Archivio per aprile 2007

Accade in Calabria   4 comments

Raccolgo e divulgo questa utile petizione che mi arriva dall’amica Daniela, sui tanti calabresi onesti che lottano contro ogni tipo di mafia e corruzione. Sempre di Daniela segnalo questo interessante articolo sulla lettura del libro del papa da parte di un gruppo di gay credenti.

Società Civile, Istituzioni, Organi d’Informazione
I SOTTOSCRITTI CITTADINI ITALIANI, ED IN PARTICOLARE NOI CALABRESI,

in questo particolare momento storico nel quale la regione Calabria si trova drammaticamente stretta nella morsa della Mafia, della Malapolitica e del Malaffare, rivendichiamo il diritto alla Giustizia e alla Legalità e chiediamo con fermezza che si faccia chiarezza negli oscuri intrecci tra politica, affari, massonerie deviate e criminalità organizzata.

Esprimiamo pertanto stima e solidarietà senza riserve nei confronti di quanti si stanno impegnando nella lotta al crimine in tutte le sue forme ed estensioni, ed in particolare approviamo e sosteniamo il lavoro dei Magistrati che, per aver avuto il coraggio di portare avanti senza condizionamenti e senza timore indagini che portano direttamente al cuore del sistema delle corruttele calabresi, si ritrovano ad essere quotidianamente oggetto di vergognosi attacchi e di delegittimazioni anche da parte di rappresentanti delle Istituzioni democratiche.

Su questa nuova sfida, che non è solo contro i nemici storici della civile convivenza, come la ‘ndrangheta per intenderci, ma contro poteri forti e trasversali che si sono insinuati e propagati dappertutto, nessun cittadino onesto può restare indifferente.

Noi rappresentanti della società civile, delle associazioni, del movimentismo, del mondo cooperativistico, del sindacato, dell’università, delle professioni e delle imprese, dei giovani, ci opponiamo con sdegno e con forza ad ogni gratuito attacco teso a delegittimare, con parole o con fatti, l’azione di questi Magistrati coraggiosi, e volendo continuare ad alimentare le speranze di progresso, libertà e democrazia per questa nostra terra, riponiamo piena fiducia nell’operato della Magistratura e nell’impegno di questi Magistrati che incondizionatamente e con equilibrio seguono l’ideale del proprio dovere istituzionale e morale.

Primi firmatari:

Ass. Calabrialibre

Il Movimento dei ragazzi di Locri “E adesso Ammazzateci tutti”

Fare Verde Calabria

Ass. Studenti in Movimento

NPA Nuovo partito d’Azione

Ass. Cult. “Rerum Novarum”

PER FIRMARE: http://www.petitiononline.com/040407rc/petition-sign.html?

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Pubblicato aprile 30, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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Arrivederci Festival. E Grazie   13 comments

Ebbene la XXII edizione del GLBT Torino Film Festival "Da Sodoma a Hollywood" si è concluso ieri sera e io ritorno al mio blog che ho un po’ trascurato. Ho passato gran parte del mio tempo libero al chiuso delle sale, saltando da una all’altra in base alla programmazione. E’ stato forse uno delle edizioni più ricche e piacevoli. Girovagarci è come fare un tuffo in un ambiente ricco di stimoli, curiosità, cultura e culture (si sentono parlare le più disparate lingue e anche fra gli spettatori che ormai arrivano un po’ da ogni dove). Io in più ho avuto modo di vivere un’esperienza nuova: un appuntamento al buio… con una ragazza! Ho conosciuto dal vivo l’amica Roxse (adesso ha traslocato qui), persona simpatica e curiosa della vita che ha deciso di raccogliere il mio invito e scoprire un festival che non conosceva e che mi dice esserle piaciuto. Grazie Roxse.

Ieri sera la premiazione (qui potete trovare tutti i premi). Paola Maugeri ha condotto in modo piacevole la serata. Tra gli ospiti la Presianothergaymoviedente della Regione Mercedes Bresso, la grandissima Piera degllene lovichi Esposti, varie autorità froce o meno, Alice, le MAB (qualcuno dietro di me, cantava malignamente "Il mio nome è Jem!") e Lene Lovich ognuna in un tributo a Giuni Russo. Spettacolare la Lene Lovich che non conoscevo. E’ ‘na matta! Una sorta di Loredana Bertè inglese! La serata si è poi conclusa con un simpatico e scanzonato film, Another gay movie, con un gruppo di appena maggiorenni alla scoperta del sesso completo. Decisamente uno spasso!

