Archivio per febbraio 2008

Sdoganando   20 comments

vignetta di Mauro Biani
Da qualche settimana, non molte in verità, mi sono accorto di una cosa piuttosto strana in TV e vi chiedevo conferme o smentite.
Di strano c’è che ultimamente molti politici della (ex) CDL cercano di infilare il senatore a vita Andreotti in alcuni discorsi in cui spesso non c’entra nulla. Il suo nome è spesso inserito quasi a forza in contesti poco adatti con frasi come: “Il senatore Andreotti che è risultato completamente innocente”.
Ora, noi sappiamo che non è andata esattamente così, che la sentenza dice ben altro1 e il buon Floris, tutte le volte, si trova a correggere il tiro per rispetto della verità, mentre altri, come Lerner (un altro intellettuale del calibro di Ferrara…) lasciano correre.
Quello che mi chiedo a questo punto è perché proprio in questi tempi si cerca di sdoganare un vecchio colluso come Andreotti. Che serve? Forse per aiutare Cuffaro nei confronti di una elezione certa nel parlamento tra le fila dell’UDC? Mi pare strano o quantomeno insufficiente. E allora perché?
Solo negli ultimi dieci giorni, a parlare di Andreotti “completamente innocente”, “integerrimo”, “irreprensibile” sono stati nell’ordine:
          Pierferdinando CASINI, UDC, da Floris due settimane fa, o da Santoro il 21, non ricordo bene.
          Maurizio LUPI, Forza Italia, da Lerner la settimana scorsa.
          Roberto FORMIGONI, Forza Italia, da Floris ieri sera.
          Sono quasi certo di averlo sentito da un quarto politico, ma non ricordo chi (forse Renato Brunetta, da Santoro).
 
1  La Corte, visti gli artt. 416, 416bis, 157 e ss., c. p.; 531 e 605 c. p. p.; in parziale riforma della sentenza resa il 23 ottobre 1999 dal Tribunale di Palermo nei confronti di Andreotti Giulio ed appellata dal Procuratore della Repubblica e dal Procuratore Generale, dichiara non doversi procedere nei confronti dello stesso Andreotti in ordine al reato di associazione per delinquere a lui ascritto al capo A) della rubrica, commesso fino alla primavera del 1980, per essere Io stesso reato estinto per prescrizione; conferma, nel resto, la appellata sentenza (…). Continua qui.
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Pubblicato febbraio 27, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

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Binetti free!   19 comments

Dal blog di Giuseppe Regalzi e Chiara Lalli una boccata d’aria pulita e una petizione rivolta al PD. Anche se non interessati a dare il voto al Partito Democratico, come me per adesso (anche se con l’ingresso dei radicali ci sto facendo un pensiero per il voto al Senato), firmare la petizione per togliere la Binetti e i teo-dem dalle liste c’entra con la decenza e non con il credo politico.

Pubblico il post che potete anche leggere nella sua casa. Sempre lì anche il simpatico bannerino.

La presenza di Paola Binetti e della pattuglia teodem (Luigi Bobba, Emanuela Baio Dossi, Dorina Bianchi, Marco Calgaro, Enzo Carra) all’interno dell’Ulivo prima e del Partito Democratico poi è stata fin dall’inizio causa di grave sconcerto per gli elettori e i simpatizzanti del centrosinistra. Cos’ha a che fare un membro dell’Opus Dei, animatrice del Comitato Scienza & Vita a favore della Legge 40, nemica della Legge 194, con forze politiche che – nonostante tutte le prudenze tattiche imposte dai tempi – si vogliono ancora progressiste e liberali? A quale scopo è stata ammessa questa presenza?
Conosciamo tutti la risposta immediata: per acquistare favore agli occhi di Camillo Ruini e delle gerarchie vaticane. Ma questo favore quanti voti ha portato al Centrosinistra? C’è qualcuno che può credere veramente che un cattolico integralista darà mai il suo voto a quelli che per lui rimarranno sempre i «comunisti»? I cattolici sono già rappresentati al meglio all’interno del Partito Democratico: si pensi al senatore Ignazio Marino, la cui opera generosa e autenticamente laica come Presidente della Commissione Sanità è stata non a caso vanificata proprio dai veti della Binetti e dei suoi amici.

