La chiesa della tana   8 comments

gheisa d

Questa domenica, insieme a TheHours, Biru e Diesel, ho fatto una piccola gita fuori porta in Val Pellice. Esattamente ad Angrogna, un piccolo paese a 1500 m d’altitudine.

L’intera valle è uno dei centri più attivi del culto Valdese non solo in Piemonte, ma in tutta Italia. Mentre passaggiavamo un po’ senza meta, ci siamo trovati di fronte ad un cartello che diceva:

Gheisa d’la tana

che altro non vuol dire che Chiesa della tana. Ci siamo così avventurati in mezzo ai boschi e seguito un’indicazione che ci ha fatti scendere lungo uno stretto sentiero verso un luogo selvaggio, immerso fra rocce e alberi. Lì in mezzo c’era la Chiesa, riconoscibile da una targa che, tra l’altro, omaggiava De Amicis che ricordava quel luogo nel suo "Alle porte d’Italia". La foto che vedete è il soffitto della chiesa: in realtà una grotta dove i Valdesi si ritiravano per celebrare il loro culto, scampando dalle persecuzioni dei cattolici. Persecuzioni che sono andate avanti per secoli e che sono cessate con la libertà legale, ottenuta dal re Carlo Alberto nel 1848. Milleottocentoquarantotto…

Entrare in quell’antro freddo e umido è stato un’emozione intensa. Ho visto in quel buio, man mano che i miei occhi si adattavano, un altare naturale improvvisato con un grosso masso orizzontale. Ho pensato a come doveva essere nascondersi lì, quando non c’era il sentiero, magari d’inverno, per poter professare il proprio culto. Ho pensato a come dovevano stare strette ed essere sempre guardinghe quelle decine e decine di valdesi (chiamati spregevolmente dai cattolici "barbetti") che lì vi si ritiravano.

Non è certo per questa esperienza – lo faccio in realtà da anni – ma l’8 per mille, ancor più quest’anno, lo devolverò alla Chiesa Valdese.

Sulla storia del Valdismo, ecco il link su wikipedia.

Sull’8 per mille e come la chiesa cattolica si prenda la fetta più grossa, leggete qui dal blog di Giulio e qui dal sito dell’UAAR (Unione atei e agnostici razionalisti).

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Pubblicato aprile 17, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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8 risposte a “La chiesa della tana

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  1. Ciao Samu. Molto bello il tuo post. E’ molto tardi, sono appena rientrata e non mi dilungo; tornerò però presto (purtroppo con notizie, parafrasando Manzoni, non punto belle). Per il momento t’informo che anche questa cattolica, e non per la prima volta, devolverà l’8 per mille ai valdesi. Grazie ai quali, fra l’altro, ho potuto conoscere il mio ottimo amico (cattolico)… 😉

    A Ratzinger, col fischio. Tanto i miei soldi di peccatrice, anormale, irregolare dovrebbero fargli schifo, giusto? In ogni caso, a me non ne mangia di certo.

    Daniela

  2. anche io l’8 per mille l’ho dato e lo faccio dare ai valdesi. Non sarà una scelta perfetta ma mi sembra più sensata di altre…

  3. In attesa che nessuno ci costringa a devolvere qualcosa, lasciandomi scegliere tra il peggio, il meno peggio ed il “non è male, ma preferirei comunque tenermi i miei soldi”, i valdesi rimangono un’ottima scelta.

  4. …anche per me la gheisa d’la tana è stata davvero un’esperienza emozionante e indimenticabile.

    l’8 x 1000 alla chiesa? giammai!

    ehh?? biru??!!!! : ) salutami biru!!!

  5. ciao Samuè!!

    passavo per un saluto 😀
    ..direi che, mettendo da parte l’avversione per la chiesa cattolica, sia sempre meglio devolvere l’8 x mille alle piccole organizzazioni..

    il 5 x mille tutta la vita ad emergency

    sANTAkLAUS – http://www.newspusher.org

  6. Non conosco i luoghi, ma mi hai comunque in qualche modo comunicato la loro bellezza…
    Sull 8 per mille, piuttosto che darlo alla Chiesa cattolica, lo dò a chiunque..
    Un sorriso ciaoapresto
    Mister X di Comicomix

  7. @ Santa e a tutti: presto scriverò un post a riguardo. Vorrei però premettere già da qui che l’8 per mille non è devolvibile a piccole o grandi associazioni di volontariato perché la scelta cade obbligariamente tra chiesE e stato. Il 5 per mille permette invece di indicare un’associazione come beneficiario (Emergency come un canile o Save the children, etc.).

  8. Intanto ti “rifilo” questa bella lettera aperta… Quanto al 5 per mille, ti ho dato un consigliuccio anche via mail… 😉

    Daniela

    Al Presidente della CEI Vescovo Angelo Bagnasco

    ai Vescovi e fedeli d’Italia

    La persecuzione degli omosessuali deve cessare

    La persecuzione degli omosessuali da parte dell’episcopato deve cessare perché è ingiusta.

    Perché la ricerca etica e teologica degli ultimi cinquant’anni ha chiarito che l’omosessualità costitutiva non è contro natura, come l’episcopato italiano continua a ripetere, ma è piuttosto una seconda natura, e non ha nessuna valenza etica negativa. Si veda la ricerca condotta dall’Associazione Teologi cattolici americani, tr. it., La sessualità umana, Queriniana, Brescia1978, pp. 158-165; noi pensiamo che l’episcopato dovrebbe avere più attenzione e rispetto per la ricerca teologica.

    Questa persecuzione favorisce inoltre il disprezzo che ha sempre ingiustamente afflitto gli omosessuali in passato; favorisce manifestazioni di disprezzo, come quella che ha portato l’adolescente Matteo Maritano al suicidio; o quella che ha portato a deturpare la sede dei gay milanesi. Fatti molto gravi, specie la morte di Matteo, su cui l’episcopato non può non interrogarsi perché questa persecuzione impedisce che si compia quel processo d’integrazione sociale dell’omosessualità che è ora in corso, dopo millenni di emarginazione di cui la gerarchia porta la colpa maggiore.

    Inoltre, impedendo agli omosessuali una unione stabile giuridicamente sancita – come avviene nei PACS francesi –, impedisce la loro integrazione personale e affettiva, li abbandona alla solitudine o, peggio ancora, al randagismo sessuale, e al pericolo dell’anomia e del crimine.

    Questa persecuzione è profondamente contraria ai principi e allo spirito dell’evangelo, il principio fraterno e la legge dell’amore; contraria al comportamento del Cristo che ha sempre dimostrato una particolare tenerezza per gli emarginati; e lo ha anche proclamato.

    Questa persecuzione – come anche l’opposizione ingiusta al «patto civile», l’interferenza nelle decisioni del parlamento – suscita un forte risentimento nella gente, che chiede la denunzia del Concordato e la soppressione dell’8 per mille. Da questo risentimento nascono anche le minacce che il Vescovo Bagnasco ha ricevuto.

    Lecce, aprile 2007

    per il Movimento, il responsabile

    Prof. Arrigo Colombo

    Arrigo Colombo, Centro interdipartimentale di ricerca sull’utopia, Università di Lecce

    Via Monte S.Michele 49, 73100 Lecce, tel/fax 0832-314160

    E-mail arribo@libero.it/ Sito Internethttp://digilander.libero.it/ColomboUtopia

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