Archivio per agosto 2009

Perché Sacconi stringe tanto i tempi sul testamento biologico?   6 comments

E’ vero. Sacconi era al Meeting di Rimini ed era doveroso dare un boccone ai tanti soldatini di don Gius, tra l’altro un vero serbatoio di voti per il PdL.

Eppure… questa fretta nel proporre una leggina per rendere obbligatoria la nutrizione artificiale, anticipando la discussione sul testamento biologico, mi puzza non poco (per altro si dice nutrizione, Sacconi, non alimentazione come la chiamate voi clericali delle balle. Leggete Chiara, o Giuseppe, che ve lo spiegano bene).

No, io mi sto facendo un’altra idea… ovvero quella che i nostri parassiti d’Oltretevere, quelli che coprono e spostano di diocesi in diocesi i pedofili, per capirsi, pensano che il Governo del puttaniere non è poi così robusto come sembra e che forse potrebbe avere grossi problemi in autunno – anche – per via della Lega. E intuiscono che, passata questa scialuppa di mariuoli, contrabbandieri e presunte mignotte – tutti ampiamente ricattabili – trattare in futuro, per esempio con Fini, potrebbe non sortire gli stessi successi che si avrebbero trattando appunto con una Roccella o un Sacconi. Gente piccolina, insomma.

Non che mi fidi di Fini, anzi…

Voi cosa ne pensate?

Pubblicato agosto 26, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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Feste di fine estate   Leave a comment

Il 28 agosto incomincia a Torino la festa di Sinistra e Libertà, con vari appuntamenti interessanti: da incontri con Mercedes Bresso, Travaglio, Giancarlo Caselli e molti altri, a serate musicali, a grandi abbubbate come ci ricorda l’amico Francesco, che di Sinistra e Libertà è anche consigliere al comune di Torino.
La mia associazione radicale parteciperà a due incontri, uno sull’immigrazione (il 30 agosto) e uno sulle tossicodipendenze (il 29 agosto).
Spero di passare un po’ di tempo con gli amici di SL.
Tutto il programma lo trovate qui.

Sempre negli stessi giorni c’è anche la festa dei democratici. Anche qui saremo presenti quasi tutte le sere, con uno stand, e mi potrete incontrare lì, se vorrete. Il programma lo trovate anche su questo sito.

Vorrei in particolare segnalare un evento che mi sta molto a cuore. Il 29 agosto, alle 21, sarà alla festa democratica Ignazio Marino, il candidato alla segreteria del Pd, l’unico ad che sento davvero dalla mia parte, l’unico che posso totalmente sostenere.

Pubblicato agosto 25, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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La differenza tra cattolici e clericali   8 comments

Non è nella natura del mio blog, che vorrebbe essere uno spazio di riflessione, riportare per intero articoli di altri. Ma faccio un’eccezione per un articolo comparso su La Repubblica di ieri, a firma Massimo L. Salvadori.

Seppur poco, questo articolo lenisce la recente offesa della Gelmini alla laicità (e alla giustizia), che persiste nella discriminazione, nonostante la sentenza del Tar del Lazio. Se non altro, perché parla chiaro. Eccolo:

