Ho avuto paura   13 comments

«Ho avuto paura.»

Con questa frase ha spiegato il folle gesto alla polizia, il barista di Alessandria che ha ucciso con sei colpi di pistola un camionista che si era appartato in un angolo, per fare i propri bisogni. Il barista aveva frainteso quel nascondersi e pensato che il camionista fosse un malintenzionato.

Ha avuto paura. Per questo gli ha sparato.

Credo che sia utile soffermarsi su questo sentimento della paura, senza speculare sulla tragedia avvenuta nell’alessandrino.

È possibile che la paura qui non c’entri nulla e che, semplicemente, il barista non fosse in sé. Sarebbe allora il caso di chiedersi con quali criteri vengono date le licenze per il porto d’armi. Ma se vogliamo pensare che si tratti anche di paura e fraintendimento e non di un problema psicologico del barista o di un gesto da far-west, allora dobbiamo chiederci obbligatoriamente da dove arriva quella paura che ha portato al fraintendimento.

Da tempo, con un vero e proprio picco con l’ultimo governo Berlusconi, i vari media pare facciano a gara a infondere paura: ieri i babau erano i romeni, poi lo sono stati i rom, oggi i cinesi e, chiaramente da sempre, gli africani. Alcuni media sanno poi arrivare a vere e proprie vette che sfiorano il ridicolo, se queste cose non fossero in sé perniciose.

È il caso di un servizio di oggi del TG di Rai2, rete ormai colonizzata da AN e Lega, in cui si sentivano le seguenti supposizioni assurde e incongruenti, in riferimento al ritrovamento del cadavere di una donna restituito dal mare,: «forse cinese o romena o moldava, quasi certamente un’immigrata clandestina.»

Non comprendo sinceramente su quali basi la squadra del TG2 ritenga per forza che la donna in questione non possa essere una italiana (oppure, se può essere cinese, romena o moldava, perché non lituana, francese o americana?). L’inutile – meglio sarebbe dire, dannoso – commento che non si basa su nessuna indagine o nessun fatto, resta una pura supposizione. Ma che dal mio punto di vista, è un chiaro esempio di come i media lancino costantemente segnali negativi nei confronti di alcune etnie, popolazioni, etc.

Mi chiedo perché, a fronte a tali imprecisioni, non si possa pretendere che i media rispettino la cosiddetta Carta di Roma (una sorta di codice etico contro la xenofobia dei media), in cui si invitano, fra l’altro, i giornalisti ad «adottare termini giuridicamente appropriati», a «evitare la diffusione di informazioni imprecise, sommarie o distorte» e «comportamenti superficiali e non corretti che possano suscitare allarmi ingiustificati.»

È chiedere troppo il rispetto di queste che appaiono norme di buon senso? Altro che cinese o romena o moldava…

 

In un tessuto sociale imbevuto di diffidenza, quando non di razzismo (ma cosa dice presidente Schifani? Ha preso un colpo di sole? Su quale base scientifica afferma: «Non credo che nel nostro Paese esista il razzismo, non è nel nostro Dna dove ci sono invece accoglienza e solidarietà»), in un paese in cui perfino la Chiesa Cattolica crea divisioni e ferite, nuove politiche sociali rivolte all’apertura, alla solidarietà, all’inserimento dovrebbero essere obbligatorie.

Ma se queste politiche sono oggi impossibili da concepire da questo governo così attento invece alla propaganda, al populismo e a lavorare sulle paure (del resto, è esemplificativa la scelta del leghista Maroni al Ministero degli Interni e di una stanca soubrette alle Pari Opportunità), il compito, per gravoso che sia, spetta a noi, ai singoli, alle Associazioni, anche al Sindacato. A noi il compito di fare cultura in casa propria, poi per strada, nel posto di lavoro, etc. affinché non si scivoli in una cultura di paura e diffidenza verso “l’altro” (ora inteso come rom, poi come romeno, poi come trans, poi come anziano, poi come… poi come… poi come…). 

Perché la paura non si limita a creare divisioni. Troppo spesso picchia e qualche volta uccide.

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Pubblicato ottobre 7, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

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13 risposte a “Ho avuto paura

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  1. grande post. hai proprio ragione, qui si rischia grosso.

