Prozac a bambini dagli 8 anni   18 comments

Riporto qui il comunicato stampa odierno dell’associazione Giù le mani dai bambini, riguardante la liberalizzazione – e questa volta da Bruxelles – del Prozac a bambini dagli otto anni in su. Se possibile diffondete e – soprattutto – avvertite sui pericoli di un farmaco/veleno come quello e comunque come qualsiasi farmaco o operazione medica che agiscono su un sintomo e non indagano le cause (e magari, segnalate anche su siti e blog tutti quei medici che lo dispensano come fosse aspirina). 

Prozac® ai bambini di 8 anni anche in Italia: è definitivo.

L’AIFA ha recepito la delibera Europea ed ha autorizzato il potente antidepressivo per usi sull’infanzia: “scandaloso, gli organismi di controllo sanitario sono ormai totalmente succubi degli interessi dei produttori, l’Europa non fa eccezione, dal momento che l’Agenzia Europea del Farmaco dipende dalla Direzione Industria e non dalla Direzione Sanità”. Cancrini: “la diffusione acritica degli antidepressivi sui bambini è un grande rischio per la salute  mentale delle nuove generazioni”

 

Con una delibera pubblicata ieri in Gazzetta Ufficiale l’Agenzia Italiana del Farmaco ha autorizzato la somministrazione del Prozac® per uso pediatrico, a seguito di un’analoga delibera dell’EMEA (Agenzia Europea del Farmaco) datata novembre 2006. “E’ davvero scandaloso – afferma Luca Poma, portavoce nazionale di “Giù le Mani dai Bambini”®, prima campagna italiana di farmacovigilanza per l’età pediatrica in Italia – che si possa presumere di risolvere il disagio profondo di un minore medicalizzandolo con una pastiglia di Prozac®. Una volta di più, si conferma la contiguità dell’industria farmaceutica con le istituzioni sanitarie: l’Agenzia Europea del Farmaco dipende infatti non già dalla Direzione Generale Sanità, come sarebbe auspicabile, bensì dalla Direzione Generale Industria. Inoltre questa presunta ‘restrizione’, secondo la quale sarà possibile somministrare lo psicofarmaco “solo dopo 4/6 sedute di psicoterapia non andate a buon fine” è una vergognosa presa in giro: neppure Freud e Yung, seduti allo stesso tavolo, sarebbero mai riusciti a risolvere il disagio profondo di un bambino o adolescente in un paio di settimane di terapia. Sconcerta anche l’assoluta sudditanza delle istituzioni sanitarie italiane: il giorno che da Bruxelles disporranno per la somministrazione di veleno ai nostri bambini dovremo chinare la testa e dire di si?” Emilia Costa, titolare della 1° Cattedra di Psichiatria dell’Università di Roma “La Sapienza”, ha dichiarato: “il successo delle psicoterapie non farmacologiche è noto in letteratura scientifica, ma spesso ignorato in terapia. Vengono utilizzati con leggerezza psicofarmaci e si crede che le terapie non farmacologiche non funzionino altrettanto: il problema invece è che sono state “snobbate” per lungo tempo a favore di soluzioni dagli effetti più immediati. E’ ora che i terapeuti professionisti ammettano ciò che è noto: la psicoterapia modifica in modo misurabile la struttura cerebrale, ed influisce concretamente e positivamente sul comportamento. Non comprendo quindi come si possano continuare ad ignorare questi fatti, prediligendo sempre l’approccio biologico, organicista e farmacologico e declassando superficialmente tutto il resto a “quattro chiacchere” tra terapeuta e paziente”. Ha commentato Luigi Cancrini, psichiatra, della Commissione Parlamentare Infanzia: "la depressione non è una malattia, la depressione è un sintomo! Qui si cerca di “diagnosticarla” senza interrogare se stessi e il bambino a proposito delle cause che hanno determinato il disagio: un po’ come porsi di fronte a chi piange la morte di una persona cara tentando di curare il suo dolore con un collirio che blocca l’attività delle ghiandole lacrimali! Una  diffusione acritica degli antidepressivi sui bambini è un grande rischio per la salute  mentale delle nuove generazioni: così non si fa altro che cronicizzare questo genere di problemi”.

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18 risposte a “Prozac a bambini dagli 8 anni

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  1. Ho conosciuto il prof. Cancrini ad una conferenza e mi ha ispirato una profonda stima, non posso che condividere la sua denuncia contro gli psicofarmaci.
    D’altronde “drogare” i bambini e non, è il modo più spregevole di “curare” i disagi eo le discordanze rispetto ai parametri “comuni” di esseri allineati ed ammaestrati (come scimmie) ad essere funzionali al “sistema società”

  2. e soprattutto di creare un popolo di adulti, domani, stravolti da conflitti, non RISOLTI ma coperti.

