La testimonianza di Regina Louf – parte II   2 comments

Regina Louf è nata nel 1969 e quindi ha solo pochi anni più di me. È vissuta nella parte fiamminga del Belgio e la sua lingua è il dutch (l’olandese). Questo particolare ha comportato un iniziale problema con il giudice che, per primo, ne ha raccolto la testimonianza (il giudice Connerotte) perché non conosceva che il francese. A far da traduttore e tramite è stato il poliziotto De Baets che diviene poi il capo dell’equipe che dalla seconda metà degli anni ’90 si occupa delle audizioni di X1 (il nome con cui, inizialmente, si è voluta coprire l’identità di Regina).
De Baets è stato successivamente allontanato dal caso e buttato fuori dalla polizia durante questa indagine con accuse che poi risulteranno infondate… per poi essere richiamato, con tanto di scuse ufficiali, nel 2002. Anche il giudice Connerotte è sollevato dall’indagine collegata a Dutroux (è necessario ribadire con forza già da subito che Dutroux non è il predatore solitario, come viene talvolta definito da certa stampa, ma un piccolo tassello di un mosaico, raccontato da Laetitia, una delle ragazze tratte in salvo dalla polizia dalla sua cantina).
 
Per ora, però, vorrei limitarmi alla testimonianza di Regina e non all’affare Dutroux e al processo che ne è seguito. Contemporaneamente alle deposizioni di Regina ed indipendentemente e inconsapevolmente da queste, altre ex-vittime (note come X2, X3, etc.), hanno cominciato a testimoniare, portando agli occhi degli inquirenti una realtà inquietante, realtà che spesso poteva trovare riscontro incrociando i dati delle varie testimonianze (su questi argomenti è disponibile, anche se molto caro, un testo che raccoglie un’inchiesta di alcuni coraggiosi giornalisti belgi Anne-Mie Bulté, Douglas De Conink, Marie-Jeanne Van Heeswyck, che ha per titolo «Les dossiers X. Ce que la Belgique ne devait pas savoir sur l’affaire Dutroux», Editions EPO, Bruxelles, 1999, ad oggi introvabile, ma vedrò di procurarmene una copia e di tradurre anche questo).

laetitia delhez

sabine dardenne

Ma che cosa aveva dato il via a queste testimonianze? Per Regina è stato l’arresto di Marc Dutroux e soprattutto la conseguente liberazione di due ragazzine rapite (Sabine e Laetitia, qui nelle foto). Questo fatto ha dato la stura, forse, anche a molte altre ex-vittime che devono aver sperato che qualcosa potesse cambiare e ha portato loro a raccontare la propria storia. Ufficialmente però, all’interno dell’indagine, solo la testimonianza di Regina ha avuto un seguito, tra l’altro molto drammatico perché ha quasi visto la donna trasformarsi, anche grazie ai media, da testimone-vittima in quasi indagata. Regina, che a quel punto temeva per la sua vita, si è trovata costretta ad uscire dall’anonimato, anche a causa della pubblicazione scorretta e corrotta di brani delle sue audizioni che hanno gettato ombre su di lei e sugli investigatori. L’opinione pubblica belga si è così divisa fra chi le credeva e chi no – a parole, a sensazione – ma non è parsa realmente interessata a che la sua testimonianza trovasse oggettivi riscontri, prima di giudicare. Verificare prima di giudicare.
Annunci

2 risposte a “La testimonianza di Regina Louf – parte II

Iscriviti ai commenti con RSS .

  1. La tua conclusione vale sempre e in ogni occasione…

    Resto in attesa delle prossime puntate

  2. I media e la gente spesso sono morbosi e non sono interessati alla verità.

    Tutto il mondo sembra essere Paese in questo….

    Ciao Sam, sei sempre in gamba!
    Daniele il Rockpoeta

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: