Archivio per marzo 2007

E se…   15 comments

Odio la fantapolitica, gli intrighi da spy story; credo poco probabile l’idea di organizzazioni in grado di giudare politicamente il mondo. Detto questo:

Possibile che è solo da un annetto circa che esistono i bulli nelle scuole?

Possibile che i media  – ingenuamente o volutamente – non stanno facendo vedere altro che ragazzi agitati, violenti e iperattivi che saltano sulle cattedre di molli insegnanti, picchiano ragazzi handicappati e filmano le loro prestazioni erotiche?

E se ci fosse un qualche collegamento fra questa propaganda (tenendo presente che in media in Italia vanno spesso a mode, vedi il caso Vallettopoli, e che quello del fenomeno dei bulli potrebbe essere appunto una di queste mode mediatiche, amplificate anche ingenuamente da sciocchi giornalisti) e la facile soluzione farmacologica (vedi post precedente e nella categoria "siamo stati bambini") che si propone di risolvere a botte di Prozac, Ritalin e company il disagio dei bambini e adolescenti? 

Stiamo stretti attorno ai nostri ragazzi.

bulli nelle scuole

PS Indico una specie di gioco promemoria, tanto per ricordare che i bulli sono sempre esistiti e che spesso, nella giovinezza, si è stati sia bulli sia sfigati che venivano sfottuti dai bulli. Se volete, scrivete nei commenti la vostra esperienza da bulli o coi bulli. Comincio io!

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Pubblicato marzo 29, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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Prozac a bambini dagli 8 anni   18 comments

Riporto qui il comunicato stampa odierno dell’associazione Giù le mani dai bambini, riguardante la liberalizzazione – e questa volta da Bruxelles – del Prozac a bambini dagli otto anni in su. Se possibile diffondete e – soprattutto – avvertite sui pericoli di un farmaco/veleno come quello e comunque come qualsiasi farmaco o operazione medica che agiscono su un sintomo e non indagano le cause (e magari, segnalate anche su siti e blog tutti quei medici che lo dispensano come fosse aspirina). 

Prozac® ai bambini di 8 anni anche in Italia: è definitivo.

L’AIFA ha recepito la delibera Europea ed ha autorizzato il potente antidepressivo per usi sull’infanzia: “scandaloso, gli organismi di controllo sanitario sono ormai totalmente succubi degli interessi dei produttori, l’Europa non fa eccezione, dal momento che l’Agenzia Europea del Farmaco dipende dalla Direzione Industria e non dalla Direzione Sanità”. Cancrini: “la diffusione acritica degli antidepressivi sui bambini è un grande rischio per la salute  mentale delle nuove generazioni”

 

Con una delibera pubblicata ieri in Gazzetta Ufficiale l’Agenzia Italiana del Farmaco ha autorizzato la somministrazione del Prozac® per uso pediatrico, a seguito di un’analoga delibera dell’EMEA (Agenzia Europea del Farmaco) datata novembre 2006. “E’ davvero scandaloso – afferma Luca Poma, portavoce nazionale di “Giù le Mani dai Bambini”®, prima campagna italiana di farmacovigilanza per l’età pediatrica in Italia – che si possa presumere di risolvere il disagio profondo di un minore medicalizzandolo con una pastiglia di Prozac®. Una volta di più, si conferma la contiguità dell’industria farmaceutica con le istituzioni sanitarie: l’Agenzia Europea del Farmaco dipende infatti non già dalla Direzione Generale Sanità, come sarebbe auspicabile, bensì dalla Direzione Generale Industria. Inoltre questa presunta ‘restrizione’, secondo la quale sarà possibile somministrare lo psicofarmaco “solo dopo 4/6 sedute di psicoterapia non andate a buon fine” è una vergognosa presa in giro: neppure Freud e Yung, seduti allo stesso tavolo, sarebbero mai riusciti a risolvere il disagio profondo di un bambino o adolescente in un paio di settimane di terapia. Sconcerta anche l’assoluta sudditanza delle istituzioni sanitarie italiane: il giorno che da Bruxelles disporranno per la somministrazione di veleno ai nostri bambini dovremo chinare la testa e dire di si?” Emilia Costa, titolare della 1° Cattedra di Psichiatria dell’Università di Roma “La Sapienza”, ha dichiarato: “il successo delle psicoterapie non farmacologiche è noto in letteratura scientifica, ma spesso ignorato in terapia. Vengono utilizzati con leggerezza psicofarmaci e si crede che le terapie non farmacologiche non funzionino altrettanto: il problema invece è che sono state “snobbate” per lungo tempo a favore di soluzioni dagli effetti più immediati. E’ ora che i terapeuti professionisti ammettano ciò che è noto: la psicoterapia modifica in modo misurabile la struttura cerebrale, ed influisce concretamente e positivamente sul comportamento. Non comprendo quindi come si possano continuare ad ignorare questi fatti, prediligendo sempre l’approccio biologico, organicista e farmacologico e declassando superficialmente tutto il resto a “quattro chiacchere” tra terapeuta e paziente”. Ha commentato Luigi Cancrini, psichiatra, della Commissione Parlamentare Infanzia: "la depressione non è una malattia, la depressione è un sintomo! Qui si cerca di “diagnosticarla” senza interrogare se stessi e il bambino a proposito delle cause che hanno determinato il disagio: un po’ come porsi di fronte a chi piange la morte di una persona cara tentando di curare il suo dolore con un collirio che blocca l’attività delle ghiandole lacrimali! Una  diffusione acritica degli antidepressivi sui bambini è un grande rischio per la salute  mentale delle nuove generazioni: così non si fa altro che cronicizzare questo genere di problemi”.

