Appello per la difesa della legge 194   12 comments

Giusto domenica scorsa, sul TG5 una notizia passata in modo del tutto leggero, diceva: "il bambino aveva fretta di nascere e non ha voluto aspettare di stare nel pancione per nove mesi ed è nato di 21 settimane". Nient’altro veniva detto sulla salute del prematuro.
Di oggi, la notizia delle tristissime liste elettorali per la vita guidate da Giuliano Ferrara (e il benestare della CEI).
E’ in corso un chiaro attacco alla Legge 194 che potrebbe subire un grosso colpo con la prossima legislatura, ancor più se affidata alle destre.
Dobbiamo rendercene conto.
Posto dal blog di Llewal questo appello, che ho chiaramente firmato e che vi invito di leggere, firmare e divulgare. Teniamo duro.
Appello per la difesa della legge 194
“Sembra parlino della 194 ma ancora una volta gli uomini parlano tra loro usando il corpo femminile”.

Ancora si parla di legge 194. Ancora si parla di revisione, anzi, oggi persino di moratoria.
Tutte noi proviamo una strana impressione, legata ad un terribile vuoto di contenuti, alla surreale sensazione di un copione già scritto "a prescindere", una messinscena  che ogni tanto deve essere recitata.
Infatti, basta un po’ di memoria storica per ricordarsi che da sempre, ad intervalli regolari, la legge 194 è stata oggetto di attacchi, improvvisi o a lungo preparati.
Un costo in laicità, che i nostri uomini al comando hanno sempre pagato  per continuare a governare impunemente, possibilmente senza le donne (però in nome delle donne, come è ovvio). Se non fosse che hanno le leve del potere in mano sembrerebbero quello che per certi aspetti sono, una parata di incoscienti che parla di cose che non conosce. Ma sono loro a decidere, sulla base dei loro interessi, non dei nostri, dei loro equilibri politici e scambi di favori; non i bambini, tanto meno le donne sono al centro del loro agire.   

D’altra parte, e neppure questa è una novità, le nostre voci hanno poco spazio, molto meno di quello dato ai protagonisti di questa recita. In realtà sulla 194, così come sulla legge 40, le questioni pregnanti non sono mai quelle sollevate, ed è per questo che qualsiasi risposta nel merito è inutile,la posta in gioco è altra.

È’ il passaggio dal concetto di prevenzione a quello di dissuasione (quest’ultimo totalmente assente dalla lettera e dallo spirito della legge), la voluta confusione fra i due termini, a caratterizzare il dibattito odierno.
Se le obiezioni sollevate alla legge 194 fossero davvero di prevenzione, ottimizzazione, miglioramento, adattamento ai progressi della medicina, comprenderebbero, oltre a potenziamento e finanziamento per i consultori, anche un’attenzione agli articoli della legge, quelli nei quali si definiscono i modi e le condizioni dell’obiezione di coscienza in relazione alle responsabilità di applicazione della legge da parte delle strutture e direzioni sanitarie, e si impegnano le Regioni ad organizzare corsi di aggiornamento e di formazione su contraccezione, assistenza alla gravidanza e al parto, e "sull’uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell’integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l’interruzione di gravidanza".

In altre parole: una regolamentazione del diritto all’obiezione di coscienza nelle strutture pubbliche; un potenziamento delle tecniche che aumentano la possibilità di scelta, diminuiscono i tempi, semplificano le procedure, prima fra tutte la RU486; una forte campagna di prevenzione, di somministrazione, informazione sui contraccettivi, compresi quelli di emergenza; il potenziamento della rete dei consultori e il loro finanziamento; infine, ma non ultimo, una potente spinta a occuparsi seriamente dell’aiuto, a tutto campo, della donna che mette al mondo un figlio.
È necessario inoltre, che si promuovano nelle scuole dei corsi di educazione sessuale, che oltre all´informazione prevedano una parte dedicata all´educazione ai sentimenti e alle relazioni di genere, perché si diventa adulti responsabili nella consapevolezza della propria e dell´altrui dignità.

Gli attacchi alla legge in realtà convergono verso il vero nodo della 194: l´autodeterminazione della donna, vero punto indigeribile per chi avrebbe anche chiuso un occhio su tutto il resto.

Non piace che le donne facendolo emergere dal privato e dal clandestino, attraversino, con questo dramma, una struttura pubblica, che ciò avvenga dentro il servizio sanitario nazionale e che siano loro a decidere. La compresenza di questi tre fattori è la miscela micidiale che i cosiddetti difensori della vita non tollerano e ai quali la diminuzione degli aborti, il successo di una legge che vogliono a tutti i costi stravolgere, non interessa minimamente. 

Perché è il consenso materno che porta dal concepimento alla nascita di una persona, perché il processo del nascere non può prescindere dal corpo della donna che accoglie.

Per questo vogliamo difendere la legge 194 e chiediamo a tutte e a tutti di far sentire le nostre ragioni partendo dal sottoscrivere e dal far sottoscrivere questo appello .
–         Rete 194 di Genova  :
AIED Genova, ARCILesbica, Coordinamento Donne CGIL, Coordinamento Ligure Donne Latino-americane,  Donne di Unione a Sinistra,  Donne in quotazione, Forum Donne PRC di Genova e Provincia, Forum della Sinistra Europea, Gruppo Mafalda Sampierdarena , Laboratorio Politico di donne, Rivista Marea, Società Per Azioni Politiche di Donne, Usciamo dal Silenzio Genova….

