Archivio per giugno 2008

Un inno alla pace   10 comments

Via mail mi arriva questa bella segnalazione. E’ un video veramente simpatico. Da guardare.

E buon weekend a tutti!

 

Pubblicato giugno 27, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

Sangue al cervello   9 comments

Mi piacerebbe pensare che la colpa sia del sangue al cervello. La mia nonna veneta mi ha sempre detto di non stare con la testa in giù che poi ci si ubriaca.

Certo che il premier con quell’inchino al Papa, un capo di stato che si inchina di fronte ad un altro capo di stato (qualunque maggiordomo avrebbe insegnato al premier di non piegarsi così tanto) di sangue alla testa deve essersene fatto venire un sacco.
Dopo quell’occasione, il nostro premier ha iniziato a parlare e comportarsi in modo strano. Al punto che in rete,
qualcuno si è messo a vergare:

«Berlusconi alla messa per l’inaugurazione del nuovo campanile. Berlusconi che "rifiuta cortesemente la comunione" al vescovo manco fosse una tartina ("ostia, signori?" – "no, grazie: ne avete champagne?"). Berlusconi che chiede al vescovo di cambiare la regola sui divorziati (l’ennesima legge ad personam nascosta sotto l’interesse collettivo, Walter, digli qualcosa), realizzando quello che i più consideravano impossibile, ovvero l’ingerenza dello Stato Italiano sul diritto canonico. Il vescovo che gli risponde "lei che ha potere, si rivolga a chi è più in alto di me" – un po’ come nella famosa barzelletta – confermando quello che i più avevano già intuito, ovvero la fusione delle gerarchie vaticane e statali in un unico grande intreccio in cui il Presidente del Consiglio è al di sopra dei vescovi ma al di sotto del Papa. Un senatore sarà più o meno importante di un cardinale? Aboliremo il canone 915 con un decreto legge? Berlusconi Papa? Dov’è Francesco D’Agostino quando serve?»

Di sicuro, a seguito di quell’inchino, il buon Ratzinger non solo ha di certo ottenuto più soldini per la "sua" scuola cattolica (che non c’è occasione che non batta cassa), ma non solo. Probabilmente, in quell’inchino si nasconde anche, quel piccolo emendamento che chiameranno, giorni dopo, "salva-preti". Quello che se un prete venisse intercettato si dovrà avvisare il vescovo; e se ad essere intercettato fosse un vescovo, addirittura il Vaticano. Che dopo lo scandalo legato al Crimen Sollecitationis, dei preti pedofili spostati dai superiori di diocesi in diocesi e delle diocesi americane in bancarotta per i processi ai suoi preti pedofili, questo emendamento suona un po’ strano e soprattutto discriminatorio verso le altre confessioni che non hanno rapporti "così in alto". "A pensar male…" insegnava Andreotti. E sì che lui, di faccende della chiesa romana se ne intendeva.

Da questo ambiente di inchini, baciamano e regalini, però, la comunità valdese si chiama fuori, scrivendo un editoriale indirizzato a Gianni Letta, che è di una dignità e di una rettitudine sconvolgenti e la cui lettura integrale consiglio vivamente (ringrazio Mauro per avermelo fatto leggere dal suo blog). In esso, tra le altre cose si dice che

«A valdesi e metodisti […] non interessa una norma che garantirebbe ad alcune confessioni religiose dei privilegi rispetto a qualsiasi altra associazione, ente, azienda. Il senso di questo diniego sta in due argomenti: uno civile e laico, l’altro propriamente teologico.
Non ci interessa un privilegio di questo tipo perché crediamo fermamente che Chiesa e Stato abbiano competenze diverse: e se non possiamo tollerare che lo Stato interferisca nella libera testimonianza della Chiesa o di qualsiasi altra comunità di fede, al tempo stesso non vediamo la ragione per la quale la Chiesa dovrebbe essere coinvolta nell’azione di un organo dello Stato quale la magistratura. […] La seconda ragione è strettamente connessa alla nostra idea della testimonianza cristiana. Siamo convinti che la Chiesa debba testimoniare l’Evangelo senza i condizionamenti che le derivano da riconoscimenti speciali, privilegi, concessioni da parte del potere politico. Come cristiani evangelici sentiamo che il Signore ci ha chiamati ad essere testimoni della sua Parola: e la sua Parola, libera e disarmata, è la nostra forza. Ed anche l’unico privilegio che siamo disposti a riconoscere ed anzi a rivendicare per la Chiesa di Cristo.»

