A mente fredda   27 comments

"Aspettando Sed". Foto di Abbesses.

A mente fredda, mi sento oggi – ad alcuni giorni dal ritorno da Roma – di scrivere una sempice riflessione sulla manifestazione contro il precariato di sabato scorso. Non so se mi sono sentito a mio agio fra quella gente e quelle bandiere. Trovo i termini della lotta comunista decisamente più grossi di me: capitalismo, classi (a questo ho sempre preferito il termine, antropologico, di ceti), né tantomeno voglio al mio fianco santi laici di sorta (dal Che a Lenin a Castro. E aggiungo che avendo visto dall’interno Cuba e la sua società, non potrei assolutamente affidare le mie speranze a loro).

Eppure quel popolo, così troppo tacciato di essere il fardello del centrosinistra, quel popolo lontano dai giochi di potere imposti, forse, da un’assurda legge elettorale, da regole di galateo politico dettate, parrebbe, dal Partito Democratico non chiedeva altro che diritti elementari: lavoro e casa. Come se ci si dovesse vergognare di chiedere con forza ciò che ci rende cittadini e non schiavi.

Non è quel popolo che si deve vergognare, ma quei balordi settantenni incapaci di comprendere questa impellente priorità, né quei figli del ’68 che oggi – passata la rivoluzione culturale – partecipano al Family day (come Lucia Annunziata, che sostiene, assurdamente e anacronisticamente, che la famiglia è stata sempre il perno nella cultura operaia, da lei probabilmente non conosciuta se non attraverso gli altri). 

Scrivo di botto, di cuore. Perché lottare contro la precarietà, per il diritto ad una casa è una lotta non solo impellente, ma sacrosanta, affinché non si creino generazioni di uomini e donne come quel popolo che riempie le pagine del tragico "1984" di Orwell, uomini che paiono galleggiare negli eventi, anziché vivere una vita vera.

Qui sta il nocciolo del problema, che i moderati (grazie Finazio per quell’intenso post) paiono non riuscire a cogliere. O non voler cogliere. E l’incubo di un ritorno al Governo delle destre non mi è, almeno al momento in cui scrivo, sufficiente stemperare la pena per ciò che stiamo vivendo.

Oggi altre trappole ci attendono. La piazza si svuota e quel silenzio è stato riempito, ancora e poi ancora, dai capricci del guardasigilli e dalle strilla della storia delirante del caso De Magistris, in cui perfino chi ha competenze giuridiche fa fatica a capire. 

Non servono tantomeno le parole del papa tedesco contro il precariato, se – come aggiunge Bagnasco – esse vanno lette nella loro completezza: "la Chiesa ribadisce il diritto al lavoro stabile e sicuro, come premessa alla formazione di una famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna" (un ricatto, dunque, che Miriam Maffai in un illuminato editoriale su Repubblica di oggi ritiene inaccettabile, sostenendo invece che "siamo entrati da tempo anche nel nostro paese in una nuova fase, contrassegnata dall’emergere di nuovi bisogni non più riconducibili alla propria condizione sociale. Per questo ormai diritti civili e diritti sociali non possono essere considerati in contrapposizione né classificati in ordine di priorità").

Così, in mezzo a tanti dubbi, pur con in mente ancora le parole intelligenti e la posizione su quell’evento di chi l’ha ritenuto inutile o addirittura dannoso per il Governo, mi sento ancora oggi tra quei manifestanti di Roma.

Ma senza bandiere e senza partito.

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Pubblicato ottobre 24, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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27 risposte a “A mente fredda

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  1. Io invece ci starei con le bandiere del mio partito nel quale milito perchè ci credo.
    Quel popolo era in piazza per chiedere diritti elementari e viene “battezzato” estremista e radicale perchè chiede il rispetto di un programma, quello sì moderato, da tutti accettato e condiviso, evidentemente solo a parole.
    Su Cuba ho già aperto un dibattito sul mio blog in occasione dell’anniversario della morte del Che e, per non ripetermi, ti rinvio a quello che ti interessa conoscere la mia posizione.
    Ricopio solo un pezzettino di un mio commento:
    “La storia non si fa con i se e con i ma.
    MA io credo che Cuba avrebbe avuto un destino diverso se per cinquant’anni non avesse dovuto spendere ogni sua energia per difendersi dall’imperialismo americano”.
    E’ in virtù di questo “ma” che io non posso condannare Castro

  2. Che dietro ci sia un partito o meno quel che conta è l’urgenza di realizzare delle cose fondamentali per quelle persone che, a ceti o classi alle quali appartengano, non sono ospiti della collettività ma parti integranti. Ed è assurdo che con un governo di pseudosinistra la sinistra debba manifestare per chiederlo.

