L'elettroshock in Italia   50 comments

Fino a poco tempo fa, pensavo, come tante persone forse, che l’elettroshock fosse ormai desueto come terapia medica o scomparso, addirittura, con la chiusura dei manicomi.
Scopro che non è così, e che anzi – nelle ultime settimane – si sta reclamando da più parti un ritorno massiccio all’uso del TEC (il nome tecnico dell’elettroshock, vale a dire Terapia Elettro Convulsivante).
Ma facciamo un passo indietro.
In data 2 dicembre 1996, in una nota firmata dall’allora Ministro della Sanità Rosi Bindi, è scritto che:
 
il Consiglio Superiore di Sanità, in data 17/04/96, ha dibattuto le problematiche relative alla terapia elettroconvulsivante. 1. Il Consiglio – dopo aver esaminato i pareri della Società Scientifiche, un recente documento del Comitato Nazionale di Bioetica (CNB), la letteratura scientifica sull’argomento ed i pareri espressi in diverse Consensus Conference – ha preso atto: che il Comitato Nazionale di Bioetica ritiene che “non vi siano motivazioni tali da suggerire come comportamento bioeticamente vincolante la sospensione totale e generalizzata dell’uso della TEC e considera anzi la TEC un trattamento elettivo ed adeguato [per alcune specifiche patologie…]
 
Sempre a firma di Rosi Bindi, in una nota successiva, del 13 marzo 1999, viene detto che:
Il Ministro della Sanità, preso atto dei pareri espressi sulla terapia elettroconvulsivante, espressi rispettivamente dall’Osservatorio per la tutela della Salute Mentale e dal Consiglio Superiore, invita codeste amministrazioni a diffondere il contenuto della presente, che modifica la precedente nota sull’argomento, trasmessa alle SS.VV. il 2 dicembre 1996. Sono noti l’uso improprio e l’abuso che hanno caratterizzato tale pratica. Al di là delle modificazioni procedurali con le quali oggi può essere effettuata, si deve ribadire che, nonostante la grande quantità di ricerche condotte negli ultimi decenni, non è stato ancora chiarito in maniera precisa il meccanismo d’azione della TEC.
 
In pratica, scrivono su Freesouls,
Con queste parole il Ministro della Sanità, signora Rosy Bindi, emula il più noto Ponzio Pilato, elencando rischi ed effetti collaterali, ammonendo che non si è ancora capito bene come funziona (e cosa accade ai pazienti-vittime-cavie), ciononostante demanda a “protocolli scientifici” e a “professionisti scientifici” (cioè gli psichiatri) la decisione di utilizzare o meno la TEC , il quale viene continuamente, e tranquillamente, somministrato nei nostri ospedali, sia pubblici che privati, con il beneplacito, appunto, del Ministro della Sanità, signora Rosy Bindi.
 
E’ invece di questi giorni la richiesta (una vera e propria petizione) da parte dell’Aitec e del suo presidente Koukopoulos durante la riunione del SOPSI (Società Italiana Psicopatologia) svoltasi a Roma dal 19 al 23 febbraio di quest’anno, affinché in Italia aumentino i centri che praticano l’elettroshock, in quanto più sicuro ed economico (sic!). Koukopoulos fa notare il pregiudizio che circonda il TEC e racconta che se con i farmaci si può morire, questo non avviene per l’elettroshock (sic!). Si appella quindi a medici come Rita Levi Montalcini e Umberto Veronesi, nella speranza che scendano in campo a loro fianco (sic!).
 
Interessante ed efficace la riflessione sulle pagine del Manifesto a firma di Maria Grazia Giannichedda (Elettroshock tigre di carta), che potete leggere riportato qui, sul mio secondo blog-raccoglitore (il 28 febbraio). Qui si dice che il centro in Italia che pratica più elettroshock, è quello della Clinica Psichiatrica dell’Università di Pisa, diretta da GB Cassano (lo stesso che si lamentava recentemente dello studio britannico che paragonava il Prozac ad un placebo, essendo il medico toscano il più grande difensore in Italia del Prozac).

