Archivio per novembre 2007

Sui gravi traumi infantili: i disturbi di MPD/DID   20 comments












Sul numero 575 di D – La Repubblica delle Donne uscito sabato 24 novembre scorso si trovano due articoli che trovo estremamente importanti (a firma di Ambra Radaelli e Anne Underwood) e sui quali proporre alcune riflessioni. Si parla ancora di violenze sull’infanzia o, per meglio dire, degli effetti che sull’adulto ha avuto quella violenza.

Vorrei però premettere che quando uso  il termine generico di "violenza" non mi riferisco a – perdonatemi – semplici abusi pedofili compiuti magari da un familiare, ma ad una serie di atti che riguarderebbero maggiormente l’occupazione della dottoressa Inge Genefke di cui ho parlato in un post di qualche tempo fa.

Negli articoli viene affrontato il Disturbo di personalità multipla (MPD, oggi maggiormente noto come Disturbo dissociativo dell’identità, DID, anche inserito nel DSM-IV, pubblicato dall’American Psychiatric Association), un disturbo che – dice lo psichiatra e psicoterapeuta italiano Giovanni Liotti – nasce quasi sempre da un grave trauma infantile, secondo alcuni un incesto ripetuto e violento, spesso dimenticato (o, aggiungerei, affidato ad un altro io). La segretezza e il fatto che il trauma è perpetrato da un genitore in altri contesti affettuoso determina la dissociazione degli stati dell’io (nel secondo articolo si parla di una ex-vittima e dei tipi di abusi – rituali! – di cui è stata vittima da bambina e il lungo percorso terapeutico per riunire i tanti multipli).

Ciò su cui mi interessa maggiormente porre l’attenzione è un’altra indicazione detta dello psichiatra: "In USA alcuni affermano che, oltre ai casi identificati correttamente dall’inizio, anche l’1% dei pazienti diagnosticati schizofrenici siano in realtà affetti da personalità multipla, ma mi sembra eccessivo. I clinici europei sono più affidabili: 50 malati su un milione di persone".

Questo è il punto sul quale vorrei soffermarmi: accettando questo dato – che certo non tiene conto di chi non arriva ad alcuna diagnosi… – è comunque una cifra considerevole. In Italia su 59 milioni e rotti di abitanti che siamo, quasi 3000 persone soffrono di questo disturbo.

Un esercito.

3000 persone che, conseguentemente, sono state di fatto abusate e torturate. Torturate e abusate in tempo di pace… Torturate e abusate nella nostra ridente penisola… Torturate e abusate nelle nostre città e nelle tranquille province, nel silenzio dei media che si soffermano invece, sadicamente, su casi di cronaca come quelli di Garlasco e di Perugia.

Nella mia città, Torino, che supera di poco i 900 mila abitanti, secondo la statistica, almeno 45 persone hanno affidato un passato di orrore, insopportabile da sostenere, ad un altro io, per poter sopravvivere.

Chi sono queste persone? Che cosa hanno vissuto? Chi i loro carnefici?

E soprattutto: cosa stanno facendo ora? Sono ancora vivi?

E che ci siano pure tanti uomini   11 comments

corteo

via Sedlex

OT a favore del Bangladesh, leggi TheHours

Ricordandoci chi c'è dall'altra parte   22 comments

foto dell’amico crazyluca69

Una cosa nota è che gli elettori di sinistra sono decisamente critici. Sicuramente più critici di quella massa di pecoroni che attornia il suo leader che "crea un partito in un supermercato e lo scioglie dalla pedana di una macchina". Gli stessi, in fondo, che applaudivano i fascisti e poi gli americani (ma che allo stesso modo, per pigrizia – come scrivevo in un commento ad un post di Peter – avrebbero applaudito russi, Pol-pot o i talebani). Gli stessi che fanno la fila al Tribunale di Torino per vedere la diva di Cogne (e che un tempo si comportavano allo stesso modo per il processo per la morte di Wilma Montesi).

Detto questo, certe volte noi di sinistra siamo anche troppo critici. Un mio collega con il suo linguaggio meravigliosamente d’effetto a proposito di questo argomento mi diceva: "Sì, ma noi siamo anche quelli che per far dispetto alla moglie ci tagliamo i coglioni".

Ecco, si parla di questo. Di evitare di tagliarci i coglioni per far dispetto alla moglie.

