Pa-ra-da, il film   4 comments

A inizio anno scrivevo del clown Miloud e della sua associazione Parada che attraverso il gioco, il teatro e il circo è riuscita a recuperare più di mille bambini delle fogne di Bucarest.

Marco Pontecorvo ha realizzato un film che racconta la sua storia e che in queste settimane è nelle sale italiane. E’ un film doloroso, ma emozionante, vero e il registra riesce a trattare un tema molto impegnativo con garbo e sensibilità. La stessa, probabilmente, con la quale Miloud è riuscito a stanare i "boschettari". Che consiglio vivamente.

Per descrivere il film, vorrei però lasciare la parola ad una ragazza, Selen, che dalle pagine di mymovies scrive una recensione che trovo perfetta. Dopo aver letto le sue parole, non credo di poter aggiungere altro.

Una fisarmonica suona note balcaniche, e la sua voce sale sempre più, sino ad entrare anche nella mente di chi, indifferente, passa sempre oltre senza ascoltare mai ciò che sente. La sua voce è un ponte, un tramite, e parla in lingua universale. Romania, 1992. Una fisarmonica sola, nel buio di una notte senza stelle, nella stazione ferroviaria di Bucarest. Sola, ma circondata da ragazzi che cantano e danzano attorno alle alte fiamme di un falò che li riscalda nel gelo della notte. Ragazzi e bambini abbandonati, fuggiti, sfruttati; violenti come cani feriti e randagi senza una meta, dall’infanzia perduta nella miseria più nera e soffocata dalla droga. Pa-ra-da è la storia vera del giovane clown di strada Miloud Okili, e della sua difficile relazione con loro, soprannominati “ i boschettari”; una storia di sofferenza e rispetto, sorrisi e violenza. Il magico racconto di un gruppo di ragazzini considerati alla stregua di animali, che vince le vertigini e capisce di poter aspirare a molto più della strada, della prostituzione, dei marciapiedi, dei sacchetti di colla e degli angusti tuguri ai quali la società li ha relegati. Miloud riesce ad abbattere lo spesso muro della loro indifferenza solamente scendendo nei condotti di riscaldamento, lì dove vivono sottoterra, e dormendo insieme a loro fra tanfo, sporcizia e rifiuti. Solo camminandoci assieme nel fango della società, rispettandoli come persone e offrendo loro una diversa possibilità di vita e un mestiere, egli conquista totalmente la loro fiducia e il loro amore… Solo dal basso avvengono i cambiamenti, senza retorica o falsi sentimentalismi, bensì in una realtà che a volte è troppo cruda da sopportare, tanto da essere spesso e volentieri ignorata. Lo sa bene il regista Marco Pontecorvo, figlio di Gillo Pontecorvo, grande cineasta degli anni Sessanta, e mostra altresì di aver interiorizzato le parole del padre: «Il cinema deve essere vicino all’uomo, dentro all’uomo, deve parlare dell’uomo e non parlare del nulla: questo è il pericolo.». Come lui, suo figlio cerca la verità umana nuda e cruda, rifiutando stili ed etichette e unendo lo sporco del vivere allo scintillio della vita, che spesso è in una risata unita all’amaro d’una lacrima.

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4 risposte a “Pa-ra-da, il film

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  1. Hai ragione Sam. Le parole di Selen sono straordinarie. Perfette. Intense.

    Aggiungere altro è inutile.

    Solo un grazie a te per la sensibilità dei tuoi post ed a Selen per quelle parole.

    Ciao
    Daniele il Rockpoeta

  2. E grazie a te di essermi sempre vicino.

  3. Si, hai ragione: la presentazione è perfetta…

  4. Grazie per averci segnlato il film.
    Cercherò di andarlo a vedere, dopo aver trovato qualche cinema he lo proietti!

    sub

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