 

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La petizione dell’Aitec è in questo senso illuminante. Vengono infatti citati come buoni esempi paesi europei che hanno, insieme, un gran numero di centri di elettroshock e di ospedali psichiatrici: dall’Ungheria alla Finlandia, dove esistono solo ospedali psichiatrici, alla Germania e Inghilterra, dove i servizi comunitari sono sempre più impoveriti nelle risorse dalla prevalenza della psichiatria manicomiale. Questo è il punto centrale, il legame profondo tra elettroshock e cultura manicomiale.

Aggiornamento del 10 marzo: grazie ad una segnalazione, accade quanto previsto nei commenti: vale a dire, che la richiesta di maggiori centri per la TEC ha trovato buona sponda da parte del dottor Cassano, che in un’intervista tesse le lodi dell’elettroshock. Qui potete leggere il commento di Massimo Parrino, Direttore Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus. In quest’ultimo link è anche presente una petizione da scaricare. 

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50 risposte a “L'elettroshock in Italia

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  1. bravissimo Samuele!forse te l’ho scritto ma anche noi siamo molto incaz******** per questo orrore!

  2. Ricordi bene. E pensa che prima della affermazioni di Koukopoulos credevo desueto l’elettroshock. Fino a quando mi sono informato.
    Potenza dell’ignoranza…

  3. un vero schifo

  4. Vero Alice.

  5. se aveste mai dovuto assistere per anni qualcuno affetto da depressione maggiore grave che non veniva debellata nè dai farmaci nè da ogni tipo di psicoterapia o psicoanalisi (parlo di anni e anni) non scrivereste queste cose senza nessun fondamento scientifico nè terapeutico.
    la mia esperienza mi dice che, in anestesia, in ambiente sicuro e qualificato, dopo averle provate tutte, la tec è stata l’unica soluzione ed ha restituito una persona malata da 30 anni alla vita.

  6. Le mie conoscenze non mi permettono un giudizio su questo argomento, ma ho letto che il dibattito su questa pratica si è riaperto e i pareri sono molto controversi.
    Quello che è certo è che non parliamo più dell’elettroshock usato in passato, ma di una tecnica che si è molto affinata.
    Visto anche il commento precedente, io davvero non saprei dare un giudizio…

  7. Lo scoperto anche io poco tempo fa.
    Stavo preparando l’esame di Psichiatria quando leggo questo ” Benzodiazepine sconsigliate per pazienti già sottoposti a TEC.”
    Non ci volevo credere. Del resto ci sarebbe anche molto da dire sull’uso dei farmaci (in particolare degli antidepressivi tipici o delle BZD), a pazienti psichiatrici.

    p.s: ci siamo trovati dentro e abbiamo pensato al tuo blog, non te la prendere : http://ilsonnodellaragione.iobloggo.com/archive.php?eid=91

    Sub

  8. @ Anonimo: mi spiace che tu ti non firmi, perché questo implica una distanza e non un interesse al dialogo. Non entro nel dramma di chi si trova vicino una persona in difficoltà, né posso dire alcunché non conoscendo il caso di cui tu parli. Dall’altra parte non ritengo di fidarmi delle affermazioni di un anonimo.
    Ritengo dannosa la TEC come qualunque altra terapia (vedi Prozac in sé per sé) che miri a colpire l’effetto ma non la causa. Lo stesso ministro Bindi ha sostenuto che ci sono stati abusi e che ancora non se ne conoscono “i meccanismi d’azione”. Molti sostengono che la TEC serva più per “cuocere” il paziente che non altro. Molti infatti notano come il paziente, dopo la TEC, sia più tranquillo e docile. PS ciò che scrivo è riportato da studi e confronti tra medici. I tanti link lo dimostrano. Le lettere ministeriali sono vere e non certo supposizioni “senza nessun fondamento scientifico nè terapeutico”.
    @ Franca: il principio è sempre quello. Solo in ambienti più puliti e asettici. Diffido, ripeto, di qualunque terapia che non guardi alle cause del problema.
    @ Sub: d’accordo con te.
    PS Grazie per il premio D, caro!

  9. “l’elettroshock, in quanto più sicuro ed economico”

    Sono senza parole.