La differenza tra cattolici e clericali

I fondamenti della grammatica concettuale possono essere distorti per trascuratezza o ignoranza, ma anche per un calcolo strumentale. È il caso dell´uso, diventato in Italia corrente, dei termini "laici" e "cattolici", secondo cui i primi sono i non credenti, coloro che non intendono dare alla Chiesa cattolica tutti i diritti che le spettano, e i secondi gli appartenenti, tout court in quanto cattolici, al fronte contrario. Ed è naturale che siffatta distinzione-opposizione, la quale altro non è se non una grande confusione-distorsione, piaccia assai alle gerarchie cattoliche, perché essa altera e nasconde la vera distinzione-opposizione: quella tra "laici" e "clericali". Bisogna dire che davvero offende che si sia dimenticata, sovente anche da parte di molti che si qualificano come laici e si sono tranquillamente adattati alla confusione, la lezione di grandi studiosi non credenti e credenti, cattolici e non cattolici, quali Francesco Ruffini, Gaetano Salvemini, Carlo Arturo Jemolo, per citare pochissimi nomi esemplari. I quali hanno insegnato che laici non vuol dire non cattolici, che cattolici non significa non laici, che i laici sono i non clericali indipendentemente dal fatto di essere o non essere credenti, cattolici o non cattolici e che i cattolici si dividono a loro volta in non clericali e clericali. Una grammatica concettuale, questa, ben chiarita a suo tempo, ma che appare oggi in Italia largamente dimenticata. A ribellarsi alla distorsione dovrebbero essere sia i non credenti sia i cattolici non clericali; ma così non è. È pur vero che ogni tanto qualche voce, anche dal versante cattolico, si leva a respingere la distorsione, ma questa ormai si è imposta.
Alle gerarchie ecclesiastiche riesce comprensibilmente gradito un simile stato di cose. Dividere gli italiani tra laici e cattolici costituisce il presupposto di una contrapposizione ad esse conveniente, della tenace azione intesa a impedire l´emergere anzitutto all´interno dei cattolici della distinzione tra cattolici laici e cattolici clericali, della riduzione dei laici a "laicisti" non credenti che non riconoscono il diritto della Chiesa di occupare lo spazio pubblico nei modi prevaricanti e privilegiati a questa assicurati a partire dai Patti del Laterano.
La laicità è libertà per tutti; è rispetto dei diritti di ogni individuo e gruppo di seguire ciò che detta la coscienza, di praticare, organizzandosi, la propria filosofia, ideologia e religione senza violare i diritti altrui e pretendere di acquisire posizioni di monopolio o di predominio in forza di privilegi e della discriminante protezione del potere politico; è creazione di un luogo aperto in cui le frontiere delle credenze si formano e si spostano unicamente per spontaneo consenso; è confronto paritetico tra le verità che si ritiene di possedere e si vogliono divulgare; è riconoscimento reciproco della dignità di tutte le visioni del mondo non violente, del diritto di dibattito e confronto; è rinuncia al ricorso a bracci secolari per far prevalere le une a danno delle altre. Per questo la laicità è un´idea universalistica che nessuno esclude e tutti comprende; e che richiede uno Stato laico, di diritto, tutore del pluralismo culturale, religioso e sociale. Esso è laico perché assicura nell´eguaglianza le libertà di credenti e di non credenti, di credenti sia cristiani sia appartenenti ad altre confessioni. In questo sta la sostanza, continuamente fraintesa, della "neutralità" dello Stato laico. Da esso si differenzia lo Stato semi-laico, quale è lo Stato italiano odierno, che afferma i valori laicità ma in via di fatto conferisce privilegi di molteplice sorta alla Chiesa cattolica, la quale li chiede, anzi pretende, in nome del principio illiberale e contrario all´eguaglianza che la religione della maggioranza abbia in quanto tale diritti particolari, da tradursi in primo luogo in moneta sonante e una posizione dominante nel campo dell´insegnamento.
Lo Stato laico si contrappone allo Stato clericale, che nella storia europea ci ha dato continui aspri e persino crudeli conflitti religiosi, politici e civili; alla cui fine hanno contribuito il riformismo dei sovrani settecenteschi, le lotte di liberali e democratici, il tanto, anche recentissimamente deprecato dalle gerarchie vaticane, illuminismo, il faticoso farsi strada nel seno e del protestantesimo e del cattolicesimo delle correnti che, non a caso, furono denominate e si denominarono "liberali". Tendenze liberatrici, che la Chiesa cattolica combatté e denunciò come perniciose e colpevoli di contrastare e al limite di mirare a distruggere l´unica verità in effetti tale e in grado di guidare propriamente le coscienze. Certo, oggi non è consentito neppure alla Chiesa di respingere frontalmente, come in passato, lo Stato laico; ma laico essa lo vuole sempre e soltanto se le offre gli strumenti per stabilire una condizione di primato religioso, morale e civile, orientando allo scopo la politica.
Basta, dunque, nel nostro paese con questo deviante, equivoco, prevalente linguaggio che pone da una parte i laici e dall´altra i cattolici; e si ritorni alla giusta, vera e illuminante distinzione tra laici e clericali. Uno dei terreni principali in cui in Italia si gioca la questione della laicità dello Stato è, come a tutti presente, la scuola. A questo proposito vorrei concludere citando un passo di Salvemini, tratto da un discorso tenuto alla Camera il 2 luglio 1920. Lo Stato – diceva – «non domanda all´insegnante quale fede politica e religiosa abbia: gli domanda solo che dimostri di possedere l´educazione critica e scientifica senza cui ogni fede è dogmatismo, è catechismo, è fanatismo, non è luce di umanità, non è vita dello spirito. Gli domanda (…) di sviluppare nei suoi alunni quelle abitudini critiche e razionali, che permettano loro di rendersi conto delle basi attuali delle loro credenze, e li metta in grado di conservarle o mutarle (…)». Ora i cattolici che respingono i principi di laicità «non accettano questa scuola. Per essi la verità è una sola: quella tramandata da un ente superiore all´umanità e di cui è depositaria la gerarchia ecclesiastica… E la scuola deve insegnare questa sola verità». Il tempo passa, ma in Italia resta sempre aperta la questione di intendere la laicità per ciò che è e ha da essere.

