Archivio per giugno 2007

La professoressa e il dito in cul*   16 comments

Passatemi la volgarità del titolo, ma è di fatto di quello che si parla.

Da alcuni mesi circola su youtube un classico video di ragazzi a scuola che fanno i deficienti. Gli scolari, fingendo un’intervista alla professoressa di scienze, partono inizialmente a chiederle se conosce Cicciolina, quindi quanto guadagna come insegnante e se – cito testualmente – "non guadagnerebbe di più a fare la puttan* e prenderlo in cul*". Infine se prova piacere a infilarsi un dito, appunto, dove non nascono figli. Lei risponde pacata o raggira la domanda, sbuffa, arrossisce, ma non prende la situazione in mano, non si incazza, non chiama il preside, la bidella, la polfer o chi volesse. Resta lì, sorridente.

I commenti al video sono del tipo: "Vergognatevi", rivolto ai ragazzi o "E’ stupida" rivolto alla donna. Anch’io ho lasciato il mio personalissimo messaggio invitandola a scrivere 1000 volte "Sono una deficiente" come penso.

Ma a mente fredda ho iniziato a pensare ad alcune altre cose. La prima è che i ragazzi in quei banchi oltre a (non) studiare fanno esperienza di crudeltà. Ora sono crudeli e ora sono vittime di crudeltà altrui. E’ un passaggio che ritengo obbligatorio nell’esperienza umana, che un domani ti farà dire "quant’ero stronzo" e ti evita di ammazzare il primo che ti pesta il piede considerandolo un oggetto (sto ovviamente generalizzando).

Quanto a lei, mi viene difficile pensare che (anche qualora non fosse, come penso, una fruitrice di porno targati anni ’80) non sappia chi sia Cicciolina. E ancor più la vedo improbabile che non conosca termini come "puttan*", "dito" e "cul*", ancor più che insegna scienze.

Il fatto è molto semplice. Lei era visibilmente incapricciata e lusingata nell’essere l’oggetto sessuale (non uso il termine a caso) della sua classe di maschietti in esplosione ormonale. E credo che il punto sia questo. Essere repressi sessualmente, porta a farsi, tra l’altro, numeri di questo tipo. 

Questo, al di là di qualsiasi moralismo.

Forse è meglio, però, se ai suoi ragazzi insegna scienze e li fa sedere. E il penso che le assegnerei sarebbe:

"Ad essere repressi sessualmente, perdo le mie ore di lezione in chiacchiere inutili e non insegno un bel niente".

Prof, lo scriva 1000 volte. Ma non mi citi in tribunale.

Pubblicato giugno 28, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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Guardare a Nord: la Svezia   9 comments

Leggo su La Stampa di ieri, che la Svezia, nazione decisamente lontana dalla nostra repubblica della famiglia tradizionale, ha deciso di rendere obbligatoria dal gennaio ’08 la mediazione penale nei confronti di tutti i colpevoli di reati che hanno meno di 21 anni di età (al momento, in Italia, è a discrezione del giudice, anche se l’Europa, mi pare di capire, voglia andare in quella direzione). Questo proposta, per contrastare i tanti atti di teppismo e vandalismo compiuti da bande/branchi di giovanissimi e giovanissime.

Gli autori di reati, dunque, prima di qualsiasi processo, dovranno obbligatoriamente incontrare le vittime dei loro gesti, se queste – immagino – siano disposte a farlo. Così il colpevole si trova a guardare in faccia la sua vittima.

 

Rubare il portafoglio ad un anziano o ad uno studente con l’i-pod ficcato nelle orecchie è un gioco da ragazzi. Conoscerne la sua storia umana, rivederlo, non nella velocità dello scippatore, ma con la calma di due persone che si incontrano, è decisamente un’altra cosa. Un incontro quindi, con un’altra persona, una PERSONA, ripeto, e non un oggetto, nient’altro che il prolungamento di un telefonino o un portafogli da rubare.

