Fascisti, infiltrati e Cossiga   10 comments


 

Questi, alcuni brani dell’articolo di Maltese su come – esattamente come è avvenuto nel G8 di Genova, e seguendo come alla lettera le vergognose parole di Cossiga – un gruppo di fascisti si è infiltrato nella manifestazione degli studenti romana di ieri. E di come sia stato ignorato e protetto dalla polizia. E di come insegnanti e studenti abbiano gridato la loro rabbia.

Davanti al Senato è partita la prima carica degli studenti di destra. Sono arrivati con un camion carico di spranghe e bastoni, misteriosamente ignorato dai cordoni di polizia. Si sono messi alla testa del corteo, menando cinghiate e bastonate intorno. […] Sono una sessantina, hanno caschi e passamontagna, lunghi e grossi bastoni, spesso manici di picconi, ricoperti di adesivo nero e avvolti nei tricolori. […] Hanno fra i venti e i trent’anni, ma quello che ha l’aria di essere il capo è uno sulla quarantina, con un berretto da baseball. Sono ben organizzati, da gruppo paramilitare, attaccano a ondate.

"Non potete stare fermi mentre picchiano i miei studenti!" protesta una signora coi capelli bianchi. Una studentessa alza la voce: "E ditelo che li proteggete, che volete gli scontri!". Il funzionario urla: "Impara l’educazione, bambina!". La professoressa incalza: "Fate il vostro mestiere, fermate i violenti". Risposta del funzionario: "Ma quelli che fanno violenza sono quelli di sinistra". C’è un’insurrezione del drappello: "Di sinistra? Con le svastiche?". La professoressa coi capelli bianchi esibisce un grande crocifisso che porta al collo: "Io sono cattolica. Insegno da 32 anni e non ho mai visto un’azione di violenza da parte dei miei studenti. C’è gente con le spranghe che picchia ragazzi indifesi. Che c’entra se sono di destra o di sinistra? È un reato e voi dovete intervenire".

Un poliziotto fa a un altro: "Arrivano quei pezzi di merda di comunisti!". L’altro risponde: "Allora si va in piazza a proteggere i nostri?". "Sì, ma non subito".

A mezzogiorno e mezzo sul campo di battaglia sono rimasti due ragazzini con la testa fra le mani. […] Duccio, uno studente di fisica: "Da stasera ai telegiornali si parlerà soltanto degli incidenti, giorno dopo giorno passerà l’idea che comunque gli studenti vogliono il casino. È il metodo Cossiga. Ci stanno fottendo".

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10 risposte a “Fascisti, infiltrati e Cossiga

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  1. sempre peggio, va sempre peggio…e guarda quelle teste di *azzo con le spranghe e il tricolore…

  2. Mi stupisce come affrontino le telecamere a faccia scoperta.

  3. Il governo sperimenta la dottrina Cossiga

    Oggi il Governo ha sperimentato la dottrina Cossiga per giustificare la criminalizzazione del movimento. Denunciamo l’infiltrazione fascista nel corteo degli studenti a piazza Navona. La polizia consente a un gruppo di cinquanta fascisti armati di spranghe, catene, bottiglie, caschi e cinghie, di infiltrarsi nel presidio democratico degli studenti in movimento a piazza Navona e massacrare per un’ora, indisturbato, studenti e studentesse di quindici e sedici anni. La polizia è intervenuta solo quando un gruppo di militanti di sinistra è giustamente intervenuto a difendere gli studenti democratici. Il risultato è che molti studenti e studentesse sono finiti all’ospedale e molti feriti si registrano anche tra coloro che sono intervenuti in soccorso dei più giovani, tra cui molti militanti del PRC uno dei quali, il compagno Yassir che era partito con noi dalla direzione, è al momento in stato di arresto solo per aver cercato di garantire l’agibilità democratica della piazza. Ne chiediamo l’immediata liberazione. E’ evidente il tentativo del Governo di creare caos nel movimento che per tutta risposta si è ricompattato bloccando la città di Roma e riunendosi in assemblea alla Sapienza. Questo evento mette un punto definitivo sulle polemiche suscitate dai media di regime rispetto a un presunto fronte unitario tra attivisti di destra e di sinistra. Il movimento rivendica con forza la propria specificità democratica e antifascista. Non un passo indietro sul piano della lotta di liberazione per salvare l’Università e la scuola pubblica in Italia. Il nostro compito è adesso quello di estendere ulteriormente il movimento contaminando la società tutta e al contempo assumere i provvedimenti necessari a formare un comitato promotore del referendum abrogativo di questa legge vergogna. La lotta continua.

    Rifondazione Comunista – Dipartimento Università-Ricerca

  4. Grazie Franca.

  5. lo stato colluso con gli antidemocratici, con i figli dell’ideologia dittatoriale, però li abbiamo spaventati questa volta, non avevano mai fatto un passo indietro
    Pat

  6. Sono allibito e seriamente preoccupato.

    Daniele il Rockpoeta

  7. Periodo nero 😦

  8. Ecco…questo articolo (fra i tanti) non l’avevo letto…Non che avessi dubbi, ma la descrizione è qui più accurata, meritava

  9. E hai visto la scorrazzata in Rai?
    Ma poi non capisco: se erano picchiatori, dove sta il problema? Che si veda chi c’era, chi aveva spranghe e attrezzi ninja. Vigliacchi…

  10. C’è un solo problema, credo…Sono, appunto, vigliacchi.Però fanno gioco di squadra, dall’altra parte…quella che ordina, comanda, vuole, decide, ottiene (con le buone o con le cattive)…Stamattina, La Russa diceva (secondo me senza capire bene che significa): “In questo paese c’è chi ancora non sa distinguere la differenza fra vincere e avere ragione…”. Loro hanno vinto, non hanno bisogno di star nel giusto (di avere ragione)…

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