Carcere e carcere   4 comments

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Nei giorni attorno a Ferragosto, i compagni radicali con parlamentari di entrambi gli schieramenti e consiglieri regionali, hanno fatto un giro di ispezioni di tutte le carceri italiane.

L’immagine che ne viene fuori un po’ ovunque è desolante. Non è certo un caso che proprio in questi giorni siano scoppiate tante proteste negli istituti carcerari.

Ciò che trovo più drammatico è la palese anticostituzionalità di questa situazione. Se il carcere è luogo di rieducazione, come definisce l’art. 27 della Costituzione, quale recupero può essere garantito in tali condizioni?

 

Su questo tema, mi viene di scrivere di un libro che ho letto un po’ di tempo fa: Ragazzo del Borstal, dell’irlandese Brendan Behan, un personaggio decisamente bizzarro – sempre ubriaco perso durante le interviste e gli incontri pubblici. Il Borstal del titolo è il nome con cui nell’Inghilterra della fine degli anni ’30 si designavano i riformatori, luogo in cui è finito l’autore nell’adolescenza, quando fu arrestato per aver trasportato a Londra dell’esplosivo per conto dell’IRA.

 

Eppure, nonostante fosse un nemico del paese che lo incarcerava, la sua esperienza è tutto sommato importante per la sua crescita. Dal suo racconto scaturisce un luogo di grande rispetto, soprattutto per merito di un illuminato direttore del Borstal. In questo luogo, i ragazzi hanno modo di imparare un mestiere o di praticare quanto già facevano fuori. Ma non solo: hanno momenti di svago, di gioco. Si organizzano tornei di rugby e di calcio, si va a messa (separati tra cattolici romani e protestanti inglesi: le differenza religiose sono qui trattate con uno sguardo decisamente naif e piacevole), si ha modo di bere regolarmente il té, fumare qualche sigaretta, fare amicizia e a botte, ma soprattutto leggere – cosa che sarà fondamentale per il giovane Behan.

Insomma, l’immagine che viene fuori da questo libro è decisamente più confortante di quanto arriva dalle carceri italiane del Ventunesimo secolo.

 

PS: Da questo libro è tratto un omonimo film che si tinge di rainbow. Nel libro non ci sono chiari rimandi all’omosessualità, ma siamo negli anni ’60 e… il personaggio di Charlie, un poco lo dà da pensare!

Comunque, li consiglio. Sia il film, sia il libro (che però è piuttosto introvabile e ha una traduzione degli anni ’60 che cozza decisamente con la freschezza del racconto).

Incontrare lo sguardo di un bambino   4 comments

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                  Foto di BriceFr


Incontrare lo sguardo di un bambino di poche settimane, o mesi, è un’esperienza sorprendente. E se è vero quanto sosteneva Sartre – e già prima di lui, Pessoa – che attraverso lo sguardo ci si riconosce, essere visti da un bambino piccolo è come vedersi riflessi in un profondissimo lago.

