Archivio per aprile 2009

Quanta pubblicità gratuita   5 comments

Non c’è niente da fare. A sinistra – compresi noi blogger – dobbiamo avere una tara.

A destra utilizzano una strategia comunicativa che è sempre la stessa e noi, tutte le volte, tutte, ci caschiamo.

Questa volta B. ci propone un seminario con shampiste, veline, attricette, etc., ci sussurra in un orecchio che le candida alle Europee e voila! Il gioco è fatto.

E noi tutti – dai politici ai giornali di sinistra ai blogger – a parlare inutilmente di B. e di queste 4 sceme a tutto favore del PdL! Parlare e parlare di liste che ancora non sono state presentate.

Indipendentemente dal fatto che candidi tutte e 4 le galline o solo una o due (come credo, perché B. ma soprattutto chi gli sta alle spalle, non è scemo) noi da sinistra la finiamo o no di far loro tanta pubblicità gratuita?

Anziché parlare del PdL e delle sue soubrette non possiamo mettere lo stesso impegno per presentare candidati o liste a noi vicini?

Per qualcosa e non contro qualcosa (per altro facendogli pure un grosso favore)?

Thanks.

Pubblicato aprile 29, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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Un muro dentro un muro   3 comments

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Ieri sera, al Cinefestival GLBT di Torino è stato proiettato il film Coming out, di Heiner Carow (1989).

Questo film ha una valenza simbolica nella cinematografia omosessuale europea perché è l’unico film ad essere stato prodotto e realizzato nella Germania DDR, se avete fatto caso alla data, poco prima della caduta del muro. Per una casualità, poi, la pellicola è stato proiettata in sala nelle stesse ore in cui il muro di Berlino veniva abbattuto, iniziando un processo che poneva fine alla più grande ferita in Europa del Dopoguerra.

In quella sera, molti di quegli spettatori hanno preferito rimanere nella sala e vedere la fine della proiezione di quell’unico, prezioso film gay prodotto nella DDR, per poi unirsi, successivamente, ai festeggiamenti per la fine di una separazione, le cui immagini sono ancora così impresse nei miei occhi, all’epoca adolescente.

Trovo questo fatto fortemente simbolico.

Quella sera a Berlino stavano cadendo due muri, un muro dentro un muro. 

 

Vorrei farvi gli auguri per la festa della Liberazione, non certo polemizzando col nostro mediocre premier, ma raccontandovi questa piccola storia.

Auguro ad ognuno di voi di lottare per una continua Liberazione: da ogni fascismo, da ogni discriminazione, da ogni violenza, da ogni sopruso, da ogni razzismo.

Ad ognuno di voi, nel ricordo di chi ha perso la vita per la nostra Libertà, oggi così poco difesa e amata, buona e continua LIBERAZIONE.

Pubblicato aprile 25, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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Torino GLBT film Festival   4 comments

E anche quest’anno sta per arrivare uno degli appuntamenti da me più attesi.
Il Torino GLBT film Festival, ormai alla sua XXIV edizione.

Inaugurazione giovedì sera, con il film fuori concorso "Fuera de Carta", che sarà successivamente anche nelle sale italiane, col titolo "Fuori Menu".

Molte le categorie e i film che potete vedere qui, sul programma.


Per chi, tra i miei amici blogger e i lettori, volesse venire, sarei ben lieto di conoscerlo e offrire un caffé, da buon padrone di casa.

Passerò molto del mio poco tempo libero a girare tra le sale.

Pubblicato aprile 22, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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Attenzione ai soccorritori e agli operai nel dopo terremoto   9 comments

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In questi giorni, dopo il terremoto che ha sventrato L’Aquila, sentiamo parlare con insistenza di ricostruzione, di attenzione a come questa avverrà, di controllo sulle possibile speculazioni e infiltrazioni mafiose nelle aziende che se ne prenderanno carico. Ancor più, vista l’accelerazione con cui il Governo pare – e giustamente – muoversi.

Credo però, che prima di parlare di ricostruzione si debba fare necessariamente un passo indietro. Prima di qualsiasi ricostruzione, esistono moli di macerie da spostare. Continueranno, fra la popolazione abruzzese, ricerche che se non avranno più come fine la ricerca di superstiti, quella di oggetti, di animali domestici, etc.