Poche parole   4 comments

don_milani_barbianaQuesta sera non avrei voluto parlare del rifinanziamento in Afghanistan, un po’ per le mie idee, ma ancor più per il penoso e manovrato balletto politico che ne è seguito (e che lo ha preceduto). Poi, leggendo il blog di Mauro Biani, ho trovato nel post di oggi un link alle parole che don Lorenzo Milani scrisse ai cappellani militari che criticavano aspramente, dalle pagine della Nazione, gli obiettori di coscienza (e Mauro ricorda, inoltre, che anche Bagnasco, oggi a capo della CEI, arriva proprio dalle fila dei religiosi militari).

Credo che le parole di don Milani siano non solo illuminanti, ma anche profondamente attuali.

E invito tutti quelli che credono nella pace e operano per essa di custodirle nel cuore.

Grazie Mauro per avermele fatte conoscere. Grazie Lorenzo. (ce ne fossero oggi!)  

Pubblicato marzo 27, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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Il manifesto della razza del Family day   6 comments

L’Ulivo aderisce. Tituba. L’Ulivo non aderisce. Qualcuno protesta e qualcuno si preoccupa. Mi riferisco al Family day, promosso dalle falangi armate dei cattolici, e al solito tango della capinera dei nostri mediocri politici. Qual è la filosofia del Family day? Credo sia utile una letta al manifesto, per togliere ogni dubbio (ed invitare anche le associazioni omosessuali a non entrare in polemica con questa gente, facendo loro da cassa di risonanza).

 La famiglia è un bene umano fondamentale dal quale dipendono l’identità e il futuro delle persone e della comunità sociale. Solo nella famiglia fondata sull’unione stabile di un uomo e una donna, e aperta a un’ordinata generazione naturale, i figli nascono e crescono in una comunità d’amore e di vita, dalla quale possono attendersi un’educazione civile, morale e religiosa.  … siamo certi che la difesa della famiglia fondata sul matrimonio sia compito primario per la politica e per i legislatori, come previsto dagli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione. … L’emergere di nuovi bisogni merita di essere attentamente considerato, ma auspichiamo che il legislatore non confonda le istanze delle persone conviventi con le esigenze specifiche della famiglia fondata sul matrimonio e dei suoi membri. Le esperienze di convivenza, che si collocano in un sistema di assoluta libertà già garantito dalla legislazione vigente, hanno un profilo essenzialmente privato e non necessitano di un riconoscimento pubblico che porterebbe inevitabilmente a istituzionalizzare diversi e inaccettabili modelli di famiglia, in aperto contrasto con il dettato costituzionale. Poiché ogni legge ha anche una funzione pedagogica, crea costume e mentalità, siamo convinti che siano sufficienti la libertà contrattuale ed eventuali interventi sul codice civile per dare una risposta esauriente alle domande poste dalle convivenze non matrimoniali.

Come cittadini di questo Paese avvertiamo il dovere irrinunciabile di spenderci per la tutela e la promozione della famiglia, che costituisce un bene umano fondamentale.

Come cattolici confermiamo la volontà di essere al servizio del Paese, impegnandoci sempre più, sul piano culturale e formativo, in favore della famiglia.