    Conosco un po’ la faccenda, mio padre lavorava in un ospedale psicihiatrico, ai tempi della “rivoluzione” di Basaglia.

    leggere queste cose mi fa semplicemente orrore.
    Grazie della puntuale informazione.
    Ti saluto, sono inca**ato di brutto, dopo aver letto.
    Un abbraccio a te

  10. In effetti la cosa sembra alquanto complicata, almeno stando alle dispute della comunità scientifica a riguardo. Rimane però da capire se tale “complicanza” derivante da diversissime opinioni è alimentata da interessi economici (come ahimé quasi sempre accade) oppure è risultato di studi onesti e disinteressati. La questione che in campo farmaceutico gli interessi economici possano “pilotare” le terapie è una cosa che fa rabbrividire.
    Massimo.

  11. Scusa, hai ragione, avevo sbagliato post e conseguentemente immagine
    (Spero che questo sia più appropriato)

    PS
    Pubblico volentieri le tue considerazioni nei miei commenti

    ME

  12. @ Mister X: credo che l’esperienza di tuo padre che potresti raccontare avrebbe più senso di 100 miei post sull’argomento.
    @ Massimo: è il tipo di terapia che è, secondo molti medici, retaggio degli ospedali psichiatrici.
    @ Image: onestamente non ne trovo il nesso. Provo a sforzarmi. Chiaramente non cancello neppure io le tue “considerazioni” 🙂

  13. Ne avevo parlato anche in un altro blog. Trovo questa “terapia” orribile e pensavo che non fosse più legale.

    No comment

    Daniele il Rockpoeta

  14. purtroppo è ancora usata la TEC, anche se poco. E molti vorrebbero invece che fosse ben più usata.

  15. anche se e’ una uscita grave offensiva e disumana-speriamo che le proposte del dottor Koukopoulos vengano seguite solo dai suoi lecchini;e che sia costretto a vergognarsi pubblicamente

  16. sicuramente trova buona sponda con Cassano. PS La Gardini (quella che urlava contro Luxuria, per intenderci) parla di rettifica della 180 (pur senza una riapertura dei manicomi). Quasi quasi posto qui il suo intervento.

    In un’intervista pubblicata questa mattina sul quotidiano La Discussione Elisabetta Gardini, portavoce di Forza Italia, interviene sulla necessità di riformare il sistema psichiatrico. Ecco alcuni stralci dell’intervista:

    “Nel programma del PdL alla voce sanità è scritto: riforma della legge 180 del 1978. Siamo consapevoli – spiega Gardini – che per molti versi si tratta di infrangere un tabù, ma non dobbiamo dimenticare l’incredibile carico di sofferenza, che l’attuale situazione infligge a moltissimi uomini e donne, attraversando tutte le fasce d’età. Oggi le famiglie – spiega l’esponente nazionale di Forza Italia – affrontano da sole la fatica quotidiana di trovare risposte al dramma di una figlia colpita da anoressia, di una madre sprofondata nella depressione o di un ragazzo segnato dalle conseguenze dell’uso di sostanze stupefacenti, per non parlare delle forme più gravi di malattia che talvolta scaturiscono nelle tragedie che ogni giorno vanno a riempire le pagine di cronaca”. La portavoce di Forza Italia, di fronte alla domanda sull’opportunità di riaprire i manicomi, dichiara: “No, indietro non si torna. Tuttavia anche in questo caso ci troviamo di fronte a una anomalia tutta italiana. Si fanno delle leggi e le si attuano a metà. Così nel 1978 si è deciso di chiudere i manicomi, ma poi non si è costruita nessuna alternativa adeguata. Basti pensare alle difficoltà che incontrano i pazienti quando si trovano nel bisogno di un ricovero prolungato”.