Ci sarà probabilmente qualche calcolo astuto che giustifichi lo spazio concesso ai teodem; ma come molte italiche astuzie, anche questa ha mostrato le gambe corte. Il bilancio del Governo Prodi sarebbe stato meno fallimentare, e il Partito Democratico si presenterebbe oggi agli elettori con maggiori chance di successo, se alcune riforme liberali (niente affatto espressione di una minoranza di esagitati «laicisti») fossero passate in Parlamento: il testamento biologico, i Pacs, una drastica revisione della Legge 40. Se questo non è successo si deve appunto al veto dei teodem, in una situazione – ampiamente prevedibile prima delle scorse elezioni – che li ha visti essere l’ago della bilancia in Senato.
Questa situazione rischia oggi di ripresentarsi. In un Senato di nuovo spaccato a metà i teodem potrebbero far lega con i loro omologhi, che quasi monopolizzano la destra.
Per questo motivo, ma anche e soprattutto per un’elementare scelta di coscienza, che ci impedirebbe di votare una persona che giudica l’omosessualità una malattia, non daremo il nostro voto al Partito Democratico se i teodem continueranno a essere presenti nelle liste elettorali. Nessuna presenza di segno contrario, che pure si annuncia, potrà farci cambiare idea.

Non crediamo che si possa giudicare antidemocratica questa scelta. Un partito è di parte; deve fare delle scelte, e non può riprodurre al suo interno ogni articolazione della società. Anche in questo modo – e non solo riducendo il numero dei partiti – si contribuisce alla semplificazione della politica. La stessa Binetti, del resto, non ha risparmiato giudizi pesanti, al limite del veto, su alcune candidature annunciate del PD, come quella di Umberto Veronesi.
Paola Binetti, come sa chi l’ha conosciuta di persona, è umanamente molto simpatica; ma il suo posto non è nel Partito Democratico. L’Italia ha bisogno di scelte nette, non della filosofia del «ma anche».

(Chi condivide queste considerazioni può esporre il banner che abbiamo preparato – una versione ridotta si trova in alto nella sidebar – e, se crede, linkare questo post. Grazie ad Albina Regalzi per l’assistenza grafica.)

Petition on line: Paola Binetti free! Libera il PD da Paola Binetti, libera Paola Binetti dal PD!
Per firmare (con nome e cognome, grazie)
qui.

Pubblicato febbraio 24, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

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Quando la scienza fa paura: Delgado   7 comments

Pochi giorni fa notavo come spesso i media si soffermano solo su alcune notizie scientifiche e non su altre. E si creini casi su alcune notizie e non su altre. E ne discutevo con Santa in questo post

Degli esperimenti di José Delgado, per esempio, si sa poco o niente. Se non che insegnò in una prestigiosa università americana (ne avevo parlato qui) e che scrisse liberamente testi, come "La felicidad" dal chiaro sapore nazista.

In questo video reperibile su youtube, potete vedere un documentario che racconta di un esperimento del 1964 di Delgado che inserì degli elettrodi nel cervello di un toro e ne comandò mediante stimolazioni a distanza la naturale aggressività.

Questo avveniva negli anni ’60.

PS Il documentario non è né splatter, né fa vedere bestie soffrire. Quindi è visibile da tutti. E’ in spagnolo, ma facilmente comprensibile.

 

Pubblicato febbraio 22, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

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Silenzi, quando serve chiarezza   5 comments

Stavo buttando un occhio alla nota informativa sugli indicatori demografici dell’Istat. Si legge, fra le altre cose, che

Il ricorso al matrimonio è meno rilevante di un tempo nei processi di formazione delle coppie e della discendenza. Secondo le stime, i matrimoni celebrati nel 2007 sarebbero appena 242 mila, pari a un tasso del 4,1 per mille, contro i 270 mila di cinque anni prima (4,6 per mille).Alla riduzione della nuzialità si accompagna un aumento delle coppie che scelgono di formare famiglia al di fuori del vincolo coniugale.