Come cittadini e come cattolici affermiamo che ciò che è bene per la famiglia è bene per il Paese. Perciò la difenderemo con le modalità più opportune da ogni tentativo di indebolirla sul piano sociale, culturale o legislativo.

Mi limito a sottolineare che la manifestazione Diritti Ora! era a favore dei diritti e non contro nessuno, meno che mai della "famiglia tradizionale". Molto diverso il tono razzista (nel senso di unica razza, pemettetemi) di questo manifesto.

Intanto in Polonia (sarà un caso?),  il vice ministro dell’istruzione parla dei gay con "disgusto" e propone il licenziamento di insegnanti omosessuali.

Pubblicato anche su Tsplus.  

Pubblicato marzo 26, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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Hanno aperto le gabbie (delle sette cristiane)   7 comments

gesufeliceDa alcuni settimane, la mia città, Torino – che di sciagure ne ha già viste tante (i Savoia, gli Agnelli, e così via) ha subito una terribile invasione, di cui io, e ancor più Biru,  siamo stati testimoni. Racconto brevemente: in quattro amici passeggiamo, una tiepida domenica invernale di alcune settimane fa, sul bellissimo lungo Po. Veniamo avvicinati da due ragazzetti di vent’anni. Credevo volessero/vendessero fumo o cercassero rogne quando uno dei due ci fa:

"Scusa posso farti una domanda?" La risposta classica sarebbe no, ma come al solito non se ne ha il tempo quando "Volevamo raccontarvi la nostra esperienza con Gesù!" Restiamo basiti e per poco non cerchiamo salvezza buttandoci tra le pantegane del fiume.

Quindi, alcune settimane dopo, davanti all’università, Biru vede uno di quei predicatori americani – con tanto di studenti che facevano da traduttori – arringare la folla con le solite sparate di Gesù qui Gesù là, sul modello di Godtube o delle TV americane (la cosa è finita anche su Metro). Il giorno dopo, oggi, era la volta di una discepola italiana, anche lei sul suo sgabellino e una bottiglia di té alla pesca.

Poi, sempre Biru, trova sulla metropolitana un volantino con la seguente scritta: "Gesù il 3 marzo era a Superga. E che lei (lei chi? Ndr) non l’ha visto perché quando è salita in collina, Gesù era già partito per Napoli".

Ora, è anche vero che spesso la mafia ha usato questo tipo di messaggi per dare indicazioni ai suoi affiliati, ma a parte il volantino mi viene da pensare che sono state aperte le gabbie. Chissà se Ratz (il pastore tedesco, non Degan) è contento, lui e le sue messe in latino e il suo oscurantismo.

Lo dico subito: se devo convertirmi, voglio indossare lo stesso cilicio con la Binetti. Nel senso che la mia gamba dev’essere proprio legata alla sua (almeno al momento delle votazioni farò il possibile per trascinarla via).

Diversamente, che Devils’ trainers ci protegga. PS la foto l’ho presa dall’amico Mauri.

Pubblicato marzo 22, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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Il Dalemma: dal blog di Daniele Luttazzi   11 comments

Riporto qui un post di Daniele Luttazzi che, nonostante l’editto di Sofia, se la cava ancora bene tra teatri e la rete. Daniele scrive alcune cose, sulla caduta del governo e la subitanea corsa al centro, che meritano la nostra attenzione (e che ho evidenziato).

luttazziOgni disastro non ha mai un solo colpevole. E’ sempre il risultato di una catena di eventi. Cominciamo dall’inizio:

Qualche mese fa, Berlusconi teme di perdere le elezioni e cambia la legge elettorale con una porcata.

Poi il 49% degli elettori lo vota ancora nonostante 5 anni fallimentari.

Poi vince d’un soffio l’Unione.

Poi nasce una maggioranza debole, specie al Senato.

Poi è urgente fare la Finanziaria e gliela lasciano fare.

Poi il Partito Democratico stenta a nascere.

Poi la Chiesa vuole bloccare il Partito Democratico per evitare la deriva laicista su eutanasia, pacs, eccetera.

Poi i DS subiscono a sinistra il pressing dei pacifisti, che raccolgono sempre più consensi su temi sensibili come Vicenza e Afghanistan.

Poi nei DS Mussi minaccia la scissione e la confluenza a sinistra.

Che fare? Cedere alla sinistra pacifista sulla politica estera o restare amico di Condoleeza Rice? Era il dilèmma di D’Alema. Era il dalèmma.