Il suo sguardo, privo di sovrastrutture, di retaggi sociali, di influenze familiari, è quanto di più animale, di più  istintivo sia rimasto all’essere umano.

Ed è un qualcosa che trascende il tempo. Verrebbe da dire atavico, o comunque un qualcosa che ci riporta indietro nelle nostre origini: poiché quello sguardo doveva essere lo stesso dei bambini di pochi mesi, o settimane, del tempo di Dante, o prima ancora, dei greci, e via via, indietro nel tempo… lo stesso sguardo con cui venivano guardati i nostri progenitori, i primi uomini sulla terra.

È uno sguardo ancestrale, uno specchio che può essere anche intollerabile.

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In questo senso, pur senza alcuna giustificazione, posso comunque attivare a capire il motivo per cui molte madri, e padri, possano arrivare a fare del male o addirittura uccidere le proprie creature.

Non perché non sopportano le grida e i pianti di questi, come spesso ci si trova, frettolosamente, a dire. Piuttosto, perché non riescono a sostenere il loro sguardo.

Perché non vi è nulla di più penetrante, e talvolta, insostenibile per un adulto, che lo sguardo di un bambino di poche settimane o mesi.

Pubblicato agosto 16, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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Fanatismi nel mondo   3 comments

Questo capita quando si vuole un paese teocratico, quando si ha paura di perdere quei voti dei pazzi scatenati che si nascondono dietro le religioni.

In Afghanistan, Karzai, l’amico della CIA ai tempi di Bush, ha approvato una legge che legalizza la discriminazione contro donne sciite. Questo, per ingraziarsi i leader della minoranza sciita, in vista delle elezioni del 20 agosto.

Tra gli articoli della legge recentemente promulgata (ma già proposta a marzo di quest’anno): il diritto del marito a negare gli alimenti alla moglie se lei rifiuta un rapporto sessuale, la concessione della tutela dei figli solo a padri e nonni, l’obbligo per una donna di chiedere il permesso al marito per lavorare e la possibilità per uno stupratore di evitare il processo risarcendo la vittima in denaro.

Quando la religione si apparenta con il potere politico, o quando il secondo si inchina al primo, questo è il risultato.

Un altro colpetto ai nostri amati parassiti   6 comments

Scrutini negati ai professori di religione.

Pubblicato agosto 12, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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Quando il gossip fa politica   5 comments

Brad Pitt ha rilasciato un’intervista a Parade Magazine, dove spiega il motivo per cui non si è ancora sposato con Angelina:

When someone asked me why Angie and I don’t get married, I replied, ‘Maybe we’ll get married when it’s legal for everyone else,’  […] I believe everyone should have the same rights. They say gay marriage ruins families and hurts kids. Well, I’ve had the privilege of seeing my gay friends being parents and watching their kids grow up in a loving environment.

In pratica, Brad Pitt ha dichiarato che la scelta è innanzitutto politica: forse lo faremo, quando sarà possibile per tutti.

E aggiunge che tutti devono avere gli stessi diritti e che nessuno può decidere per altro.

Ma non è tutto. L’attore ha parlato anche della fortuna di potere vedere i suoi amici gay crescere i loro figli e alla domanda "E se un tuo figlio fosse gay", risponde:

Listen, I want my kids to live the lives they want to live. I want them to be fulfilled. I hope I teach my kids to be who they really are.

Diciamocelo, e non solo in senso estetico, ma quanto sono fighi lui e Angelina?

Una certa cultura di Grillo è una delle piaghe del nostro paese?   12 comments

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Da ormai molti anni, diffido del fenomeno Grillo e trovo alquanto pericolosa la cultura che ne è derivata, quella del taglio con l’accetta, del tutti i politici vogliono solo la poltrona, tutti i sindacalisti sono ladri, tutti i giornalisti asserviti al potere.