 

Spesso ad incontrarsi sono poi anche le famiglie. E da questi incontri possono nascere momenti di confronto e dialogo, lontani da rancore e desiderio di vendetta (sentimenti che spesso si amplificano, proprio laddove non vi sia il RICONOSCIMENTO della vittima), ancor più per la presenza di mediatori.

In questi mesi, questa tecnica sperimentale ha portato utili risultati in Svezia. Molti teppisti, non per falsa pietà o senso di colpa cristiani, pare stiano tentando di mettere la testa a posto e in più di un caso, i giudici hanno optato per archiviare l’accusa. Evitando in questo modo ad un giovane il carcere, dal quale non potrebbe che uscirne segnato.

 

Certe volte è confortante scoprire, in giro per il mondo, alternative alle tante forme paternalistiche o peggio autoritarie, che troppo spesso si manifestano da noi.

In un luogo come il nostro paese, dove il colpevole piange e urla in TV, alla faccia e in faccia alla vittima, dove spesso la classe dirigente di fronte a spinosi problemi preferisce esprimersi in termini di repressione (metodo tanto caro ai fascisti), dimenticando le potenzialità del dialogo, un po’ di sana utopia svedese farebbe bene.

Sulla mediazione penale potete leggere qualcosa qui e qui.

pubblicato anche su TSplus.

La creazione di Adamo   16 comments

Buon weekend a tutti gli amici blogger. Nella foto un’interpretazione casalinga della "Creazione di Adamo" michelangiolesca con Leodino (il gatto) e Biru (il fidanzato) come interpreti.

Copia (2) di gatti3 017

Pubblicato giugno 23, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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Oltre Genova   17 comments

Grazie a Grillo e a Newspusher

La linea di Milano e il proibizionismo   5 comments

Leggo dal sito di Giù le mani dai bambini che

"…anche a Milano approvata una mozione in Consiglio Comunale che prende posizione contro l’uso disinvolto di psicofarmaci ai bambini, sbarrando la strada agli screening indiscriminati nelle scuole!"

Questa è indubbiamente una buona notizia. Ma è bene ricordare che la città governata dalla Moratti è anche la stessa che provvede a regalare, alle famiglie della zona 6 di Milano, il kit antidroga, idea per altro considerata "interessante" anche dal ministro della salute Livia Turco.

Mi chiedo se la città non stia, piuttosto, scivolando pericolosamente verso il proibizionismo. Mi chiedo se la Turco non si ponga il problema di come i genitori utilizzeranno il kit sui figli. Se verrà rispettata la loro privacy, se il test verrà praticato con forza o di nascosto. O se verrà utilizzato quando si scambieranno altre problematiche, da un esaurimento a sfumature di depressione (termine inflazionato che detesto, ma qui mi tocca usarlo), per effetti della droga!

Mi chiedo se non sarebbe più utile, non aspettandomi nulla dalla Moratti, salvo che tuteli le sue lobby, che almeno il ministro Turco considerasse piuttosto l’idea del dialogo e della vicinanza fisica e affettiva dei genitori verso i figli come alternativa ad un penoso test antidroga, in grado magari di creare situazioni complesse, soprattutto nell’animo ribelle di un adolescente, per un tanto banale, quanto innoquo, spinello.

Teniamo lontano dalle famiglie il regime di polizia. Diversamente temo che avremo un mare di tossici nei prossimi anni.

Pubblicato giugno 19, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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Al ritorno   18 comments

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Mi è un po’ difficile scrivere di sabato al Pride. Forse perché la manifestazione, quell’immensa onda colorata mi ha toccato nel profondo, mi ha commosso. E’ stata un’esperienza veramente intensa, nonostante non fosse il mio primo Pride. C’era un’intensità che era palpabile. C’era tanta rabbia che si sfogava nel canto e nei balli per strada e in qualche tetta al vento. Che sciocchi, che sciocchi, quelli del Family day a non capire che se avessere scelto di manifestare PER degli aiuti veri alla famiglia (asili, congedi parentali, etc.) avrebbero riempito tutta Roma e non sarebbero ora in minoranza. Pericoloso Pezzotta a dire quello che ha detto, come a giustificare, subdolamente, la violenza omofoba.