Detto questo, sul quale vale la pena di riflettere, c’è da augurarsi che la battaglia parlamentare spinga il Governo a ritornare sulla via della laicità.
E vorrei rivolgermi in questo senso ai Radicali, che di queste battaglie sono stati alfieri. Devono tornare a farsi pieno carico di questi temi.
Ogni vero Radicale, anche quelli che, da tempo, amano baloccarsi disquisendo di economia e politiche liberali.
Non è meno dignitoso tornare a parlare di laicità e diritti.
In questo tempo triste in cui una destra al Governo, faccendiera e arrogante, stacca assegni alla Chiesa di Roma pur di non essere ostacolata dal pensare ai fatti suoi e l’opposizione ombra che porta
nel suo interno personaggi assurdi e anacronistici come i teodem che rappresentano in parlamento i fedeli cattolici con la Binetti e il cilicio… in questo tempo triste c’è bisogno di Radicali e delle storiche battaglie radicali che non sono state vinte con la legge sul divorzio e la 194 di trent’anni fa.

La battaglia per la libertà e la laicità, nel nostro paese, non si smette mai di combattere.
Avanti, allora, che si aspetta a far casino in piazza, magari e meglio se a fianco alla Sinistra?

 

Pubblicato giugno 23, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

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Restare a 100   11 comments

 

Il bambino
                    è fatto di cento.
                    Il bambino ha
                    cento lingue
                    cento mani
                    cento pensieri
                    cento modi di pensare
                    di giocare e di parlare
                    cento sempre cento
                    modi di ascoltare
                    di stupire di amare
                    cento allegrie
                    per cantare e capire
                    cento mondi
                    da scoprire
                    cento mondi
                    da inventare
                    cento mondi
                    da sognare.
                    Il bambino ha
                    cento lingue
                    (e poi cento cento cento)
                    ma gliene rubano novantanove.
                    La scuola e la cultura
                    gli separano la testa dal corpo.
                    Gli dicono:
                    di pensare senza mani
                    di fare senza testa
                    di ascoltare e di non parlare
                    di capire senza allegrie
                    di amare e di stupirsi
                    solo a Pasqua e a Natale.
                    Gli dicono:
                    di scoprire il mondo che già c’è
                    e di cento
                    gliene rubano novantanove.
                    Gli dicono:
                    che il gioco e il lavoro
                    la realtà e la fantasia
                    la scienza e l’immaginazione
                    il cielo e la terra
                    la ragione e il sogno
                    sono cose
                    che non stanno insieme. Gli dicono insomma
                    che il cento non c’è.
                    Il bambino dice:
                    invece il cento c’è.

(Loris Malaguzzi)

E intanto, neanche a farlo apposta, proprio oggi è nato il mio secondo nipote, la mia seconda italo-francese. E dopo Yari, Sophie!

Pubblicato giugno 20, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

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Liberare il mostro   25 comments

Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Non escludo di averci, per un attimo, sperato. Del resto, oramai non mi sembrava possibile che potesse ancora impegnarsi per sé e le sue aziende. Mi sembrava che con la stagione 2001 – 2006, avesse già fatto tutto quello che doveva per i suoi affari privati. E invece no: ecco allora spuntare già nei primi giorni l’idea del governo di salvare Rete4, quindi di bloccare non la pubblicazione delle intercettazioni, ma le intercettazioni stesse, per poi passare a questa porcheria che apre la pista all’ennesimo bypass di un processo a carico del premier, senza dimenticare la disponibilità di Scajola di assecondare Confindustria, posticipando l’entrata in vigore della class action.
 