Credo che paragonare centro destra e centro sinistra non sia solo ingiusto ma pericoloso, perché non ha fatto altro che far alzare l’astensionismo, ovviamente tra gli elettori di sinistra (mica tra i corrotti e ignoranti del centro destra).

Pur considerando tutte le colpe della sinistra, dalla bicamerale alla mancata legge sul conflitto d’interesse, la sinistra italiana non è come “questa” destra.

È volgare paragonare Franceschini e Veltroni a Berlusconi. Per quanto siano leader pieni di limiti, i segretari del Pd non sono in odore di mafia, né iscritti alla P2, né amici di dittatori come Putin e Gheddafi.

Ma la cosa che più mi fa più pena è osservare la cultura, bassissima cultura, che da Grillo è nata.

Da tempo volevo scrivere un post per segnalare come, secondo me, Grillo ha fatto il gioco della destra e come abbia infangato la cultura italiana.

A darmi la stura è stato un caso del novarese che mi ha veramente fatto girare le palle.

Dopo il terribile incidente della cisterna del treno esplosa in stazione di Viareggio, da abili speculatori, un gruppo di uomini e donne a Novara hanno formato un movimento che per 24 ore ha presidiato la stazione per contare  le cisterne che passavano vicino a casa loro.

La loro proposta è quella di fare una linea apposta e togliere le cisterne dai treni che passano nelle città. Che gente! Dunque, farle passare su gomma, visti i tempi per la realizzazione di linee ferroviarie…

E vorrei poi vedere se per la loro linea deputata fosse chiesto un loro terreno o di lasciare la propria casa come è capitato per l’Alta Velocità.

Ma poi, quanti casi come quello di Viareggio sono capitati in Italia negli ultimi 80 anni? E non conviene piuttosto pretendere che siano rispettati o anche alzati gli standar di sicurezza ci chi opera con le merci sulle infrastrutture  delle ferrovie italiane?

Non ho idea se quel movimento a Novara fosse collegato ai meetup di Grillo, né sono al corrente se lo sia questo sito che tratta analoghi temi sempre nel novarese.  

Di certo c’è, che questo tipo di speculazioni rientrano appieno in una certa cultura nata dal comico genovese.

Pubblicato agosto 5, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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La religione uccide. Ancora una volta.   6 comments

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Buttando un occhio ai giornali di oggi, sono stato colpito da due notizie drammaticamente simili. In un locale gay di Tel Aviv, un uomo armato ha fatto irruzione uccidendo un ragazzo e una ragazza. Entrambi giovanissimi. Quasi certamente, il responsabile della tentata strage è un folle istigato all’odio verso gli omosessuali da qualche rabbino ultra-ortodosso.

In Pakistan altri folli, questa volta fondamentalisti islamici, hanno ucciso tot cristiani.

È inutile parlare di casi isolati, o raccontarsi la fiaba che la religione è amore e tolleranza. Ogni religione sconfina sempre nel fondamentalismo, perché è strettamente connessa col potere e desiderosa di questo. È nella sua natura.

E questo discorso vale anche quando non ci scappa un morto. Non è forse violenza quanto si sta scatenando dalle pagine dell’Avvenire contro la RU486? È una vera chiamata alle armi (da noi, se non altro di parla di armi politiche) di quei tanti parlamentari e del Governo che sputano sulla nostra Costituzione per servire gli interessi di Oltre Tevere. Forse perché troppo ricattabili.

E non sono forse cruenti i rappresentanti laici dei nostri parassiti? I vari Giuliano Ferrara, la Binetti, la Roccella?

E quanto sono osceni i Fisichella, i Betori, i Bagnasco, i Barragan, gente che non ha fatto nulla per difendere le vittime dei preti pedofili, anzi ha coperto e spostato i colpevoli! Gente che deve ancora fare chiarezza sulla sparizione di Emanuela Orlandi in cui, a partire dal papa polacco, erano dentro fino al collo.

La religione uccide. Dove può, lo fa senza problemi.

Da noi probabilmente vorrebbe, ma si limita a dettar le sue leggi sulla vita e sulla morte.

Pubblicato agosto 2, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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