Archivio per novembre 2008

Solo un padre   1 comment

argentero_troiano

E’ veramente una sorpresa quando, inaspettatamente, ci si emoziona. E’ questo l’effetto di Solo un padre, film in questi giorni nelle sale.

Non so perché, ma non mi aspettavo molto da questo film. Invece questa pellicola, così tanto piemontese, racconta in modo gentile una storia difficile, sofferente, quella di una seconda perdita, senza mai scendere nel patetico e anzi, strappando molti sorrisi con battute e momenti simpatici.

Mi fermo qui, non ho voglia di scrivere una recensione. Preferisco godermi questa piccola emozione.

PS Un amico della mia associazione ha aperto un blog. Credo sia da tenere d’occhio.

Pubblicato novembre 30, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

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Il feudatario e la social card   9 comments

Sinceramente, credo che qualsiasi manovra di qualsiasi governo che vada nella direzione di aiutare le persone più povere sia da guardare almeno con un minimo di rispetto e di attenzione, anche se si tratta di soli 40 euro e non per tutti. In situazione di crisi, nella crisi in cui tutto il mondo si trova, credo poi che questo fatto sia ancor più apprezzabile.
Non perché mi accontento di briciole (anzi, sono già pronto ad impegnarmi politicamente, anche solo manifestando, perché il governo – qualsiasi governo – faccia di più per i suoi poveri e i suoi lavoratori), ma per onestà intellettuale.
Quando il Governo Prodi ha aumentato le pensioni minime di circa 50 euro, si era sollevato un anno fa, un coro di pro e contro. Prendendo solo due esempi mediatici opposti, da una parte c’era Michele Serra che su Repubblica diceva che 50 euro « sono pochi ma non pochissimi. E comunque sono un piccolo segno di attenzione per quelli che una volta si chiamavano poveri »; dall’altra una Prestigiacomo che da Ballarò ripeteva in modo ipnotico e ossessivo, come in un rosario, che Prodi aveva dato tot centesimi di euro al giorno ai poveri. Ricordate che fastidio, come faceva prudere i pollici?
Ho detestato la sua posizione. Oltre che la sua voce, ovviamente. Trovavo quella critica, tot centesimi al giorno, uno schiaffo nei confronti di chi su quei 50 euro al mese non ci avrebbe sputato sopra affatto.
Ecco perché oggi non posso accettare (per onestà intellettuale, appunto), che l’Unità della brava Concita De Gregorio utilizzi lo stesso giochetto di una noiosissima Prestigiacomo, titolando e impaginando il suo giornale come ha fatto il 27 novembre: Elemosina.
Se è elemosina oggi, lo era anche quella del Governo Prodi.
 
Non è dunque questo il problema, semmai un altro.
E cioè l’uso di una carta di credito ad personam. Questo è il vero aspetto barbaro, secondo me. Intanto perché queste tessere avranno un costo per lo Stato (utilizzano il circuito mastercard, senza contare i costi di realizzazione, etc). Poi perché possono essere imbarazzanti – quante gente sarà in difficoltà nell’esibire questa sorta di patentino di povertà?
C’è però poi soprattutto un altro motivo che spiegherebbe perché non si è agito direttamente sulle pensioni come ha fatto Prodi. Perché gli aumenti di Prodi sono ormai dimenticati, anche da quelle stesse persone che ne hanno beneficiato. Nessuno ci fa più caso in un paese senza memoria.
Una carta di credito invece resta, ti gira per casa, nel portafoglio; è, in una parola, visibile.
E questa cosa, legata alla perfino perversa capacità comunicativa della destra, si lega ad un secondo aspetto, quello che trovo poi infinitamente osceno: il fatto che questa carta, recapitata ai poveri dopo una precisa richiesta che dovrà essere vagliata, puzza di donazione, di elargizione che il feudatario fa nei confronti del suo popolino. Un popolino che ringrazierà Dio e il suo feudatario benefattore, per la carta recapitata a casa.
Questa è la vera vergogna, non il discorso pretestuoso sui tot centesimi al giorno.
 
PS Sulla prima pagina dell’Unità di cui parlo sopra, vedi
http://www.polisblog.it/galleria/prime-pagine-del-27-novembre-2008/7

Pubblicato novembre 28, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

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La solitudine dei numeri primi   8 comments

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Ho terminato da poco la lettura di La solitudine dei numeri primi, opera prima del mio concittadino Paolo Giordano.
Con una scrittura efficace, sincera, perfino tagliente, Paolo Giordano ci racconta una storia di solitudini, tragica, forse perfino crudele: l’impossibile incontro di due persone, Alice e Mattia, amici di lunga data, che parrebbero gli unici due esseri a potersi comprendere nel profondo. E invece no, perché entrambi paiono assolutamente opposti e speculari: lei, con il suo troppo corpo, e il rifiuto del cibo; lui, con al contrario un’assenza di corpo e la necessità di sentirlo attraverso piccoli gesti autolesionistici.
 
Alice e Mattia sono due personaggi di fantasia. Mi auguro che l’autore non abbia conosciuto in sé il vuoto dei personaggi che racconta.
Eppure, quante persone in carne ed ossa sono prigioniere dei loro propri vuoti?
Quante persone riescono a trovare la forza per affrontare nel profondo i demoni che hanno generato quei vuoti?
E ancora: quante persone reali si muovono nel mondo come se avessero dei pesi agganciati alla cintura, pesi antichissimi, che non permettono loro di spiccare, per quanto possibile, il volo?
 

