Come laico   20 comments

Con l’Angelus di ieri si è chiusa la pièce dell’ultima prova di forza di questa Chiesa che sente il suo tempo venire. Il sipario è sceso su un momento veramente triste per la laicità, un ultimo colpo di chi, già imponendo le sue “verità” e i suoi “valori non negoziabili” ad uno Stato ridotto a  ventre molle, vuole dunque passare per vittima. Abbiamo visto quindi la chiamata a raccolta in piazza, una vera adunata che è in primo luogo “politica” e rivolta agli uomini delle istituzioni, che da fidi cagnolini addomesticati (o ipocriti) hanno fatto a gara a raccogliere. Su questo tema vi invito a leggere un illuminato intervento di Rodotà pubblicato, anche on-line dall’Unità, col titolo “L’Angelus non può essere un’adunata politica”, che è una vera boccata di ossigeno (e che potete leggere qui o qui). Non credo di dover aggiungere una parola, ancor più perché ritengo che lo spettacolo sia stato organizzato a priori (il primo atto di questa commedia si era aperto con la strigliata del papa a Veltroni e gli altri amministratori di Roma e del Lazio) e in ogni caso la laicità avrebbe perso.
Volevo piuttosto riflettere su come mi sarebbe impossibile, oggi, essere cattolico e ieri in quella bolgia di San Pietro, riempita delle varie lobby (che si dicono) laiche della chiesa: Comunione e Liberazione, Milizia Christi, i focolarini, la Comunità di Sant’Egidio…
Nelle interviste entusiastiche riportate da Repubblica di oggi, appare evidente come la chiesa abbia approfittato della buona fede di molti, ne abbia corrotto i giovanili ideali, sfruttato il bisogno di “appartenenza” e di (giusta) volontà di agire contro un sopruso (questo invece falso).
Tra tutte queste interviste, una mi ha particolarmente colpito ed è di un giovane che dice: “Benedetto XVI è il mio secondo padre. Io mi sento un suo soldato. E combatto nella mia vita quotidiana, ogni giorno mi sento investito del compito di portare a tutti la mia scelta”. Quale laico può fare un ragionamento simile? Questi dunque sono i cattolici laici sponsorizzati dalla CEI? Quale laico si sente investito di portare a tutti la propria scelta? Come laico vivo quotidianamente nel dubbio. Non potrei mai permettermi di proporre la mia esperienza ad alcuno perché la mia esperienza è una semplice piccola parte di un tutto. Del tutto irrilevante. Come una foglia in un bosco. Che può pure essere utile per fare humus ma non è fondamentale ai processi naturali (ed è per questo che è molto difficile riunire i laici. Poiché fra essi corre il germe vitale della libertà e della sana diversità ed è impossibile tenerli tutti sotto un cappello).
Come laico non posso ritenermi un soldato, perché il termine soldato sottintende comunque la presenza di nemici e armi. E generali al comando.
Come laico cerco la verità ogni giorno. E ogni giorno prendo cantonate e riparto.
Come laico scendo in piazza per ciò che voglio: per un Pride, per i morti della Thyssen, per il rinnovamento di un contratto, per sfanculare Bush, per i fisici della Sapienza ma certo per qualunque cosa in cui io creda.
Come laico non cerco, né voglio, un secondo padre.
E la mia coscienza è indipendente da qualsiasi verità imposta da altri: vive invece di quella parte del bambino che è in me. O è la parte animale che è in me, che corre libera e all’impazzata. Che solidarizza col mondo, che ha fiducia, che s’incazza per i soprusi, quelli veri.
È comunque quella parte che non ha bisogno di chiamate, di appelli, di nessuno che decida quando e per cosa scendere in piazza.
Che riconosce le vittime vere, che può non comprenderne probabilmente i tormenti, ma certo non si fa dire da altri chi siano.
[la bellissima foto è di Betbele, che ringrazio]
Aggiornamento: e dopo lo spettacolo, la farsa finale con protagonista Bagnasco: "Atto d’amore per Roma".
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Pubblicato gennaio 21, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

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20 risposte a “Come laico

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  1. “Come laico non posso ritenermi un soldato”

    Giustissimo, come tutto il tuo post e soprattutto l’ultima parte. Purtroppo la Chiesa sta avendo un comportamento simile all’arruolamento di fedeli piuttosto che il voler avvicinare nuove anime a Dio.

    Purtroppo oggi l’oscurantismo è molto evidente: oscurantismo che nasce dalla Chiesa e oscurantismo politico che si riverbera nell’assoluta deriva di un Paese laico e con idee libere ma soffocato da Cattopolitici e Capi cosca della CEI come prima Ruini ed ora Don Angelo Bagnasco (io lo chiamo Don come quando lo conobbi ai tempi dell’università quando era Don… licenza dovuta alla conoscenza diretta lol)

    E noi che non siamo soldati dobbiamo per ripararci cmq indossare l’elmetto.