Dunque le unioni civili, non sono quella sparuta minoranza composta da froci che tanto da destra hanno cavalcato. Con un calo così verticale di matrimoni a favore di famiglie al di fuori del vincolo coniugale, un qualche riconoscimento, dovrà pur essere compiuto. O alla Buttiglione si dovrà continuare a pensare che mancano gli aiuti alla famiglia tradizionale ed è per questo che fioriscono coppie di fatto?

Non è più logico pensare che il mondo sta lentamente cambiando e che il rigido modello del matrimonio civile e religioso sta diventando un modello nel quale molte persone stentano a ritrovarsi, indipendentemente dalla loro sessualità?

Spiace a tal proposito, che il Partito Democratico, partito al quale mi sforzo di guardare senza pregiudizi, ammirandone anche molti aspetti, non abbia inserito nel suo programma alcun accenno a diritti civili, testamento biologico, divorzio lampo, e qualsiasi altro tema detto oggi sensibile (alle anime candide di Oltretevere). Spiace dunque che un partito che si intende moderno e che ha al suo interno molti più laici che Binetti varie (penso al deputato Gianni Cuperlo, che realizza a Roma un incontro su laicità e PD o a Furio Colombo, a Odifreddi), continui a livello ufficiale a rimandare un dibattito tanto importante, appunto, per la modernità di cui indubbiamente vuol farsi bandiera.

Spiace che una parola sul rispetto verso tutte le minoranze e contro tutte le discriminazioni non trovi posto tra i dodici punti di programma. Spiace ancor più alla luce dell’incendio (presumibilmente doloso) del Coming Out, storico locale gay di Roma.

Questo non vuol dire che penso che Veltroni non voglia sostenere le nostre battaglie. Né che non si possano trovare su temi tanto importanti maggioranze trasversali. Ciò che però rimprovero è che un partito che si vuole moderno non può nascondere sotto il tappeto, temi che invece avrebbero bisogno di oneste prese di posizione.

In questo senso, inviterei Veltroni e gli altri quadri del PD a guardare all’esempio di Prodi che ha portato in Parlamento la crisi, svelando i volti di chi ha affossato il Governo. 

Meglio sapere subito chi c’è e chi non c’è. E inoltre, sarebbe un diritto dell’elettore sapere.

Pubblicato febbraio 19, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

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Parole nel cervello   15 comments

Da un post di Luca Annunziata su Punto Informatico, dal titolo "Spot sparati direttamente nel cervello" leggo una notizia piuttosto inquietante:

"Roma – Passeggiare per Manhattan come tutti i giorni, e all’improvviso sentire una voce nella testa […] Si tratta della trovata, invero piuttosto originale, di un creativo statunitense […] Per funzionare, sfrutta la tecnologia audiospotlight sviluppata dalla statunitense Holosonic, in grado di indirizzare un fascio sonoro verso un punto specifico di una stanza o di una strada. Una tecnologia ideata negli anni settanta, e che ricorda molto quella che sta sviluppando Microsoft per i PC. Grazie all’impiego degli ultrasuoni, è possibile realizzare veri e propri coni di impulsi: di per sé, le onde sonore di lunghezza d’onda molto ridotta risultano inaudibili dagli esseri umani, ma attraversando l’aria vengono distorte, in modo matematicamente prevedibile, e possono dunque essere controllate con precisione per renderle avvertibili e focalizzate in punti specifici. L’invenzione nasce per i musei e più in generale per le attrazioni turistiche. La sua utilità in una galleria d’arte è evidente: il visitatore passa davanti al quadro e ascolta una spiegazione dettagliata di quanto sta guardando, senza che il sovrapporsi dei messaggi di ciascun quadro crei un fastidioso effetto cacofonico."

