Archivio per aprile 2008

Caro Francesco   27 comments

foto di nikonphotoslave

Caro Francesco,
cerco di arrivare subito al punto e di non perdermi in inutili convenevoli, cui, tuttavia, sei forse abituato.
Dici di aver perso sulla sicurezza. Personalmente, la penso in modo diverso. La tua sconfitta, come quella clamorosa della Finocchiaro in Sicilia (a quando quella di D’Alema?) dimostra altro. Forse che gli elettori non ne possono più della vostra leadership, decisa nei salotti della Roma che conta e che decide. C’è bisogno di energie nuove, di facce nuove. Se quelle che proponete nel PD sono quelle della Madia e di altre raccomandate siamo messi molto, molto male.
La tua candidatura era sbagliata, Francesco. E non sono solo certo io a pensarlo, ma fini pensatori del tuo stesso partito.
Sia chiaro da subito: tu saresti stato ben più adatto e meno pericoloso di Alemanno, come sindaco della città di Roma. Io stesso ti avrei votato, per poi andare ad ubriacarmi con Chiara, credo.
Roma e l’intero paese avranno modo di sperimentare, di nuovo, anni di purghe e manganelli. Chissà che non si capisca l’errore.
Ma i 60 mila (60 mila, Francesco, non 5, 10 o 100) che non ti hanno votato, ma hanno invece accordato fiducia a Zingaretti alla Provincia, devono farvi pur capire qualcosa. Puoi, insieme ai tuoi amici del Loft, dare la colpa ai comunisti (come nella migliore tradizione berlusconiana, ironia vuole) o alle forze di estrema sinistra. Del resto, pare di capire che da quelle parti, che non abbiate molta voglia di mettervi in discussione (e questo non fa che confermare la mia distanza da voi, anche se siete l’unico riferimento).
Penso che più che i comunisti o i radicali – che invece come liste ti hanno appoggiato – tu abbia perso voti intanto dagli stessi bigotti (forse anche dell’ex-Margherita) che si vedono oggi meglio rappresentati dalla destra, e poi da molte altre persone: gli omosessuali, per esempio (che ringraziano per la corsa al Mario Mieli, ma non dimenticano la tua posizione sui Di.Co., le tue frasi al tempo del Family Day e la personale scelta della Binetti), gli anticlericali, i grillini e i travaglini (vista la sentenza in Cassazione per le consulenze d’oro, proprio al Comune), i laici che lottano per i diritti civili, forse perfino le femministe, che dopo la tua sparata sui braccialetti (quella per la quale la addirittura la Littizzetto ti ha fatto la morale da “Che tempo che fa”), possono essersi sentite prese per il culo. E poi dici di aver perso sulla sicurezza…
Francesco, questi elettori ti hanno probabilmente votato al primo turno. Stringendo gli occhi come Cofferati. Ma non ce l’hanno fatta ad appoggiarti al ballottaggio. Non sono d’accordo con loro, ma non riesco proprio a biasimarli.
Ma non è giusto continuare a dare la colpa a quei 60.000 o comunque agli “elettori” in genere. Chiediti e chiedetevi, nel vostro bel loft, se non è piuttosto che tu non sei più adatto a rappresentare una umanità variegata come quella di una metropoli come Roma.
Annunci