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IMG_2484Al Gay Pride, di scandaloso (agli occhi dei moralisti), come dice perfettamente Bulbo Oculato, erano le famiglie eterosessuali, quelle tante persone che comprendono che estendere i diritti non vuol dire toglierli ad altri, quelle tante persone che disprezzano il fatto che si usi il termine famiglia naturale, quando essa è un concetto antropologico e non della scienza. A quelle famiglie che non hanno timore di far vedere qualche tetta al figlio piccolo o adolescente, consapevole che se ne vedono di meno belle sulle spiagge di Riccione e Rimini. A loro va il mio affetto. A tutti gli amici etero che passano di qua e mi hanno accompagnato col pensiero va il mio più sincero grazie.

Dal palco, dopo il lungo percorso facilitato da un clima clemente, sono volate parole grosse, che non sono nulla rispetto a tutto l’accanimento di questi ultimi mesi. Se il governo Prodi continuerà a filare i 24 mila voti, sarà possibile che ne perderà almeno 400.000. E’ forse ora di fare i conti con quel popolo incazzato che dice "NO DIRITTI NO VOTI".

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Se prima ero in dubbio sul fatto che la manifestazione si chiudesse in San Giovanni, in risposta politica al Family day, oggi – e non solo per una questione di numeri – mi rendo conto che è stata una bella mossa. Poiché quella piazza sa di memoria di Berlinguer, di Primo Maggio. Non è un feudo del Vaticano. E la democrazia permette le manifestazioni (così, anche quelli della Militia Christi hanno potuto legittimamente incatenarsi per protesta al Gay Pride).

Infine, vorrei ringraziare e salutare l’amica Sedlex che ho conosciuto "sul campo". Sue le parole conclusive di questo post:

Bisognerà armarsi di pazienza e spiegare che i diritti non sono graziose concessioni da elargire ai più degni ,ai più buoni e ai meglio vestiti.
E che lo sconcerto che provocano le manifestazioni definite eccessive è il punto di partenza di un lavoro sull’intolleranza ben più approfondito.
Prendere atto delle differenze significa assumerle come dato di fatto.
Senza se e senza ma e soprattutto senza pretendere che gl’individui cambino.

Le foto sono della mia amichetta Maura de Roma (ed in una ci so’ pure io!).

Pubblicato giugno 18, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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Roma Pride '07   17 comments

Domani sarò qui.

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Anzi no, scusate, sarò qui

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Se qualche amico romano volesse aggiungersi mi contatti entro oggi alla mia casella di posta. Sono felice di esserci e portare il mio contributo nel reclamare diritti, dignità e laicità come dice la locandina. Anche se non condivido per nulla la decisione di raggrupparsi in piazza San Giovanni. E’ una prova di forza (persa in partenza) contro la piazza del Family day. E’ un gran peccato che si debba giocare sullo stesso penoso terreno loro. Ma tant’è…

Ci ritroviamo quindi lunedì. Avrei un regalo per voi se lo volete. Tempo fa vi avevo parlato di un film toccante, Mysterious skin (di cui mi ero perso, per altro, in alcune musiche). Giorni fa, avevo visto Gli imbroglioni, il nuovo documentario di Deaglio (rimanendo un po’ perplesso). Ma una cosa avevo trovato stupenda: la musica dei titoli finali!, di un gruppo, gli islandesi Sigur Ros, che al momento sono in testa alla mia classifica personale e la cui musica è anche in Mysterious skin. Eccovi dunque un loro poetico video che tratta di bambini ed anche in tema col vero senso del Pride.

Pubblicato giugno 14, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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