    7/3/2008
    link http://www.forzaitalia.it/notizie/arc_12807.htm

  17. Caro Sam, ero già venuta a leggerti, giorni fa. Ma sono scappata per non commentare in modo violento su un post molto giusto come il tuo.
    E’ che è difficile credere, anche se ne ero conoscenza, che si possa arrivare a crimini, ripercorrendo strade già battute con esito tragico.
    Non ho altre parole, solo sdegno e rabbia.
    Ciao!
    dama verde

  18. avevo letto un articolo in proposito proprio negli anni in cui la Rosy era ministra, oscenamente allibito e scandalizzato constato quanto sadico sia il genere umano.

    Pat

  19. @ Dama: sempre felice quando passi di qua, con o senza commenti (passo anch’io quasi quotidianamente da te).
    @ Pat: basta politici in ruoli così importanti. E basta politici mediocri come Turco e Bindi alla Salute. Meglio ministri tecnici competenti, prudenti e non guidati da ideologie. E che cavolo. Certo che se come ministri tecnici ci mettono Sirchia…

  20. il commento 8 si lamenta della poca propensione al dialogo dell’anonimo che difende l’elettroshock causa la mancata firma e poi rimane anonimo anche lui. cosa che farò anche io perché non ho molta voglia di registrarmi.
    mi pare che nessuno si sia veramente informato prima di commentare. spero che il lettore che aveva il padre in un ospedale ai tempi delle rivoluzione di basaglia non pensi per questo di essere informato. basaglia ha fatto grandio cose ma non è che la ricerca medica si sia fermata sarebbe come se la fisica fosse rimasta a newton.
    nel commento 5 si dice elettroshock sotpoo anestesia e in ambiente controllato. lo sapevate che oggi l’elettroshock si fa sotto anestesia? non è come quello che facevano a Sylvia Plath né si vedono scene da sedia elettrica.
    In certi stati evoluti è praticato con grande successo e oggi in Italia succede che chi è ricco e se lo può pagare da solo se lo fa fare e ne trae giovamento. Chi non può si prende i suoi bei farmaci e magari si fa 3 sedute settimanali di psicoanalisi (comunque un privilegiato, fate i conti di quanto costano 12 sedute al mese…).
    Con questo atteggiamento si rende l’Italia un paese in cui le disparità tra ricchi e poveri diventano sempre più pesanti e cosa ancor più grave se questo avviene nel campo della sanità (chi è ricco scavalca le leggi, vedi fecondazione assistita, elettroshock…).
    invece di rimanere a bocca aperta o senza parole o indignarvi leggetevi un po’ di studi specialistici sul settore magari anche di letteratura internazionale, ma ci vorrebbero un paio di giorni, poi che noia leggere articoli in tedesco o in inglese… ma sì indignamoci e basta che si fa prima.
    tutta la mia solidarietà all’autore del commento #5 e spiacente che un suo caro abbia dovuto convivere 30 anni con la depressione prima di averne un qualche sollievo.
    matt butter

  21. @ Matt Butter: il commento 8 non è anonimo. Ero io, Sam, e lo puoi notare se metti anche solo il cursore sulla casetta sotto alla scritta. Evidentemente leggere testi in tedesco e inglese non ti lascia il tempo di passare il cursore sopra.
    Quello che dici sulle sedute non corrisponde al vero. In ambito pubblico, è possibile fare due sedute (in casi complessi anche tre)a settimana, per parecchio tempo, e senza spendere altro che il ticket. Non vedo quindi questo discorso su ricchi e poveri, etc. Personalmente, visto gli abusi che sono stati commessi con Prozac e simili e TEC preferirei che si facesse solo all’estero e che quelli come te – visto che dici che se ne può trarre giovamento – possano farlo o farlo fare a parenti, ma non in Italia. Preferisco una terapia che miri a guardare la causa e non a calmare l’effetto.
    Grazie comunque per il tuo contributo,Matt, ma che si limita ad essere di parte, esattamente come il mio. Quindi non fare quello che sa, perché il tuo commento è semplicemente di parte.