Pubblicato aprile 30, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

Taggato con ,

Voci e silenzi dalla Birmania. Il falso referendum   15 comments

Bandiera del National League for Democracy (Burma)
Il prossimo maggio si terrà in Birmania un referendum costituzionale organizzato dalla giunta militare. Alla metà di marzo, le poche fonti straniere a trattare dell’argomento non riportano neppure la data esatta in cui la popolazione birmana sarà chiamata alle urne per quella che sarà una vera e propria farsa politica. A partire dal fatto che, con il referendum, viene proibito a chi ha sposato uno straniero di poter guidare il paese (un modo “legale” per escludere Aung San Suu Kyi, leader della Lega Nazionale per la democrazia che da vent’anni esatti si oppone in maniera non violenta alla dittatura militare, la quale aveva sposato un inglese. E’ doveroso ricordare che Aung San Suu Kyi, che da allora è agli arresti domiciliari, ha ottenuto una vittoria alle elezioni nel 1990; tuttavia i militari hanno rigettato la volontà popolare, e preso il potere con la forza, annullando il voto).
Il mondo non sa ormai pressoché nulla di ciò che sta accadendo in Birmania, sei mesi dopo la rivoluzione di settembre che ha visto la morte e l’arresto di centinaia di civili e di monaci (solo ieri, due bombe sono esplose nella capitale Rangoon).
Piccoli gruppi nel mondo cercano di portare l’attenzione proponendo un NO al referendum (vedi link burmadigest.wordpress.com in basso).
Per questo motivo, proprio oggi che l’attenzione dei media pare essere catalizzata sul Tibet, vorrei ricordare, nel mio piccolo, il silenzioso disastro che sta avvenendo in Birmania, accomunando entrambe le tragedie. Del resto, entrambi i paesi sono militarmente occupati; in entrambi vige un regime di polizia che viola i diritti civili; da entrambi non giungono informazioni che non siano “filtrate”; entrambi i paesi entrambi vedono la presenza di un leader non violento, spirituale o civile, colpito duramente:  con l’esilio, per quanto concerne il Dalai Lama o gli arresti domiciliari per Aung San Suu Kyi.
Qui sotto trovate le traduzioni di alcune testimonianze presenti sul sito della BBC. Le ho tradotte in italiano per favorirne la diffusione. In fondo, troverete tutti i link di riferimento ai siti originali.
 
 
Voci birmane: sei mesi dopo
Sei mesi dopo le proteste in Birmania, finite con azioni repressive dei militari, la popolazione descrive l’atmosfera nel paese e la paura nel futuro.
 
REPORTER, NAY PYI TAW
La vita è stata dura come non mai. Nessun cambiamento o speranza sono giunti a noi. Le persone non parlano più di politica per paura di arresti, accuse […] e altre cose spaventose. Ma tutti desiderano sapere qualcosa di più e parlare liberamente circa quei problemi. Certi giorni speriamo di avere la nostra libertà o il diritto a parlare. Ah ah. Che battuta! […]  Qui, si sta avvicinando un referendum per una nuova costituzione. Tutti ne stanno parlando, ma nessuno realmente sa che cosa andrà ad assomigliare. Ma quasi tutti considerano che l’attuale governo vincerà sia che la costituzione venga ratificata o meno dalla popolazione a Maggio. Anche adesso, quasi tutti non hanno che una minima idea di ciò che è il referendum e quello che capita. […] Non c’è segno, ancora, di come i militari si posizioneranno quando usciranno i risultati.
 
ANONIMO UOMO BIRMANO, RANGOON
Io dico che le persone non pensano ancora a votare sì o no (nel prossimo referendum per la nuova costituzione). Questo significherebbe considerarli ed accettarli. A dire la verità, la giunta non ha il diritto di fare nulla per il paese. È un governo illegale.
Anche se il lavoro fatto fosse buono, e il risultato fosse un progresso eccezionale come in Cina, sarebbe inaccettabile perché proviene da una dittatura militare e da una giunta che è incostituzionale – che non ha leggi, regole e regolamenti.
Attualmente il paese soffre un completo smarrimento ed è in rovina. La sua gente è totalmente distrutta fisicamente e mentalmente – la maggioranza sta vivendo in miseria, mangiando cibo scaduto e vivendo alla giornata.
Non ci sono garanzie di cure mediche. Se un uomo non ha abbastanza denaro, qualora necessitasse di andare in ospedale o in una clinica privata per seri motivi, può prepararsi a morire. Il costo è elevatissimo. […] Le notti sono buie senza elettricità. L’acqua scarseggia. Com’è il moderno e sviluppato paese verso il quale, loro dicono, stanno marciando?
 