Quanto ai film che ho amato di più, mi sono trovato abbastanza in accordo con i premi del pubblico (non nel modo più assoluto con la giuria per il miglior corto, che ha scelto un corto morboso e che non aveva nulla di gay!).

thebubbleEcco dunque tra i lungometraggi "The Bubble" drammatico film dell’israeliano Eatan Fox (già noto in Italia per Yossi & Jegger e Camminando sull’acqua) storia di un’amicizia fra un palestinese e un gruppo di israeliani (Fox non la vede molto bene per il futuro della sua terra, mi sa) e il più leggero Fat girl, storia di un giovane gay che si sente dentro una cicciottella! Tra i corti più interessanti il brillante Groucho (premio del pubblico) e "Il bambino più tristepaperdolls del mondo" (menzione della giuria) che lancia anche qualche critica agli psicofarmaci ai bambini, ma ho apprezzato anche Bugcrush thriller claustrofobico e una serie di corti fuori concorso, veri gioiellini (Dentro Roma, Golden Hayes,  Die rasur e K) . Tra i documentari ancora un film israeliano, Paper Dolls (premio del pubblico e premio di Biru che ha apprezzato anche regista e attore), storia di un gruppo di transessuali emigrate in Israele.

poltergayTra gli eventi fuori concorso il simpatico francese Poltergay che parla di omosessualità in modo decisamente originale! Ma forse il film più intenso è quellocoverboy dell’italiano Amoroso, Cover Boy, con due validi interpreti e la Littizzetto in una piccola parte (quasi) seria (presente in sala, Luciana è stata simpatica e ripetitiva come sempre. Ma accettare di lavorare per questo film implica, una volta di più, avere un cuore che guarda al sociale). Il film è la storia dell’amicizia fra un precario italiano e un ragazzo romeno in una Roma che offre ben poco. Mai patetico è un film che spero giunga quanto prima nelle sale regolari. Grazie al regista, agli attori, a Luciana e a tutti quelli che hanno collaborato per un film così profondo, in cui l’elemento omosessuale è, per altro, appena accennato. 

Pubblicato aprile 27, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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In riferimento all’articolo di Travaglio   15 comments

Per sua natura, questo blog vorrebbe essere un luogo d’incontro e di scambio d’idee. Io non ho santi sul mio cielo, non esistono Grilli, né politici, che mi ordinini una via da seguire. In questi mesi ho avuto la fortuna di circondarmi di ottimi amici di blog, il cui rapporto è prima di tutto stimolante. E’ il caso di Sedlex che dai commenti al precedente post (l’articolo di Travaglio) fa notare come il Decreto Mastella non determina un cambiamento del Codice di Procedura Penale, ma si limita ad inasprire le ammende per chi divulga notizie ancora coperte dal segreto istruttorio.

Questa precisazione è doverosa. Intanto perché non reputo Travaglio un intoccabile e anche lui può avere i suoi tornaconti; e in secondo luogo perché Sedlex motiva le sue affermazioni. Vi invito dunque a leggere il suo post nella sua interezza qui.

Pubblicato aprile 23, 2007 da samuelesiani in mondotondo mondoquadro

Legge Mastella: zitti tutti zitti tutti   18 comments

Raccolgo con foga l’appello che Travaglio fa dalle pagine dell’Unità chiedendo ai cittadini, visto che gli editori tacciono, di farsi sentire. Per cui fate girare la voce il più possibile. E’ passata alla Camera all’unanimità la cosiddetta legge Mastella sulle intercettazioni. Vediamone alcuni passi (con le parole di Marco Travaglio):

L’altroieri, in poche ore, con i voti della destra, del centro e della sinistra (447 sì e 7 astenuti, tra cui Giulietti, Carra, De Zulueta, Zaccaria e Caldarola), la Camera ha dato il via libera alla legge Mastella che di fatto cancella la cronaca giudiziaria. Questa è una legge che, se passerà pure al Senato, impedirà ai giornalisti di raccontare – e ai cittadini di conoscere – le indagini della magistratura e in certi casi persino i processi di primo e secondo grado.

