Cattivo giornalismo e osservazioni sulla Tav   8 comments

Altro esempio di cattivo giornalismo, questa volta dalle pagine della Repubblica di oggi. Nella cronaca di Torino troneggia in prima pagina il seguente titolone: “TAV, raggiunto il primo accordo”. E subito sotto: “i tecnici dell’Osservatorio: la linea storica ha capacità limitate”. Premesso che qualunque cosa al mondo ha capacità limitate, anche la linea ad alta velocità ha una sua capacità, nulla sulle previsioni di transito future viene espresso nell’articolo della pagina successiva. Anzi, si plaude per avere trovato un punto di incontro tra le varie parti che hanno firmato questi dati considerandoli reali (la linea permetterebbe un massimo di 226 treni, uno ogni 5 minuti, e un minimo di 208 treni al giorno).

Prima osservazione: come giustamente nota Frank57 in un suo post, il signor x che legge il giornale di fretta sul tram avrebbe da questo titolo l’idea che la linea storica non è sufficiente. Cosa che oggi ancora non si può dire, in quanto l’osservatorio sulle previsioni del traffico merci su rotaia per i prossimi decenni – come correttamente riporta Paolo Griseri nel suo articolo – deve ancora essere effettuato e sarà materia di un prossimo studio dell’osservatorio indipendente *.

 

Altro titolo altro articolo: “I proiettili sepolti nell’orto di Sisi [indagine sulle BR da barzelletta, ndr] simili a quelli spediti in Val Susa”.

Ecco allora qualcosa che unisce la Stampa e la Repubblica! Entrambi devono avere la stessa persona che cura i titoli e che evidentemente vuole collegare a tutti i costi i movimenti pacifici dei NoTav all’esperienza criminale delle nuove BR. Peccato che nell’articolo di Niccolò Zancan venga riportato uno stralcio dell’intervista con un investigatore che precisa: “Il movimento NoTav  non c’entra nulla con la storia delle nuove Brigate Rosse … ciò che vogliamo capire è come si è mosso a margine della protesta.” E sul caso dei proiettili lasciati davanti alla casa di Marcedes Bresso, presidente della Regione Piemonte, viene aggiunto: “In quel caso i proiettili erano di calibro sicuramente diverso da quelli trovati nell’orto [di Vincenzo Sisi, ndr].

 

Esercizio: leggi il post solo nelle parti nerettate e vedi che cosa ti arriva, quindi rileggi solo i due titoloni in corsivo…

 

Ultima considerazione: nell’articolo di Griseri si legge che, nell’ipotesi di conservare la linea storica, il transito di un treno ogni 5 minuti arrecherebbe un danno agli abitanti (ci si preoccupa per il rumore…). E questo costringerebbe gli amministratori a far interrare la linea storica. Ebbene, visto il caso di Vicenza o l’esempio fornito dall’ex democristiano Pisanu che ha inviato poliziotti, di notte,  a manganellare uomini, donne e vecchi partigiani che dormivano nelle tende a Venaus, l’idea che gli amministratori siano interessati ai problemi di quelle popolazioni è semplicemente grottesco. Alle amministrazioni interessa una beata fava del fatto che la gente sia disturbata dal rumore dei treni. E allora si parli chiaro: la mafia, la camorra e i Lunardi hanno bisogno della Tav. Se la TAV non si dovesse fare, bisogna comunque smuovere terra e cemento. Del resto, come insegna Saviano in Gomorra, straordinario testo che consiglio, il cemento e i rifiuti sono due cardini nel sistema economico della camorra. E visto che ormai non c’è più un buco nel napoletano e nel casertano dove infilare rifiuti è bene incominciare per tempo a trovare nuove discariche interrate in Italia. Con la benedizione della politica. E certamente della CEI. 

 

* Preciso che attualmente sulla linea ad alta velocità Torino Novara passano 10 treni e su quella Roma Napoli ben 14 al giorno (andate e ritorno compresi. Fonte: un qualsiasi orario dei treni.). E questo perché Trenitalia non ha treni e non ha soldi per metterne altri in circolazione! Tutto qui. 

PS intanto alla notizia della quasi caduta di Prodi di oggi, giuro, il carretto di Sforza Italia sta già passando sotto casa mia suonando il suo gingle.  

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Pubblicato febbraio 21, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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8 risposte a “Cattivo giornalismo e osservazioni sulla Tav

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  1. certe volte non vedo proprio la luce, qui in Italia…sono sempre gli stessi problemi, sempre gli stessi atteggiamenti che si ripetono. è assurdo, e grottesco. per il governo: il nano no….IL NANO NO!! 🙂 ciao!

