Biella Pride 2008   8 comments

Ieri si è svolto il Pride della regione Piemonte a Biella, un paesone da poco divenuto provincia. Ed è la prima volta in Italia, che il Pride non si svolge in una grande città. Anche qui, come a Roma, il Prefetto – la dottoressa Narcisa Livia Brassesco – sostienendo che “il Pride non deve disturbare e infastidire la cittadinanza”, dal momento che “fare un gay pride dentro la città vuol dire costringere il cittadino biellese ad entrare in una manifestazione in cui non intende trovarsi”, decide di non lasciare le piazze centrali e storiche per offrirne una più piccola e periferica, accettata dai comitati promotori. Il Prefetto ha poi addotto ulteriormente la scusa di disturbo verso lo spettacolo di Marco Paolini, che si sarebbe tenuto per altro al chiuso e in serata. Ma non è di cose fastidiose che voglio parlare, anche perché così facendo ha attirato i media sull’evento e su una manifestazione di protesta in cui io pure (tra le associazioni radicali). La dottoressa ha quindi fatto un gran favore al Pride. E il suo operato ha dato il via ad un’interrogazione parlamentare (collegata al caso di Roma).
 
Non moltissimi i gay e le lesbiche, purtroppo. A dimostrazione di come molti se ne fottano che in ballo ci sono i propri culi o per via del fatto che c’è ancora e comprensibilmente timore di mostrarsi in un luogo così blindato.
A far la parte del leone, tante coppie eterosessuali, moltissime con bambini che scorrazzavano felici per la piazza. È stato un gesto di solidarietà che merita tutto il nostro affetto. Senza di loro, non sarebbe stato così bello. Grazie.
E grazie anche alla presenza di Franco Grillini e Vladimir Luxuria, disposti a stare lì, senza secondi fini politici. Grazie a Vladimir per la tenacia e l’umorismo: “Oggi nel parlamento italiano, non c’è neppure più una trans. Non ci sono io e non c’è neppure Daniela Santanché!”
 
 
Molte le associazioni GLBT, da Agedo a Famiglie Arcobaleno, dal circolo Maurice all’Arcigay a La Fenice, e non gay, come Facciamo Breccia, associazioni radicali (Associazione Radicale Adelaide Aglietta di Torino e Rientro Dolce), i Giovani Comunisti, straordinariamente giovani, tenaci e solidali, con sangria e focaccia, le Comunità Cristiane di Base, No Vat e altre che ora mi sfuggono.
 
È stata una festa “gentile”, mi viene da dire così. Il maltempo ci ha risparmiati e la gente di Biella, passeggiando curiosa ha potuto vedere quest’orda barbarica in arrivo, questi animali strani e coraggiosi – chissà come saranno fatti questi gay? – per poi scoprire che non siamo molto diversi da loro. Al massimo più colorati e chiassosi, per via della festa.
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Pubblicato giugno 15, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

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8 risposte a “Biella Pride 2008

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  1. Ricordo mia sorella nel bel mezzo di un gay pride a riprendere con la video camera 😀 quando ho visto quei video mi sono divertita un sacco, è una festa….nulla di scabroso, se fosse stato un altro tipo di festa i cittadini non dovevano comunque “subirla”???
    Io sono solo contro la voglarità, qui non ne vedo!!!

  2. Ed è vero, qui non ce n’era.

  3. Guardiamo ai lati positivi.
    La presenza di tanti etero e di tante associazioni sicuramente lo è…

  4. Eccome, Franca. Un enorme segnale positivo.

  5. Quoto Franca e ti aggiungo una chiave di lettura diversa sulla scarsa presenza di gay lesbiche ecc alla manifestazione.

    Potrebbe essere che queste assenze siano dovute al fatto che fare questa manifestazione in un posto piccolo abbia fermato sia quelli lontani (Biella anche se ha la stazione non è proprio servitissima e o arrivi in auto o è dura credo) sia quelli del posto che forse temevano di essere poi riconosciuti visto che Biella non è una metropoli ;-)))

    Cosa ne pensi?

    Ciao Sam!
    Daniele il Rockpoeta

  6. ma come fate a dire che c’erano pochi gay e lesbiche?!! hanno la targa di riconoscimento?!!

  7. Andrò a quello di Bologna…

  8. a Daniele
    penso che sia comprensibile la seconda. Che Biella sia difficile da raggiungere in treno, d’accordo, ma non è sull’Everest!

    a anonimo
    sì, ci si riconosce. con uno sguardo. anche senza mossette, trucchi e parrucchi.

    a Alice
    guarda, io sono lì che cerco di trovare un cambio a lavoro…

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