A questo punto del poker, D’Alema, che è permaloso come un campo minato, va a vedere:-Se si va sotto al Senato, tutti a casa.-

E così è stato.

Cade il governo Prodi, e subito tutti i commentatori, i tg e i talk-show a dare la colpa ai due senatori di sinistra che non hanno votato, Turigliatto e Rossi.

Ma è un falso. Se anche i due avessero votato a favore, infatti, in base al regolamento del Senato la soglia dei voti necessari si sarebbe alzata di uno: quindi un voto sarebbe comunque mancato.

Nessuno lo ha spiegato agli italiani, di cui sono stati però subito raccolti tutti gli sfoghi indignati e delusi. Una manipolazione da manuale. Metodo ormai testato, lo stesso con cui ci hanno venduto la guerra in Iraq.

C’è anche chi ha dato la colpa ai due senatori a vita che si sono astenuti, Andreotti e Pininfarina. Possiamo dare la colpa ad Andreotti e Pininfarina? Oh, mi piacerebbe: sarebbe come comprare una scarpa col calzino incorporato. Ma non sarebbe del tutto vero, nonostante Andreotti si sia scusato ("Se sapevo che cadeva il governo avrei votato diversamente.") usando la stessa faccia con cui dieci anni fa negò di conoscere i cugini Salvo.

E’ stato dunque un complotto? No, politica all’italiana. Prodi poteva benissimo non dimettersi. Lo ha fatto per metterci il carico da 90 e ottenere il risultato che voleva: i 12 punti che "rilanciano" l’azione di governo, con Pdci e Rifondazione che chiedono scusa e uggiolano nell’angolino dove li hanno cacciati. Cai cai cai!

Ci avevano impiegato quattro anni per redigere il programma dell’Unione! Adesso in un giorno sbucano fuori dodici punti che spostano al centro l’azione di governo. Ci ritroviamo con un governo Prodi-Vaticano. D’Alema: "La politica della testimonianza la lascio a Franca Rame." Che cinismo! Ma se uno in politica non testimonia gli ideali in cui crede, perchè fa politica? Per tradire se stesso? No, e infatti D’Alema esprime i propri. D’Alema: "Certa sinistra non serve all’Italia". E’ la sinistra che tutti bollano come "radicale" per coprirla di ignominia. E’ la sinistra pacifista. E’ la sinistra.

E’ la sinistra che non vuole il Partito Democratico: equivale al 12% ( Pdci, Rifondazione, Verdi + correntone DS ).

Un politico che usa la sua maggioranza con arroganza è un politico mediocre e D’Alema lo è. Infatti i DS si stanno sfasciando.

Come ministro degli Esteri, poi, D’Alema, come Blair, ha ben poco di sinistra: quand’era capo del governo autorizzò i bombardamenti in Kosovo dicendo che c’entrava l’Onu e non era vero ( tutti adesso concordano sul fatto che quei bombardamenti non erano necessari, era meglio una più energica azione diplomatica, come sostenevano i pacifisti; per fermare Milosevic, che aveva massacrato 2000 civili, le bombe Nato di D’Alema ne massacrarono altri diecimila! );

così come adesso D’Alema sostiene che in Afghanistan c’entra l’Onu E NON E’ VERO: le nostre truppe sono sotto il comando del Pentagono. Il ministro della Difesa Parisi ha detto al Tg2:"Quella in Afghanistan è una missione militare per la pace in una situazione che presenta molti tratti che richiamano la guerra." Sono io, o questa frase di Parisi presenta molti tratti che richiamano la stronzata?

Siamo in guerra, nonostante la nostra Costituzione lo vieti. Una guerra in cui i talebani vengono accolti come liberatori nel sud del Paese! Con gli USA che ammettono di non sapere quando potrà finire, e che forse si farà la guerra all’Iran! Che ci stiamo a fare là, se non la guerra per conto terzi? Facciamo quello che vuole Bush, ma 10 anni fa gli USA erano CON Saddam, oggi contro. Erano CON i talebani, oggi contro. Si decidano, o il resto del mondo penserà che D’Alema non abbia una politica estera!

Tutti a parlare di "responsabilità" agitando il ricatto dello spauracchio berlusconiano. "Zitti tutti! Buoni! Volete che torni Berlusconi?" No di certo, ma le soluzioni sono almeno due, non c’è solo la vostra.