  2. Disamina lucida, intensa, ineccepibile.

    Ciao Sam

    Daniele il Rockpoeta

  3. Ciao in questi giorni stò diffondendo una iniziativa attraverso il mio blog. Ho lasciato molti commenti in blog diversi perchè ritengo che ora più che mai bisogna fare “RETE”…
    Se la pensi anche tu come me, clicca sul mio blog e diffondi l’iniziativa.

    Se ti ho contattato nei giorni scorsi, considera qs mio commento come un saluto…

    A presto 😉

  4. la corsa verso la paura è iniziata… boh, 15 anni fa? Mi ricordo che prima toccò ai marocchini, poi agli albanesi, poi ai rumeni, ora agli zingari.
    Non che stia sottovalutando il problema, anzi, però è stato un lento, lentissimo lavaggio del cervello…
    Prima o poi era logico che saremmo arrivati a questo. A sparare al primo che passa perché non si sa mai.
    D’altra parte, anche io ho paura quando sono sola e cammino per la città, qualsiasi ora sia.
    Non sono rimasta immune.

  5. Sai Alice, questa è una cosa che noto anche in me. Anch’io non ne sono immune, a quanto pare. Anch’io ho paura, e senza motivo, da un po’ di anni a questa parte.
    E questa cosa non sai come mi fa incazzare. Perché aver paura che dall’angolo di fronte esca il babau, ti distoglie dall’albero che ti sta cadendo addosso alle spalle.

  6. “…A noi il compito di fare cultura in casa propria, poi per strada, nel posto di lavoro…”

    Esatto, spetta ad ognuno di noi, nel nostro piccolo quotidiano…

  7. “Perché la paura non si limita a creare divisioni. Troppo spesso picchia e qualche volta uccide.”

    100%

  8. Mi trovi completamente d’accordo. C’è poco da aggiungere.

  9. samuele: verissimo. Anche se, almeno per me è così, ho smesso di avere paura, che so, degli immigrati. Io ho paura di tutti.
    Non è peggio?

    Comunque tutto è peggiorato, negli ultimi due anni, ne scrivevo qualche giorno fa. E per una ragazza, è molto molto pericoloso andare in giro.

    Credo nella disumanizzazione di questo paese. Credo che presto dovremo espatriare. Credo nel cambiamento radicale, credo che quest’italia diventerà un film di Carpenter.

    Sono apocalittica, ma forse è l’ora tarda.

  10. Almeno vendiamo cara la nostra pelle, Alice. Che per me significa, non mollare di fare cultura, di stare a fianco a chi non ha voce, fare rete, associazionismo, qualunque cosa pur di resistere.
    Abbraccio.

    Sam

  11. Sono d’accordo sul problema di fondo su cui verte il post, ma ritengo che la parte più importante sia quella su la formazione di una cultura di base di rispetto, tolleranza e soprattutto assenza di pregiudizio in tutti i nostri rapporti sociali di base!
    ..Esempio banalissimo: sono meridionale e nella mia famiglia sento spesso parlare di “quegli altri” extracomunitari che vengono a dare fastido al nostro paese, e mi accorgo che a formare la loro idea contribuisce un’informazione televisiva praticamente allo sfacelo!..E cerco nel mio piccolo di far capire a chi mi sta vicino che la non accettazione a priori e la paura verso gli stranieri (si può dire ancora xenofobia si?!..) è una di quelle cose di cui potremmo essere (come lo siamo già stati!..) noi stessi le vittime..
    Spero d’essermi spiegato.

    Saluti. Nickappa25

  12. Ho trovato il tuo blog nei commenti di Franca e devo dire che ho fatto benissimo a passare. La destra ha speculato sulla paura, i giornali hanno amplificato la paura, con la politica del terrore riescono a sottomettere la popolazione.
    E la sinistra doveva speculare sul coraggio invece di inseguire la destra. Così ha solo perso.

    Complimenti per questo post.

  13. Sì, ti sei spiegato, Nickappa25.

    Dunque Incarcerato abbiamo Franca come amica in comune? Grazie di questa visita, del commento e del complimento. A presto.

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