  3. pubblico anche io la notizia…va diffuso l’allarme!

  4. che schifo!! assurdo, semplicemente assurdo…Grillo anni fa denunciava questa situazione che (all’epoca) era presente solo negli USA…eccola sbarcata in Italia. riporto sul mio blog.

  5. Io sinceramente rabbrividisco a leggere cose del genere…

  6. Ne ero al corrente, è un mesetto che Bruxelles ha dato il via libera.
    Come si può, da genitori, delegare un farmaco al proprio posto? I bambini, vanno ascoltati e lasciati liberi di esprimersi. A mio modo di vedere, è molto più preoccupante un bambino tranquillo e pacato, di uno isterico e vivace.
    Sconcertante, assolutamente sconcertante.

  7. Ho riportato il comunicato stampa sul blog ma non ho parole per commentare.

  8. quoto il tuo post.

  9. t’ho segnalato su: parvatim.wordpress.com
    e su
    maurisergio.net

    Sermau

  10. oltre che su tsplus.

    Sermau

  11. @ pieroC,sermau, roxse, alex, pianta, thegolem, theobserver:
    un saluto e un grazie a tutti. E’ molto bello vedere come un tema rischioso come questo sia preso a cuore da tanti. Continuiamo a diffondere, ma soprattutto se genitori a comprendere i disagi dei figli, ascoltarli, incoraggiarli.
    Allo stesso tempo ascoltare e avvertire i genitori e – se possibile – segnalare (discretamente e senza incorrere in querele) tutti quei medici che dispensano come fosse acqua – in accordo con le case farmaceutiche – psicofarmaci, non solo ai bambini, ma a chiunque si rivolga loro.
    Ricordiamo sempre che depressione, anoressia, ansia, e tutti i problemi legati alla sfera emotiva sono SINTOMI e non CAUSE.

  12. Io mi sono trovata a vivere una situazione di disagio (per fortuna non grave) con mio figlio e ancora stiamo lavorando per risolverla con la logopedista ed il neuropsichiatra con terapia cognitivo comportamentale (senza farmaci); per questo motivo ho letto molto sui problemi dello sviluppo psicologico dei bambini e sono giunta alla conclusione che il farmaco deve essere l’ultima spiaggia, quando tutti, ma proprio tutti i tentativi sono falliti.
    Purtroppo ci sono alcuni casi che necessitano di un sostegno farmacologico…ma il prozac ai bambini mi sembra proprio una pazzia!

    Ciao

    pibua

  13. ciao. un po’ di tempo fa sul mio blog-altro, ho parlato del ritilin citando proprio “Giù le mani dai bambini”.
    adesso il prozac…
    quello che non si voleva accadesse è accaduto, gli interessi economici innanzitutto.
    fra un po’ avremo le case di cura per tutte le tasche come in america per i ragazzi difficili…
    peace
    (usiamo lo stesso template!)

  14. Peggio ancora è l’estrema diffusione della diagnosi di iperattività per ragazzini semplicemente vivaci e reattivi.
    In America lo psicofarmaco è già diffuso per questo tipo di “problema”.
    E’ l’eccesso di psichiatrizzazione.
    Insomma se un disoccupato è preoccupato,una puerpera stanca,una divorziata triste,c’è bisogno di scomodare la depressione?
    Finiremo col sentirci tutti malati e bisognosi di cure.

  15. @ pibua: la tua testimonianza di mamma con la testa sul collo vale più di 1000 mie parole. grazie
    @ batsceba e sedlex: è inoltre utile ricordare che in America gli psicofarmaci dei ragazzi irrequieti finiscono spesso spacciati dagli stessi. In pratica, come fossero droghe. Loro hanno decisamente capito a cosa servono quei farmaci.

  16. @samuele: il mestiere del genitore è il più difficile del mondo.

  17. Arrivo da superfake dove sermau ha segnalato questo post.
    Sottoscrivo l’indignazione che si percepisce, condivido la necessità di fare informazione presso i medici. Vorrei aggiungere una cosa: bisognerebbe “responsabilizzare” anche famiglie e scuola.
    Purtroppo un bambino che ha “un problema” da “fastidio” non di omologa al resto. E in famiglia, nella scuola non c’è tempo da dedicare loro. “Non c’è tempo” per dedicargli quelle attenzione che, spesso da sole, potrebbero portare alla scomparsa dei sintomi…..
    In una società “malata” gli anelli “deboli” sono i primi a mostrare il disagio del vivere… come una sorta di spia ambientale.
    Quale futuro per questa società, mi chiedo? Quale futuro per noi se nn invertiamo la rotta e rompiamo certi schemi che oggi imparano?

  18. Infatti Perla. E’ utile segnalare, ma – come dici tu – lavorare per invertire la rotta. Piacere.

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