Archivio per luglio 2008

Love knows no limits   9 comments

Pubblicato luglio 31, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

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Una storia di censura   16 comments

Ripropongo interamente il post di Giuseppe Regalzi, mutuandone persino il titolo, a favore di un blogger.

Al Burbero Scontroso la mia solidarietà. Mi contatti privatamente raccontandomi la sua storia nei dettagli, sarà mio dovere segnalarla nelle associazioni nelle quali milito. Anche perchè quel bannerino ce l’avevo anche io. E mi piaceva un botto.

Una storia di censura

Avete presente i PapaBanner, quei piccoli banner con la scritta «Sito scomunicato» o «Il Papa condanna questo blog» e dietro l’immagine di Ratzinger, presenti in moltissimi blog laici? Il Burbero Scontroso, che li aveva creati, racconta l’incredibile storia di intimidazione da parte di «esponenti della Curia» che ha portato alla scomparsa pressoché totale dei banner dalla rete. Una vicenda grottesca, che la dice lunga sullo stato della libertà di espressione in Italia (e sulla necessità assoluta di ricorrere a piattaforme blog straniere, non ricattabili come quelle locali).

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Non avrei voluto parlare del caso di Eluana Englaro. Sia perché persone come Chiara e Giuseppe da Bioetica o Malvino lo fanno in modo molto più adatto, sia per una mia forma di pudore.

Eppure, come scrivevo in un commento su Bioetica, anche in questo caso, come per Welby, come per Nuvoli, come per Coscioni, noi laici ci troviamo costretti a parlare per tutelare la dignità di questi guerrieri della libertà dalle accuse oscene che arrivano da predicatori di professione o per comodo.

Occorrerebbe invece, ma è comprensibilmente impossibile, di fronte alle parole dure, spietate, senza anima e tono di Bagnasco, rispondere con il silenzio o un timido "Dio li perdoni", se solo fossi credente.

In tutta questa vicenda, invece, con le nostre e le loro parole disturbiamo il momento in cui una madre e un padre, che da anni combattono una battaglia alla luce del sole, devono dare l’addio alla propria figlia morta sedici anni fa, ma ancora prigioniera del mondo.

A loro dunque il mio silenzioso pensiero e null’altro.

Intanto …   12 comments

Io vado via qualche giorno, in Provenza e Camargue. Ma torno presto.

Intanto voi, se volete, potete ascoltarvi l’intervento/bordata della Guzzanti a Roma, ieri. Qui c’è la parte prima, sotto i link per la seconda e la terza. Poi ne parliamo, anche nei commenti. Che non so bene cosa pensare.

A presto.

 

Parte seconda, Parte terza.

Pubblicato luglio 9, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

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La vera emergenza è quella di cui non si parla: la mafia.   9 comments

Una delle colpe più gravi (o obiettivo politico) di questo IV governo Berlusconi, del suo Presidente del Consiglio ed, in particolare, del Ministro dell’Interno Maroni, è quella di non parlare più di mafia. L’ultima e unica volta che si è accennato al fenomeno mafioso è stato per bocca di Dell’Utri in campagna elettorale. Ed ognuno di noi ben ricorda in che termini. Termini ancora più osceni di quelli di Lunardi (“Con la mafia bisogna conviverci”).
Non si parla dunque di mafia, neppure quando è necessario.
Questa grave mancanza è poi anche da addebitare a parte dell’opposizione (perché non si sentono le urla di Di Pietro in proposito?) e in modo ancor più netto alla maggior parte dei media.
Non di tutti i media, intendiamoci. La Repubblica segnala una notizia importantissima, a firma di Salvo Palazzolo, riportata poi anche da Rainews24:
«Negli ultimi sei mesi, trentasette padrini hanno lasciato i gironi del 41 bis. I padrini delle mafie hanno vinto, in gran silenzio, la loro battaglia legale nei tribunali di sorveglianza di mezza Italia.» I boss mafiosi «sono tornati detenuti comuni, nonostante le condanne all’ergastolo e i misteri che ancora custodiscono. È vuota la cella al 41 bis di Giuseppe La Mattina, uno dei mafiosi che uccise il giudice Paolo Borsellino». E la motivazione è sempre la stessa ed è paradossale: «Non è dimostrata la persistente capacità del detenuto di mantenere tuttora contatti con l’associazione criminale di appartenenza.»
 
È chiaro che non è dimostrabile questa capacità del detenuto: compito del 41 bis è proprio quello di impedire quei legami!
Il senatore PD Lumia della Commissione parlamentare dell’antimafia avverte che «la modifica della legge sul carcere duro è ormai una priorità.» Altro che rom…
 
Cari amici blogger, anche se è più facile in qualche modo seguire le onde che questo governo ci fa cavalcare, stimolando il nostro senso della giustizia e della libertà e la nostra indignazione (vedi l’emergenza Rom, l’emergenza lucciole, i soldati nelle strade sì/no di cui si è parlato fino allo sfinimento), cerchiamo di guardare alle vere emergenze, mettendo da parte il nostro spirito polemico e segnalando a più non posso dai nostri blog, via mail, via passaparola, i veri problemi, i veri cancri del nostro paese.

Pubblicato luglio 7, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

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Libera   7 comments

Ingrid Betancourt è libera.

Viva chi non ha perso la speranza; viva chi ha continuato – come sua madre – a portare per il mondo il nome della figlia; viva chi quel nome l’ha accolto a livello istituzionale – come Veltroni da sindaco; viva quegli onesti mezzi d’informazione che hanno continuato a parlarne – in particolar modo Rainews24 su Rai3 di primissima mattina che ogni giorno, ogni santo giorno, ha dedicato un momento alla Betancourt; viva infine i politici e i capi di stato – Alvaro Uribe, presidente della Colombia, il francese Sarkozy – che hanno operato per la sua liberazione.