“è vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, degli atti di indagine contenuti nel fascicolo del pm o delle investigazioni difensive, anche se non più coperti da segreto, fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare”.

“non possono essere pubblicati gli atti del fascicolo del pm, se non dopo la pronuncia della sentenza d’appello”.

L’ultima parte della legge è una minaccia ai magistrati che indagano e intercettano ”troppo”, come se l’obbligatorietà dell’ azione penale fosse compatibile con criteri quantitativi o di convenienza economica: le spese delle Procure per intercettazioni (che peraltro vengono poi pagate dagli imputati condannati, ma questo nessuno lo ricorda mai) saranno vagliate dalla Corte dei Conti per eventuali responsabilità contabili. Così, per non rischiare di risponderne di tasca propria, nessun pm si spingerà troppo in là, soprattutto per gli indagati eccellenti. … Mastella, comprensibilmente, esulta: «Un grande ed esaltante momento della nostra attività parlamentare». Pecorella pure: «Una buona riforma, varata col contributo fondamentale dell’opposizione». Vivi applausi da tutto l’emiciclo, che è riuscito finalmente là dove persino Berlusconi aveva fallito: imbavagliare i cronisti. Ma a stupire non è la cosiddetta Casa delle Libertà, che facendo onore alla sua ragione sociale ha tentato fino all’ultimo di aumentare le pene detentive e le multe (fino al 500 mila euro!) per i giornalisti. È l’Unione, che nell’elefantiaco programma elettorale aveva promesso di allargare la libertà di stampa. Invece l’ha allegramente limitata con la gentile collaborazione del centrodestra. Ma chi sostiene che nell’ultimo anno non è cambiato nulla, ha torto marcio. Quando le leggi-vergogna le faceva Berlusconi, l’opposizione strillava e votava contro. Ora che le fa l’Unione, l’opposizione non strilla, anzi le vota. In vista del passaggio al Senato, cari lettori, facciamoci sentire almeno noi, giornalisti e cittadini.

pubblicato anche su TSplus 

Pubblicato aprile 19, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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Diamo i numeri: 8 per mille e 5 per mille   4 comments

Leggo su vari blog e in rete che c’è una certa confusione per quanto riguarda i famosi 8 per mille e 5 per mille del 730. Vorrei pertanto cercare di fare un po’ di chiarezza, nel modo più semplice e breve possibile. 

1) Come otto per mille viene definito il meccanismo con cui lo Stato italiano, attraverso la scelta dei contribuenti, devolve l’8‰ dell’intero gettito fiscale IRPEF allo Stato, alla Chiesa Cattolica o ad altre confessioni religiose, per scopi definiti dalla legge (fonte Wikipedia).

2) Con il termine cinque per mille viene definito il meccanismo in virtù del quale il cittadinocontribuente può vincolare il 5 per mille delle propria IRPEF al sostegno di enti che svolgono attività socialmente rilevanti come non profit, ricerca scientifica e sanitaria (fonte Wikipedia). In vigore solo da alcuni anni, è stata una delle poche leggi utili del governo Berlusconi (era un regalo natalizio).

L’8 per mille riguarda quindi unicamente lo stato e le varie chiese e non può essere devoluto ad una associazione umanitaria.

Su questo è necessaria una precisazione: decidere di non esprimere una preferenza implica che il grosso del nostro gettito vada percentualmente alla chiesa cattolica (per maggiori info rimando qui e qui).

Ultime cose, tanto per.

1) La chiesa cattolica utilizza solo l’8 per cento dei proventi per i tanto strombazzati orfanotrofi nel terzo mondo. Il resto è "per esigenze di culto":   finanziamenti alla catechesi, ai tribunali ecclesiastici, CEI e alla costruzione di nuove chiese, manutenzione dei propri immobili e gestione del proprio patrimonio.

2) La Chiesa Valdese rifiuta la percentuale di gettito che le spetterebbe tra chi non l’ha liberamente scelta (qualcuno con un minimo di onore). Aggiungo che donerò il mio 8 per mille a loro.

3) Decidere di non indicare un’associazione cui devolvere il proprio 5 per mille, fa rientrare tutto allo stato!

E scusate tutto questo neretto.

pubblicato anche su TSplus!

