Pour parler   9 comments

Il Pentagono ha deciso di bloccare dai computer militari di tutto il mondo (quindi anche da quelli in territori di guerra) l’accesso a siti di scambio tra cui youtube e myspace, spesso usati per comunicare con i familiari. Proprio da un pc in Iraq un giovane soldato ha vinto con i racconti del suo blog il Blooker prize, il premio per il miglior libro tratto da un blog. Con questo provvedimento, anche i post dei soldati dovranno passare sotto la censura. E’ indubbio che ci siano ragioni di sicurezza, ma è comunque una forma di controllo delle libertà che mi infastidisce. Ed è anche vero, come dice l’innominabile, "che a pensar male si fa peccato, ma certe volte s’azzecca". Qui la notizia.

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Inoltre, sempre proseguendo con l’aforisma del colluso, attendo con ansia che il ministro qui a fianco dichiari in parlamento e magari anche pubblicamente, se non lo scoccia, se l’Italia ha così tanti soldi da impegnarli nella realizzazione dell’ultimo cacciabombardiere invisibile di produzione americana (con contributi anche olandesi) in un’operazione rischiosa anche per chi di armi se ne intende. E se non è troppa grazia, mi interesserebbe anche sapere perché il Ministero degli Esteri si è affidato ad un gruppo di contractors come l’Aegis che si è macchiato in più parti del mondo di crimini.

Personalmente sono per la fiducia. Credo che questo Governo sia indubbiamente meno pericoloso di quelli di centrodestra. Ma è comunque ingenuo, sprovveduto e stupido su molte questioni. Le cose si risolvono parlando. Basta spiegarsi, caro ministro. E in ogni caso si può sempre fare marcia indietro. Se non si è troppo arroganti e presuntuosi.

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Pubblicato maggio 15, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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9 risposte a “Pour parler

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  1. Scondo me non sono affatto ingenui come sembra … 😦

  2. @ 365albe: lo temo anch’io. Ma al momento do loro il beneficio del dubbio.

  3. stavo per scrivere esattamente la stessa cosa: “inguenuo”??? non ci credo per niente. e neppure sprovveduto. hanno anche loro i loro interessi da curare, tutto qua. peccato che non siano quelli di un governo di sinistra…

    sulla questione delle armi ho appena letto da repubblica dei nuovi blindati ed elicotteri che vogliono comprare “i nostri”, e le news che linki tu mi confermano la strategia – per niente dissimulata, ma alla luce del sole – di spendere denaro da veri guerrafondai. ecchecca**o…. 😦

    ciao bello!

  4. @ Golem: con aumento di militari, mezzi e armi in Afghanistan. Pur nel rispetto delle regole d’ingaggio, eh!

  5. ingenui non credo.. cmq meglio della CdL al potere che in 5 anni c’ha affossato.

    sulla censura militare: ho letto il libro di Colby Buzzell, “ammazzare il tempo in Iraq”, nn è nemmeno malaccio.. il problema fondamentale, e da questo punto di vista do pienamente ragione ai militari, è che non si possono dare informazioni al nemico sui mezzi usati, le tattiche, ecc…

    però sono contro una censura globale.. anzi che i militari che sono lì descrivano la situazione e quello che provano lo trovo anche utile per chi voglia capirci qualcosa, senza essere lì (chiaramente dal punto di vista dei soldati)..

    sANTAkLAUS – http://www.newspusher.org

  6. OT: Grazie Samuele…

  7. mi piacerebbe leggere il blog di quel tizio…per aver vinto il Blooker prize credo che il suo blog sia stato un tantino edulcorato…

  8. @TheHours
    guarda io ho letto il libro e alla fine si legge abbastanza bene e il piskello è abbastanza diretto nell’affrontare gli argomenti… il blog è in americano, quindi…

    fece molto successo perchè era uno dei pochi blog dal fronte vero.. Buzzell scrive da Mosul mentre la maggior parte dei blog dei soldati è scritta in zone lontane dalla guerra vera..

    sANTAkLAUS – http://www.newspusher.org

  9. @ santa: magari lo provo a leggere il libro.
    PS sono anch’io d’accordo sulla questione sicurezza. Anche se le informazioni militari (vedi che parlo di informazioni militari mica delle notizie dal fronte) trapelano indipendentemente da youtube. Le spie esistono da prima della rete.

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