  3. @ Franca: può essere. Ma ciò che ho visto a Cuba è la privazione della libertà. Libri negati. Uno stato di militarizzazione (tant’è che gli stessi cubani ci ridono sopra dicendo che per ogni civile c’è un soldato). Propaganda ovunque. Poliziotti pagati più di medici. Burocrazia corrotta. Privilegi per gli uomini del partito. Impossibilità di uscire dall’isola.
    Detto questo, detesto la politica americana che ha portato all’embargo di Cuba. Ma non so, con onestà, se solo quello è il suo male.
    @ Finazio: condivido.

  4. Sottoscrivo il commento #1, come sai la penso anche io così….

  5. Sembra fantascienza pensare per cosa sono scesi in piazza. Eppure è realtà!!! Casa e diritto al lavoro, potersi costruire un futuro, tutte cose ovvie che invece oggi sembrano anzi sono assolutamente precarie e messe in discussione.

    Condivido anch’io Finazio e sposo in toto la tua frase finale Sam:

    “Senza bandiere e senza partito”.

    E aggiungo, “ma con la forza delle mie idee e del mio libero pensare”.

  6. Ehm, il commento precedente l’ho scritto io

    Scusa mi sono scordato di firmarlo :-)))

    Daniele il Rockpoeta

  7. Secondo me il problema non è chiedere delle cose giuste (lavoro, casa) ma fare proposte perchè siano realizzabili con scarsità di risorse. Tutto qui.

  8. @ Capelli: ‘o so ‘o so come la pensi, amico! 😉 e rispetto la vostra posizione. ci mancherebbe.
    @ Dani: sì, sono diritti fondamentali.
    @ Simu: hai ragione. le risorse sono poche. Ma ci sono priorità, io penso.
    Se la legge Biagi con questi numeri non si tocca, mi piacerebbe almeno vedere segnali chiari per la casa. Ci sono città, Roma ne è un esempio, in cui un precario, magari part-time, NON può permettersi neppure l’affitto di una cantina.

  9. Io c’ero con la mia bandiera e rivendico con orgoglio, il mio essere comunista, (su cui potremmo discutere a lungo), comunque le rivendicazione della manifestazione erano racchiusi in sette punti:
    1 lavoro, 2 ambiente, 3 pace, 4 diritti e laicità, 5 redistribuzione, 6 cittadinanza, 7 legalità democratica.
    Punti che qualsiasi governo progressista dovrebbe garantire senza bisogna di manifestazioni (come dice finazio).
    Per il resto, caro samuele, sono stato a lungo fermo acconto al camion con i palloncini e senza bandiere (prima di partire) forse eravamo accanto, in tutti i casi la solidarietà reciproca ci rende vicini.
    Cari saluti

  10. @ Piero: dici cose che codivido completamente. Solo non vorrei che si pensasse che criticavo i comunisti. Andrà a loro, o alla cosa rossa se nascerà, il mio voto.
    Rivendicavo una mia indipendenza da ideologie, perché come dici tu, i sette punti della manifestazione devono essere rivendicati da tutti. Indipendentemente dal colore politico.

  11. Piuttosto che rivedere Berlusconi in sella preferisco qualsiasi acosa, personalmente.

    Concordo, senza essere uno di quelli che erano a Roma, su tutto il resto del post.
    E’ stata una cosa bella.
    Mi vergogno di Dini, di Mastella, delle recenti uscite di Di Pietro, DI quel poopolo entusiasta, mai.

    UN sorriso così
    Mister X di COmicomix

  12. Concordo, Mister X. Su Dini e Mastella non ho nulla da aggiungere.
    Ma Di Pietro a questo punto ha scocciato pure lui. E non da oggi.

  13. Voglia di rivoluzione? o semplicemente voglia di sinistra?
    Di quella sinistra che ha sempre difeso i più deboli.
    un abbraccio

  14. voglia di sinistra. una sinistra vera dalla parte dei più deboli. è tutto quel che chiedo.

  15. Ma proprio questa la cosa più rivoluzionaria: “difendere i più deboli”
    un abbraccio

  16. condivido, condivido e condivido.
    ma tu, sei passato da Roma e niente hai detto??

    ciao!

