Archivio per gennaio 2007

Appuntamenti e segnalazioni   18 comments

Dedico questo post ad alcuni appuntamenti e segnalazioni.

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Il primo è rivolto agli amici romani (newspusher, voi siete de Roma, no?), ma non solo: il movimento Facciamo Breccia ha organizzato per il 10 febbraio, con ritrovo alle ore 14 in Piazzale Ostiense, una manifestazione a favore della laicità dello Stato e contro le ingerenze del Vaticano nella vita politica italiana (il caso dei PACS è l’ultimo di questa lunga serie di intromissioni).

 

Da un amico NOTAV, mi arriva una petizione via mail a favore della popolazione di Vicenza. Invito tutti a clickare qui e a partecipare a questo appello.

 

Ricordo ancora l’appello di Carlo e amici, che con cene e altro, raccolgono fondi per garantire che il processo del G8 di Genova, dopo la sparizione delle molotov, vada avanti.

 

Un grazie a tutti. Basta poco.  

Pubblicato gennaio 31, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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Dal blog Human Rights sulle molotov e il G8   3 comments

LA CACCIA AL TESORO CONTINUA
Giovedì, 25 gennaio 2007, abbiamo appreso che il tesoro da noi cercato (le due molotov) è stato distrutto da chi avrebbe dovuto custodirlo: la Questura di Genova. Ovvero gli allora dirigenti della squadra mobile e della DIGOS Nando Dominici e Spartaco Mortola: entrambi imputati nel processo in corso.
Hanno lasciato il formaggio in mano ai topi …
Ma noi non demordiamo, anzi: puntiamo più in alto! La prossima caccia al tesoro è alla ricerca della verità e della giustizia per i fatti di Genova.
Per poter partecipare è sufficiente fare un versamento al conto del Comitato, in palio la possibilità di vivere in un paese democratico che non permetta e, nel caso, condanni duramente gli abusi, i falsi, le violenze e le torture da parte delle forze di polizia.
Giovedì, in Tribunale a Genova, non c’erano parlamentari, non c’erano gli ex-portavoce del GSF, c’erano molti giornalisti ma, la maggior parte di loro, dopo la vicenda delle molotov scomparse, spegneranno nuovamente i loro registratori e le loro telecamere per chissà quanto tempo ancora.
C’erano molti poliziotti che hanno ripreso e fotografato in lungo e in largo i partecipanti al presidio. C’era un clima di intimidazione, di arroganza di chi pensava di aver già steso un velo sul processo in corso.
Così non è stato, il processo continua, nonostante le molotov scomparse, e noi continuiamo la nostra caccia al tesoro, nonostante le innumerevoli promozioni dei responsabili della mattanza della Diaz e delle torture di Bolzaneto.
Aiutateci a non rimanere soli, a lasciar accesa una luce su quei giorni, e sul nostro futuro. Chiedete a tutti i parlamentari di presentare un’interpellanza sulla sparizione delle molotov, sottoscrivete un versamento al Comitato per le spese della segreteria legale impegnata nei processi in corso a Genova
COMITATO VERITA’ E GIUSTIZIA PER GENOVA
http://www.veritagiustizia.it
info@veritagiustizia.it
ccp 34566992 ABI 07601 CAB 01400  intestato Comitato Verità e Giustizia per Genova

Dal Blog Human Rights, di Carlo. Io il mio piccolo contributo l’ho fatto e spero che i miei amici appoggino, con me, questa causa che è di tutti.

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Pubblicato gennaio 29, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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Giornata della memoria   2 comments

In ricordo di chi non c’è più, di chi è stato strappato dalle proprie case e dalla vita. Ebrei, ma anche zingari, omosessuali, dissidenti politici, menomati fisici e psichici, testimoni di Geova. L’olocausto non è stato solo la strage di una razza. Anche questo non deve essere dimenticato. E non deve essere strumentalizzato

Da omosessuale il mio primo pensiero a chi è stato deportato per le proprie inclinazioni sessuali. 