I recenti fatti che la cronaca ci propone con le intercettazioni fra RAI e Mediaset sono un chiaro esempio di quell’uomo che parla di libertà e vuole tornare al Governo. Lui è ancora lì, ma in questo momento – tra uno schiaffo a Fini (lui sì, che mi preoccupa sempre molto di più) e un tira e molla con Casini – sembra annaspare, perdere terreno e cerca una soluzione cambiando nome al suo partito di parrucchini e parrucconi, pubblico e lacché, secondo uno stile codificato a Buona Domenica, e adesso applausi e Paola ci canta una canzone.

Senza entrare nel merito di un’indagine che ancora dovrà svilupparsi è chiaro il peso che la CdL ha avuto nel passato Governo sulla libertà d’informazione, senza contare la responsabilità politica dei fatti di Genova (di cui pure alcuni a sinistra non vedono la necessità di una Commissione Parlamentare…), dei favori fatti agli imprenditori e la firma su leggi vergognose, come la ex-Cirielli che ha di fatto sabotato processi, la Gasparri che grida vendetta in Europa e per la quale siamo multati, la Bossi-Fini, la Fini-Giovanardi, etc. (e chi ne sa ancora le metta nei commenti, grazie).

Quindi è bene che come elettori di sinistra, pur con le lacrime agli occhi per via della stitichezza, si torni un attimo a riconsiderare chi c’è dall’altra parte.

E se regge sempre il discorso "Berlusconi e Prodi sono uguali", tanto caro agli iperstitici e ai grilliani.

Pubblicato novembre 22, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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Applausi all'Italia   13 comments

foto di dumplife

Solo due righe, veloci, per esprimere la mia contentezza per l’approvazione  all’ONU di una marotoria contro la pena di morte, progetto che dovrà ancora essere firmato a dicembre, non vincolante, ma che avrà un peso politico notevole.

Per questa vittoria, storica, e già tentata più volte in passato, senza successo, per il disinteresse dei governi di allora non possiamo che essere grati al Presidente del Consiglio Prodi, al ministro degli Esteri D’Alema, a tutto il Governo di centro-sinistra.

Ma i veri grandi, coloro che da decenni combattono quest’orrore istituzionale, sono i Radicali.

Perdonate questa frase, che non è retorica, ma Onore ai nostri Radicali, a Emma Bonino, a Marco Pannella e a tutti coloro che si sono prodigati, intraprendendo una via diplomatica internazionale più incisiva, che ha segnato la Storia e non può che far onore al nostro Paese.

Senza di loro non sarebbe stato possibile. E’ doveroso ricordarlo.

Buon weekend a tutti.

Curare i torturati   11 comments

Quando torturi una persona crei dieci terroristi.

Albert Camus

 

Nel 1973, la neurologa danese Inge Genefke accolse l’appello di Amnesty International che chiedeva ai medici di partecipare alla lotta contro la tortura nel mondo. L’anno successivo è alla guida di un gruppo di medici e fonda l’ Irct (Centro internazionale di riabilitazione e ricerca per le vittime della tortura) a Copenaghen, di cui è tuttora ambasciatrice.

Scopriamo dalle sue parole che negli anni ’70

non esisteva una sola riga di letteratura medica. Non sapevamo nulla delle conseguenze fisiche e psichiche. Le prime vittime che curammo erano rifugiati cileni e argentini.

Della tortura dice:

ho capito che deriva dal potere. Certo esistono persone sadiche, ma non è questo il punto: la tortura è soprattutto sopruso, è il principale strumento che esista contro la democrazia. Tant’è vero che nelle dittature c’è sempre. Come sappiamo vengono colpiti soprattutto gli oppositori politici. Lo scopo è intimidire e indebolire la popolazione.

 e ancora

la tortura non è concepita per ottenere informazioni. Si tratta di un fatto ormai noto da diversi anni, nonostante oggi ci sia chi ne rivendica l’uso per combattere il terrorismo."

Ritiene infatti che la tortura non sia un mezzo a totale appannaggio di dittature e che anzi possano verificarsene dei casi anche per mano di nazioni democratiche e in luoghi occidentali e non in guerra: in un’intervista al TG3 di pochi giorni fa, cita infatti i  casi del G8 di Genova e la prigione di Guantanamo

La dottoressa Genefke è stata presente al MEDFILMFestival di Roma (dall’8 al 18 novembre), per la presentazione di Diritti umani. Cultura dei diritti e dignità della persona nell’epoca della globalizzazione, opera multimediale ideata da Marcello Flores e pubblicata dalla Utet (www.dirittiumani.utet.it). 

