Archivio per luglio 2007

Che coraggio …   15 comments

Previti

"Sono innocente e da innocente sconto una condanna ingiusta e lo faccio nel pieno rispetto della legge, ottemperando a tutte le regole del mio stato con discrezione e convinta operosita’. Tuttavia, continuo la mia battaglia sempre in nome del diritto perche’ mi sia resa giustizia e si affermi la verita’ delle mie vicende giudiziarie".

Ad ogni modo, come dice l’amico Antonio: "Fuori uno!"

Pubblicato luglio 31, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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Bollettino gay   16 comments

Quest’oggi un bollettino di notizie a tematica omosessuale. Alcune brutte, alcune per nulla. Ma intanto se ne parla con una certa naturalezza e questo è comunque un passo.

Irandue giovani sono stati impiccati sulla pubblica piazza con l’accusa di aver stuprato un ragazzino. Ma secondo varie associazioni, quest’accusa non sarebbe altro che "una cortina fumogena" ideata dalle autorità per giustificare la condanna inflitta ai due adolescenti. Uccisi soltanto perché gay (l’elemnto spettacolare è l’ennesiama dimostrazione di come la follia islamica – in realtà di tutte le religioni – miri al controllo della mente, passando attraverso la repressione sessuale).

Roma: nell’anno del signore duemila e sette, due giovani sono stati condotti in caserma e denunciati da due bravi manzoniani, per essersi baciati in una via nei pressi del Colosseo. Attendiamo la sentenza, ma credo che dovremo ringraziare quei due zelanti servitori del buon costume.

Torino: una coraggiosa sentenza della Cassazione (non a caso, il giudice è una donna) proibisce l’estradizione di un giovane senegalese in quanto nel paese d’origine sarebbe perseguitato per la sua sessualità. Questa la motivazione: "l’omosessualità va riconosciuta come condizione dell’uomo degna di tutela, in conformità ai precetti costituzionali, assunto da cui discende che la libertà sessuale va intesa anche come libertà di vivere senza condizionamenti e restrizioni le proprie preferenze". Ennesima dimostrazione di come certa magistratura sia più avanti del parlamento.

Gela: nella città siciliana che vede un coraggioso sindaco impegnato contro la mafia e dichiaratamente omosessuale, un professore allontana dall’istituto un ragazzo, neanche in quanto gay, ma addirittura limitandosi a dar credito al pettegolezzo dei compagni di classe del presunto gay. Il prof vota sicuramente l’UDC di Cuffaro. E intanto don Fioroni invia i suoi ispettori…

Triste: Riccardo Illy apre alle unioni civili nella sua regione e inizia a concedere un congedo matrimoniale ad un dipendente trasferito a Bruxelles e sposato con un militare belga.

Germania: a Berlino nasce la prima casa di riposo arcobaleno!

Pubblicato luglio 27, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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In morte del re   9 comments

E’ morto ieri, a 92 anni, nella sua terra, l’ultimo re dell’Afghanistan, Mohammed Zahir Shah. In esilio da trent’anni dopo il colpo di stato perpetrato dal cugino è vissuto in Italia, a Roma.

Proclamato re a soli 19 anni, la sua guida prudente e diplomatica aveva reso l’Afghanistan come oggi ci è impossibile pensarla (ne avevo già parlato qui): terra meta per i turisti, con una importantissima università nella capitale, cinema, teatri; negli anni ’60 una nuova costituzione portava l’Afghanistan verso una moderna democrazia con libere elezioni, un parlamento, diritti civili, emancipazione delle donne e suffragio universale.

Al colpo di stato del cugino che stabiliva un governo repubblicano, segue ciò che ormai abbiamo imparato a comprendere: e cioé che a partire dagli anni ’70, l’Afghanistan è stato un territorio alla mercé delle grandi potenze a partire dalla Russia che l’invadeva nel 1979 con conseguente intervento degli USA (che armarono gli stessi taliban che ora tentano di debellare!), fino ad arrivare agli orrori quotidiani di questi ultimi anni.

Oggi l’Afghanistan è un paese, ma non uno stato. In piena guerra civile. Il governo dell’ "americano" Karzai (i cui miracoli meritano un post a parte) non è che un governo fantoccio. 

Vorrei ricordare l’Afghanistan per come non l’ho mai visto e forse non si potrà più vedere. Ricordare quella terra per comprendere come sia facile cadere in balia delle dittature. E cosa voglia dire trovarsi in zone comode alle grandi potenze. Già alcuni anni fa, Ettore Mo, inviato più volte in Afghanistan del Corriere della sera, scriveva: "Dietro la crociata dei Talebani c’è l’avidità del Pakistan e delle multinazionali americane, impegnati nella realizzazione di un megaprogetto (2 miliardi e mezzo di dollari) per trasportare petrolio e gas dal Turkmenistan all’Oceano Indiano attraverso l’Afghanistan." (Corriere della sera del 4 luglio 1999).