  17. Hai ragione. Mea culpa. Eppure pensa che per caso ho conosciuto Santa. Alla prossima, Mauri.

  18. 😉

  19. io la vedo peggio.. non è voglia di sinistra è voglia di giustizia.

    sANTAkLAUS – http://www.newspusher.org

  20. Io vedo un minimo di confusione.Liberi da ideologie tanto da sentirsi a disagio nelle fila di una manifestazione (che comunque aveva centomila anime,ci sarà stata anche la tua..) ma qualunque cosa faccia la “cosa rossa” sai già che a lei andrà il tuo voto.E non è questa una posizione ideologica?
    Mi pare che sono tornati a piacerci gli schemi e le definizioni.Proprio quello che non ci serve.

  21. Sed cercherò di farti comprendere che non c’è contraddizione nel mio pensiero: io non sono comunista in senso letterale. Non amo Lenin, la rivoluzione d’Ottobre non è un mio mito, non vedo nel Che un santo, ma un personaggio storico con più sfumature. Il mio animo non si caratterizza, in genere, in piazza, fra bandiere e in mezzo a centomila anime. Ma più nell’intimo, nel raccoglimento, forse anche qui in questi blog. In questo stava il mio imbarazzo, sabato. Detto questo, so che appoggerò la cosa rossa perché “nel complesso” chiede ciò che io chiedo: diritto ad un lavoro sicuro, accesso alle abitazioni per tutti, attenzione all’ambiente, tutele per i più deboli, etc. Belle parole, lo so, che si scontrano con la contingenza degli eventi. E con numeri in Senato che fanno paura. Ma la loro grandezza sta proprio qui, Sed, nonostante tutto: nell’aver comunque sempre APPOGGIATO il Governo, nonostante la nomea di rompiballe. Fanno lo stesso i vari moderati? I vari Dini, Mastella, Di Pietro? I rutelliani, i teo dem?
    Come posso fidarmi di un partito come il PD che, per timore (vedi articolo su Repubblica di M.Maffai, di un po’ di giorni fa – e la Maffai non è una stupida) ancora non ha mai, dico mai, toccato i grandi temi etici? Potrà Veltroni, che pur stimo, superare con la sua sola leadership, i grandi contrasti delle due anime che formano il PD? Perdona Sed, ma pure lì un minimo di confusione c’è…

  22. Non posso credere che la questione si giochi tra chi crede in Lenin e chi no.E’ una discussione vecchia di almeno un secolo.Poi ognuno può portare a zonzo i simboli che vuole e male fa chi vede nell’esposizione di bandiere e ritratti qualcosa che va al di là della pura testimonianza,della reazione ad una politica che si ritiene troppo condiscendente . Ecco perchè il disagio è qualche cosa che, secondo me, va al di là della mancata possibilità di identificazione.Purtroppo la confusione dei due livelli -la piazza e la sede istituzionale – è mortifera in ogni caso, perchè ognuno sa che i temi del lavoro dipendono dalla politica solo in parte e quelli della casa idem.E per quella parte, edilizia popolare è stata finanziata e sul lavoro risultati seppure minimi sono stati raggiunti.E’ solo un anno e mezzo anzi un anno in mezzo alle difficoltà.E infine sembra che i problemi nascano da litigi di famiglia.Ma che qui c’è la metà del popolo italiano che non vuol sentire parlare di centro sinistra,ce lo ricordiamo?E allora secondo me il PD che oggi sta costruendo la linea politica ( e i teodem e co, escono ampiamente minoritori dalla consultazione) si può fare pure d’oro,siccome ha abbandonato l’idea della nobile testimonianza,non se ne fa niente.
    Io non so se questo sia un metodo,con buona pace della Mafai (che non dice solo quello di cui hai letto..ne dice parecchie altre).I grandi temi etici non si ottengono sventolando le bandiere..ma cercando di far digerire la laicità all’altra metà degl’italiani.Come? Fai tu..