Pubblicato aprile 18, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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La chiesa della tana   8 comments

gheisa d

Questa domenica, insieme a TheHours, Biru e Diesel, ho fatto una piccola gita fuori porta in Val Pellice. Esattamente ad Angrogna, un piccolo paese a 1500 m d’altitudine.

L’intera valle è uno dei centri più attivi del culto Valdese non solo in Piemonte, ma in tutta Italia. Mentre passaggiavamo un po’ senza meta, ci siamo trovati di fronte ad un cartello che diceva:

Gheisa d’la tana

che altro non vuol dire che Chiesa della tana. Ci siamo così avventurati in mezzo ai boschi e seguito un’indicazione che ci ha fatti scendere lungo uno stretto sentiero verso un luogo selvaggio, immerso fra rocce e alberi. Lì in mezzo c’era la Chiesa, riconoscibile da una targa che, tra l’altro, omaggiava De Amicis che ricordava quel luogo nel suo "Alle porte d’Italia". La foto che vedete è il soffitto della chiesa: in realtà una grotta dove i Valdesi si ritiravano per celebrare il loro culto, scampando dalle persecuzioni dei cattolici. Persecuzioni che sono andate avanti per secoli e che sono cessate con la libertà legale, ottenuta dal re Carlo Alberto nel 1848. Milleottocentoquarantotto…

Entrare in quell’antro freddo e umido è stato un’emozione intensa. Ho visto in quel buio, man mano che i miei occhi si adattavano, un altare naturale improvvisato con un grosso masso orizzontale. Ho pensato a come doveva essere nascondersi lì, quando non c’era il sentiero, magari d’inverno, per poter professare il proprio culto. Ho pensato a come dovevano stare strette ed essere sempre guardinghe quelle decine e decine di valdesi (chiamati spregevolmente dai cattolici "barbetti") che lì vi si ritiravano.

Non è certo per questa esperienza – lo faccio in realtà da anni – ma l’8 per mille, ancor più quest’anno, lo devolverò alla Chiesa Valdese.

Sulla storia del Valdismo, ecco il link su wikipedia.

Sull’8 per mille e come la chiesa cattolica si prenda la fetta più grossa, leggete qui dal blog di Giulio e qui dal sito dell’UAAR (Unione atei e agnostici razionalisti).

Pubblicato aprile 17, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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Goya’s ghosts – L’ultimo inquisitore   10 comments

goya - il sonno della ragione genera mostriIeri sera ho visto "L’ultimo inquisitore" del cineasta ceco Milos Forman (lo stesso di "Qualcuno volò sul nido del cuculo). E’ un film molto interessante che non posso che consigliare a tutti i miei amici e di cui voglio scrivere due parole. 

L’ultimo inquisitore è un grido d’accusa, che ci rimanda ineluttabilmente alla nostra pietosa società. E’ un’accusa, quella di Forman, che non è limitata solo alle violenze della chiesa cattolica che con la sua Inquisizione flagellerà la Spagna fino  al 1834! C’è di più: lo squallore dell’essere governati da mediocri (la regina che si vuole vedere più bella nel quadro e il re e la sua sonata al violino ne sono due perfetti esempi); c’è la falsa rivoluzione che cova in seno ad essa gli stessi carnefici al potere "dall’altra parte" (padre Lorenzo).
Ma l’occhio indagatore di Forman si sofferma forse in primo luogo sulla massa: un mostro multicefalo che ora loda il re, ora loda la rivoluzione (o al contrario ora fugge dall’uno, ora dall’altro) ma che in realtà non prende mai posizione, come la stessa massa svuotata di 1984 di Orwell. Al massimo starnazza, come galline inseguite da una faine, nel chiuso di un recinto.
E’ questo forse il motivo per cui Forman ha scelto di raccontare Goya, la cui umanità, nelle tele delle scene di genere come nelle numerose incisioni popolari, ha sembre lo sguardo folle dell’ubriaco e le fattezze dell’animale.

Peccato non aver sottolineato con cura il pensiero del pittore spagnolo, che forse può essere riassunto nel titolo del suo più celebre Capriccio:

"Il sonno della ragione genera mostri".

goya

Pubblicato aprile 14, 2007 da samuelesiani in cinema arte e roba simile