DAVID, RANGOON
Recentemente, non siamo riusciti ad usare internet perché il governo lo ha limitato durante la visita di un inviato ONU, Mr Gambari.
Nulla è cambiato dopo sei mesi, in Birmania. La giunta militare ha arrestato i nostri leader e molti attivisti. […]
Faranno un referendum costituzionale a Maggio. A loro non importa dell’ONU e della comunità internazionale.
Che cosa farà l’ONU per ottenere i risultati dal referendum?
 
YI, RANGOON
La connessione internet era al suo peggio durante la rivoluzione di Settembre. Ci sono stati piccoli miglioramenti.
Inviare informazioni a media stranieri può comportare accuse e il carcere. Ma noi, la popolazione birmana, corriamo il rischio di inviare mail a media stranieri perché vogliamo far sì che le persone conoscano la nostra situazione nel nostro paese.
La giunta sta collocando molte guardie attorno Rangoon e monitora le mail e internet perché stanno per tenere un falso referendum a Maggio.
 
Fonti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Aung_San_Suu_Kyi
http://it.wikipedia.org/wiki/Lega_Nazionale_per_la_Democrazia
http://burmadigest.info/2008/03/21/life-beyond-referendum/
http://burmadigest.wordpress.com/ (blog con varie foto di manifestazioni di protesta in giro per il mondo).
http://news.bbc.co.uk/2/hi/asia-pacific/7022437.stm
http://news.bbc.co.uk/2/hi/asia-pacific/7313997.stm
http://www.ideazione.com/new_2008/articoli/2008/aprile/2008_04_15_reale.htm
http://asiaedintorni.blogosfere.it/tag/Birmania
 

Pubblicato aprile 21, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

Taggato con ,

Un passo indietro   12 comments

Un passo indietro è stato compiuto negli Stati Uniti d’America, ieri, con la sentenza della Corte Suprema che riafferma (pur precisandone i contorni) la legalità dell’iniezione letale per i condannati a morte del Kentucky. Era stata infatti messa in dubbio, sette mesi fa, la legalità di questo mezzo che poteva andare contro l’ottavo emendamento della Costituzione che proibisce qualsiasi punizione "crudele e inusuale" dei detenuti. Un terribile colpo per la moratoria contro la pena di morte. Come osserva il professor Cassese, in un editoria su La Repubblica, "la sentenza rappresenta "un macigno sulla strada della moratoria nell’esecuzione della pena capitale … una gravissima ferita alle speranze di molti: che lentamente anche in quella grande democrazia prendesse piede una moratoria di fatto della pena capitale".

Da segnalare, inoltre, che la sentenza coincide, pur senza spirito di speculazione, con la visita di Benedetto XVI negli Stati Uniti e che dei cinque membri cattolici della Corte Costituzione, come riferiscono i giornalisti di Rainew24, qualcuno di loro ha votato a favore della pena di morte.

Aggiornamento, 20 aprile: cito dal blog di Maurizio Morabito, una dichiarazione di Sergio D’Elia (Nessuno Tocchi Caino) che contraddice quanto riportato da Cassese su Repubblica:  

"la sentenza della Corte Suprema non può essere considerata uno stop al processo abolizionista tanto meno una controindicazione rispetto al valore politico e di indirizzo della risoluzione Onu, peraltro non vincolante giuridicamente, sulla moratoria universale delle esecuzioni capitali.
La recente abolizione della pena di morte nel New Jersey e le moratorie legali o di fatto in atto in Illinois, Maryland, California, New York, North Carolina sono prova di un processo irreversibile in atto anche negli Stati Uniti, dove le abolizioni e le moratorie possono essere decise solo dal Congresso oppure, dato il sistema federale, dalle assemblee legislative o dai Governatori dei singoli Stati federati."

Secondo Morabito, come aggiunge nella mailing list dell’Associazione Aglietta "ci sono invece degli spunti molto interessanti, sia nella sentenza di maggioranza, che rendera’ molto  piu’ difficili le esecuzioni negli stati dove si praticano meno, sia  nella dichiarazione di incostituzionalita’ della pena di morte da parte del dissenziente giudice Stevens" (rimando al suo blog per ulteriori informazioni).