Dai commenti al post, è interessante notare come in più d’uno si sia posto il problema se questa tecnologia non sia stata utilizzata come arma, contro vittime inconsapevoli. Del resto, viene fatto notare, "la privazione del sonno è una delle forme di tortura più utilizzate perché non lascia segni evidenti". Immaginiamo anche cosa possa voler dire ricevere nella testa continui insulti o rumori molesti…

Gli amici di Aisjca lasciano un commento interessante, di cui ne riporto una parte:

"Non guasta procurasi il libro "La tortura nel Bel Paese" e dare un’occhiata al sito dell’AVAe-m o ai siti internazionali con descrizioni e lunghi elenchi – molto intercontinentali – delle vittime prese di mira non occasionalmente e delle loro sofferenze; ad esempio scrivete a<tijohnfinch@gmail.com>per maggiori informazioni."

Sul sito di Aisjca potrete trovare ulteriori informazioni qui.

Qui sotto è invece possibile vedere un video della BBC che tratta di questi Audio Spotlight.

 

 

Pubblicato febbraio 15, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

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Appello per la difesa della legge 194   12 comments

Giusto domenica scorsa, sul TG5 una notizia passata in modo del tutto leggero, diceva: "il bambino aveva fretta di nascere e non ha voluto aspettare di stare nel pancione per nove mesi ed è nato di 21 settimane". Nient’altro veniva detto sulla salute del prematuro.
Di oggi, la notizia delle tristissime liste elettorali per la vita guidate da Giuliano Ferrara (e il benestare della CEI).
E’ in corso un chiaro attacco alla Legge 194 che potrebbe subire un grosso colpo con la prossima legislatura, ancor più se affidata alle destre.
Dobbiamo rendercene conto.
Posto dal blog di Llewal questo appello, che ho chiaramente firmato e che vi invito di leggere, firmare e divulgare. Teniamo duro.
Appello per la difesa della legge 194
“Sembra parlino della 194 ma ancora una volta gli uomini parlano tra loro usando il corpo femminile”.

Ancora si parla di legge 194. Ancora si parla di revisione, anzi, oggi persino di moratoria.
Tutte noi proviamo una strana impressione, legata ad un terribile vuoto di contenuti, alla surreale sensazione di un copione già scritto "a prescindere", una messinscena  che ogni tanto deve essere recitata.
Infatti, basta un po’ di memoria storica per ricordarsi che da sempre, ad intervalli regolari, la legge 194 è stata oggetto di attacchi, improvvisi o a lungo preparati.
Un costo in laicità, che i nostri uomini al comando hanno sempre pagato  per continuare a governare impunemente, possibilmente senza le donne (però in nome delle donne, come è ovvio). Se non fosse che hanno le leve del potere in mano sembrerebbero quello che per certi aspetti sono, una parata di incoscienti che parla di cose che non conosce. Ma sono loro a decidere, sulla base dei loro interessi, non dei nostri, dei loro equilibri politici e scambi di favori; non i bambini, tanto meno le donne sono al centro del loro agire.   

D’altra parte, e neppure questa è una novità, le nostre voci hanno poco spazio, molto meno di quello dato ai protagonisti di questa recita. In realtà sulla 194, così come sulla legge 40, le questioni pregnanti non sono mai quelle sollevate, ed è per questo che qualsiasi risposta nel merito è inutile,la posta in gioco è altra.

È’ il passaggio dal concetto di prevenzione a quello di dissuasione (quest’ultimo totalmente assente dalla lettera e dallo spirito della legge), la voluta confusione fra i due termini, a caratterizzare il dibattito odierno.
Se le obiezioni sollevate alla legge 194 fossero davvero di prevenzione, ottimizzazione, miglioramento, adattamento ai progressi della medicina, comprenderebbero, oltre a potenziamento e finanziamento per i consultori, anche un’attenzione agli articoli della legge, quelli nei quali si definiscono i modi e le condizioni dell’obiezione di coscienza in relazione alle responsabilità di applicazione della legge da parte delle strutture e direzioni sanitarie, e si impegnano le Regioni ad organizzare corsi di aggiornamento e di formazione su contraccezione, assistenza alla gravidanza e al parto, e "sull’uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell’integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l’interruzione di gravidanza".