È necessario un controllo accurato su questa fase, perché quella terra crollata può contenere amianto e altre sostanza nocive.

È quindi poi fondamentale, per i motivi che accennavo più sopra, che la movimentazione di quelle macerie che precederà la ricostruzione  venga compiuta nel pieno rispetto delle leggi sulla sicurezza.

 

Dopo la tragedia dell’11 settembre, molti soccorritori hanno contratto, si pensa anche a causa del silicio presente nelle migliaia di computer e monitor andati distrutti, malattie respiratorie (ne avevo parlato alcuni anni fa). Oggi, molti di quegli stessi soccorritori, quegli stessi eroi, e molti di quegli operai senza volto, quelle maestranze che si sono occupate di smuovere la terra delle torri abbattute hanno contratto malattie e spesso – a causa dell’ingiusta legge sanitaria americana, che speriamo Obama possa cambiare – non possono neppure pagarsi le cure e sono dimenticati dalla società civile.

Da queste malattie è addirittura nato un processo che vuole trasformare le vittime in colpevoli, quando l’avvocato David Worby spiega che: " Alla maggior parte dei lavoratori non venne fornita nessuna protezione, e ad altri fu dato del materiale difettoso. Nessuno si curò di dare delle uniformi pulite a fine giornata. Le persone usavano mangiare sedute sulla pila di detriti."

 

Dobbiamo far sì che in Abruzzo, la comprensibile fretta della ricostruzione eviti che vengano commesse leggerezze sul piano della salute così come avvenute a New York nel 2001.

Questo è a mio avviso un dovere morale e penale delle autorità competenti che deve precedere necessariamente la ricostruzione.

Pubblicato aprile 16, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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Appello ai blogger: basta sciacallaggi   10 comments

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Da quel che sono riuscito a comprendere, credo che l’unica cosa importante oggi, per le persone vittime del sisma in Abruzzo, sia che noi si metta mano al portafoglio e la si pianti di speculare sul loro dramma.

Non servono volontari improvvisati, non si è in emergenza sangue, non servono pannolini per i bimbi. Smettiamola di gridare.

Ma soprattutto, oggi, con ancora quelle immagini negli occhi, smettiamola di speculare, non mettiamoci anche noi blogger a seguire i veri sciacalli.

Abbiamo visto Vespa, le celebrazioni di audience della Rai, il penoso riferimento dell’Unità al Referendum (“i soldi risparmiati agli sfollati”, una frase che mi ha fatto tanto schifo quanto quella di B. “Andate in vacanza. Paghiamo noi” e ampiamente segnalata sulla stampa estera), la speciosità e faziosità di Santoro che in queste ore – lo sto guardando in diretta – cercherà di fare le pulci ad una macchina dei soccorsi che, gli piaccia o meno, ha funzionato.

Smettiamola anche noi blogger, se è vero che – come credo – tendenzialmente siamo un poco più onesti degli stipendiati. Smettiamola, in questo contesto, di parlare di ponte sullo Stretto, delle penose frasi di B., del piano-casa. Ci sarà modo e tempo, nelle opportune sedi, per resistere e combattere queste vergogne.

Ma oggi, per favore, facciamo silenzio. Aiutiamo la ricostruzione di questa Regione devastata nell’unico modo in cui ci viene chiesto: contribuendo economicamente.

Si stanno istituendo molti fondi. Qui sotto ne indico alcuni:

 

Conto corrente indicato dalla presidenza del consiglio: numero 10400000, causale "pro terremotati"

Conto corrente organizzato dall’ANPAS (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze).

Conto corrente indicato da Croce Rossa Italiana, causale terremoto Abruzzo.

Conti correnti indicati dalla Protezione Civile.

Conto corrente indicato dalla Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia.

Fondo organizzato dal CRUI per la ricostruzione dell’Università di L’Aquila.

Fondo organizzato dal Ministero della Gioventù e da MTV per la ricostruzione di una o più strutture giovanili.

Fondo organizzato da SIAE per la ricostruzione del Teatro Comunale.