Mi scuserete, ma ho bisogno ancora di un paio di giorni prima di scrivere qualcosa sulle politiche in Italia. A dirla tutta, non riesco neppure ancora a guardare l’elenco dei nuovi parlamentari o fare alcuna valutazione.  

Pubblicato aprile 17, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

Taggato con ,

L'Europa che va avanti   12 comments

Basta aprire un poco gli occhi che ce ne si accorge. Possiamo anche riconsegnare il nostro già triste paese nelle mani del Circo delle Libertà, ma l’Europa va avanti. E’ nostro dovere di cittadini, visti i tempi bui che forse si prospettano, quello di restare attaccati al culo dell’Europa come tarzanelli, accettando anche il fatto che svedesi, tedeschi, francesi, spagnoli, olandesi, belgi, danesi, etc. ci guardino come noi guardiamo alle tribù raccontate da Licia Colò la domenica pomeriggio.

L’Europa va avanti e anche in Italia abbiamo sotto gli occhi, se solo volessimo vedere e la smettessimo con l’ipocrisia, una società sempre più lontana dal modello patriarcale, retaggio della nostra cultura maschilista e rurale, modello tanto caro ai fascisti e ai clericali.

Basta guardare un poco più in là, poi, in Francia – dove al sicuro cresce il mio splendido nipote – per vedere che perfino durante il governo del pessimo e vanesio Sarkozy, passano proposte straodinarie come quella ormai prossima ad essere varata – e prima in Europa – che tutela il terzo genitore.

Zapatero realizza invece un governo dove le donne ministro sono più degli uomini e il Ministro della Difesa è un politico donna, incinta di sette mesi! Un segnale straordinario a favore dell’occupazione femminile.

Perfino in Italia, possono capitare sorprese: ed ecco che mentre i giornalisti cattolici lasciano la sala e la RAI timidamente balbetta, vince il Pulcinella Awards, l’Oscar dell’Animazione internazionale che si tiene all’interno di Cartoons on the Bay a Salerno "Rick and Steve, la coppia gay più felice del mondo"

Non c’è voluto tanto. E’ bastato che a votare per il premio fosse una giuria internazionale. Gli italiani preferiscono dirsi che sono aperti e moderni votando a Sanremo la macchietta della Tatangelo, il famoso "cuore di pupazzo". Per il resto, prendono paura.

E allora non è possibile far votare una giuria internazionale anche per le politiche?

Pleeeeeese…

Pubblicato aprile 14, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

Taggato con , ,

Contro le bufale elettorali   11 comments

La mia marchetta, a Roma

…………………………………………………………………………………………………………………………

Da tempo via mail e in rete gira una sciocca bufala su una modalità di voto rivolta ai tanti scontenti ed arrabbiati. Preferisco lasciare la parola a quelli de Il Dialogo, che smontano una volta per tutte questa scemata. Vorrei sottolineare che Il Dialogo è una rivista d’ispirazione cristiana e che chi vi lavora è tutto sono tranne che di parte (e per questo hanno la mia stima e la mia fiducia).

In queste email si invita […] ad andare ai seggi e mettere in atto un comportamento che viene presentato come legittimo, quello di rifiutare la scheda e di far mettere a verbale il perchè del rifiuto, ma che legittimo non è. Viene poi detto che il voto bianco o nullo andrebbe a favore di chi prenderà più voti. Niente di più falso.

Anche la legge "porcellum" voluta dal governo di destra del 2005, prevede che per il calcolo delle percentuali, per l’assegnazione dei seggi e per il calcolo degli sbarramenti, vengano considerati solo ed esclusivamente i VOTI VALIDI, con l’esclusione quindi dei voti bianchi e nulli. Il voto bianco e nullo ha come unico effetto quello di far abbassare la quantità di VOTI VALIDI necessari per raggiungere i quorum di sbarramento.

Inoltre non è prevista da alcuna norma la possibilità di recarsi al seggio per rifiutare la scheda facendo mettere a verbale una propria dichiarazione sul perchè del rifiuto. I reclami di cui si parla nella legge elettorale possono riguardare solo ed esclusivamente il corretto svolgimento delle operazioni elettorali (timbratura delle schede, accertamento della identità degli elettori, spoglio dei voti ecc) e non certo la messa in discussione della legge elettorale stessa che deve essere fatta con ricorsi specifici all’ordinamento giudiziario.

