Archivio per settembre 2009

Olocausto bianco   8 comments

Credo sia doveroso diffondere questo articolo di Repubblica in due puntate (qui la prima, qui la seconda), sebbene tratti l’argomento straziante della pedofilia.

Finalmente qui si parla di quello che è questo fenomeno internazionale: un vero olocausto che coinvolge milioni di vittime. Bambini, ma anche neonati, violentati, abusati, uccisi. Le cui foto sono poi, per lo più, fatte circolare via internet.

Ma quelle foto ci raccontano delle vite. Non mi stancherò di ripeterlo. E’ doveroso colpire i fruitori e gli assassini che producono tali orrori, ma prima di tutto si deve lottare per le vittime. Chiedersi chi sono, da dove arrivano e che fine fanno. Cercare di recuperarli da questi maledetti circuiti mafiosi, criminali, internazionali.

Dai dati raccolti dall’Associazione Meter di don Fortunato di Noto, stiamo parlando di almeno 2 milioni di bambini: in stragrande maggioranza femmine e di razza bianca, ma anche asiatici e africani e, in minor numero, araba e mediorientale.

E’ dunque un fenomeno mondiale. E non basta chiudere i siti, perché altri vengono subito aperti.

(Grazie a Paolo Borrello che ha messo gli articoli su Fb).

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La tecnologia Rfid e i soldati cavia   4 comments

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La scorsa primavera, un articolo de Il sole – 24 ore riportava un articolo piuttosto inquietante e che mi era stato segnalato dall’Associazione contro gli abusi mentali, fisici e tecnologici.

L’articolo era scritto da un docente di informatica dell’Università di Chieti – Pescara, Antonio Teti, e richiama brutte storie che già avevo trattato in passato sul mio blog, come il progetto Mkultra della Cia, che negli anni ’50 e ’60, aveva trasformato comuni cittadini in cavie. Tanto perché non lo si taccia di fantascienza, Clinton, nel 1995, aveva chiesto scusa alla nazione e alle vittime per questo progetto (video).

 

In pratica, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti sta perfezionando delle tecnologie a radiofrequenza (Rfid). L’idea avanzata dal dipartimento – e finanziata con 1,2 milioni di euro! – è quella di applicare questa tecnologia, mediante l’impianto di un tag (dispositivo di identificazione a radio frequenza) nel cranio di soldati in guerra, per verificare il loro stato di salute in combattimento. E grazie al cazzo.

Già questo credo sia preoccupante, ma c’è di più. Molto di più. Secondo il professor Teti. Ma credo sia più corretto, non essendo io un tecnico, rimandare all’articolo in questione: Cervello fuori controllo.

Pubblicato settembre 27, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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Io scelgo Ignazio Marino   4 comments

Credo di avervi detto che ho deciso, a luglio, di iscrivermi al Pd per sostenere nelle fasi congressuali che precedono le primarie, la candidatura di Ignazio Marino.
Marino è l’unico che nella sua mozione ha scritto dei sì e dei no chiari, forse talmente chiari da fare paura perché non lasciano alibi ai sì ma anche, ai no ma però (guardate il video che è tanto caruccio. Io ho scelto quello sui diritti, ma c’è anche sul lavoro, sull’ambiente, etc.).

Oggi c’è il congresso del mio circolo di residenza e spero di fare la mia parte.

Sono quasi certo che Marino arriverà alle Primarie. Allora non ci saranno scuse e toccherà ad ognuno di noi fare la propria parte per spingere il Pd verso un partito europeo, laico, moderno che dei teodem non sa che farsene (perché, come tutti i dogmatici, sono loro i primi a non essere democratici).

Vi farò sapere qualche risultato da Torino.

Intanto, in bocca al lupo a Ignazio e tutti noi.

Pubblicato settembre 26, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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Children see. Children do   Leave a comment

Pubblicato settembre 25, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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Più insopportabile della morte   5 comments

C’è una cosa che trovo più insopportabile della morte. Ed è la sua spettacolarizzazione.

Ho grande rispetto per qualsiasi persona muoia sul lavoro e i 6 militari morti in Afghanistan sono morti sul lavoro. Forse per loro c’è anche qualcosa in più: il rispetto che va a chi muore lontano da casa, compiendo un lavoro che – almeno in linea di principio – è a fin di bene.
Anche se io reputo quella guerra ingiusta, al pari di quella in Iraq, e partita più per motivi che non conosco (petrolio, forse, ma certo non solo) quei sei ragazzi non c’entrano nulla con le sfere di potere che l’hanno generata.

Ma ho un concetto del dolore che è strettamente connesso alla sfera dell’intimità. Per cui le grandi scenografie della morte mi disturbano più della morte stessa. Mi fa orrore il minuto di silenzio proposto dalla Ventura nel suo programma, perché lei sa cosa significa, c’ha il papà che era militare. Mi disturba il minuto di Amadeus, un minuto in cui le vallette smettono di muovere il culo, per poi tornare, sessanta secondi dopo, a cercare di rubarsi tra loro un’inquadratura.