Pubblicato novembre 26, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

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Gli Obamas   7 comments

Già è stato penoso che un Veltroni si paragonasse a Barack Obama.

Poi è arrivata la Gelmini.

Ora pure la soubrette del MSI?

Pubblicato novembre 22, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

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2 volte genitori   4 comments

Nel giorno della giornata mondiale dell’infanzia, vorrei paradossalmente parlare di genitori.

“2 volte genitori” è il documentario del regista Claudio Cipelletti nato parallelamente alla ricerca della sociologa dell’università Piemonte orientale Chiara Bertone e con la collaborazione dell’Agedo, Associazione genitori e amici di omosessuali. Chiara, che mi onoro di avere tra le mie amicizie, a proposito, dice:

«Fino ad oggi le ricerche non hanno preso in considerazione la famiglia, come se le persone omosessuali fossero monadi, come se non avessero una famiglia. In realtà le famiglie sono fondamentali, soprattutto perché è sempre più frequente fare i conti con la propria omosessualità nella fase dell’adolescenza. Le famiglie però si ritrovano sole ad affrontare una situazione non prevista, non hanno modelli di comportamento a cui fare riferimento, né appoggi esterni a cui chiedere aiuto. Anzi, le famiglie stesse sono dei “gruppi sommersi”, faticano a dire in pubblico di avere un figlio omosessuale, hanno paura di essere colpevolizzati

Quello delle famiglia è infatti un tema molto sofferto nell’ambito omosessuale. Forse è per questo che, nei gay pride, il carro dell’Agedo è tra quelli più amati, applauditi e che quasi si fa a gara per abbracciare e baciare quei padri e quelli madri sui carri. Ma questo documentario, per la prima volta, guarda invece alle famiglie di persone omosessuali e al difficile percorso di accettazione, comprensione e amore.

Questo documentario svela dunque la difficoltà dei familiari ad “affrontare l’inesistente”, come dice una madre, ma fa uscire la grandezza di questi genitori di tutta Italia che ci hanno messo la faccia, per testimoniare le proprie difficoltà, ma soprattutto il proprio amore. Ed essere così utili per altri.

 

Invito qualunque insegnante, ma soprattutto qualsiasi genitore, qualsiasi persona interessata a prendere contatto con gli autori ( o con me, posso fare da tramite) per guardare e diffondere, magari all’interno di associazioni di genitori, questo utile documentario che si basa su testimonianze vere, di persone in carne e ossa, con le loro parole e coi loro occhi sinceri.

E mi tingo di rosso   21 comments

E così mi tingo di rosso. Ne avevo così bisogno.
Cambio il template del mio amato blog, nella speranza di essere ancora più Andrea (questo, il mio vero nome e non Sam), nella speranza di riuscire a continuare a trattare gli argomenti difficili che mi stanno a cuore; nella speranza di riuscire a portare qui anche quegli aspetti di me che ancora non sono riuscito a far trapelare (forse per timore di sminuire certi temi), ma che tanta importanza hanno per me: l’aspetto ironico, dissacrante, perfino buffone che chi mi conosce o mi ha conosciuto ritrova chiaramente in me.
Spero che questo rosso mi continui a dare energie, che questo divano diventi un posto piacevole dove ritrovarsi, per ascoltare, ma soprattutto parlare. Perché, in fondo, da ognuno imparo.
Perché ognuno dei tantissimi blog che frequento, in silenzio o commentando, mi lascia qualcosa, mi apre la mente, mi fa diventare una persona più attenta e, forse, migliore.
Questo per dire prima di tutto, grazie a chi mette in rete la propria testa, la propria cultura, la propria intelligenza o sagacia.
Grazie a voi.
E non è neppure il mio compleanno, oggi.

Pubblicato novembre 18, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

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Opposizione quella di Di Pietro?   12 comments

All’indomani della sentenza riguardante i drammatici fatti avvenuti all’interno della scuola Diaz, Di Pietro chiede con forza una commissione parlamentare che verifichi le responsabilità politiche di quei giorni. E lo chiede oggi, con al Governo la stessa gentaglia che allora infestava le Caserme delle forze dell’ordine, a far cosa non si sa.
Chiede oggi una commissione parlamentare, oggi. Quando un anno fa, nell’ottobre 2007, durante il Governo Prodi di cui faceva parte ed era ministro, ha votato contro l’ipotesi di una commissione d’inchiesta. E insieme a quei due gatti morti dei parlamentari di Mastella, da lui tanto deprecati.
 
All’epoca Di Pietro – lui che è un magistrato, non io che sono il re degli ignoranti – aveva addotto la scusa che da quella Commissione Parlamentare potesse dare la stura ad un secondo processo alla Polizia, quando invece nulla aveva a che fare con i lavori della magistratura: la commissione parlamentare avrebbe semplicemente verificato eventuali responsabilità politiche nelle mattanze di quei giorni a Genova. Ancora dobrebbe spiegare quell’assurda posizione.
Che Di Pietro oggi chieda la Commissione è – come giustamente osservano da Sinistra – uno schiaffo alle vittime di Genova, nonché una gran presa per il culo. Buona solo a far contenti i grillini e quelli che considerano quella di Di Pietro la vera e unica opposizione.
Se questa è la vera opposizione, siamo nella merda.

Pubblicato novembre 15, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

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