Rifiutare la scheda e chiedere di mettere a verbale una propria dichiarazione si configura invece come TURBATIVA DEL CORRETTO SVOLGIMENTO delle operazioni di voto (art. 44 D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361) […]

A noi sembra del tutto evidente che ci sia il tentativo di creare turbamento delle elezioni inducendo gli elettori a mettere in atto comportamenti non corretti sul piano del rispetto delle regole, DANDO LA POSSIBILITA’ DI MILITARIZZARE IL VOTO. E’ anche del tutto evidente chi può trarre vantaggio dal turbamento delle elezioni.

Invitiamo quindi tutti i nostri lettori a non cadere nelle "bufale internettiane sul non voto" […]

Per chi volesse leggere il testo integrale delle leggi elettorali vigenti può scaricarlo dal sito della Camera dei Deputati al seguente indirizzo:

http://www.camera.it/files/pdf/documenti/MANUALE_11marzo2008.pdf

La Redazione de Il Dialogo

Pubblicato aprile 9, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

Taggato con ,

La mia marchetta: a Roma, vota Alessio!   22 comments

Fuori imperversa la bufera: l’Alitalia passa di cordata in cordata di minuto in minuto, manco fosse un’acrobata del circo; Ferrara è inutilmente contestato ovunque sposti il culo (e detto tra noi, se lo si lasciasse alla sua triste realtà, e cioé il fatto che lo cagano solo 3 isteriche di Militia Christi, sarebbe molto più utile); la Binetti se ne esce con la solita affermazione “io non voto nulla a favore dei gay”, che anche lì, ti viene da dire: “Ma manco ancora abbiamo votato…” per poi pensare subito dopo: “Fai quello che ti pare: da eletta alla Camera non nuoci più. Puoi pure impiccarti allo scranno. Non sei più al senato, bellezza!”; la DC di Pizza sembra che possa far slittare le elezioni, forse sì, no, vediamo, ancora un attimo, la cordata…
 
Ecco, dunque che in piena bufera, io mi permetto invece:
 
una straordinaria marchetta
sinistra arcobaleno
 
Eh, sì, perché un mio caro amico, Alessio di Marco, è candidato nelle liste comunali di Sinistra Arcobaleno a Roma, liste che appoggiano Rutelli sindaco, per il XV municipio (Arvalia) che comprende: Magliana, Portuense, Trullo, Corviale, Via della Pisana, Casetta Mattei, Viale Marconi, Ponte Galeria (per maggiori info visitate http://sinistraarcobalenoxvmunicipio.blog.com/).
 
Qualcosa su Alessio: è “laureata con lode alla facoltà di scienze politiche all’Università La Sapienza di Roma e prossima alla discussione della tesi di dottorato in economia del lavoro all’Imt di Lucca. Sono ricercatrice all’Arel, Agenzia di ricerca e legislazione fondata da Nino Andreatta, dove coordino la redazione della rivista mensile telematica e bla bla. Ho fatto parte della segreteria tecnica del Sottosegretario alla…
Azz, scusate ho copiato per errore la biografia di Marianna Madia

No, Alessio non è un paraculo. È uno studente laureando e lavoratore. E soprattutto, è onesto e perbene. Se no, non lo consiglierei.

 
Con questo post vorrei quindi fare breccia nei cuori dei miei amici romani tra cui Santa, Pianta & Co. di Newspusher, Capelli  (che Alessio me lo devono votare), Sedlex (che non è del XV Municipio ma qualche amico lì pure ce lo avrà), Marina ed anche Chiara e Giuseppe, Stratex e se dimentico qualche amico romano ditemelo…..
 
A tutti gli altri che di Roma non sono, ma che di certo condividono le idee e la passione di Alessio, come Franca e Bruno, Comicomix e GG, SubcomandantePat e Dama Verde e molti altri ancora, non potendo dire “votatelo votatelo votatelo” dico "marchettate, marchettate, marchettate"!
Alessio di Marco è nu brav’ guaglione.
 