La Repubblica ha scomodato addirittura il filosofo Galimberti per spiegare che una politica responsabile tiene conto delle conseguenze. Il pacifismo è allora irresponsabile? O immaturo, come sostiene sempre D’Alema? Votare in favore della guerra è tenere conto delle conseguenze?

Ma alla pace hanno mai dato una vera possibilità? Non mi pare, mentre le loro "soluzioni responsabili" finora hanno solo aggravato i problemi e provocato centinaia di migliaia di morti. Tutto per lucrare sulle condotte di gas e petrolio in quella regione.

Come vedete, il disastro è una catena di eventi. Lo so che sembra folle, ma vi assicuro che aveva un senso quando la settimana scorsa me l’ha spiegato, Cossiga.

Pubblicato marzo 20, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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Anche la sinistra mena (?)   8 comments

ministro fioroni

Io sono di sinistra. Non c’è niente da fare. Eppure ci sono cose in questo governo – non parlo in questo caso dei Di.Co – che mi fanno pensare che se sostituissi alcuni ministri di centro – sinistra con gli sciamannati della destra, non ci sarebbero grandi differenze.

Il primo esempio mi è fornito dal “Ministro per gli stadi” Fioroni. In realtà, Fioroni è il ministro dell’istruzione, ma la tecnica repressiva anti-bulli che vorrebbe utilizzare dà più l’idea che stia combattendo i teppisti della domenica pomeriggio con molotov ed estintori già pronti in mano che adolescenti incazzati (e a ragione).

Fioroni parla di quei ragazzi, spesso di 13, 14 anni in termini che mi sconvolgono. Per carità, se quei ragazzi fanno cazzate sono da punire, ma non da criminalizzare (non è un caso che questo modus operandi sia utilizzato proprio da un ministro che arriva dalle fila della timida e pia Margherita).

 

Il pio e timido Fioroni dovrebbe sapere (o ricordare, perché prima di essere politico è stato ragazzo e studente) che dietro un bullo c’è prima di tutto un adolescente, un ragazzo che vuole farsi notare, che spesso esprime un disagio, che può arrivare da una ricca famiglia borghese sterile come un mulo o da una, dove padre e madre a malapena si salutano o peggio.

Fioroni dovrebbe sapere che quei ragazzi hanno come punto di riferimento i vuoti a perdere della De Filippi e non i genitori (adolescenti a loro volta seduti con loro a sognare Kledi e gli scemi della casa del Grande Fratello). Fioroni dovrebbe sapere che gli insegnanti precari e un anno qui e un anno là (se non un mese qui e un mese là), non hanno neanche il tempo di conoscere i propri studenti; Fioroni dovrebbe sapere che gli adolescenti hanno capito – meglio e prima degli adulti – che il mondo che li aspetta è un mondo di furbi e di ingordi e che o fotti o sei fottuto. O sei valletta o sei perduta.

Da un ministro dell’istruzione non timido, non pio e non della Margherita (insomma di sinistra), mi aspetterei che cogliesse i segnali di disagio e li considerasse effetti, sintomi e non come cause da estirpare.

Cosa sarà di quei bulli, non solo non compresi e neppure ascoltati, ma schiacciati  e repressi ulteriormente? Fioroni, su questa posizione, segue perfettamente chi in altri Stati Democratici risolve il problema creando elenchi di ragazzi disadattati e somministrando loro cure farmacologiche. Così, che tipo di adulti si formano in futuro?

E che esempio può dare un timido e pio ministro che invece di prestare attenzione ai problemi mena come uno più abile di destra???

alessandro_bianchiLo stesso vale per il Ministro dei Trasporti Bianchi che alla faccia degli alternativi fluenti capelli bianchi bacchetta come un Pisanu, proponendo ulteriori riduzioni di velocità. Chissà se sotto la chioma gli è giunto il pensiero che chi va a 200 km/h su una strada che ha limite 90 non si accorgerà della differenza se porta il limite a 70 km/h.

Bianchi dovrebbe chiedersi piuttosto perché queste stragi capitano nella maggioranza nel Nord. Dovrebbe chiedersi come mai c’è questo sprezzo per la vita. Dovrebbe chiedersi cosa ci fa un diciottenne su un bolide, sempre comprato o prestato dal padre perché faccia la sua porca figura in discoteca (si rimanda più sopra agli adulti/adolescenti).

 

Eppure, nonostante loro rappresentino oggi la sinistra, e nonostante i purgoni Mastella –  Rutelli – Binetti io resto di sinistra.

Pubblicato marzo 18, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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