Come medico, come cittadino e come paziente.   16 comments

Ieri sera ho dunque visto Sicko di Michael Moore. Ammetto di essermi emozionato come da tempo non mi capitava in una sala cinematografica. Moore è un ragazzone buono, un utopista, ironico e sta dalla parte giusta. Forse l’unica cosa non eccezionale sono stati il doppiaggio e certe riprese iniziali che ricordavano il detestato Lars Von Trier… ma poco importa. Il film è straordinario.

Non scrivo nulla sul film (che invito chiaramente di vedere), nulla sullo strazio della sanità americana e sulle colpe di tale bruttura: da Nixon a Reagan da Bush padre e figlio a Hillary Clinton, dai medici che operano nella assicurazioni a queste mostruose multinazionali della vita e della morte.

Preferisco constatare che il nostro sistema sanitario è, al di là di tutte le critiche che possiamo muovere e ad un certo rincoglionimento della Turco, al secondo posto nella classifica mondiale dopo la Francia. E che si dovrà lottare affinché non si operino su di esso azioni come quelle della Moratti rispetto alle scuole. Dunque attenzione a gridare alla malasanità.

Infine vorrei citare quello che per me è stato il fulcro del film ed è la frase di un medico primario francese intervistato da Moore nel film e che è il titolo di questo post:

"Come medico, come cittadino e come paziente" iniziava a rispondere il pediatra francese alla domanda di Moore. Ecco, se queste tre cose non torneranno insieme anche al di là dell’Oceano, temo che il sistema sanitario dello stato più potente del mondo continuerà a schiacciare i più deboli e umiliare i suoi eroi.

Questa rivoluzione deve partire non dai pazienti  – che sono in condizione di difficoltà – ma da chi opera nel sistema sanitario: dirigenti, medici, infermieri, tecnici. Queste donne e uomini devono riunire quei tre termini citati dal collega francese.

E magari riprendere il mano il moderno giuramento di Ippocrate

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16 risposte a “Come medico, come cittadino e come paziente.

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  1. non lamentiamici della nostra sanità ma si può fare di meglio.
    antonio

  2. Parole sante!
    Sottoscrivo in pieno.
    Ora che mi ci fai pensare, la sequenza del figlio che aggredisce verbalmente i genitori ricorda un pò Von Trier (che a me invece piace, ma qui è fuori luogo).
    A quando un Michael Moore italiano?

  3. Sanità italiana al secondo posto nel mondo? Ho qualche dubbio (e so di che parlo), nel senso che in media forse è così, ma coesistono eccellenze straordinarie con situazioni orribili, ed una crescita “media” del SSN sarebbe più che auspicabile.
    Detto questo, però, niente a che vedere con un sistema sanitario dove non esiste il diritto alla cura, dove essere curati non è un diritto ma un opportunità!
    Non ho (ancora) visto il film, ma ci vado presto.
    So in parte cosa mi aspetta, ma sono sicuro che la devastante realtà della sanità americana riuscirà a stupirmi comunque!
    Un sorriso aperto
    Mister X di Comicomix

  4. @ Antonio: d’accordo con te.
    @ Facc8: era in effetti alle sequenze iniziali che mi riferivo. Quanto ad un Moore italiano… non ne vedo, per ora, all’orizzonte.
    E forse è giusto così. Da noi, temo, si scivolerebbe nello striscia la notizia…
    @ Mister X: immagino tu abbia ragione quando si parla di media. Non so, poi, su quali aspetti la statistica che ho recuperato dal film di Moore si basasse. Ma è certo che la nostra sanità permette cure indiscriminate a gratuite a qualsiasi cittadino. E’ chiaro che ci sono pessime situazioni (purtroppo spesso nel sud dove è più evidente l’intromissione della mafia nella sanità) e anch’io ho i miei brutti ricordi di pessima organizzazione e peggio nella sanità (sono stato volontario sulle ambulanze…) ma ne riconosco anche i meriti. Credo sia utile guardare il film di Moore per capire cosa intendo.

  5. Bè, in Italia coesistono parecchie realtà
    Anche a livello sanitario.
    E’ vero che gli ospedali del sud sonomolto indietro rispetto a quelli del nord, ma qui non ti lasciano morire per strada.
    E questo dovrà pur contare qualcosa.

  6. ‘Sottoscrivo con il sangue…’, disse De Lorenzo….. :-))))))))))))))))

  7. Per quanto ci siano molte cose da migliorare anche in Italia, sicuramente qui almeno non si deve guardare al bilancio dell’ospedale o a che tipo di assicurazione ha una persona (quando ce l’ha) prima di prestare soccorso e cure…il sistema sanitario americano è davvero disumano…

    Questo film lo andrò sicuramente a vedere…

    Un caro saluto

    pibua

  8. micheal moore non verrà mai preso sul serio finchè non si toglie quel buffo cappellino

  9. Ciao Sam, io sono tornata da una settimana, ma ho vissuto un’esperienza così intensa (e sto scrivendo altrove) che non ho aggiornato il blog. Magari ti spiegherò via mail, ok? Tu tutto bene? Un beso

    Daniela

  10. Nella vita tutto è migliorabile, ma in Italia non si lascia morire nessuno perchè non può pagarsi le cure, in America sì. Magari ci fossero tanti Moore, che abbiano il coraggio di fare le sue denunce. Cero non dev’essere stati facile portare cittadini americani a curarsi grauitamente a Cuba

  11. Come infermiere, come cittadino e come paziente conosco bene le magagne della sanità italiana. Se l’Aziendalizzazione della sanità italiana, nonostante tutto, ci sta facendo risparmiare svariati milioni di euro, stiamo seriamente rischiando di americanizzarci e di veder peggiorare la qualità del servizio. Ma tutto in un commento non ci sta, mi sa che ci faccio un post.

  12. è un bel film di denuncia.
    come se ne vedono pochi in giro.

  13. @ Copros: ma se Bush usa le Crocs ed è l’uomo più potente del mondo!
    @ Daniela: attendo il tuo rientro e relativi racconti! Un bacio.
    @ Franca: infatti. Dobbiamo migliorare, ma soprattutto non lasciare la sanità ai privati.
    @ Finazio: vero. Attendo il tuo post, allora.
    @ Sermau: cade qua e là nel patetico, ma vuole rivolgersi agli elettori repubblicani e pertanto deve tenere un tono non sofisticato.

  14. eccellente lavoro quello di Moore, e troppe cose non sapevo, a partire dal sistema sanitario inglese che rimborsa le spese per i mezzi (!!! :-)).
    vero, siamo al secondo posto in classifica, e vero, il fatto che non lasciamo la gente andare via da un’ospedale senza prestar loro le dovute cure. vero anche che a volte chi in ospedale ci è andato per un’inezia ha pagato con la vita errori gravissimi del personale. si può migliorare, dunque, ma il sistema di base c’è.
    E rabbrividisco, dopo aver visto questo film e le condizioni degli americani, se penso a quello che Berlusconi e il suo governo avrebbero voluto fare in Italia…

    un saluto!

  15. se pensi a quello che Berlusconi e i suoi VOGLIONO ANCORA FARE…

  16. dopo lunga pausa, l’ho finito di vedere adesso. mi devo vergognare se ti dico che mi sono spuntati i goccioloni agli occhi alla fine? sarò stupido e sentimentale…però bello poter davvero vedere la società come un “noi”, non come “io”.
    notte!

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