I brani della dottoressa Genefke sono tratti da un articolo molto più ampio a firma di D. Gnocchi e V. Parisi, al quale rimando, su D La Repubblica delle Donne, del 10 novembre 2007, n. 573.

Nel film, La vita segreta delle parole la vediamo interpretata da Julie Christie, nell’atto di occuparsi delle conseguenze della guerra nei Balcani.

Un'ottima legge in Piemonte   8 comments

 

foto di [auro]ra
 
BAMBINI E PSICOFARMACI, LEGGE RESTRITTIVA APPROVATA IN PIEMONTE.
STOP AI TEST PSICHIATRICI NELLE SCUOLE: FIORONI TACE.
Prosegue l’’assordante silenzio’ del Ministro Fioroni, mentre viene approvata in Piemonte la prima legge Italiana sull’iperattività degli bambini ed adolescenti: stop a test psichiatrici nelle scuole, stop alla somministrazione di psicofarmaci senza consenso informato e consapevole dei genitori, impegno a favorire l’accesso alle terapie non farmacologiche. “Un interessantissimo precedente legislativo – ha commentato Luca Poma, portavoce di ‘Giù le Mani dai Bambini®’ – che non limita il medico nell’esercizio della sua funzione ma pone seri paletti all’uso disinvolto di psicofarmaci sui minori. Peccato che il livello nazionale dell’istruzione pubblica continui a disinteressarsi del problema”
 
Torino, 31 ottobre 2007 – E’ giunta al capolinea la prima legge regionale che pone sotto stretto controllo sul territorio il fenomeno dell’ADHD, la sindrome dei bambini troppo distratti ed irrequieti: è stata approvata ieri a larga maggioranza in Consiglio Regionale del Piemonte, su proposta del Consigliere Gianluca Vignale e del Presidente del Consiglio Davide Gariglio. La legge – che colma a livello locale un vuoto normativo sul quale era stato inutilmente chiamato a pronunciarsi mediante una circolare nazionale il Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni – si basa su alcuni punti fermi estremamente chiari: l’obbligo in caso di somministrazione di psicofarmaci ai bambini di raccolta – a cura del medico – di un consenso informato veramente consapevole da parte dei genitori, che dovranno essere informati su ogni tipo di rischio afferente la terapia farmacologia proposta, con particolare riguardo alla possibilità di accedere a terapie alternative non a base di psicofarmaci; in secondo luogo, il riconoscimento della libertà di coscienza del medico che decide di non prescrivere psicofarmaci al minore, medico che non potrà quindi venir sottoposto a censura professionale di alcun tipo; importante anche il divieto di somministrare nelle scuole ‘test psichiatrici’, dal momento che l’istituzione Piemontese ha individuato negli screening ad ampio raggio della popolazione scolastica un rischio di sollecitazione indiretta al consumo di queste molecole psicoattive, in quanto in tutti i paesi dove tali screening sono stati effettuati si è poi assistito ad un aumento delle vendite di psicofarmaci per l’età pediatrica, senza trovare una reale corrispondenza nel numero di bambini davvero malati; infine, l’obbligo per l’Assessorato alla Sanità di monitorare rigidamente le terapie sui minori a base di psicofarmaci, anche mediante una Commissione che includerà associazioni di settore qualificate ad esprimere pareri su queste tematiche. “Una legge innovativa – ha commentato Luca Poma, portavoce nazionale di ‘Giù le Mani dai Bambini®’, prima campagna italiana per la farmacovigilanza in età pediatrica – perché pur non ‘mettendo il bavaglio al medico’ istituisce dei principi rigidi di controllo a tutto favore dei cittadini e dei piccoli pazienti: i testi psichiatrici potranno essere somministrati solo nelle strutture sanitarie pubbliche, com’è giusto per evitare l’impropria trasformazione della scuola in anticamera dell’ASL, fenomeno al quale assistiamo con sempre maggior frequenza in Italia. Avevamo sollecitato in più occasioni il Ministero della Pubblica Istruzione ad intervenire con una circolare nazionale, e con spirito collaborativo già da oltre un anno avevamo messo i nostri esperti a loro completa disposizione – conclude Poma ma probabilmente questa tematica non rientra tra le priorità di governo del Ministro Fioroni: fortunatamente, la Regione Piemonte con questa legge – approvata in modo assolutamente ‘bipartisan’ – ha dato un segnale forte in direzione della miglior tutela della salute dei bambini”. Soddisfazione è stata espressa anche dai primi firmatari della legge: Non si può speculare sulla salute mentale dei nostri bambini – aveva dichiarato Gianluca Vignale, primo firmatario della Legge – e come padre di due figli rabbrividisco al solo pensiero che un giorno qualcuno possa prescrivergli psicofarmaci sulla base di test riduttivi come quelli usati per diagnosticare l’iperattività”
 