Fondo organizzato da Arcigay

 

E su questa pagina di Rainews24, ancora molte altre utili indicazioni.

Una bellissima storia   3 comments

Quest’oggi, in ore così difficili per l’Abruzzo straziato dal terremoto, vorrei raccontare una piccola storia di pace e di amore.
Arriva dall’amico Scacciamennule e la ripropongo così come l’ha scritta lui.


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Su La Repubblica di carta oggi, nell’inserto centrale "R2", c’è una bellissima storia Israelo-Palestinese: "Un Rabbino a Gaza", di Marek Halter, uno scrittore polacco, francese di adozione, ed ebreo. Ha organizzato una spedizione insieme all’organizzazione "Homme de Parole", di Alain Michel, al rabbino Michel Serfaty, e all’imam Hassen Chalghoumi (tutti francesi), che partendo da Gerusalemme è andata prima a Sderot a trovare le vittime dei razzi palestinesi, poi ha attraversato il confine a Eretz per arrivare a Gaza City e incontrare i palestinesi. Spedizione molto pericolosa: cosa diranno gli israeliani vedendo un imam fra loro? che faranno i palestinesi vedendo passare un rabbino con la kippà?

Il racconto è commovente (o almeno io mi sono commosso). Si parla della preghiera congiunta sul luogo in cui un padre di famiglia è stato ammazzato da un razzo a Sderot; e si parla di un palestinese che racconta di come un soldato israeliano abbia salvato lui e le sue due piccole bambine da un’esplosione. Si parla di pace: avete mai notato come le parole "Shalom" e "Salam" in fondo si assomiglino? Si parla di un lunghissimo striscione preparato dai bambini di Sderot con le due bandiere e con una pistola con una croce rossa sopra, che è stato donato ai bambini palestinesi. Si parla di una partita a basket su un campetto a Gaza.

E adesso faccio un appello a quei pochissimi che mi leggono: così come avete speso fiumi di parole e link per raccontare dei soprusi che gli israeliani hanno compiuto sui palestinesi; e come avete speso fiumi di parole e link per raccontare dell’odio dei palestinesi per gli israeliani;

Per favore, spendete anche qualche parola per raccontare questa storia.

Non si arriverà mai alla pace se si raccontano solo le ingiustizie. Non si potrà mai raggiungere la pace se non diamo coraggio alla maggioranza silenziosa e umiliata degli israeliani e dei palestinesi che la chiede con tutte le forze. Raccontate questa storia!

Pubblicato aprile 8, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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In piazza con la CGIL   Leave a comment


W LA CGIL

Pubblicato aprile 4, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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Diamo un occhio allo IOR   8 comments

Se quanto sta uscendo dal G20 di Londra è vero, vale a dire che si mirerà alla fine del segreto bancario e dei "paradisi fiscali", sarà curioso dare un’occhiata anche allo IOR (Istituto Opere Religiose, la banca del Vaticano,) e alla sua clientela.

Chissà chi sono le persone che vi depositano fondi?

Chissà che belle scoperte si potranno fare attorno ad una banca con una storia così interessante e così blindata e che – secondo qualche maligno – parrebbe collegata alla prematura scomparsa del "papa del sorriso", Giovanni Paolo I… 

Pubblicato aprile 3, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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Rapporto sull'omofobia in Europa   Leave a comment

Pochi giorni fa, è stato pubblicato dall’Agenzia Europea per i diritti umani, un documento sull’omofobia in Europa.

Il rapporto afferma, fra l’altro, che "l’attuale situazione in Europa rappresenta un problema che mette in risalto come omosessuali e transgender siano oggetto di commenti umilianti, insultanti e atteggiamenti che possono arrivare agli attacchi fisici."

Dunque nessuna buona notizia. Anzi, si legge che l’Italia è ben al di sotto della media europea  e che insieme ad altri paesi (Bulgaria, Estonia, Romania, Polonia, Lettonia, Repubblica Ceca, Malta, Cipro e Ungheria) "appelli a migliorare i diritti di omosessuali e transegender sono stati accolti da risposte negative da alcuni politici e da rappresentanti di istituzioni o di gruppi religiosi".