Mossoud, il generale oppositore dei taliban, fu poi ucciso il 9 settembre 2001.

Il resto è la cronaca del caos.

Pubblicato luglio 24, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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Un segno dalla magistratura   5 comments

Alcune istituzioni sono indubbiamente più avanti di altre.

Leggo dal blog della mia amichetta Sedlex, che rimanda ad un link di Repubblica, la notizia che

"Il gup del tribunale di Roma, Claudio Carini, ha deciso di ammettere come parte civile ad un processo penale il convivente di un omosessuale, Roberto Chiesa, ucciso nella capitale il 7 marzo scorso. … Il giudice ha riconosciuto come Mario Chinazzo, 67 anni, abbia subito un "danno diretto e conseguenziale", dalla morte di Chiesa, con il quale conviveva dal 1982. Anche la sorella della vittima, Graziella, è stata ammessa a partecipare al processo, che si aprirà il prossimo 8 novembre. Si tratta della prima ammissione ad un processo penale del convivente di una coppia gay. Mentre in sede civile, infatti, era già accaduto che al compagno di un omosessuale fosse riconosciuto un risarcimento, la giurisprudenza penale aveva visto solo precedenti di coppie eterosessuali.
Ecco perché Chinazzo nutriva molti dubbi sul fatto che la sua richiesta sarebbe stata accolta. Visibilmente commosso, l’uomo ha detto di "essere felice, perché il riconoscimento del giudice dimostra che sono qualcuno". E’ felice perché "ha diviso la sua vita con Roberto per 25 anni".

E’ un primo, ma importantissimo segnale che, come dice il giornalista

"… apre una prima breccia nel dibattito sul riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, gay compresi".

Pubblicato luglio 20, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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Ciao Asia the queen   10 comments

Immagine_001

Arrivederci vecchia sorda (ma pur sempre capace di sentire il rumore del pacco dei biscotti o l’apertura del frigo).

Che il regno dei mille divani t’accolga.

sumisura

Pubblicato luglio 19, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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E chi il conto non vorrebbe pagarlo…   9 comments

giovanni carrùAlla notizia del mega-risarcimento che la diocesi di Los Angeles dovrà versare alle vittime di preti pedofili, compaiono le prime risposte. Monsignor Giovanni Carrù, sottosegretario Vaticano per il clero, intervistato sulle pagine de La Stampa, fa una serie di allusioni pericolose e spietate. Spietate, al pari di quelle del mefistofelico Fisichella ad Annozero o delle modalità di quella figura sudata e ambigua di don Fortunato di Noto che s’imponeva, sempre da quegli studi televisivi, su Marco Marchese, ex vittima di un prete pedofilo (qui, il passaggio). 

Ecco qualche passo dell’intervista. Non credo di aver voglia anche solo di commentarla. Ma di segnalarla, sì:

Sì fa di ogni erba un fascio. Ci sono stati alcuni abusi, ma negli Stati Uniti c’è un andazzo a creare cause collettive contro la chiesa per spuntare cifre collettive. Ormai è businnes nel quale professionisti dell’indennizzo fanno affari fabbricando false vittime da affiancare a quelle autentiche.

Sotto c’è un accanimento contro la chiesa cattolica. I casi di pedofilia non sono affatto numerosi.

Gli arcivescovi non sanno più dove trovare i soldi. La legge americana ha un’impostazione molto diversa dalla nostra, quindi le difficoltà sono tali da non lasciar intravedere una via d’uscita

Il conto (una piccola piccola parte).   16 comments

miss kitty

E adesso chi glielo dice, alla vecchia in vacanza, che è arrivata una piccola parte del conto? Fisichella ci pensi tu? (magari anche a scusarti per quella brutta brutta comparsata da Santoro… in cui si parlavi di "casi isolati"… di offese alla chiesa… di questo passo vi mangiate anche la Cappella Sistina e la piccola Pietà di San Pietro…).

Intanto a Milano, la bella Letizia boccia la mostra "Vade Retro", creando ulteriore pubblicità a quel ciarlatano di Sgarbi.

PS La foto qui sopra l’ho presa dalla concittadina Lilith70. E’ la statua "Miss Kitty" di Paolo Schmidlin, quella tanto tanto tanto scandalosa che s’è dovuto comprare Sgarbi, per toglierla agli sguardi di noi peccatori. Che poi, detto tra noi, era un modo per vedere in un modo un po’ più umano la vecchia vacanziera (con gli stessi occhi di padre Georg, aggiungerei).

Inviterei a diffondere l’immagine il più possibile.