Chiunque desideri siglarlo a livello personale o di organizzazione, può inviare una mail a
lauraguidetti@aliceposta.it

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Pubblicato febbraio 12, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

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12 risposte a “Appello per la difesa della legge 194

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  1. Hai letto?

    L’unione delle donne: «Clima di intimidazione»
    Aborto, la polizia al Policlinico di Napoli
    La denuncia dell’Udi: «Gli agenti intervenuti per un presunto feticidio. Ma era un’interruzione regolare»
    Corriere.it
    http://www.corriere.it/cronache/08_febbraio_12/aborto_polizia_udi_db755576-d976-11dc-8c3c-0003ba99c667.shtml

  2. News fresche da Berlusconia:

    “Contro il mio consiglio” Giuliano Ferrara vuole presentare una propria lista ‘pro life’ alle prossime elezioni. Silvio Berlusconi si limita ad “un vedremo” quando Bruno Vespa, a ‘Porta a porta’, gli chiede dell’iniziativa del conduttore di ‘Otto e mezzo’. “Ferrara – aggiunge il Cavaliere – negli ultimi tempi e’ stato rapito da questa missione, io penso che” la questione dell’aborto “non sia un problema da inserire nell’agone politico”, “ritengo – aggiunge Berlusconi – che e’ un tema che attiene le coscienze e debba stare fuori dalla politica”.

    tuttavia poche ore prima…

    Sulla scia della campagna cominciata da Giuliano Ferrara, anche Berlusconi fa propria la richiesta della moratoria all’Onu, come per la pena di morte. “Su queste materie la regola del nostro schieramento politico è la libertà di coscienza”, premette il leader del Popolo della Libertà. Tuttavia “credo che riconoscere il diritto alla vita, dal concepimento alla morte naturale, sia un principio che l’Onu potrebbe fare proprio, così come ha fatto sulla moratoria per la pena di morte pur dopo un lungo e non facile dibattito”.

    Olè
    Olè
    Olè

    Sub

  3. @ llewal: grazie per il commento e il link. stavo per inserirlo io nei commenti o con un aggiornamento.
    @ Sub: leggo. Che pena.

  4. Prima la legge 40, poi la 194. Ottime scuse per fare politica o per entrare in politica.

  5. @ emmy: la legge 40 era il cavallo di Troia. E il referendum perso è stato una vergogna per i laici.
    ora la merda è alta, dobbiamo nuotare. Altro che turarci il naso.

  6. Piano piano torniamo indietro….anzi…nemmeno tanto piano….

  7. La legge 194 è nata per tutelare le donne e come tale va difesa da ogni modifica. Modificare o addirittura abrogare la legge 194 significherebbe fare un salto indietro di trenta anni e costringere le donne a ricorrere nuovamente all’aborto clandestino.
    La legge 194 semmai va potenziata negli aspetti di tutela della maternità, con servizi e assistenza alle donne e all’infanzia, dunque asili nido, scuole materne, scuolabus e orari compatibili con le esigenze di lavoro delle donne e delle famiglie.
    La legge 194 va potenziata negli aspetti che prevedono informazione e tutela.
    Va garantita l’applicazione della legge 194 in tutto il territorio nazionale, evitando le inutili e lunghissime liste di attesa che allungano ingiustamente i tempi di accesso all’intervento, rendendo ancor più travagliata quella che è una scelta dolorosa e il diritto più triste.
    La legge 194 in 30 anni dalla sua approvazione ha eliminato le morti per aborto clandestino, ha permesso l’accesso a strutture informative sulla contraccezione a migliaia di donne, riducendo nel tempo di quasi due terzi le donne che devono fare la triste scelta dell’interruzione volontaria della gravidanza.
    La legge sull’interruzione volontaria della gravidanza è stata una conquista civile e sociale che ha consentito nel corso degli anni di salvare la vita a centinaia di donne, fino ad allora uccise dagli aborti clandestini. Ha avvicinato le donne alle strutture di assistenza sociale proprio con il fine di ridurre il ricorso all’aborto e ha direttamente contribuito alla graduale riduzione delle interruzioni di gravidanza.

    Nessuno è favorevole all’aborto; la questione resta su quali strumenti sono realmente utili per ridurre il ricorso ad esso. Applicare la legge e soprattutto introdurre una seria educazione sessuale, tale da evitare che l’aborto sia utilizzato come contraccettivo, fornire servizi efficienti e assistenza alle donne e all’infanzia, questi devono essere gli obiettivi di chi vuole garantire veramente sicurezza e difesa della vita.
    Il resto sono solo vuoti slogan elettorali.

    Ho firmato l’appello

  8. @ Cap: è fantastico come CEI e atei devoti si autoconfermini reciprocamente. Stiamo andando indietro. E il fondamentalismo avanza.
    @ Franca: tutto quello che dici è giusto. E grazie per la firma.

    L’aborto è un dramma, comunque. Non si può trattare a colpi di blitz della polizia.

  9. Grazie Samuele, vado subito a firmare anch’io.
    Dama Verde

  10. Doveroso attivarsi per impedire questo ennesimo affronto alla civiltà…

    costruiamo una macchina del tempo e rispediamoli nel medioevo!!

  11. @ Dama: grazie a te per la sensibilità
    @ GG: la stanno già creando loro, ma per sbatterci tutti noi nel Medioevo.

  12. Solo parlarne è medievale..

    ma è vero che ferrara lo vogliono candidare sindaco di Roma.. ditemi di no vi preeeeegooo

    sANTAkLAUS – http://www.newspusher.org

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