Questa giornata della memoria, in ricordo anche di tutti i sopravvissuti, perché continuino a trovare la forza di raccontare e ricordarci l’orrore.

 …

 

Segnalo un intenso e acuto intervento di Moni Ovadia dalle pagine di Peace Reporter

http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&idart=7149.

Sull’olocausto degli omosessuali

http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/deportazioneomo.htm e

http://www.olokaustos.org/argomenti/homosex/omosex4.htm

Pubblicato gennaio 27, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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Solidarietà naturale   3 comments

Il metro di oggi – www.metronews.it, edizione di Torino racconta questa interessante notizia:

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Due cuccioli di tigre di Bengala nati in un circo sono stati rifiutati dalla madre. Ma a quel punto è intervenuta una cagnetta, appartenente ad un povero raccoglitore di cartone, che se ne è presa cura e li sta allattando.

Che la notizia sia reale, accaduta in questi giorni, in un circo, poco importa. Sono molto più interessato a notare come gli animali, spesso e indipendentemente da questa notizia, compiono per istinto azioni che noi uomini definiremmo "solidali".

Auspico a me stesso, di avere l’istinto di un cane. 

Pubblicato gennaio 25, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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Poveri cristi   2 comments

Nel mio posto di lavoro l’anno è cominciamo molto male. Soprattutto per l’operaio che stamattina ha perso la vita, a cento metri in linea d’aria, dalla struttura dove opero.

Inizia la manfrina delle responsabilità, dei rimbalzi, dei palleggi, dei muri di gomma. E una testa oltre a quella del morto verrà messa su un piatto.

Alla famiglia le mie più sentite condoglianze.

Morire per il lavoro è forse la cosa più assurda che possa concepire.

PS da un po’ di tempo, un utente anonimo inneggia al duce e al fascismo dalle pagine del mio blog. Lascio le sue parole, per ora, come testimonianza di una realtà ben presente nel nostro paese, una realtà che – a quanto pare – si nasconde nell’anonimato di un blog o dell’urna elettorale… Nessuna altra parola, nessuna dialettica, nessun altro commento, vista la giornata.

E’  morto un operaio.

Pubblicato gennaio 23, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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Barack Obama   6 comments

obama

L’America potrebbe essere pronta per quest’uomo?

Pubblicato gennaio 21, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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L’attualità di Cristo si è fermato ad Eboli.   2 comments

catenaIn questi giorni sto leggendo "Cristo si è fermato a Eboli" e non posso fare a meno di restare colpito dall’attualità del testo di Carlo Levi. Pittore e intellettuale torinese antifascista, medico amico di Piero Gobetti, in quelle pagine descrive, con uno sguardo d’antropologo, il confino in terra di Lucania. Così apre il suo racconto:

"Cristo non è mai arrivato qui, né vi è arrivato il tempo, né l’anima individuale, né la speranza, né il legame tra le cause e gli effetti, la ragione e la Storia. Cristo non è arrivato, come non erano arrivati i romani (…), né i greci."

Sono terre di rancori e odi secolari, ancestrali, quelle che descrive. Di dualismi che si perdono nel tempo. Terre imprigionate in un medioevo feudale mai concluso.

La cronaca di questi giorni mi stimola a tentare un raffronto. Il caso di Erba, quello di ieri a Mestre (dove un familiare ha sgozzato la zia e ferito alcuni altri parenti per una bega familiare), l’omicidio di un 15enne da parte di un coetaneo svelano nella loro verità,  situazioni chiuse, blindate, asfittiche – pericolosamente descritte dai media in modo emotivo o, ed è il caso di Erba, pettegolo. Il mondo non è il mondo di fuori in continuo movimento, ma si ranicchia in se stesso e si ferma, nella casa su cui faticosamente grava un mutuo, quella stessa casa che un tempo era una capanna o di pietra agli occhi di Levi. In essa nulla deve entrare, neppure gli strilli di un bambino – ma soprattutto nulla deve uscire. Nessun confronto, quindi. Neppure con la strada, neppure col quartiere. Il mondo è il condominio in cui la casa è inserita o la casa stessa, simbolo di nuclei familiari (spesso devastati).

