La penosa agonia degli ex DICO (e delle speranze)   18 comments

foto di Betbele

Terza stazione: i DICO vengono affossati.

Quarta stazione: i DICO cambiano nome e diventano CUS.

Quinta stazione: gli ex DICO, oggi CUS sonnecchiano in commissione giustizia al Senato.

Sesta stazione: i CUS superano l’esame alla commissione.

Settima stazione: secondo Salvi entro la fine di gennaio, se il Governo non cade prima, i CUS potrebbero affrontare il voto nelle camere.

In tutta onestà, l’entusiasmo per un Italia più civile, più europea è decisamente caduta. Con questo parlamento, con questi numeri in maggioranza non credo sia possibile toccare argomenti come la regolamentazione delle unioni civili o il testamento biologico…

E il problema è che, per come gira la politica, la vedo dura anche per una possibile futura legislatura. Impossibile se vincessero le destre, molto complicato se vincesse il PD. Dico questo con cognizione di causa: pur ammirando Veltroni, non posso non notare che il registro delle coppie di fatto non sta partendo al Comune di Roma; che i neocardinali lanciano una battuta alla pattuglia di politici a pranzo: "Non si era impegnato Veltroni che non se ne faceva nulla del registro delle unioni di fatto?", dice Bertone, e riportato da Repubblica di oggi; che lo stesso Salvi chiede a Veltroni di prendere una posizione nel PD.

A prendere posizione è stato invece Lorenzo Ria del PD in commissione giustizia che ha votato contro "per evitare fughe in avanti", insieme a UDC (da notare che AN e FI si sono astenuti) e segnando quindi un bel goal a favore dei teo-dem del PD.

Forse sarebbe il caso che qualche politico ci dicesse NO, non si fanno e fine della discussione. Quantomeno, la comunità LGBT e qualunque altro dalla parte delle unioni civili capirebbe a chi indirizzare i propri voti. No diritti, no voti. Si diceva tempo addietro. Quindi, senza rancora, ma si punta sui Radicali.

Non poi è la prima volta che qualche buon vecchio comunista si folgori sulla via di Damasco. In genere accade con il rincoglionimento senile e la paura della morte. Pertanto non stupisce che un d’Alema – già in prima fila per la beatificazione di Escrivà, padre dell’Opus Dei (e per il quale era stato ferocemente criticato da Gianni Vattimo, Antonio Tabucchi e molti altri) – si metta a parlare con degli studenti come ha fatto. Non stupisce, ma è comunque un fatto increscioso che un politico di sinistra come d’Alema, ex PCI! (sic) debba sostenere di fronte a dei ragazzi che il matromonio fra omosessuali potrebbe offendere la sensibilità dei cattolici. E’ penoso che anziché unire, si creino ostacoli, divisioni. Non basta buttare la battuta "A me basterebbe già che si arrivasse alla legge", per mettere la pace. Scritta da chi, d’Alema??? Questo dovrebbe dire. Perché le sensibilità cattoliche, pure e candide, si sentono spesso offese…

E allora sarebbe il caso di ricordare a d’Alema che alla legge non si arriva proprio perché troppe persone, come lui, temono di urtare le sensibilità dei cattolici.

E forse il mondo, doveva farselo spiegare lui da quei ragazzi. Spocchia permettendo. 

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Pubblicato dicembre 5, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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18 risposte a “La penosa agonia degli ex DICO (e delle speranze)

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  1. Sembra che a difendere i diritti civili sia rimasta oramai solo la sinistra radicale, i Radicali e pochi altri.

    CUS e Testamento Biologico, due diritti fondamentali negati. E ce ne sarebbero anche altri….

    Che tristezza

    Daniele il Rockpoeta.

  2. Sono d’accordo con Daniele.

    E mi mangio le mani tutte le volte che penso che eravamo riusciti a sbolognare il Papa ad Avignone…
    Non è che se lo vogliono riprendere ?
    Magari assieme ad una buona parte dei politici…

  3. “Un politico di sinistra come d’Alema”…
    Caro Sam, nel Pd di sinistra non c’è proprio più niente e nessuno.
    Hanno scelto la loro strada con la Bolognina e adesso il percorso continua…

  4. Credo si debba rispettare la sensibilità dei credenti. Ma allora occorre anche rispettare, con pari dignità e diritti, le scelte di vita di coppie, tutte le coppie, che non scelgono il matrimonio laico o religioso che sia. Dico, pacs, cus ..non importa come si chiamano ma importa che si facciano.

  5. @ Daniele: temo tu abbia ragione. Aggiungerei gli auto espulsi dal PD (SD).
    @ Laura: sono pronto a cedere ai francesi anche tutti i Musei Vaticani e la Sistina. E tu non sai quanto mi spiaccia. Ma per una causa come questa…!
    @ Franca: avevo messo sic tra parentesi!
    @ Bruno: infatti quello che infastidisce nelle parole di d’Alema è ciò che NON dice, mica quello che dice (tu l’hai perfettamente sintetizzato. Come te la cavi come Ministro degli Esteri?)

  6. D’Alema non lo fa per rincoglionimento, lo fa per interesse….c’è una bella (per modo di dire) differenza…

  7. questo è certo. dice di essere stato strumentalizzato. poverello. preoccuparsi della sensibilità dei laici e di tutti quelli che hanno BISOGNO di un riconoscimento, no, eh?
    Povero d’Alema maltrattato…

  8. Grazie !
    Cerco di essere sempre sincera e dire quello che penso, nel rispetto delle opinioni altrui, ovviamente 😉
    Non avrebbe senso tenere un blog, altrimenti.