E mi esaspera lo sciacallaggio del dolore dei parenti, sovarstati dai fumi delle frecce tricolore, le bare ricoperte dalla bandiera, le mogli e le madri semisvenute, le interviste a chi si trova lì perché ha un figlio in guerra, il bambino col berretto del papà morto che tocca la bara, i vescovi – i vescovi, perdio – che spietati e crudeli come sono si permettono di parlare di amore, di generosità, di altruismo. Loro… che chiamavano assissino Beppino Englaro…

Ecco tutto questo per me è la vera pornografia. Non riesco a reggerlo un solo minuto. Sarò strano, ma il mio modo  di onorare quelle morti è spegnere la tv, non comprare giornali, sperare che vengano sepolti il prima possibile e che le famiglie, quelle mogli e quei bambini, possano tornare presto alla vita. Che poi, è la stessa cosa che augurerei a chi mi sta attorno se fosse accaduto a me.

Pubblicato settembre 22, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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La Carfagna, i diritti delle donne e la guerra di religione   9 comments

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Oggi la stampa italiana ha riportato la notizia di un padre immigrato che ha ucciso la figlia per presunti “motivi religiosi”.

Maria Rosaria Carfagna, la bella soubrette scelta come portavoce del Ministero Che Non C’è ha oggi dichiarato a proposito:

Un delitto orribile, disumano, inconcepibile, frutto di una assurda guerra di religione che e’ arrivata fin dentro le nostre case. […] Casi terribili come questi ci inducono a proseguire la strada del ‘modello italiano’ nell’integrazione degli immigrati: ciascuno, in Italia, deve avere il diritto di professare la propria fede come crede, ma il Paese puo’ accettarlo soltanto se questa e’ rispettosa dei diritti umani, compreso quelli delle donne, e delle leggi dello Stato.

Più o meno a ruota (di scorta) Daniela Santanché ha di nuovo tirato fuori la storia del velo, anche oggi che non c’entra un cazzo (la realtà è che è Daniela che non conta più un cazzo, nella politica italiana: non ha un seggio in Parlamento, né un ruolo attivo, in alcun partito e spera su questo argomento di ritagliarsi una riga su un giornale. Come infatti è avvenuto. Un po’ come Rutelli, che ormai per far vedere che esiste deve smarcarsi dal Pd, parlare di “grande centro” o prendere la posizioni di un cardinale sul testamento biologico. Affaristi, insomma).

Niente da ridire quando la Carfagna parla di “rispetto dei diritti, compresi quelli delle donne” (chissà perché sente la necessità di precisare con quel “compresi quelli delle donne”),  ma perché sottolineare la questione religiosa, culturale del movente? Parlare di guerra di religione fin dentro le nostre case?

La Carfagna, una donna scelta dalla politica per la sua bellezza, è sicura che a casa sua, nel suo paese, il rispetto per le donne esista davvero? In un paese in cui lo stupro è diventato reato contro dal persona (e non più contro la morale) dal 1996, l’altro ieri? In cui il matrimonio riparatore era in vigore fino al 1981?

In un paese in cui esistono diversità economiche negli stipendi fra uomini e donne? In un paese in cui la percentuale di donne che ricoprono cariche di prestigio è pesantemente sotto la media europea? In un paese in cui le donne che lavorano sono il 46,7% (dato 2007), ultimi in Europa? È questa cultura che può insegnare qualcosa???

Ecco allora che quella sottolineatura dà proprio fastidio.

Ancor più perché amplifica la paura, rende più sospettosi e può inficiare i già fragili processi dell’integrazione.

Solleticando, per altro, il razzismo…

 

Vi è poi un ultimo aspetto da segnalare: se un padre musulmano uccide la figlia lo fa perché non si è intergrato o perché la sua cultura è violenta contro le donne (lungi da me l’ipotesi di passare per colui che difende le religioni: da laicista ritengo pericolosissime le religioni. Tutte. Alcune interpretazioni del Corano, poi, sono brutali nei confronti delle donne). Ma se avviene per mano di un uomo italiano si dice che uscito di testa o è “depresso”.

Due pesi, due misure.

Ma un omicidio rimane un omicidio. Ed è terribile, comunque, che un padre – o una madre – possa arrivare ad uccidere il proprio figlio. Indipendentemente dal motivo. Il problema è semmai il fatto che un padre – o una madre – possa disporre della vita dei figli!

 

E allora, in conclusione, porto all’attenzione della Carfagna un po’ di casi che devono esserle sfuggiti negli ultimi tre anni (il tempo trascorso da Hina a Sanaa, appunto, i due omicidi a sfondo “religioso”):

1 ottobre 2007, Padova, “Uccide la figlia dopo violenta lite. Lei lo rimproverava di fumare troppo”.

29 novembre 2007, Monza, “Uccide il figlio perché gay, libero dopo due giorni”.

23 giugno 2008, Reggio Calabria, “Padre uccide nel sonno figlio con problemi psichici”.

21 agosto 2008, Salsomaggiore, “Padre uccide moglie e figlia, poi si suicida”.

25 febbraio 2009, Milano, “Padre uccide figlio di nove anni e si suicida durante l’incontro in consultorio”.

26 agosto 2009, Sulmona, “Padre uccide figlia, vorrebbe solo espiare”.

1 settembre 2009, Sabbione – RE, “Uccide moglie e figli, è ancora in coma”.

Questi solo alcuni esempi.

Da segnalare in conclusione che nel solo 2006, secondo Eures-Ansa, le vittime in famiglia sono state  195.

Dov’era la Carfagna nel 2006? Ballava ancora per Magalli?

Poesiola   2 comments

Pubblicato settembre 16, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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