In altre parole: una regolamentazione del diritto all’obiezione di coscienza nelle strutture pubbliche; un potenziamento delle tecniche che aumentano la possibilità di scelta, diminuiscono i tempi, semplificano le procedure, prima fra tutte la RU486; una forte campagna di prevenzione, di somministrazione, informazione sui contraccettivi, compresi quelli di emergenza; il potenziamento della rete dei consultori e il loro finanziamento; infine, ma non ultimo, una potente spinta a occuparsi seriamente dell’aiuto, a tutto campo, della donna che mette al mondo un figlio.
È necessario inoltre, che si promuovano nelle scuole dei corsi di educazione sessuale, che oltre all´informazione prevedano una parte dedicata all´educazione ai sentimenti e alle relazioni di genere, perché si diventa adulti responsabili nella consapevolezza della propria e dell´altrui dignità.

Gli attacchi alla legge in realtà convergono verso il vero nodo della 194: l´autodeterminazione della donna, vero punto indigeribile per chi avrebbe anche chiuso un occhio su tutto il resto.

Non piace che le donne facendolo emergere dal privato e dal clandestino, attraversino, con questo dramma, una struttura pubblica, che ciò avvenga dentro il servizio sanitario nazionale e che siano loro a decidere. La compresenza di questi tre fattori è la miscela micidiale che i cosiddetti difensori della vita non tollerano e ai quali la diminuzione degli aborti, il successo di una legge che vogliono a tutti i costi stravolgere, non interessa minimamente. 

Perché è il consenso materno che porta dal concepimento alla nascita di una persona, perché il processo del nascere non può prescindere dal corpo della donna che accoglie.

Per questo vogliamo difendere la legge 194 e chiediamo a tutte e a tutti di far sentire le nostre ragioni partendo dal sottoscrivere e dal far sottoscrivere questo appello .
–         Rete 194 di Genova  :
AIED Genova, ARCILesbica, Coordinamento Donne CGIL, Coordinamento Ligure Donne Latino-americane,  Donne di Unione a Sinistra,  Donne in quotazione, Forum Donne PRC di Genova e Provincia, Forum della Sinistra Europea, Gruppo Mafalda Sampierdarena , Laboratorio Politico di donne, Rivista Marea, Società Per Azioni Politiche di Donne, Usciamo dal Silenzio Genova….

Chiunque desideri siglarlo a livello personale o di organizzazione, può inviare una mail a
lauraguidetti@aliceposta.it

Pubblicato febbraio 12, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

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Adozioni gay in Israele   4 comments

Riporto un articolo del Corriere:

In Israele sono possibili le adozioni di bambini da parte di coppie omosessuali. A dirlo e’ stato il consigliere giuridico del governo, Menahem Mazouz, con funzioni di avvocato generale dello stato, che ha annunciato che lo Stato non si opporra’ piu’ alle richieste di adozione di questo genere. "L’unico criterio da prendere in considerazione e’ il bene del bambino" ha detto Mazouz. Gia’ nel 2006 Israele aveva riconosciuto lo statuto di genitori legittimi a una coppia di donne di cui una era la madre naturale dei figli che cresceva.

C’è da dire che pure lì non vanno certo leggeri, quanto a religiosi ultraortodossi, tant’è che per il Gay Pride, gli ebrei ordodossi avevano iniziato una sorta di sommossa (portando il Pride all’interno di uno stadio), mentre il Papa, da parte sua, esprimeva il suo dispiacere. Dispiacere per la manifestazione dei gay, mica per la sommossa. E questo avveniva solo due anni fa.

Allora, qualche speranza ce l’abbiamo pure noi.

PS Scusate se non sono molto presente di questi tempi (mi mancano le mie solite due orette dedicate al mio giro di blog amici), ma è un periodo molto incasinato e faticoso.

Pubblicato febbraio 11, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

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