Lontano dall’onda emotiva e dai giudizi, queste storie mi mostrano spazi senza finestre e senza porte. Luoghi blindati e privi di ossigeno. E rinnovano la realtà contadina di Levi, svelando il medioevo feudale in cui questi nuovi schiavi si trovano a vivere: oggi non ci sono feudatari cui inchinarsi, ma Dottori, Professori, Avvocati, Onorevoli: entità – non uomini – dotate di un’aura magica comunque da reverenziare. Qui nulla conta se non i 50 mq in cui ci si rinchiude per ringhiare un odio che pare secolare. 

Ben vengano quindi i Movimenti. Ben vengano i NoTav e i vicentini e tutti quei movimenti che smuovono i corpi e risvegliano gli animi. Quei luoghi dove le tensioni si rivolgono finalmente verso il fuori in modo costruttivo, in un insieme per un insieme e non si accartocciano a spirale nell’animo del singolo. Dove non ci sono nemici (e chi conosce questi movimenti lo sa bene) ma avversari.

Ben vengano queste discussioni e questi sit-in e queste proteste e queste notti passate all’addiaccio e questi pensionati stretti a fianco dei NoGlobal mentre una casalinga prepara pastasciutta. Ben venga tutto ciò che spezza le catene mentali di un medievo feudale, al tempo stesso padre e figlio di una dittatura fascista.

Il Disegno di Pablo Echaurren da "Rivista anarchica online".

Pubblicato gennaio 18, 2007 da samuelesiani in mondotondo mondoquadro

Carità cristiana   2 comments

Nella notte sono stati impiccati in Iraq gli altri due uomini legati a Saddam. L’America oltre alla democrazia ha anche esportato il suo democratico modo – ben conosciuto anche in Cina e da vari paesi terzomondismi sotto dittature – di far fuori gli indesiderati.

Mi aspettavo un qualche minuscolo commento dalla chiesa. Nessuno. Nemmeno un piccolo ruttino. A quanto pare la pena di morte non è tra le priorità della chiesa. Per altro, oggi, nel sempre interessante programma tv di Augias, Storie, un ospite ha detto senza mezzi termini che il catechismo della chiesa cattolica comprende la pena di morte, ma solo in alcune particolari situazioni. Che mi chiedo quali siano…

La chiesa denota ancora oggi la sua miseria morale e la sua spietatezza.

È una chiesa che rifiuta di far celebrare il rito cattolico per il funerale di Welby, ma che accetta a braccia aperte un’altra bara, “accompagnata a un tricolore fascistissimo con l’aquila rampante sul fascio littorio, deposta su un cuscino di margherite bianche”. Leggete questo tanto vero, quanto penoso articolo dell’Unità riproposto su onemoreblog, segnalatomi da Zanocom nei commenti ad un mio post.

PS carità cristiana anche nel processo Mediaset contro Berlusconi, Mills & co. Tutti le accuse inerenti fatti precedenti al 1999 sono cadute in prescrizione. Mastella toccare la ex-Cirielli, no eh?

Pubblicato gennaio 15, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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La strage di Marzabotto   3 comments

Per aiutarci a ricordare alla redazione di Rete4 cos’è stato il nazi-fascismo ci viene in aiuto la cronaca di questi giorni.

Il 29 settembre 1944, i nazisti con la collaborazione dei fascisti italiani circondarono il territorio di Marzabotto (Bologna) e procedettero senza alcuna distinzione allo sterminio di tutta la popolazione. La mattanza portò alla morte 770 persone, la maggior parte donne e bambini.