  22. se io avessi bisogno dell’elettroshock.. preferirei la pistola… e nn scherzo.

    si farà pure in anestesia.. ma matt si vede che non hai presente cosa fa al fisico l’anestesia.

    cmq io sono per il diritto del malato di scegliere la propria cura..

    vuoi l’ellettroshock è una tua libera scelta, fallo!!!
    cosi come un malato di tumore deve poter scegliere personalmente ed in libertà se fare la chemio o un’altro tipo di terapia..

    sANTAkLAUS – http://www.newspusher.org

  23. @ Santa: Sì, ma da qui a volere che ci sia un bel centro per la Tec ogni milione di abitante come chiede Athanasios Koukopoulos, ce ne passa. Matt si faccia pure la tec o la proponga ai suoi cari, con o senza anestesia. Io preferisco la terapia psicologica.

  24. Ciao Sam, se ripassi dal mio blog, ho trovato una petizione da scaricare. Potresti, se credi, postare anche tu il link alla petizione.
    Un abbraccio.

    P.S. Ho trovato il tuo secondo blog: non potresti usare un carattere appena appena più leggibile, senza occhiali?
    😀
    Ciao, dama verde

  25. c’hai pure ragione.
    è che quello è semplicemente un contenitore “a futura memoria”, appunto. Aggiorno il post. Grazie per la segnalazione.

  26. le mie idee sulle terapie vengono da ricerche personali dato che mi occupo di tutt’altro. quindi il mio commento è di parte, come tutti del resto, ma almeno non ho interessi personali da difendere se è questo che volevi insinuare. comunque sull’argomento ne so, grazie.
    io vorrei che in italia non si uccidessero bambini non ancora nati ma allora che facciamo, cancelliamo la legge sull’aborto? per fortuna c’è chi garantisce la libertà di scegliere.
    poi in che servizio pubblico si possano fare 2 sedute di psicoanalisi alla settimana per lunghi periodi pagando solo il ticket è tutto da verificare… ma se lo dici tu allora la prendo per buona.

  27. Sì Matt, lo dico io in base alla mia esperienza persionale: due terapie psicologiche alla settimana in ambito pubblico, per quasi tre anni. E il ticket era in base al reddito. A Torino.
    Se ti serve, ti do l’indirizzo.

    Solo un inciso: anche qui si tenta di parlare dopo che ci si è documentati. Quanto ai commenti, non insinuavo nulla. Certo non condivido quanto dici (e neanche il modo), ma certo non intendevo che te la filassi con la lobby dei farmaci o altro.

    Infine: si parla già troppo a sproposito di aborto e 194 di questi tempi. Se ti è possibile, evita di parlarne in un contesto in cui non c’entra nulla, grazie.

  28. appunto due terapie psicologiche che non hanno niente a che vedere con due terapie di psicanalisi.
    poi riguardo all’aborto era una chiaro esempio per mostrare che come gli antiabortisti che non si limitano a non abortire ma lo vogliono impedire a tutto il resto della comunità tu vorresti fare lo stesso: “e che quelli come te – visto che dici che se ne può trarre giovamento – possano farlo o farlo fare a parenti, ma non in Italia”

  29. Grazie per il paragone con Ferrara. Lo terrò presente d’ora in avanti.

    Parlavo di due sedute di psicoterapia, scuola freudiana. Vedi tu. Devo raccontarti altro, Matt?

  30. Matt però un conto è chiedere libertà di scelta in una terapia, un conto è che lo stato finanzi questi centri perchè qualche “professore” e qualche “politico” ci prende la stecca…

    Perchè far passare l’elettroshock cosi è una follia…

    Poi chi è che deciderebbe quando e come si usa l’elettroshock?? a giudicare da come vengono prescritti alcuni psicofarmaci che causano più danni della cocaina, io un po di domande le farei prima..

    sANTAkLAUS – http://www.newspusher.org

  31. sono l’anonimo di alcuni giorni fa, anche se ti dico che mi chiamo tommaso piccinini e scrivo da bologna non cambia niente.
    voi partite da pregiudizi: la mia esperienza ed il conforto di tanti terapeuti mi dicono che, in un caso grave (voci, autolesionismo ecc.) non si può intraprendere nessuna psicoterapia se prima non si riporta il/la paziente ad un grado accettabile di vita di relazione.
    è facile pontificare dall’alto dei propri pregiudizi astratti, molto meno dopo essercisi trovati dentro per anni.
    guai a demonizzare i farmaci e le terapie “salvavita”!
    creeremmo migliaia di infelici irrecuperabili e di morti

  32. Tanto per cominciare, Tommaso, i terapeuti dei quali parli ti hanno mai ipotizzato che le voci, per esempio, possono “anche” essere provocate dall’esterno (vedi come punto di partenza la categoria 1984) e che quindi le vittime lo diventano due volte con una diagnosi di schizofrenia e relative cure?