    Non ho potuto fare a meno di esprimere il mio punto di vista su queste ultime dichiarazioni di Ratzinger: spero che chi legge abbia la saggezza di capire che comunque e sempre si tratta della mia opinione personale, condivisibile o meno, ma che spero offra qualche spunto di riflessione in più.

    Grazie ancora per le tue parole, un saluto !
    Laura

  9. Forse D’alema confonde i cattolici con i cardinali?

    E il fatto che si urtino le sensibilità degli altri, non interessa?

    Un sorriso un po’ così..
    Mister X di Comicomix

  10. La mia sensibilità è stata “toccata”. Ma non ho il potere della CEI.

    PS per tutti: consiglio la lettura di questi ottimi post di Giuseppe da Bioetica
    https://www.blogger.com/comment.g?blogID=21665869&postID=6974889771520247153

    e

    https://www.blogger.com/comment.g?blogID=21665869&postID=765424138309515373

  11. A me il baffazzo è sempre stato sulle palle.
    Adesso di più.

  12. è un politico sopravvalutato. Soprattutto da se stesso.

  13. Quello di urtare la sensibilità dei cattolici è un tema storico,lo si diceva con ben altri mal di pancia nell’antico PCI a proposito di divorzio e aborto.Che non sono state due passeggiate di salute.
    Questi mal di pancia , al cospetto di quelli, sono robetta.
    Del resto il grosso dell’elettorato comunista era cattolico ( e il rimanente lo era a modo proprio comunque) e se una qualche barlume di laicità si è insinuata negli eredi di “quella” storia ,la si deve grazie ad un ampio dibattito e ad una attenzione che oramai sono estranei a questi tempi di gossip politico, di autoreferenzialità e di accetta come metodo di comprensione dei problemi.
    D’Alema fotografa la realtà,non esprime giudizi ne’ annuncia come si comporterà perchè come si comporterà è fin troppo ovvio.Sarà favorevole.Lo è già stato.
    E pare curioso… più si analizza quel che è, come è, impietosamente e più arrivano da tutte le parti coloro i quali non ne vogliono sapere di difficoltà reali ,di analisi della società,di Senso del Possibile, preferiscono pensare al complotto o all’ipocrisia o all’interesse.
    Contenti loro.

  14. Sed non mi trovi completamente d’accordo. D’alema non è stato corretto. Quando parla di matrimonio si è dimenticato di quello civile. Chi offende quello. Nello specifico, io non parlo di complotti. Ma che nella sua spocchia, di fronte a studenti se la poteva evitare quella serie di frasi (a meno che sappia, a differenza mia, che i gay lottano per sposarsi in chiesa davanti al prevosto del paese con damigelle e ricevere il sacramento).
    Detto questo, Sed, pensi che oggi le lotte per divorzio e aborto – ripeto oggi – passerebbero? Ma l’hai vista la Binetti? Che quell’emendamento non fosse adatto a quel provvedimento siamo d’accordo, ma…

  15. Quanto al fotografare la realtà, penso che la sua sia stata un’analisi totalmente di parte e che non solo trascura i laici, ma nemmeno si cura di tutti quei cattolici moderati in rotta con le gerarchie vaticane da tempo e che se ne fregano dei CUS o dei DICO poiché da questi non si sentono minacciati.
    Quale realtà fotografava, allora? Quella con cui si trovava alla beatificazione del santo dell’Opus Dei, probabilmente. Ma NON certo la maggioranza dei cattolici!

  16. Infine: perché non ha chiesto a quei ragazzi se si sentivano minacciati o offesi dai Dico? Saranno ben cattolici pure loro, o no? E allora a CHI si riferiva?

  17. Quell’emendamento è attuativo di un dettato costituzionale,Sam,la Binetti,che non è la sola titolare di un voto difforme,dovrà comunque dar conto al suo Partito.
    Infine la quadratura è uscita fuori lo stesso (si è chiamato Cossiga).
    Ma per i Dico è diverso,sono l’esito di un clima di contrapposizioni tra schieramenti,non so in che senso siano stati modificati da Salvi,ma ti posso garantire che nessun elemento nuovo potrebbe modificare i rapporti di forza.Non ci sono i numeri.
    D’Alema dice ne’ più ne’ meno quello che diceva Enrico Berlinguer sul divorzio.E i detrattori ricattavano agitando le fiamme dell’inferno innanzi a platee ben più cospicue e sprovvedute dei gay che vogliono sposarsi..
    Non basta non essere cattolici per essere laici.E per i Dico o sarà legge di iniziativa parlamentare o semplicemente NON saranno.
    Come si pensa di costruire l’accordo, la sintesi smussando gli angoli di eventuali sensibilità offese?
    Strillando ai diritti? Sacrosanto ma cosa ha portato fin qui ?
    In tutto questo se la legge non c’è è per colpa di Buttiglione Casini and co, non certo per le chiacchiere di D’Alema.

  18. Non c’è parola di questo tuo commento che non condivida. Anche l’ultima riga. Poiché non è certo D’Alema che rompe su queste cose ma chi hai citato e molti altri.
    Ma qui si parlava d’altro. Del fatto che D’Alema ha fatto un ragionamento del piffero. Per di più di fronte a creature. E pure la sua reazione in seguito alle critiche è del piffero, oltre che spocchiosa. Se leggi i link che ho indicato tra i commenti sentirai il parere di una persona in gamba e per altro non gay.
    Non ne faccio un caso di stato. Lo so che sono i numeri che impediscono un’azione seria in parlamento.
    Dico solo, questo sì, che D’Alema ha detto una cazzata. E non è l’unico dell’ex PCI a dirne: l’altra che mi viene in mente è la Turco. Le loro esternazioni estermporanee non impediscono certo l’azione in parlamento, ma urtano il sistema nervoso.

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