Archivio per maggio 2008

Parigi o cara…   19 comments

henricartier-bresson-paris"Parigi o cara…", ce l’ho in testa da quando sono arrivati i biglietti del treno, una settimana fa.

E così mi tocca salutarvi sulle note di quella che forse è la più brutta aria dell’opera lirica di sempre(chissà cosa ne pensa il Sommo, di questo "zum-pa-pà" di Verdi?).

Lunedì parto per cinque giorni a Parigi, con Biru e due amiche, in un anticipo di ferie estive. Nel frattempo ho inviato il mio portatile all’assistenza per risolvere alcuni problemi hardware. Così non avrò modo di fare il mio giro di blog, prima della partenza (un giro sempre più lungo e che mi porta via ormai alcune ore, perché continuo a trovare in rete sempre più persone interessanti il cui pensiero, oltre che di conforto, mi è di stimolo).

Non mi resta che salutarvi, dunque. Considerate questo post come la cartolina che non invio.

State bene, cercherò di dimenticare per qualche giorno se mi riesce "l’emergenza rom", le carfagne, le marcegaglie, il governo ombra, quello vero, i servizi del TG2, gli occhi di Bagnasco e le labbra di Bonaiuti. Provateci pure voi.

Ah, dimenticavo: non perdetevi per nulla al mondo "Il divo" di Sorrentino. Che prima di essere un film su Andreotti, è una vera esperienza dal punto di vista cinematografico! 

Un abbraccio a tutte e tutti.

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Pubblicato maggio 31, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

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Per la Birmania   5 comments

Pubblicato maggio 29, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

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Abusi al posto e in cambio di cibo   9 comments

Leggo un drammatico comunicato di Save the children. Su di esso, nero su bianco, parte del rapporto "Nessuno a cui dirlo", frutto di interviste, gruppi di discussione e incontri  che hanno coinvolto bambini, bambine, operatori umanitari, personale delle missioni Onu di peacekeeping, addetti alla sicurezza, in nazioni  in situazioni di emergenza o post conflitto (340 persone di cui 250 bambini di entrambi i sessi).

Da questo rapporto si evince come abusi nei confronti di minori perpetuati da personale delle ONG permangano e continuino in paesi e aree in emergenza e come queste situazioni restino per lo più sommerse.

"I bambini temono che, se parlano, l’abusante possa cercarli e fare loro del male, che le agenzie umanitarie smettano di dare loro gli aiuti, temono di essere stigmatizzati ed emarginati dalle famiglie e comunità o addirittura puniti."

"A prevalere per numero sono le bambine rispetto ai maschi e l’età media delle vittime è di  14-15 anni anche se il rapporto attesta di abusi anche ai danni di bambini di 6 anni. Numerose le forme di abuso descritte dagli intervistati."

"Per quanto riguarda il profilo o la provenienza degli abusanti, il rapporto rileva che possono appartenere a qualsiasi organizzazione, sia essa umanitaria, o di peacekeeping o di sicurezza; avere qualsiasi livello o grado, dai più bassi – guardie, autisti – ai più alti, manageriali; fare parte dello staff locale o internazionale.

"Tuttavia il personale delle missioni di pace risulta quello numericamente più coinvolto: dei 38 gruppi di lavoro in cui si è svolta la ricerca di Save the Children, 20 hanno indicato nei peacekeepers gli autori più frequenti degli abusi. Un dato confermato anche dalle Nazioni Unite: sul totale delle denunce di sesso con minori a carico di operatori Onu nel 2005, 60 su 67 riguardano le truppe del Dipartimento Onu delle Operazioni di Peacekeeping (Dpko)"

Queste informazioni devono allertarci, stimolare domande, farci stare in guardia, ma non precipitare nell’antipolitica e nella generica sfiducia. Non è mio interesse  stigmatizzare le ONG, ma è necessario che si faccia comunque piena luce, sul loro operato sia per quanto fanno di bene, sia per i crimini che possono essere commessi da alcuni singoli operatori o gruppi.