  33. non ci siamo proprio……….
    tommaso

  34. Fantascienza, eh?
    Non ci siamo proprio, hai ragione. Come fai a discutere qui con questa gente piena di pregiudizi?

  35. Tommaso nn è per mancanza di fiducia solo nei confronti dei medici, ma di tutto il sistema farmaceutico: per fare 3 lire di più si venderebbero pure la madre..

    Altrimenti alcune cose considerate illegali, tipo la cannabis, sarebbero utilizzate in medicina.. MA LA MAGGIORANZA DEI MEDICI QUESTE COSE NN LE DICE.

    Anzi c’è chi specula su MALATTIE INVENTATE tipo l’IPERATTIVITA’ DEI BAMBINI da curare con bombe tipo il RITALIN.

    e ci dovremmo fidare??
    dimmi chi paga per fare questi centri???

    Lo sai che sotto controllo medico si potrebbero curare alcune patologie mentali addirittura con l’LSD(e ce le curavano prima che diventasse illegale)?? lo diceva anche il dottor Leary che non era proprio un idiota…
    (“Fino al 1966 la Sandoz forniva LSD gratuitamente agli scienziati interessati a sperimentarlo. Inizialmente trovò largo uso tra gli psichiatri e gli psicologici per la cura della schizofrenia” da wikipedia “acido lisergico”)

    però forse hai ragione meglio l’elettroshock..

    Per ogni patologia esistono più tipi di cure, se ci fosse una corretta informazione e il paziente avesse possibilità di scelta sarei d’accordo con te, ma qui si parla di standardizzare l’elettoshock come cura per determinate patologie: personalmente lo ritengo INACCETTABILE.

    “..si deve ribadire che, nonostante la grande quantità di ricerche condotte negli ultimi decenni, non è stato ancora chiarito in maniera precisa il meccanismo d’azione della TEC.”

    sANTAkLAUS – http://www.newspusher.org

  36. Ti ringrazio Santa per questo commento che coglie il punto.
    Sam

  37. Do pienamente ragione a Tommaso, ma purtroppo mi pare che qui sia dia più seguito ad argomentazioni ideologiche, che scientifiche.

  38. @ anonimo: come credi.

  39. Caro 38, allora spiegami su quali basi si fonda la moderna psichiatria.
    La triste realtà è che ad oggi ci si basa su riscontri e non prove certe.
    La verità è che il 99% degli psichiatri, non approfondiscono a sufficenza i casi per poi decidere se è veramente il caso di intervenire bruscamente con psicofarmaci (droghe di fatto) o ECT.
    Motivo? i soldi, se ci sono medici allora devono esserci anche pazienti, questo è il paradosso che sostiene questa repellente categoria di medici(?) basandosi sulle solide basi dell’ignoranza del popolino.
    Un mio caro amico in seguito ad un grave esaurimento nervoso è stato rovinato dalla sua “cara” dottoressa, ora dipende da psicofarmaci, ha cronicizzato una forma depriessiva minore e gravi crisi di panico.
    Era la persona con cui mi sono allenato per anni a pugilato, la persona con cui ho condiviso tanti momenti bellissimi. Ora si muove al rallentatore a volte non è nemmeno presente…
    Io ero a casa sua quando era in preda alle crisi di panico e stentava a riconoscere le persone, non la sua dottoressa!!! lei si limitava a imbottirlo di merda.
    Quella persona deve solo pregare che lo stato di salute del mio amico non peggiori, deve solo pregare…