Evidentemente, che fosse cambiato devono averlo pensato anche le anime belle del PD. Perlomeno, in questo senso cerco di spiegarmi la risposta fiacca e piuttosto – come dire? – spiazzata di Veltroni "Niente dialogo, allora". Come un bimbetto preoccupato…
 
Cari amici del PD… è ora di liberare il mostro. E’ necessario che Veltroni si faccia subito una flebo di quella sana antipatia che il buon Prodi provava, anche sul piano umano, nei confronti di B. E’ necessario reagire con forza. Per il bene del paese, che vive un’altra bruttissima pagina della sua storia. Il bon ton non è adatto al nostro paese. Non con questa destra. Non con questi elettori ignoranti che hanno dato loro mandato.
 
Fuori le palle, dunque, anche se da un partito che premia due fallimenti politici come Rutelli e Finocchiaro, che si fa mettere  sotto scacco dalla corrente cattolica minoritaria che mette veti su una caratterizzazione socialista in Europa (e che diamine, che l’Europa si adatti alla modernità del PD che non sta né di qua, né di là), che è capace di rinunciare ad una regione come si vede dalla debacle delle amministrative in Sicilia di ieri (perse tutte le tre province del centro-sinistra, anche senza la Finocchiaro, voti al PDL con punte dell’80%!!!, è una chiara rinuncia del centro-sinistra di quella terra), c’è ben poco da sperare.
 
La destra ha i numeri per fare ciò che vuole, indipendentemente dall’opposizione. Ma almeno si venda cara la pelle, si faccia vedere che con quei lupi non si vuol nulla a che fare
 
Se c’è qualche mostro nelle retrovie del PD pronto alla battaglia, scalzi via di peso questi giovani sessantenni e li scacci in luoghi più consoni loro:  magari le belle terrazze romane o alla Festa del Cinema.

Pubblicato giugno 17, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

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Biella Pride 2008   8 comments

Ieri si è svolto il Pride della regione Piemonte a Biella, un paesone da poco divenuto provincia. Ed è la prima volta in Italia, che il Pride non si svolge in una grande città. Anche qui, come a Roma, il Prefetto – la dottoressa Narcisa Livia Brassesco – sostienendo che “il Pride non deve disturbare e infastidire la cittadinanza”, dal momento che “fare un gay pride dentro la città vuol dire costringere il cittadino biellese ad entrare in una manifestazione in cui non intende trovarsi”, decide di non lasciare le piazze centrali e storiche per offrirne una più piccola e periferica, accettata dai comitati promotori. Il Prefetto ha poi addotto ulteriormente la scusa di disturbo verso lo spettacolo di Marco Paolini, che si sarebbe tenuto per altro al chiuso e in serata. Ma non è di cose fastidiose che voglio parlare, anche perché così facendo ha attirato i media sull’evento e su una manifestazione di protesta in cui io pure (tra le associazioni radicali). La dottoressa ha quindi fatto un gran favore al Pride. E il suo operato ha dato il via ad un’interrogazione parlamentare (collegata al caso di Roma).
 
Non moltissimi i gay e le lesbiche, purtroppo. A dimostrazione di come molti se ne fottano che in ballo ci sono i propri culi o per via del fatto che c’è ancora e comprensibilmente timore di mostrarsi in un luogo così blindato.
A far la parte del leone, tante coppie eterosessuali, moltissime con bambini che scorrazzavano felici per la piazza. È stato un gesto di solidarietà che merita tutto il nostro affetto. Senza di loro, non sarebbe stato così bello. Grazie.
E grazie anche alla presenza di Franco Grillini e Vladimir Luxuria, disposti a stare lì, senza secondi fini politici. Grazie a Vladimir per la tenacia e l’umorismo: “Oggi nel parlamento italiano, non c’è neppure più una trans. Non ci sono io e non c’è neppure Daniela Santanché!”
 
 
Molte le associazioni GLBT, da Agedo a Famiglie Arcobaleno, dal circolo Maurice all’Arcigay a La Fenice, e non gay, come Facciamo Breccia, associazioni radicali (Associazione Radicale Adelaide Aglietta di Torino e Rientro Dolce), i Giovani Comunisti, straordinariamente giovani, tenaci e solidali, con sangria e focaccia, le Comunità Cristiane di Base, No Vat e altre che ora mi sfuggono.
 
È stata una festa “gentile”, mi viene da dire così. Il maltempo ci ha risparmiati e la gente di Biella, passeggiando curiosa ha potuto vedere quest’orda barbarica in arrivo, questi animali strani e coraggiosi – chissà come saranno fatti questi gay? – per poi scoprire che non siamo molto diversi da loro. Al massimo più colorati e chiassosi, per via della festa.

