Pride di Torino: e i soliti commenti   1 comment

Ieri si è svolto a Torino, il Pride regionale, un po’ in anticipo, in verità. Qualche polemica condivisibile lo ha preceduto (è stato proibito al corteo di prendere via Arcivescovado, dove ha la casa l’amata vescovessa Poletto), ma è stata la solita festa di civiltà.

La manifestazione si è poi conclusa in un modo straordinario e unico in Italia: dal balcone del Palazzo di Città, l’assessore alle Pari Opportunità Levi con alcuni organizzatori del Pride hanno srotolato un lunghissimo striscione rainbow raccolto sulla folla. Simbolo di unione tra istituzioni cittadine e istanze gay.

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Fino a ieri sera, i giornali Repubblica e la Stampa sono riusciti a pubblicare nella versione online lo stesso articolo.  Poi la Stampa nella versone cartacea si è salvata la faccia, con un nuovo articolo, mentre Repubblica cerca adesso di mettere in fretta e furia un nuovo articolo, facendo sparire la scemata. Ma le caches di Google sono formidabili per  sgamare le cretinate. E che articolo, poi!
Non so se riuscite a leggere ma questo era l’incipit:
"Lunghe parrucche e costumi d’epoca, ma anche mise trasgressive, con minigonne vertiginose, calze a rete e tacchi a spillo".

Va da sè, che nei commenti all’articolo di Repubblica, i redattori sono stati ampiamente presi per il culo: "Ma c’eravate?", "Avete lo stesso articolo comparso sulla stampa!", etc.

Anch’io ho lasciato un piccolo commento:

"Di parrucche e minigonne vertiginose se ne vedono in abbondanza nel nostro Parlamento e senza tanto scandalo. Ma quando si parla di Pride, vi vengono i pruriti degli anni ’50".

Che fessi.

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Pubblicato maggio 17, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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Una risposta a “Pride di Torino: e i soliti commenti

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  1. Questo dimostra o la loro malafede od il loro disinteresse per non esserci neanche stati…

    Ciao Sam!!!
    Daniele il Rockpoeta

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