  40. Grazie della tua testimonianza. Molti medici dimentano il giuramento di Ippocrate.

  41. La situazione riguardo la psichiatria ad oggi disastrosa e il riproporsi dell’ECT peggiora le cose.
    Anzitutto il paziente non è messo in guardia di fronte a quelle che sono rischi ed effetti collaterali delle terapie applicate. Fondamentalmente sottoporsi oggi a qulsiasi tipo di terapia psichiatrica equivale a lanciare il proprio cervello sulla roulette che turnica vorticosamente e sperare che esca il risultato giusto…
    Iniziamo col parlare di quella sorta di “immunità parlamentare” di cui godono le prescrizioni medico/psichiatriche: semmai è la persona che è “farmaco- resistente”, che reagisce male alla sostanza o ai cocktail di sostanze. E’ molto raro che, di fronte a disastri fisici e mentali, vengano sporte denuncie o vadano a buon fine cause legali. E’ come se la questione dei “diritti del paziente” nel caso in cui si tratti di persone psichiatrizzate, venga offuscata da una pesante coltre di delega e scaricamento di responsabilità collettiva invocando improrogabili necessità terapeutiche che, proprio in quanto tali, non possono non rimandare ad un’incontestabile competenza medica.
    Poi arriviamo al discorso agghiacciante del ricovero coatto (invito a leggere qualche articolo aggiornato in merito) dove lo stato si permette di forzare un cittadino ritenuto potenzialmente pericoloso verso se o altri a ricovero in clinicha.
    Un esempio drammatico?
    http://www.osservatoriobalcani.org/article/articleview/9465/1/44/
    (conosco un ragazzo che per una sfuriata in famiglia si è fatto quasi un mese in ospedale senza che la famiglia riuscisse a riportarlo a casa)
    Per finire ecco il rientro (o meglio depenalizzazione) dell’ECT tanto per mettere la conice al quadro.

    In pratica esiste nel nostro paese la possibilità di essere internati e trovarsi paralizzati da veleni che vengono inniettati nel nostro corpo e trattati con una DDP che attraversa il cervello senza nemmeno la possibilità di appellarsi in caso di errori da parte della classe medica in questione in quanto facente parte di una lobby di pseudomedici che si autoprotegge? E’ un film dell’orrore o la realtà?
    Gli esperti sostengono che i casi di depressione in italia siano inclusi in una fascia di popolazione del 10/20% quindi almeno almeno 1,5 milioni di persone. Vero o falso?
    La verità solida è che comunque la psichiatria muove una mole di denaro direttamente proporzionale alla quantità di malati.
    Allo stato attuale della cose non sarebbe profiquo ricercare e trovare reali soluzione a problemi che ad oggi vengono trattati per tentativi in base ad una sorta di valutazione fatta in base a sintomi o modelli e non alla reale disfunzione dell’organo in questione, il cervello, che ad oggi rimane un mistero per chiunque.
    Allo stesso modo se esistesse un vaccino per la carie sarebbe completamente antieconomico per la categoria dei dentisti proporlo sul mercato.
    Le stime di questi presunti medici dicono che l’ECT offre esiti positivi nel 70% dei casi, si tratta veramente di una soluzione? che non genera problemi e cosa riguardo al restante 30% il paziente resiste alla terapia oppure gli effetti nefasti sono talmente devastanti da eliminare la possibilità di avee risultati positivi.
    Se una persona in malafede ipotizzasse che la percentuale confermata dalla categoria sia al contrario dei 70% più prossima al 50% dei successi si potrebbe vedere l’ETC come una terapia dove un medico gioca le sorti future del cervello di un paziente con un lancio di moneta.

    http://it.youtube.com/watch?v=CYX19KuZCNI&feature=related

    In definitiva un cliente semilobotomizzato senza possibilità di appellarsi e comunque nessuna credibilità non è forse il cliente più appetibile?