Pubblicato giugno 15, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

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Sui diritti e sulle carfagne   16 comments

foto di Chiara Lalli
Appena tornato e già mi tocca sorbire le polemiche sul Pride. E leggere le dichiarazioni del ministro Carfagna e ai suoi appelli alla “sobrietà, sobrietà che avvicinerebbe al dialogo. Che pena leggere le affermazioni di Annarosa, un troll pestilenziale che infesta uno dei gioielli della rete, il blog dell’amica Chiara Lalli e di Giuseppe Regalzi, con affermazioni clonate da Maria Rosaria Carfagna in versione ministerial/suora laica.
Ecco dunque Annarosa, ma potrebbe esser Maria Rosaria è lo stesso:
 
Quello che molti non capiscono […] è come l’accentuazione di aspetti francamente "carnevaleschi", goliardici, irriverenti e spesso molto volgari rispetto a argomentazione razionali e condotte seriamente, possa indurre i dubbiosi a pensare che la "questione omosessuale" (violenze e discriminazioni a parte poiché ovviamente esecrabili e da condannare senza nessunissimo dubbio) sia una cosa seria.
 
Intanto grazie per condannare le violenze. È già qualcosa, ma decisamente non basta. Secondo, un conto è il Pride, un conto la richiesta di diritti e le due cose non vanno confuse.
Che palle ‘ste polemiche. Che palle tremende, insostenibili… Come si può poi chiedere a Platinette di non essere Platinette, ma un robusto ragioniere in giacca e cravatta? Platinette è Platinette! Che crudeltà gratuita questi “se faceste meno chiasso…”, “se foste più sobri…”. Sono tutte palle tremende.
Personalmente, trovo che dissotterrare carcasse di persone che la superstizione cattolica definisce “sante” per applicarvi sopra una maschera di cera, non sia il massimo della sobrietà. E neppure trasportare in piazza la salma di un papa travestiti con pizzi e merletti a cantare in una lingua morta. Ma si sa, i cattolici hanno molto il gusto del morto, della tomba, del sangue, delle ossa, e del martirio bizzarro.
Eppure, sapete che c’è? Che personalmente lotto e lotterei per qualsiasi discriminazione, comprese quelle ai danni delle comunità cattoliche perseguitate in Cina o Iraq, affinché siano anch’esse libere di portare a spasso i propri cadaveri… perché in fondo, male non fanno a nessuno.  Nel momento in cui ci si batte per i diritti e contro ogni discriminazione, discorsi come quelli di Maria Rosaria e di Annarosa sanno, in buona sostanza, di razzismo velato. E forse velato neppure poi tanto. Chi combatte per i diritti lo fa per tutti. E indipendente dal modo in cui questi vengono chiesti.
 
Quanto alla sobrietà rivolta ad un Carnevale come il Pride, vorrei ricordare a Maria Rosaria e alle sue omologhe che dietro quel Carnevale (condivido il termine, perché il Carnevale è la festa del divertimento estremo e isterico che è strettamente connesso ad un momento di dolore) nato dal coraggio di un gruppo di travestite che si sono ribellate alle abituali percosse della polizia, si cela un grido di liberazione e di dolore. E lo difendo coi denti, quel grido. Come difendo le tette delle trans esibite al vento, esattamente come difendo il passato del ministro con le sue tette esibite, dalle edicole sotto casa. Ma un conto è apprezzare o meno un evento o un atto, un conto è riconoscere legislativamente dei diritti.

Dialogare dunque con questa gente? Vestirmi in giacca e cravatta, tanto per essere sobrio, e andare in delegazione da Maria Rosaria con la testa bassa per essere preso a pesci in faccia con discorsi sciocchi e anti-scientifici come la “famiglia naturale” o la frottola della “famiglia uomo/donna della Costituzione”? No, grazie. Meglio lavorare ad un progetto politico alternativo al PD e a questa destra clerical-fascista. Ed è quello che mi vorrei impegnare a fare, nel mio piccolo.

Andato … tornato!   5 comments

Pubblicato giugno 11, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

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