di giornalista che si degni di occuparsi del fatto che qualcuno continua ad avvelenare centinaia di bambini ceceni. Ne abbiamo già parlato ed anche la Politkovskaya ne aveva scritto estesamente arrivando ad una conclusione che si riassume con un atroce sospetto: i bambini ceceni potrebbero essere usati da qualcuno come "biomateriale per esperimenti". … Per fortuna che esiste (non si sa ancora per quanto) la Novaya Gazeta (il giornale per cui lavorò la Politkovskaya), ma in particolare un agguerrito gruppo di traduttori italiani che hanno curato la traduzione dal russo di questo lungo, ma illuminante, articolo che fa il punto della situazione. Ringrazio di cuore Paolo Ares, Matteo M. (di cui segnalo il blog mozzafiato di traduzioni dal russo) e Chiara Zambrini, senza il cui prezioso lavoro non sarebbe stato possibile fare conoscere al pubblico italiano gli sviluppi recenti sulla faccenda.

 

Dalla Novaya Gazeta (7-12-2006)

Un anno fa Anna Politkovskaja iniziò a indagare su alcuni casi di intossicazione di massa di bambini ceceni, causati da una sostanza sconosciuta, verificatisi a partire dall’autunno del 2005 prevalentemente nelle scuole della provincia di Šëlkovskaja in Cecenia. Allora fu stilata anche una diagnosi ufficiale: “sindrome pseudoasmatica di natura psicogena”. E’ passato un anno, tuttavia lo stato di salute dei bambini malati non è migliorato. Inoltre nel settembre 2006 in due villaggi della provincia di Šëlkovskaja in Cecenia – Kobi e Starošcedrinskaja – sono stati riscontrati nuovi focolai della malattie, che hanno colpito bambini e adulti che in precedenza non si erano ammalati. Le intossicazioni di massa si sono verificate nei villaggi di Kobi, Grebenskaja, Starogladovskaja, Starošcedrinskaja, Šëlkovskaja, Šelkozavodskaja. Nella provincia di Šëlkovskaja vivono persone che non sono state toccate duramente dalla guerra quanto gli abitanti di Groznyj e delle province montane. Qui la guerra vera e propria neanche “è stata vista”. E’ importante considerare ciò, in quanto la diagnosi ufficiale fornita ai bambini collegava la loro malattia alle “conseguenze della guerra”.

prevalgono bambine dai 10 ai 14 anni, tuttavia si sono ammalati anche bambini della stessa età e donne e uomini adulti. Tutti questi, senza eccezione, in questa o in quella occasione, sono stati a scuola. Praticamente, non vi sono altri tratti che collegano i vari casi. Ai bambini che hanno cominciato ad arrivare negli ospedali locali dall’ottobre 2005 è stata stilata la diagnosi di “intossicazione di eziologia non chiara”. Questa diagnosi ha resistito fin dopo il 20 di dicembre, quando è stata sostituita con la diagnosi legata a disturbi psichici. il 22 dicembre il tossicologo capo della Repubblica Cecena, lo psichiatra Musa Dal’saev, comunica la diagnosi: non vi è alcuna intossicazione, si tratta di “sindrome pseudoasmatica di natura psicogena”, i bambini stanno simulando e si copiano la malattia gli uni con gli altri. E l’équipe di specialisti dell’Istituto di psichiatria legale “Serbskij” ha stilato la propria diagnosi – “psicosi di massa”. Ma il giorno seguente, il 23 dicembre, si rende noto che nel sangue dei bambini malati è stato trovato dell’etilenglicolo.

… si sono iniziate a stilare per tutti i bambini diagnosi “psichiche”, sono state prelevate le cartelle mediche dei bambini che erano stati all’ospedale di Šëlkovskaja, si è cominciato a inviare i bambini presso istituti medici specializzati per la cura di problemi psichici, dove le cure svolte non davano alcun risultato.

 

È possibile leggere dell’inizio di questa malattia su peacereporter qui e qui.

Pubblicato dicembre 16, 2006 da samuelesiani in Senza categoria

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Accade in Irlanda   Leave a comment

Nella cattolicissima Irlanda, come in Italia, la situazione sulla tutela delle coppie di fatto è – non solo in alto mare, ma – dichiaratamente osteggiata.

E’ il caso di due donne, che – sposate nel 2003 in Canada – hanno chiesto il riconoscimento della loro unione anche in Irlanda dove vivono insieme da oltre 25 anni.

Il giudice dell’Alta Corte, anche lei una donna – ma di evidente stampo binettiano, ha bocciato la loro richiesta, rispondendo con una motivazione lunga 138 pagine. Un trattato!

L’omosessualità è stata considerata fuorilegge fino al 1993 in Irlanda.

In che mondo bacchettone viviamo.  

Pubblicato dicembre 15, 2006 da samuelesiani in Senza categoria

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I venditori di fumo (di ieri e di oggi)   5 comments

La contestazione sulle schede; Pisanu che accolto come un re a 8 e mezzo parla dei seggi e dello scrutinio come parlasse di Tressette (senza contraddittorio, dicendo assurdità e usando termini tipici del gioco delle carte come, appunto, "smazzare"); Guzzanti che a costo di apparire squilibrato fa illazioni assurde e complica in realtà le vicende della morte di Livtinenko; lo stesso Scaramella che ha fatto il primo test dopo 20 giorni dall’incontro e a giorni alterni è ora contaminato, ora sano come un pesce; l’operato di Taormina nel delitto di Cogne (indipendentemente dalla colpevolezza o meno della Franzoni)…

Sono esempi di maestri nell’arte di vendere fumo nei nostri tristi anni. E intanto, la verità, si chiude a riccio e si nasconde in un luogo più buio. E diventa ancor più impossibile ritrovarla, riannodarne i nodi sciolti.

Più di vent’anni fa, Pier Paolo Pasolini combatteva un identico fumo con la forza della sua parola. Ad essa affidava il tentativo di dissipare la coltre di fumo del suo tempo. Che è anche il nostro.

Io non so se Pasolini sapesse veramente i nomi. Ma con quelle parole ha operato – da intellettuale, certo, non da magistrato – per la verità e contro chi nel caos ci sguazza a favore di molte non-verità.

Pasolini, il nostro Pasolini, continua a gridare e ad aiutarci a più di vent’anni dalla morte (alla faccia di quel mediocre di Aldo Busi, che in una mediocre trasmissione lo ha definito "passato", "anacronistico"). 

Io so.
Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere). Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969. Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974. Io so i nomi del "vertice" che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di golpes, sia i neofascisti autori materiali delle prime stragi, sia, infine, gli "ignoti" autori materiali delle stragi più recenti. Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969), e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974). Io so i nomi del gruppo di potenti che, con l’aiuto della Cia (e in second’ordine dei colonnelli greci e della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il 1968, e, in seguito, sempre con l’aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del referendum. Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l’altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l’organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neofascisti, anzi neonazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine ai criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista). Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi bruciavano), o a dei personaggi grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli. Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killers e sicari. Io so tutti questi nomi e so tutti questi fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi. Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che rimette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero. Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell’istinto del mio mestiere. Credo che sia difficile che il "progetto di romanzo" sia sbagliato, che non abbia cioè attinenza con la realtà, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti. Credo inoltre che molti altri intellettuali e romanzieri sappiano ciò che so io in quanto intellettuale e romanziere. Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il 1968 non è poi così difficile…
 
Pier Paolo Pasolini
14 novembre 1974

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Pubblicato dicembre 14, 2006 da samuelesiani in Senza categoria

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