    PS: prima che quelche lettore si arroghi il diritto di giudicare il mio intervento sappia che:
    Si : ho sofferto di depressione grave
    No : non sono un medico
    Si : sono un elettrotecnico (e conosco gli effetti nefasti che il passaggio della corrente può lasciare nel corpo umano anche solo in organi con un funzionamento pressochè meccanico)
    No : se un giorno dovessi essere costretto a sottopormi ad un trattamento simile sceglierei uno dei fucili da caccia di mio nonno caricato a palle da cinghiale le mi farei saltare il cranio sparandomi in bocca in direzione del palato.
    Per non dimenticare altre controversie legate a questi pseudo medici, avidi aguzzini silenti delle noste menti.
    Vi prego si soffermarvi sul commento del medico al minuto 02:48 del filmato
    http://it.youtube.com/watch?v=vLYNFykgI5A
    Nemmeno il falegname che ha montato le mensole di casa riuscirebbe ad essere così approssimativo riguardo al suo lavoro…

    Ringrazio l’autore del blog, ne servirebbero 2 per ogi abitante del pianeta di blog come questo.

    Z.

  42. Grazie per il tuo prezioso contributo, Z.

  43. ogni terapia ha un inizio e uno sviluppo e…gli errori che questo comporta: la TEC puo’ essere una terapia valida e|o l’inizio di una terapia futura con parametri diversi forse… Ma la depressione deve essere aggredita con ogni rimedio possibile (siete mai stati fortemente depressi?) Io mi offrirei addirittura per sedute TEC di ricerca…

  44. Auguri.

  45. Grazie

  46. io spero ke mia madre si riprende nel camminare dopo aver fatto l elettroshok a pisa seno poveri loro

  47. E' incredibile cosa possa fare l'ignoranza. Fate una ricerca BEN FATTA sulle conseguenze e gli effetti collateralli dell'eletroshock, (e che non venganoa  dire che adesso le tecniche sono più "affinate").  E' un mezzo di tortura, le persone depresse non vengono curate, ma diventano "zombi", perdono la memoria, immaginate che studi scientifici dimostrano che anche dopo venti anni, si possono vedere  gli effetti negativi  dell'eletroshock sul cervello umano. E' come mettere a posto una radio dando dei pugni.
    Tra l'altro sembra che il governo italiano voglia dare ai poliziotti  le stesse armi tec che usano già negli USA al posto del manganello! Futuro di paura, riflettete gente, e soprattutto informatevi!!

  48. Ultimamente il dibattito sulla psichiatria e i suoi sistemi è ritornato alla ribalta della stampa. Non solo l'elettroshock ma anche i vari metodi di terapia coercitiva ancora in uso stanno in qualche modo tornando acriticamente alla ribalta. Chi ne parla a favore sulla stampa di solito non sono certo i pazienti, quelli che hanno provato, quelli che per mancanze di risorse sia economiche che sociali devono rivolgersi alla psichiatria. Io c'ero — come paziente, in un paese della Scandinavia dove risiedo da quasi vent'anni. 
    L'elettroshock è vero, viene proposto come ultima arma contro i disturbi mentali dopo una serie  di falliti trattamenti chimici. Le domande da porsi sono molteplici, tante. Almeno quanto lo sono le istituzioni, i terapeuti, i pazienti. Per esempio si potrebbe incominciare a spostare l'attenzione sulla competenza professionale di psichiatri, psicologi; in che grado le leggi in vigore a riguardo vengono rispettate; in che grado il paziente viene rispettato come tale ecc. Oppure si potrebbero cominciare a fornire alcuni dati concreti riguardo ai benefici della psichiatria. Che non sono molti credo. Ma l'inefficacia dei trattamenti chimici è documentata (o almeno non si tratta di quella cura miracolosa per cui viene spacciata); l'inefficacia terapeutica del TEC (ampiamente documentata); il ricovero prolungato in istituzioni psichiatriche aggrava i disturbi mentali e fisici (e non di rado ha portato il paziente a trovare una soluzione nel suicidio); … Come accennato più sopra: io ci sono stato e ora non mi sembra davvero neppure che la psichiatria possa definirsi una scienza — magari una pseudo-scienza sí. Allora a chi serve la psichiatria? Certo l'elettroshock ti calma, come gli antipsicotici, antidepressivi ecc… ma la vita che producono è una vita dignitosa che vale la pena di essere vissuta? Ciao e buona fortuna — Paolo

  49. Grazie Paolo per la tua testimonianza.

    sam

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