    Ciao Sam
    Daniele il Rockpoeta

  2. Di adunata in adunata, di ingerenza in ingerenza, di manifestazione in manifestazione, la chiesa mostra i muscoli e perde consenso e prestigio (come dimostrano anche recenti rilevazioni demoscopiche)
    Ma non mi consolo.
    Mi piace il dialogo, e con le prove di forza si dialoga male.
    UN sorriso al volo
    Mister X di COmicomix

  3. Sono completamente d’accordo. A dire il vero sono anche piuttosto indignata per tutta questa falsità da parte dei “politici” che vanno in chiesa – non credo a pregare – ma a farsi vedere.
    L’ingerenza del papa è vergognosa, eppure le sue trappole funzionano…
    Ti chiedo di copiare sul mio blog il post che hai scritto e ti linko anche fra i miei blog amici.

    Va bene?

  4. @ Daniele: Più che giusta l’osservazione sull’elmetto. Quanto a don Angelo, è vero, è genovese come te. Onestamente sono lieto di non averlo incrociato nella mia strada! 😉
    @ Mister X: che dialogo si può avere con la CEI? Un conto sono le comunità di base, ma con chi blinda i propri principi non è possibile il dialogo, perché il dialogo prevede lo scambio. o quantomeno la presenza di un interlocutore.
    @ Dama: intanto piacere di conoscerti. Cita tranquillamente i miei testi se lo ritieni opportuno.

  5. Sam da romano studente della sapienza…pensa “quanto me pò rode!!!”…vedere tutta quella gente all’angelus, che tristezza. Bellissimo il pezzo di Rodotà

  6. il tuo incipit mi sembra sin troppo ottimista.
    antonio

  7. Direi che non c’è altro da aggiungere…

  8. @ Pianta: posso capire. Sì, l’intervento di Rodotà è perfetto.
    @ Antonio: vedi, forse hai ragione, ma verrà il tempo che l’Europa ci chiederà il conto. E verrà anche il tempo in cui i figli degli immigrati faranno politica in senso lato e pretenderanno uno stato laico. E’ per questo che la chiesa si affida alle destre, tradizionalmente nazionaliste e conservatrici. per rimandare quel momento.
    @ Franca: mi fa piacere che sempre qui. sei una buona amica.

  9. Art. 7.

    Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
    I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

    CIRCONDIAMO IL VATICANO CON QUESTA SCRITTA!!!

  10. Hai fatto un post bellissimo, davvero complimenti.

    Ogni volta che leggo cose così belle sulla laicità e sui laici, però, in me aumenta la tristezza e finisco col credere sempre meno ad un dialogo.

    E’ normale? secondo me sì.

  11. Ciao, scusami : due volte in un giorno solo :))
    Ma, potresti passare dal mio blog, c’è un meme (uffa!!) ma diverso dagli altri.
    Lo farai?

    Ti ringrazio, ciao

  12. io tappezzerei piazza san pietro con le riflessioni (condivisibilissime) scritte in questo tuo post. chissà che qualche fedele non si illumini? ; )

    o.t.
    ma cous cous??? : )

  13. Splendido post, davvero.

  14. Complimenti, se posso vorrei linkare questo post, credo che sia importante farlo leggere

  15. in nome del libero confronto di idee, il Vaticano accetterebbe di far parlare Umberto Veronesi dalla finestra di piazza San Pietro?

  16. @ TheHours: purtroppo queste parole non servono a chi sta dall’altra parte. ma almeno mi sfogo io se no mi viene la gastrite a tenere tutto dentro. Cous cous non l’abbiamo ancora visto. abbiamo avuto un attacco di pigrite!!
    @ Mauro: grazie a te di averlo letto.
    @ Pat Pat: fai pure se ritieni. E grazie a te.
    @ vietato: non serve far fare le scale a Veronesi e farlo affacciare a S. Pietro. Quelli nemmeno un dibattito accettano. Il papa è oltre, è intoccabile. insomma, un faraone inavvicinabile.

  17. ciao zio sono io che ringrazio te,per quello che sei e che fai in qst blog che visito quotidianamente ed è interessantissimo…..
    spero di vederti presto!
    bet

  18. Molto bello il post.
    Io ne conosco molti di “soldati” di questa fede…e senza alcun tipo di pregiudizio posso dire che spesso ne sono spaventato!.
    Riuscirà mai a passare l’idea che anche la LAICITA’ è un VALORE?!..
    Ciao, Nicola

  19. @ Bet: ciaoooo cara e grazie della foto.
    @ Spirito: la laicità è un valore, perché propone il rispetto di tutti! Mi chiedo piuttosto se la fede in generale – e quella cattolica nello specifico – sia un valore…

  20. Bello questo post e bella la foto. Anch’io sono spaventata dagli uomini pii, anche quelli che hanno fatto saltare le torri gemelle erano pii. Quando scrivo sul mio blog di aborto ricevo commenti insultanti, aggressivi e sempliciotti. E’ difficile riportare alla ragione uomini che hanno bisogno di appartenere a qualcosa o a qualcuno e solo così si sentono forti e imbattibili. basta ricordare il nazismo, il meccanismo è identico.

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