Il 13 gennaio 2007 il tribunale militare di La Spezia ha riconoscito colpevoli e condannati all’ergastolo dieci dei diciassette imputati (tutti contumaci).

Dopo oltre sessanta anni, il ricordo della strage brucia ancora nei familiari delle vittime. Questo processo lo rivela. E la condanna potrà forse in parte alleviare il loro dolore. E ricordare a noi le violenze della dittatura nazi-fascista. 

Alla faccia di Mediaset.  

Lo avrai
camerata Kesserlig
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non con la terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non con la neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non con la primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto con il silenzio dei torturati
Più duro d’ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi con lo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama

ora e sempre
RESISTENZA

Il duce secondo Rete4   13 comments

Avevo già accennato qui del processo più o meno velato di rivalutare il senso del fascismo. L’altra sera, con spirito di abnegazione, ho pensato di seguire il programma di rete4 “Vite Straordinarie” che ha dedicato la sua ultima puntata alla figura di Benito Mussolini.

Con sottofondi musicali delicati e malinconici di Yann Tiersen (il compositore delle musiche de "Il favoloso mondo di Amelie", per intenderci) o tratti da “Lezioni di piano” è stata mandata in onda quella che Natalino ha definito “la telenovela del duce”.

La figura di Benito Mussolini è stata riproposta, nel documentario della rete serva, in chiave subdola e ruffiana: di lui si parla in termini di grande leader, grande comunicatore, geniale statista riconosciuto a livello europeo.

Il senso dell’omicidio di Matteotti è rovesciato e viene fatto notare come il duce si sia coraggiosamente assunto la responsabilità di questa morte.

I progressi (progressi?) apportati dal fascismo (o "colpi portati a segno", come viene detto nel servizio) hanno un rovescio della medaglia che ci viene bisbigliato nel documentario: la perdita della libertà. Ma la cosa è talmente sussurrata da passare inosservata.

Cosa è voluto dire perdere la libertà? Perché gli storici stipendiati Mediaset non lo dicono. E forse vale la pena ricordarlo. Significa: essere picchiati a morte dai fascisti (Gobetti), imprigionati e mandati al confino (Gramsci), lo scioglimento e la depurazione dei partiti all’opposizione, totale controllo della stampa, della vita privata, della corrispondenza. E l’elenco andrebbe avanti all’infinito…

Nessun accenno al figlio del duce, rifiutato e lasciato morire in un ospedale psichiatrico (ne avevo parlato nel post che si apre cliccando “qui” della prima riga), il duce passa, cito ancora Natalino, “come un bonario personaggio, con la passione per la gnocca”.

L’unico imperdonabile errore del duce è stato, sempre secondo gli storici Mediaset, quello di legarsi ad Hitler (ma viene fatta notare la distanza tra i due e come il dux italiano alludesse ironicamente all’effeminatezza dell’omologo tedesco…), promulgando così le strazianti leggi razziali, e segnando il suo declino.

L’uomo che aveva piegato e sfiancato l’Italia è stato poi mostrato sul finale con pietà, magro e scavato nella sua rocambolesca fuga.

 

Questo post, malgrado il mio sdegno, non vuole aprire un’inutile polemica, ma limitarsi a constatare.

Com’è necessario constatare che si stia risollevando la questione di piazzale Loreto. A chi chiede le scuse dal popolo italiano, mi limito a segnalare quanto appreso in un seminario di storia che ho seguito alcuni anni fa al Museo diffuso per la Resistenza di Torino: l’ostentazione del cadavere è una pratica comune in ogni guerra civile. Lo è stato da sempre (si pensi alla Rivoluzione Francese o più recentemente al conflitto tra Utu e Tutsi o nei Balcani). L’Italia era di fatto in un contesto di guerra civile.

Ricordino questo, i signori delle destre.

Non avranno le nostre scuse. Nonostante il politically currect imperante.

Pubblicato gennaio 11, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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