Silenzi, quando serve chiarezza   5 comments

Stavo buttando un occhio alla nota informativa sugli indicatori demografici dell’Istat. Si legge, fra le altre cose, che

Il ricorso al matrimonio è meno rilevante di un tempo nei processi di formazione delle coppie e della discendenza. Secondo le stime, i matrimoni celebrati nel 2007 sarebbero appena 242 mila, pari a un tasso del 4,1 per mille, contro i 270 mila di cinque anni prima (4,6 per mille).Alla riduzione della nuzialità si accompagna un aumento delle coppie che scelgono di formare famiglia al di fuori del vincolo coniugale.

Dunque le unioni civili, non sono quella sparuta minoranza composta da froci che tanto da destra hanno cavalcato. Con un calo così verticale di matrimoni a favore di famiglie al di fuori del vincolo coniugale, un qualche riconoscimento, dovrà pur essere compiuto. O alla Buttiglione si dovrà continuare a pensare che mancano gli aiuti alla famiglia tradizionale ed è per questo che fioriscono coppie di fatto?

Non è più logico pensare che il mondo sta lentamente cambiando e che il rigido modello del matrimonio civile e religioso sta diventando un modello nel quale molte persone stentano a ritrovarsi, indipendentemente dalla loro sessualità?

Spiace a tal proposito, che il Partito Democratico, partito al quale mi sforzo di guardare senza pregiudizi, ammirandone anche molti aspetti, non abbia inserito nel suo programma alcun accenno a diritti civili, testamento biologico, divorzio lampo, e qualsiasi altro tema detto oggi sensibile (alle anime candide di Oltretevere). Spiace dunque che un partito che si intende moderno e che ha al suo interno molti più laici che Binetti varie (penso al deputato Gianni Cuperlo, che realizza a Roma un incontro su laicità e PD o a Furio Colombo, a Odifreddi), continui a livello ufficiale a rimandare un dibattito tanto importante, appunto, per la modernità di cui indubbiamente vuol farsi bandiera.

Spiace che una parola sul rispetto verso tutte le minoranze e contro tutte le discriminazioni non trovi posto tra i dodici punti di programma. Spiace ancor più alla luce dell’incendio (presumibilmente doloso) del Coming Out, storico locale gay di Roma.

Questo non vuol dire che penso che Veltroni non voglia sostenere le nostre battaglie. Né che non si possano trovare su temi tanto importanti maggioranze trasversali. Ciò che però rimprovero è che un partito che si vuole moderno non può nascondere sotto il tappeto, temi che invece avrebbero bisogno di oneste prese di posizione.

In questo senso, inviterei Veltroni e gli altri quadri del PD a guardare all’esempio di Prodi che ha portato in Parlamento la crisi, svelando i volti di chi ha affossato il Governo. 

Meglio sapere subito chi c’è e chi non c’è. E inoltre, sarebbe un diritto dell’elettore sapere.

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Pubblicato febbraio 19, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

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5 risposte a “Silenzi, quando serve chiarezza

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  1. Il silenzio sulla laicità dello Stato e sui diritti civili è assordante.
    (d’altronde a Roma il registro delle coppie di fatto l’ha affossato proprio l’astensione del pd)
    La candidatura contemporanea di un operaio della Thyssen e di Colannino è stridente.
    Fortuna che non è il mio partito di riferimento…

  2. Allucinante il fatto dell’incendio a Roma e non riesco a non arrabbiarmi, perché NESSUN politico (ci aveva provato Prodi, è vero) non solo non ha il coraggio di mettersi contro la chiesa, ma si inginocchia di continuo.

  3. P.S.
    Ti ho “copiato” il bannerino per Emergency. Se ti da fastidio, dimmelo!

  4. All’ultimo tuo quesito se vuoi ti rispondo io: Di loro non c’è nessuno o quasi e le poche persone in gamba le levano dal Parlamento con tentativi di promozione in luoghi diversi (leggasi candidatura di Anna Finocchiaro come Pres. Regione Sicilia).

    Quanto alla parte precedente del tuo post… certo che non esistono solo coppie omosessuali, ci sono anche quelle formate da eterosessuali degenerati e fornicatori che odiano il concetto di famiglia (CEI e Papa pensiero…)

    Brutta aria tira in questo Paese di questi tempi Sam, davvero una brutta aria.

    Daniele il Rockpoeta

  5. @ Franca: il silenzio, è vero, è assordante. Non vedo problemi nel candidare un industriale e un operaio. Questo dovrebbe, almeno nella forma, aiutare il dialogo. Per quanto riguarda il bannerino di Emergency hai fatto benissimo.
    @ DamaVerde: questo della genuflessione facile, del ginocchio debole, è un vero problema.
    @ Dany: sì, brutta aria e quindi vota… vota… vota… vota… vo… ta… credo che ti prenderò sullo sfinimento! 🙂

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