Un po' tardi (ovvero Family day, polemicamente)   7 comments

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Un po’ tardi ma anche l’Istat ammette ciò che le donne continuano a dire e che hanno ribadito nella manifestazione del 24 novembre, vale a dire che la violenza sulle donne NON è un problema di ordine pubblico. E non c’entra con l’immigrazione. Con rispetto per il dolore della famiglia Reggiani, è doveroso notare come la morte di questa donna sia stata strumentalizzata.

E alla faccia di tutti i fascisti e di tutti i sinistrorsi troppo affascinati dai loro metodi  sulla sicurezza, ripropongo quanto detto in un articolo di Rainews24 e da Linda Laura Sabbatini, direttore centrale Istat per le indagini su condizione e qualità della vita, nell’ambito del Global forum sulle statistiche di genere in corso presso la sede dell’Istat (link)

In Italia impera lo stereotipo dell’immigrato che violenta la donna italiana, ma non è questa la più grande violenza contro le donne italiane: secondo l’Istat il 69% degli stupri è opera dei partner, mariti o fidanzati e solo il 6% degli estranei. 

Se anche considerassimo che di questi estranei il 50% sono immigrati – ha spiegato Linda Laura Sabbadini, direttore centrale Istat per le indagini su condizione e qualità della vita, nell’ambito del Global forum sulle statistiche di genere in corso presso la sede dell’Istat – ciò vorrebbe dire che si arriverebbe al 3% degli stupri, e se anche ci aggiungessimo il 50% dei conoscenti al massimo si arriverebbe al 10% del totale degli stupri opera di stranieri. E invece l’immagine che viene fuori è qualla di stupri in strada ad opera di immigrati".

 Secondo Sabbadini il "non fare i conti con le statistiche esistenti nel Paese può portare ad orientare in modo errato le priorità e il tipo di politiche"; spesso i reati di cui sono autori gli immigrati sono rivolti contro propri connazionali ma – nota Sabbadini – "di questo si parla ancora poco".

La realtà è invece che gran parte delle violenze più gravi subita dalle donne è domestica e quindi nella maggior parte dei casi è opera dei partner italiani.

Uno dei problemi più gravi relativi alla violenza domestica è – secondo Sabbadini – che le donne non la riconoscono: solo il 27,3% delle vittime di stupri dal partner dichiarano che il fatto rappresenta un reato.

Dalle indagini emerge inoltre che solo il 28% dei compagni autori di violenza denunciati sono stati imputati e solo l’8% condannati: la violenza maschile resta dunque impunita. E non si tratta solo di quella a sfondo sessuale.

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Pubblicato dicembre 11, 2007 da samuelesiani in Senza categoria

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7 risposte a “Un po' tardi (ovvero Family day, polemicamente)

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  1. Qualcuno dirà che queste sono statistiche comuniste…

  2. Tutti casa e chiesa ( si fa per dire,ovviamente).

  3. ciao samuele,

    inoltre, secondo me, se una donna italiana subisce violenza da un extracomunitario e’ piu’ disposta a denunciarlo di quanto non farebbe col marito/fidanzato/zio/prete.

  4. ciao caro un saluto al volo.
    sono senza connessione, appena la situazione si ristabilisce tornerò “online”…grazie per il commento sul blog, ad ogni modo!

    ciao! 🙂

  5. l’altro giorno (sabato?) ho letto un piccolo trafiletto su repubblica: un italiano ubriaco aveva investito una donna (rumena, mi pare).
    ma gli italiani, al contrario degli immigrati, se bevono e guidano non sono mostri, solo bricconi.

    peter

  6. Personalmente ritengo che la violenza sulle donne (sui bambini e su chiunque altro) non dovrebbe avere mille sfaccettature ed essere divisa in “categorie”: l’informazione, tra extracomunitari, mariti, zii, romani, emiliani, biondi e mori, sta strumentalizzando con fini politici una violenza che dovrebbe scandalizzare solo per il fatto di essere commessa 😦
    Un saluto,
    Laura

  7. @ tutti: ciao cari.
    @ Franca: non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire. Ciò non toglie che questi dati sono scritti e RESTANO.
    @ Bruno: che ci sia un parallelo?
    @ Poldone: ben tornato caro. Ciò che dici è ben possibile. Anzi, più che probabile.
    @ Mauri: grazie per il saluto. Ti si aspetta, sa’?
    @ Pit: fa comodo a qualcuno questa morte? Pare di no. Ma i morti sono tutti uguali. E gli autisti ubriachi pure. Il giorno che anche da noi si utilizzerà il codice etico di alcune riviste (TheTimes? Fatto sta di non indicare etnia, stato, etc. se il reato non è strettamente legato a tali fattori) avremo fatto un passo avanti. Attendo che l’Europa passi per osmosi.
    @ Laura: la strumentalizzazione è orribile perché ferisce chi è già vittima. Non porta a nulla e meno che mai verso la Giustizia.

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