A qualsiasi persona riesca a portagli anche solo un voto, il comitato spontaneo VOTA ALESSIO che mi vede presidente, offre una scarpa sinistra.
E la Destra, mi domanderete? Cazzo siamo, della DC?!?
Grazie a chiunque diffonda via mail, via blog, via mare, insomma diffonda, questa marchetta.

Pubblicato aprile 7, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

Taggato con ,

Sulle cure col Prozac   23 comments

Alcune settimane fa, ho cercato di affrontare l’utilizzo della terapia elettro-convulsiva, TEC (più nota come Elettrochoc) in Italia, suscitando anche vari commenti piuttosto aggressivi di chi la definiva, contrariamente a me, una “terapia salvavita”. In questi commenti, mi si tacciava di posizioni “ideologiche” e mi si faceva notare come questa terapia venga oggi realizzata sotto anestesia, in ambiente protetto etc.
Questa premessa, per due precisazioni: in genere, quando affronto temi legati a campi complessi come questi o comunque legati a persone che soffrono o hanno sofferto o a ex-vittime – quali esse siano, mi impegno documentandomi, anche direttamente con medici o ex-malati o leggendo testimonianze. Questo per dire che la mia posizione non è ideologica, ma ponderata e segue semmai una linea di pensiero su certe terapie, comune a molti medici che le considerano più dannose che inutili. Detto questo appare chiaro come poco mi importi la precisazione dell’anonimo nei commenti sul fatto che la TEC si svolga in ambiente protetto e in anestesia: non è la modalità a interessarmi, quanto la sua utilità o il fatto che di essa si possa abusare o commettere abuso (il che, non è la stessa cosa).
Attendo quindi nuovi commenti anonimi, oggi che mi porto a parlare di una certa “cura” della depressione, affidata unicamente all’uso del Prozac.
Recentemente questo farmaco, tra i più venduti contro la depressione, è stato oggetto di uno studio britannico che lo ha definito utile tanto quanto un placebo. Colpire proprio antidepressivi come il Prozac, il terzo farmaco più venduto al mondo, ha fatto subito scattare in sua difesa, anche in Italia, alcuni professori magari  già estimatori della TEC! Scrive a questo proposito il dottor Zambello su http://salute.agi.it:
 
“ad esempio il Prof. Cassano di Pisa, grande sostenitore della farmacoterapia,  oggi dichiara su Repubblica che in fondo è sua esperienza che la psicoterapia e la farmacoterapia, ai fini del risultato clinico, si equivalgono. E allora, gli potremmo chiedere: ma perché hai avvelenato tante persone, per tanti anni, quando era possibile ottenere lo stesso risultato con un metodo  fisicamente meno invasivo e psicologicamente più consapevolizzante e aggiungerei, liberatorio? Misteri.”  
 
Da aggiungere che la FDA americana, ha ricevuto più rapporti di reazioni avverse per il Prozac, che per qualsiasi altro prodotto negli ultimi 24 anni. Sino al Settembre 1993 erano pervenuti più di 28mila rapporti di reazioni serie al medicinale con centinaia di casi di morte.
 
Infine: se la depressione è la causa di un grande dolore (ma sarebbe più corretto dire di una grande, insopportabile, insostenibile, rabbia) non è logico pensare che un farmaco che “copra” o “calmi” possa essere più dannoso che altro? Non è dunque più terapeutico arrivare alla causa della depressione, alla riscoperta e al rivissuto di quella, spesso antichissima, rabbia per migliorare il presente?
Questo non significa escludere l’uso dei farmaci nelle terapie psicologiche, ma un conto è affiancare ad una robusta psicoterapia farmaci (farmaci e non droghe!) che possano anche aiutare ad affrontare un ricordo o un’epoca difficile (per non dire insopportabile). Altro è affidare l’intera cura ad una ricetta che propone una pastiglia.  

Pubblicato aprile 2, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

Taggato con ,