portavoce@giulemanidaibambini.org
 

Pubblicato novembre 7, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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Perché la chiesa ha perso.   11 comments

foto di ! Franz Maga !

Un po’ di tempo fa, commentavo un post dell’amico Daniele che scriveva sdegnato sull’ennesima intercessione vaticana nei fatti del nostro Stato sovrano. Dicevo a Daniele nel commento, che la chiesa cattolica non è il male del mondo. Ma un male e sicuramente un pericolo, questo sì  ("La più grande multinazionale del mondo", l’ha definita Luttazzi).

Impegnandosi per un nuovo illuminismo, attendendo che l’Europa ci aiuti a liberarci di questo insostenibile peso, è altrettanto necessario affermare con forza che non siamo cretini e che sappiamo.

Sappiamo che la chiesa ha perso.

Che le sue parrocchie sono vuote, come sono vuoti i seminari. Sappiamo che la sua forza non sta nei tanti onesti parroci lavoratori (che anzi ha sempre messo ai margini, se non addirittura ostracizzato come don Milani, come padre Alex Zanottelli, uomini degni di tutta la mia stima), ma nelle corporazioni, nell’Opus Dei, in Comunione e Liberazione, in Militia Christi.

Sappiamo che senza gli aiuti del nostro stato, sareste perduti. Soldi rubati a tutti, come quelli dell’8 per mille della quota senza preferenza che ricade in gran parte a voi. Sappiamo che senza politici deboli – o peggio ancora, corrotti – che bocciano dalla finanziaria emendamenti che avrebbero riportato giustizia nel grosso albero della cuccagna dell’8 per mille, senza finanziamenti alle vostre scuole private, dove voi castrate e indottrinate generazioni di ragazzi, senza altri mille finanziamenti che dalle casse dello stato (ripeto, quindi di tutti) passano a voi, non avreste che la Cappella Sistina da vendere ai giapponesi.

Sappiamo di come vi siete legati, nella storia recente, alle peggiori dittature: dal fascismo a Franco, da Videla a Pinochet.

Sappiamo che se tanto vi battete per l’aborto, altrettanto non vi prodigate contro la pena di morte.

Sappiamo del vostro arcivescovo Marcinkus, di Padre Pio e dell’acido fenico, dei vostri pedofili coperti e spostati di diocesi in diocesi. E sappiamo di come alcune vostre diocesi debbano dichiarare bancarotta, per risarcire le vittime.

Sappiamo che piazza san Pietro la domenica è piena più per folclore che per sincero interesse. Che molti di quelli che si vedono lì, si potrebbero vedere accalcarsi davanti al tribunale per il processo di Cogne, per il passaggio della Franzoni e un autografo. Molti vengono a guardarvi come potrebbero guardare l’Acquario di Genova.

Sappiamo che non potreste fare una manifestazione come il Family Day senza pagare il trasporto e il vitto al vostro popolo.

Sappiamo perfino dei vostri miracoli autocertificati e che la scelta dei santi ha sempre avuto finalità politiche: come è il caso Maria Goretti (per dettare un controllo sul corpo della donna e continuare con una morale bigotta e maschilista) e le centinaia di persone uccise nella guerra civile spagnola e in questi giorni beatificati (proprio ora, guarda caso, che Zapatero sta mettendo mano al concordato).

Sappiamo che i politici che si riferiscono a voi sono quelli più infidi, quelli più pericolosi o quelli che si fanno beccare con le squillo e la cocaina.

Sappiamo tutte queste cose. 

Non potremo con questi politici cambiare a nostra volta il concordato e mettere la Chiesa al suo posto.

Ma sappia che la teniamo d’occhio, che nulla ci sfugge e che non la molliamo.

Perché noi sappiamo che la chiesa ha perso.  

Pubblicato novembre 5, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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