  2. ..se però qualcuno si ribella, subito giornali e tv si sbrigano a bollarli come sovversivi!!

    si inventano nuovi termini, tipo.. ora è un po che gira SINISTRA RADICALE, che nn vuol dire una ceppa..
    poco tempo fa ti davano dell’ANARCOINSURREZIONALISTA e nemmeno quello voleva dire nulla.

    cos’è ANARCO INSURREZIONALISTA??
    Bho??

    guai ad accusare qualcuno di essere FASCISTA però, che allora sotto tutti uniti, politici e giornalisti, ad indignarsi…

    sANTAkLAUS – http://www.newspusher.org

  3. E’ una gran brutta epoca. E non solo per noi. C’è comunque da auspicare che si riesca a tener su la baracca con qualche impalcatura. Se torna la destra si va ancora peggio. Ciò non toglie che mi continuo a chiedere come si può dire essere per la pace e continuare le guerre. E’ uno strano concetto. La sinistra radicale, come dici tu Santa, ha chinato la testa. Lo ha fatto la Rame, i verdi, quelli di rifondazione. Forse è ora che anche D’Alema scenda a compromessi. E perda quella spocchia.

  4. “la piazza non è il sale della democrazia”
    le parole hanno un peso sempre, specialmente quando usate da rappresentanti delle istituzioni!!!
    una piazza civilissima come quella di Vicenza è il sale della democrazia!!!

  5. giustissimo pinocchino..

    Napolitano mi fa rimpiangere Scalfaro, ne spara una a settimana, ma “la piazza non è il sale della democrazia” le batte veramente tutte!!!

    ma chi crede di essere, Pertini??

    @samuè
    io penso che quello che è successo ieri nn sia un caso, sarò malfidato, ma questi signori nn sono degli sprovveduti.. nn possono fare finta che nn se lo aspettavano gridando al tradimento: sono loro che volevano far passare un provvedimento per il quale nessuno li ha VOTATI..

    sANTAkLAUS – http://www.newspusher.org

  6. Ti ringrazio per la gradita citazione. Naturalmente ne ho approfittato per leggere il tuo post. Anche tu sei un “fissato” come me della corretta informazione e dei modi e tempi che si adoperano.
    Condivido l’impostazione che hai dato e d’altra parte nel mio post intendevo proprio sottolineare questo aspetto e di quanto giochino i titoli ad effetto. Sconcertante quello del fogliaccio di Littorio (non è mia la definizione) Feltri: “Champagne” con tanto di disegno squallidissimo.
    Purtroppo quanti possono effettivamente dedicarsi ad un lavoro del genere di comparazione e riflessione? Rammento che in un saggio, di alcuni anni fa (di Italo Mancini?) si analizzava il modo con cui si ascoltavano le notizie da un tg, con il risultato di banalizzare ogni cosa, neppure per cattiva volontà (o almeno non solo), ma per il contesto in cui ci si trovava: a tavola, in famiglia, dove passava più un commento su un dettaglio (che so l’abito di una persona) e “sai chi lo indossava anche?” quanto la notizia che, sovrastata dai ricordi personali o dal pettegolezzo, scivolava via indisturbata.
    Nello specifico sono fortemente contrario alla Tav, più che mai all’allargamento della base di Vicenza (si dovrebbero smantellare le basi militari Usa in Italia, altro che accrescersi) e irritato per la continua ingerenza vaticana nelle vicende italiane.
    Ciao

  7. se consideri saviano uno scrittore straordinario stai messo male, amico mio. se vuoi parliamone, ti dò una bibliografia in materia fatta da giornalisti.
    un saluto stef

  8. Ciao Stefano, avevo letto il tuo post a proposito. Comprendo le tue critiche ma per me quel testo è estremamente interessante. Se anzi posso permettermi, non mi era piaciuta l’illazione che facevi nei confronti delle minacce a Saviano. Ecco, tutto è possibile, ma l’ho trovato una caduta di stile nella tua critica. Ste, a differenza di come la passi tu, Saviano non ha svelato chissà quali segreti perché ciò che dice è tratto da carte processuali e la cosa è chiara dalla prima pagina. Ciò che però mi ha colpito, è l’indagine antropologica che fa della sua gente (alcuni brevi passaggi: ti ricordi le donne che urlano al funerale?) e quella economica della camorra. Vuoi che ti dica che è troppo “pasoliniano”? Sì, lo è. Ma non ha ancora trent’anni. Deve ancora formarsi. Combinazione Ste. Ti scrivo qui, quello che avrei già voluto dirti molto tempo fa da quel post. Ciò non toglie che se conosci altri testi puoi sempre consigliarmeli.

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