Archivio per agosto 2007

10.25 am   8 comments

strageBologna

Ventisette anni fa, il 2 agosto, alle 10.25 un ordigno esplosivo faceva crollare la sala d’attesa della stazione di Bologna provocando 85 morti. Non ne scrivo per ricordare, ma per rimarcare un atto d’accusa, lo stesso della Associazione delle vittime, che dopo 27 anni d’indagine non conosce il nome dei mandanti. Eppure…

Eppure molto si sa, soprattutto su chi ha voluto sviare le indagini. Chi sono queste persone? Che vita fanno oggi?

Francesco Cossiga, all’epoca presidente del consiglio, si affrettò a dare la colpa alle fascisti (quando ancora non si sapeva che fosse una strage) prima e poi, in una lettera al capogruppo di AN Enzo Fragalà, a capo della commissione Mitrokhin, parla di coivolgimento palestinese. Cossiga si rimproverò di aver parlato di fascisti e chiese che venisse tolta la parola dalla lapide celebrativa. Allo stesso ex presidente fu chiesto dal palco nel XXV anniversario dall’Associazione "perché nei momenti cruciali dell’Italia si fosse circondato da piduisti" E, cito ancora: "Ed è proprio grazie ad una raccomandazione del Senatore Cossiga che i responsabili di Comunione e Liberazione hanno invitato Francesca Mambro,insieme con la terrorista delle Brigate Rosse Nadia Mantovani al Meeting dell’Amicizia dell’agosto scorso." Oggi Cossiga è senatore a vita.

Licio Gelli, uomo con un passato da nazista e non solo fascista, a capo della P2, è stato condannato per avere sviato deliberatamente le indagini. Oggi regna nella sua villa in Arezzo, ricevendo gli omaggi di loschi personaggi e stupidi giornalisti.

E che fine hanno fatto Musumeci e gli altri agenti del SISMI, legati alla P2, ed incriminati per depistaggio? Quelli che organizzaro un falso attentato sul treno con lo stesso esplosivo usato a Bologna? In rete non riesco neppure a risalire al fatto che siano ancora vivi o  morti.

Elio Ciolini, ambiguo estremista di destra, legato ai servizi deviati, accusò Gelli e vari altri personaggi del mondo politico e finanziario. Fu accusato per calunnia. Anni dopo, lo stesso uomo avvertì il giudice Grassi di possibili attacchi alle istituzioni poiché era in atto un "riordinamento politico" della destra europea. Pochi mesi dopo veniva ucciso Paolo Borsellino, in una via d’Amelio fraquentata poche ore prima (da agenti dei servizi segreti) "come via del Corso, a Roma, sotto le feste di Natale".  

Infine:

Vergogna infine all’esponente di AN del consiglio comunale di Bologna, Massimiliano Mazzanti, che propose al sindaco Guazzaloca (anch’egli di centro destra) di non citare nella commemorazione la "matrice fascista" e che in effetti non fu nominata  negli anni del suo mandato dal 1999 al 2004.

Aggiornamento: ad Otto e mezzo, su La7, il tema è chiaramente La strage di Bologna. Ciò su cui ci si confronta è se la strage ha o meno una matrice fascista. Nulla pare interessare della ricerca della verità, della giustizia nei confronti delle tante vittime, del ruolo della P2 nel depistaggio. L’estrema sinistra (rappresentata da un giornalista di Liberazione) qui difende i fascisti. Giusto allora l’avvertimento del presidente dell’Associazione. E ancor più giusto l’intervento di Prodi che da Bologna invita a cercare la realtà e a non perdersi in sofismi sterili e stupidi (ma forse utili per qualcuno). 

FRANCOBOLLO_STRAGE_BOLOGNA

Vignetta di Mauro Biani, che io ho preso dal blog di Frank57.

Annunci

Pubblicato agosto 2, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

Taggato con ,

Similitudini   8 comments

Iran: il portavoce dell’autorità giudiziaria ha confermato la pena capitale per due giornalisti curdi in quanto rei di moharebeh, formula generica che si usa per i reati commessi dai nemici di Allah (questa accusa comprende un mix assurdo di reati che vanno dall’omosessualità allo spionaggio al "reato" d’opinione). Entrambi i giornalisti sono vicini al principale gruppo curdo iraniano, il Partito Democratico del Kurdistan.

Russia: nella Russia di Putin, uomo pericoloso che proviene dal KGB (non mi stancherò di dirlo) sono stati arrestati due sindacalisti che proponevano uno sciopero. I due appartengono ad un sindacato autonomo (non legato a quello "ufficiale" dell’azienda, in realtà sotto il controllo dei dirigenti del regime del partito "Russia Unita"), in cui molti iscritti dichiarano di non appartenere apertamente per non rischiare ritorsioni. Chiedono un aumento di stipendio e si lamentano dell’amministrazione. Producono auto, dicono, che non potranno mai permettersi di comprare (premetto: non sono ferrari, ma baracconi simili alla FIAT 124). Interessante notare ciò che dice il sole 24ore:  "Si rivendicano aumenti salariali del 300%, per passare da un equivalente di circa 300 dollari mensili a 900, pari a circa 25 mila rubli, in un paese in cui il salario medio si attesta su equivalenti in rubli tra i 300 e i 400 dollari". Indipendentemente dalla richiesta, sia chiaro la non legittimazione di un arresto come questo! Uno dei due giornalisti ha detto: «Gli operai  sono arrabbiati per la condotta dei manager» (gente che viene da Rosoboroneksport, presieduta da un noto personaggio del Complesso industriale-militare, Chemezov) e per le mancate promesse di grossi aumenti salariali fatte mesi fa da politici del partito di maggioranza, "Russia Unita".

Etiopia: due anni fa l’Unione Europea segnalava una serie di irrigolarità nelle elezioni del presidente Zenawi. La cosa restò lettera morta. Del resto Zenawi tiena a freno i fondamentalisti islamici, cosa  molto utile per UE. In Etiopia come in Somalia, gli oppositori del regime vengono incarcerati a vita o uccisi.   I ribelli della regione etiope dell’Ogaden, il Fronte di Liberazione Nazionale dell’Ogaden (Onlf), hanno richiesto un’investigazione da parte delle Nazioni Unite.

Pubblicato agosto 1, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

Taggato con