 

Una straordinaria sentenza!!!!!!   9 comments

Cronaca

COPPIE DI FATTO: CASSAZIONE, ANCHE LORO SONO VERA E PROPRIA FAMIGLIA

Roma, 22 mag. – (Adnkronos) – Le coppie di fatto? Sono una vera e propria "famiglia". A scendere in campo nuovamente nei confronti delle cosiddette coppie di fatto e’ la Corte di Cassazione sottolineando che anche chi convive instaura legami di "reciproca assistenza e protezione" al pari di una coppia sposata. Stessi diritti, dunque, e doveri anche per loro, ricorda la Suprema Corte. In particolare, la sesta sezione penale (sentenza 20647), ha sentito la necessita’ di scendere in campo nei confronti delle coppie di fatto, occupandosi del caso di un 45enne napoletano indagato per maltrattamenti in famiglia nei confronti della convivente "sottoposta per anni a continue violenze fisiche e morali". Antonino B., opponendosi alla custodia cautelare inflittagli dal Tribunale di Napoli nel settembre scorso, in Cassazione ha contestato la sussistenza del reato previsto dall’art. 572 c.p. che punisce appunto i maltrattamenti in famiglia, sostenendo che Vincenza non era la moglie ma soltanto una "semplice convivente". La Suprema Corte, nel dichiarare inammissibile il ricorso ha sottolineato che non c’e’ alcuna differenza tra sposi e conviventi in quanto anche le coppie di fatto sono una vera e propria famiglia. Inoltre, gli ‘ermellini’ ricordano che "ai fini della configurabilita’ del reato di maltrattamenti in famiglia non assume alcun rilievo la circostanza che l’azione delittuosa sia commessa ai danni di persona convivente more uxorio". Infatti, rileva ancora piazza Cavour, il richiamo contenuto nell’art. 572 c.p. "alla famiglia deve intendersi riferito ad ogni consorzio di persone tra le quali, per strette relazioni e consuetudini di vita, siano sorti rapporti di assistenza e solidarieta’ per un apprezzabile periodo di tempo, ricomprendendo questa nozione anche la ‘famiglia di fatto’". Cio’ che importa, sottolinea il relatore Giorgio Fidelbo, e’ che "si tratta di un rapporto tendenzialmente stabile, sia pure naturale e di fatto, instaurato fra due persone con legami di reciproca assistenza e protezione". Nel caso in questione, poi, concludono i supremi giudici, esisteva una "vera e propria stabile convivenza di fatto tra Antonino B. e Vincenza G. durata oltre dieci anni dalla quale sono nate due figlie".

(Dav/Col/Adnkronos)

22-MAG-08 14:19

W LA CASSAZIONE

Pubblicato maggio 22, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

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Brutte cose   2 comments

Il 19 maggio, tre giorni fa, è andato in onda su RAI1 nell’edizione delle 20, un servizio che mostrava una vera e propria "caccia" a trans e viados nel quartiere Prenestino di Roma. Sotto le mentite spoglie di "lottare contro il degrado umano" si vedeva caricare su macchine dei vigili delle persone come fossero bestie offendendo la loro dignità e in un uso vergognoso della TV di stato (qui un ottimo post a riguardo), il tutto condito da interviste razziste o strafottenti e insensibili.

Non ho potuto che rilanciare la cosa, già denunciata dal MIT – Movimento Identità Transessuale – e, per quanto serva, mandare una mail al direttore del TG, Riotta. Questo il testo, anche influenzato sul concetto della "corresponsabilità", di cui parla Rosalux in questo post.

Gentile direttore Riotta,
devo segnalarle tutto il mio rammarico per il servizio andato in onda il giorno 19 maggio nell’edizione delle 20.00, in cui si è mostrata una vera e propria "caccia" rivolta ai danni di un gruppo di trans e di viados, nel quartiere Prenestina di Roma.
Ritengo che con quel servizio sia stata offesa la dignità di quelle persone e che allo stesso tempo si stia soffiando sul fuoco.
La riterrò corresponsabile, qualora in qualche città d’Italia, qualcuno si sentisse in dovere di compiere gesti altrettanto orrendi, sotto le mentite spoglie di tutelare un quartiere dal degrado urbano.
 
Cordiali saluti
Dunque bisogna tutelare i bambini dall’orrore delle trans, ma certo non li priviamo di questa violenza all’ora di cena. Fatta la frittata, ora dovremmo anche dire grazie all’ottimo Riotta perché permetterà la replica al MIT questa sera al TG. Insomma due minuti per i fascisti, due minuti per le vittime dei fascisti.

Sul ministro Carfagna e il Gay Pride   14 comments

Della triste, penosa intervista del neo-ministro per le Pari Opportunità, Maria Rosaria Carfagna (il link lo trovate in fondo)  vorrei solo soffermarmi su due punti.

Il primo, riguardante il fatto che il ministro ritiene come al giorno d’oggi, nessuno più considera l’omosessualità una malattia. Nulla di più falso o quantomeno il ministro non è informato.
Ricorda infatti il ministro che l’omosessualità è stata associata a malattia non più tardi di un anno fa, da Paola Binetti, psichiatra e numeraria dell’Opus Dei, nella trasmissione Tetris?
Ricorda il ministro che si arrivò a parlare di una fantomatica lobby gay che aveva fatto pressione per togliere dal DSM l’omosessualità?
Ricorda il ministro gli accostamenti fra omosessualità e pedofilia – questa sì, una patologia – o il connubio "amore debole" utilizzati dal Papa e dai capi della CEI?
Ricorda che ella stessa, mediante una astuta citazione, parlò delle coppie omosessuali come di "costituzionalmente sterili"?
Ricorda il ministro la discussione rilanciata da Liberazione sulla terapia riparativa?

