La solitudine dei numeri primi   8 comments

paolo_giordano01g
Ho terminato da poco la lettura di La solitudine dei numeri primi, opera prima del mio concittadino Paolo Giordano.
Con una scrittura efficace, sincera, perfino tagliente, Paolo Giordano ci racconta una storia di solitudini, tragica, forse perfino crudele: l’impossibile incontro di due persone, Alice e Mattia, amici di lunga data, che parrebbero gli unici due esseri a potersi comprendere nel profondo. E invece no, perché entrambi paiono assolutamente opposti e speculari: lei, con il suo troppo corpo, e il rifiuto del cibo; lui, con al contrario un’assenza di corpo e la necessità di sentirlo attraverso piccoli gesti autolesionistici.
 
Alice e Mattia sono due personaggi di fantasia. Mi auguro che l’autore non abbia conosciuto in sé il vuoto dei personaggi che racconta.
Eppure, quante persone in carne ed ossa sono prigioniere dei loro propri vuoti?
Quante persone riescono a trovare la forza per affrontare nel profondo i demoni che hanno generato quei vuoti?
E ancora: quante persone reali si muovono nel mondo come se avessero dei pesi agganciati alla cintura, pesi antichissimi, che non permettono loro di spiccare, per quanto possibile, il volo?
 
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Pubblicato novembre 26, 2008 da samuelesiani in Senza categoria

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8 risposte a “La solitudine dei numeri primi

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  1. Vedo che ti è piaciuto molto. E’ un libro che ha avuto molto successo ed al contempo, tra chi l’ha letto e che ho sentito, ha anche diviso. Io ammetto non l’ho letto ma il titolo per es attira moltissimo dimostrando molta originalità

    Ciao Sam
    Daniele il Rockpoeta

  2. Sì, è un buon libro. E lui sa scrivere molto bene.

  3. ho letto il libro appena uscito, sam ed ho seguito anche l’autore nelle varie interviste, è stato ospite anche da Fazio. Mi ha fatto un’ottima impressione anche come persona, è un ragazzo molto equilibrato e non si è montato la testa per niente.
    Il libro mi è piaciuto molto e ho sentito che vogliono fare il film. La vedo difficile
    ciao sam 🙂

  4. Ne avevo giò sentito parlare bene.
    Lo tengo a mente per Natale…

  5. @ Jere: l’ho visto anch’io da Fazio. Mantiene un profilo basso, è un ragazzo in gamba, anche se forse un pochetto algido. Già vogliono fare un film? E che!

    @ Franca: da leggere di sicuro, magari da regalare, anche.

  6. ancora non ho letto il libro (e lo farò, prima o poi). Ma sui pesi e sulle solitudini…a volte penso che certe disperazioni che si identificano nell’alcool esagerato del sabato sera, siano solo questo, forse…

  7. E’ possibile, Kitty. Magari non solo quello, ma anche quello.

  8. io l’ho letto….libro pessimista ma avvolto da un fascino particolare mlinconico e realista…..e l’associazione di leggi fisiche matematiche a sentimenti irrazionali e inquietanti da il senso alla nostra continua ricerca di tranquillità ma l’impossibilità di vivere la vita seguendo un’equazione perfetta….perche non esiste…..non leggete il libro se lo fate solo per parlarne….lo detesto il libro deve essere letto per appagare la sete e il tormento di noi perenni spiriti insoddisfatti!!!!

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