Basti pensare all’oscena manifestazione del Family Day, evento sovvenzionato dalla Chiesa Cattolica, nato per contrastare – e ci riuscì – la già debole legge sui Diritti e doveri dei conviventi (Di.Co).

Il rapporto evidenzia inoltre, come viene fatto notare da Rainews24, come atteggiamenti e legislazioni varino di paese in paese e come questo rifletta anche nel modo di guardare al mondo gay.

Nota a questo proposito la mia amica Chiara Lalli, dalle pagine del suo blog:

"Una legge non basterebbe; una legge non è una bacchetta magica. Ma è verosimile pensare che una legge giusta e paritaria avrebbe il potere di mettere in moto un processo verso una società più equa. E il dovere dei governi è anche quello di promuovere una società che garantisca davvero a tutti le stesse possibilità e gli stessi diritti."

Il ministro delle Pari Opportunità, che appena eletta parlava di come i suoi amici (forse i ballerini gay del tempo della filanda in Rai e dei calendari) le riferissero di non subire discriminazioni, e che tolse il patrocinio al Gay Pride, tace di fronte a questo rapporto.

Dal mio punto di vista, è abbastanza chiaro che i paesi più confessionali o dove trionfa la Chiesa cattolica sono i paesi più omofobi. Per quanto riguarda l’Italia, il Vaticano e questo governo col suo ministro da calendario sono corresponsabili di quanto segnala il rapporto sulle discriminazioni in base all’identità di genere e l’orientamento sessuale.

Una vera emergenza: migliaia di bimbi maltrattati   4 comments

Riporto qui una notizia che mi è arrivata via  Adnkronos Salute (27 marzo ’09). Giusto perché in un’epoca di falsi allarmi sociali, esistono delle vere  emergenze di cui nessuno parla.

Pediatri, migliaia di bimbi maltrattati, un’emergenza da affrontare.

Il maltrattamento infantile è una delle piaghe più dolorose che la società civile deve affrontare. "Per quanto aberrante possa sembrare – afferma Pasquale Di Pietro, presidente della Società italiana di pediatria in una nota – ci sono migliaia di bambini che vengono tutti i giorni maltrattati, lì dove maltrattamento può significare veri e propri atti di violenza fisica, psicologica, ma anche forme di trascuratezza e negligenza. Uno studio prospettico di qualche anno fa dell’Istituto superiore di sanità, effettuato sui pronto soccorso – ricorda Di Pietro – aveva riscontrato un’area di rischio (considerando anche le forme meno gravi come la trascuratezza) pari al 2% degli accessi".La maggior parte dei casi di maltrattamento infantile, prosegue Di Pietro, avviene all’interno della famiglia, spesso a causa di genitori psicologicamente fragili o di contesti sociali degradati. "Ci sono, pertanto, delle situazioni a rischio che possono favorire questo tipo di evento e che vanno tenute sotto più stretto controllo – rileva il pediatra – ma il maltrattamento può avvenire anche in contesti insospettabili". Uno dei maggiori problemi è il riconoscimento del problema da parte di quelle figure ‘istituzionali’ esterne alla famiglia che hanno contatto con i bambini. "Primo tra tutti il pediatra del bambino, ma anche gli insegnanti e la rete dell’assistenza sociale in quei casi in cui è già attiva per seguire la famiglia. Poiché i casi di maltrattamento non sono quasi mai isolati sottolinea il presidente della Sip – ma si ripetono nel tempo, è particolarmente importante il riconoscimento precoce che può togliere prima possibile il bambino da una situazione che ha generalmente gravissime conseguenze sul suo sviluppo psico-fisico". D’altra parte la delicatezza del problema deve fare agire "con competenza e cautela, perché non sono rari i casi di genitori ingiustamente accusati di aver usato violenza sui loro figli e riconosciuti poi completamente innocenti, con tutte le conseguenze terribili, per lo stesso equilibrio della famiglia, che comporta vivere una situazione del genere", ricorda Di Pietro. La Sip ha sempre avuto a cuore il problema del maltrattamento infantile e ha creato già molti anni fa un Gruppo di studio hoc, che ha sviluppato, tra l’altro, una check list per il riconoscimento dei casi di maltrattamento.