  23. Sed nel mio discorso parlano i fatti. Per esempio, ad affossare i Dico e neppure concepire il discorso sul testamento biologico sono stati i moderati (oggi è la volta della proposta di una commissione parlamentare sul G8 bocciata per i voti di Udeur e Idv coesi all’opposizione). Che i moderati pesino poco sul PD, lo vedremo (e lo spero). Ma al momento non credo che nessuno possa mettere alcuna mano sul fuoco…
    Il grande tema del lavoro non è solo politico, è vero. Ma la politica dovrebbe liberare dalle servitù, non asservirle. Che si sia fatto molto per l’edilizia popolare è vero. Ma questa da sola non sarà mai sufficiente se i prezzi delle case e degli affitti continueranno questa impennata senza controllo. E chi spetta vigilare su questo? E inoltre, di chi è di smascherare gli speculatori, chi affitta in nero stanze a studenti (a Roma siamo sui 400 euro per una singola) o soffitte e cantine ad extracomunitari come ai tempi di Frassati, solo che gli sfruttati in quel tempo erano i meridionali?
    Sono esempi banali questi, lo so. Ma è su queste cose che molti vivono e vengono sfruttati. Non critico il mio governo. So che di là ci sono quelli che la folla la sparpagliano con i manganelli della polizia. Ma davvero questa manifestazione è stata così nefasta per il Governo? Non lo sono di più le manfrine di Mastella e Di Pietro e i capricci di Dini? E infine, perché la presenza di esponenti del centro sinistra al Family day ha fatto così poco scalpore? Quella sì che era una manifestazione contro il governo e contro un preciso ddl.
    E tutte queste cose te le dico senza dimenticare per un attimo chi c’è dall’altra parte.

  24. Pensa cosa dovrei dire io che non sopporto ne’ Mastella,ne’ Di Pietro,ne’ Bianchi , ne’ Pecoraro Scanio, ne’ Mussi e che oltretutto ho votato pure con la maggioranza degli elettori dell’Unione.Che cortei dovrei fare io?
    Manca un’analisi lucida e realistica della società.Questo governo ha solo i numeri per vivacchiare.Di sicuro non per fare le riforme e i veti e i ricatti non si giudicano col metodo della quantità.Tra tutte e due le formazioni, moderata e radicale non saprei chi scegliere quanto a irresponsabilità.Non vedo l’ora che finisca sta storia.Saranno contente le anime belle.I poveri disgraziati no di sicuro.

  25. io non sono un’anima bella. Sono uno che si incazza ma che è per il dialogo.
    Personalmente spero che questo governo non cada. So bene cosa c’è dietro l’angolo.
    Ciononostante non mi impedisco le critiche e le riflessioni. Esattamente come stiamo facendo qui, Sed. In tanto, onestamente, non saremo io e te a decidere quale sarà il destino di questo governo…

  26. No ma non si può chiedere al governo che provveda al calmiere degli affitti,quando c’era non si trovavano case,i proprietari preferivano tenerle sfitte.Non è che arriva un governo di centrosinistra e instaura un regime socialista,sfida il mercato e sguinzaglia i controllori (anche i cittadini dovrebbero collaborare alle denunzie).Arriva un governo di centrosinistra e fa quel che può, in una situazione ampiamente deteriorata, dopo cinque anni in cui non si è fatto nulla e quel che si è fatto,sarebbe da dimenticare.
    Lo stesso vale per la legge 30 abolirla significa creare un vuoto che nuoce ai lavoratori,non sarebbe meglio svuotarla di significato eliminando quello che non serve, inserendo gli ammortizzatori sociali ,premiando le assunzioni a tempo indeterminato e introducendo la figura del sindacato a fare da garante nella firma dei contratti a termine,come del resto si stava cercando di fare?Il governo non è Babbo Natale,ci sono voluti decenni di governi socialdemocratici per dare ad alcuni paesi assetti civili sul piano dello stato sociale . Mi stanno bene le critiche ma costruttive ,qui vedo solo i NO e le illusioni perdute.Francamente trovo infantile il tutto.

  27. Sed, quello che dici è totalmente condivisibile. Una parte di me la vede come te. Una parte però è arrabbiata, per tutte quelle cose che non si sono fatte (almeno correggere le porcherie del governo precedente: dall’ex-cirielli, alla legge sulle telecomunicazioni, ad una legge sul conflitto d’interessi, etc.). Ieri sono stato ad una festa e mi sono trovato ad ascoltare due ragazzi discutere: lei la vedeva come te, lui era più come me e Capelli: scazzato da morire. Sentivo le loro ragioni e mi sentivo un pirla, perché le comprendevo entrambe. E ho pensato ad un inizio di schizofrenia! Cosa ti devo dire? Che di fronte ad un caffé romano ci capiremmo meglio. Che ho paura per questa generazioni di precari, per quello che matureranno dentro, per come saranno ricattabili, privi di sindacalizzazione, individualisti per sopravvivere, pagatori a rate di ogni bene, con una futura pensione del 60%, etc. etc. Questo mi fa una paura fottuta, Sed. Così va il mondo, mi dirai? Mi fa una paura fottuta, lo stesso. Forse hai ragione tu: mi ero illuso che Prodi avesse la bacchetta magica.
    Ciò non toglie che continuo a non vedere la luce per questa generazione, poco più giovane di me.

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