Il secondo, per quanto dichiara il ministro Carfagna nella chiusura dell’intervista:

«le associazioni nazionali dei gay dicono che in due anni ci sono stati 12 casi di vittime di violenza omosessuale? Ma hanno presente i dati della violenza e della molestia sessuale sulle donne? Almeno 6-7 milioni ogni anno.»

Se il ministro, Maria Rosaria Carfagna non comprende che ci si può occupare di entrambe le situazioni da lei citate e si dovrebbe evitare questi confronti fra categorie discriminate e fra vittime; se non comprende che la discriminazione è comunque discriminazione, che l’abuso è comunque abuso sia che colpisca uno, cento o mille vittime; se non comprende che il Pride si è impegnato sempre nei confronti di tutte le discriminazioni, anche quelle sulle donne – senza doverle ricordare, per altro, che anche le lesbiche sono donne e anche le lesbiche rientrano tra le vittime dei maschi; mi risulta ancor più difficile sperare che possa comprendere come, in un certo mondo omosessuale – penso a quello degli amori fugaci dei parchi cittadini, per esempio – sia estremamente complicato dimostrare un caso di omofobia ed estremamente difficile avere cifre di denuncie da citare poiché molte vittime – tra cui padri di famiglia – si vergognano di ammettere pubblicamente le rapine, le violenze e perfino gli stupri subiti in luighi di battuage.

Ritengo che il ministro Carfagna con queste affermazioni decise stia cercando in primo luogo di dimostrarsi molto determinata, in particolar modo, forse, verso i suoi colleghi maschi.
Se ella stessa si sente discriminata per il suo passato, eviti di dimostrare la sua determinatezza e la sua tenacia a sfavore di categorie di persone.
E inizi a farsi chiamare col suo nome, Maria Rosaria, anziché Mara, che sarà meno bello, ma sarebbe un buon modo per iniziare a combattere le discriminazioni.

Intervista del Ministro per le Pari Opportunità al Corsera

 http://www.corriere.it/politica/08_maggio_19/carfagna_78f7180a-2564-11dd-9a1d-00144f486ba6.shtml

La tristezza delle associazioni e la risposta spietata del ministro a Vladimir Luxuria.

http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/politica/carfagna-2/carfagna-2/carfagna-2.html

La notte è cominciata.

Pride Laico a Genova: il ritorno   10 comments

Eccomi dunque, tornato piuttosto malaticcio a causa del brutto tempo, a raccontare della manifestazione di Genova.
C’è stata una discreta presenza, anche se il TG2 e altri media hanno parlato di 300/400 persone. Sciocchezze, saremo stati almeno 3, 4 volte tanto. Provenienti da realtà indipendenti o da associazioni senza soldi. E con un clima di merda. Altro che Family Day…
Molte le associazioni e le bandiere: UAAR, Sinistra Critica, ArciLesbica, Comitato Pride Bologna e molte altre.
Un solo commento amaro: non c’era una sola bandiera o striscione della galassia Radicale (e pirla io che non ho portato manco una bandierina dell’associazione radicale in cui milito).
Il clima era festoso, nonostante la pioggia che ci ha comunque risparmiato, visto il nubifragio del giorno prima nella mia città.
Clima festoso, dicevo.  Non ancora come un vero Pride frocio, ma in quella direzione. Il che ribadisce che dove non c’è Chiesa c’è party!

Quanto al nostro amato papa, a cui era dedicata la festa, ieri pare non sia riuscito ad atterrare a Genova ma a Torino. Da lì, forse in elefante si è mosso verso la Liguria. E deve essere per questo che non è riuscito ad arrivare per tempo.

Qualche link

1) Qui, una galleria di foto:
http://www.dirittinrete.org/ita/index.php?

2) Qui, il servizio di un TG locale. Non lasciatevi ingannare dalla poca gente. Ero nei pressi quando è stato filmato il pezzo. Erano appena le 3. Un’ora dopo, alla partenza del corteo, c’era il triplo della gente.
http://www.primocanale.it/viewvideo.php?id=18019

3) Per altre info, segnalo l’ottimo blog di Carlo, compagno di manifestazione
http://humanrights.splinder.com/

 

Pubblicato maggio 18, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

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