Archivio per ottobre 2009

Solidarietà alle persone transessuali   Leave a comment

Riporto qui un breve comunicato che con l’Associazione Aglietta ho diramato a seguito del caso Marrazzo.

"Esprimo piena solidarietà alle persone transessuali, le vere vittime del caso Marrazzo. Non entrando nella questione e nelle sue ripercussioni politiche, è doveroso constatare come si proponga nuovamente un parallelo tra transessuale e prostituta. Al di là delle dichiarate ‘debolezze’ di Marrazzo – che ci auguriamo avrebbe definito allo stesso modo se si fosse trattato di rapporti con delle donne – resta un velo oscuro che sarebbe opportuno squarciare su cittadini costantemente discriminati per le loro scelte e il loro stato: i/le transessuali.

Anche considerando che le transessuali interessate dalla faccenda si prostituissero liberamente, spiace che i media tendano per l’ennesima volta ad associare le persone transessuali, tra le più emarginate nel nostro paese, esclusivamente al mondo della prostituzione. Non è così; come sostengono da tempo le associazioni che si battono per i diritti delle persone transgender, quello è semmai un mondo nel quale molte transessuali finiscono per l’impossibilità di trovare un lavoro a seguito della propria condizione. Un corto circuito dovuto soprattutto alla mancanza di diritti e ad una politica sulla prostituzione che mira a nascondere la polvere sotto il tappeto, piuttosto che portare alla luce del sole, legalizzandola, una realtà che esiste ed è conosciuta da secoli".

Torino, 28 ottobre 2009

I volti dell'amore cattolico – 2   5 comments

Firenze. L’arcivescovo della città, monsignor Betori, sospende un prete e gli chiede di vivere un periodo di riflessione e preghiera per aver sposato una coppia, lui 58 anni e lei 64.

La loro colpa? La donna era nata uomo.

La vera colpa del prete? Aver celebrato il matrimonio nonostante l’ingiunzione del vescovo…

Pubblicato ottobre 27, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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Rutelli passa nell'UdC?   Leave a comment

Con Casini, ma non subito e non solo.

Francesco Rutelli a Bruno Vespa, alla presentazione del suo nuovo libro Donne di cuori.
Roma, 26 ottobre 2009


Ecco, appunto: ricordati di portar via l’immondizia quando esci.

Pubblicato ottobre 26, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

Un grazie ad Ignazio Marino   2 comments


Grazie Marino.

Hai portato i temi della laicità e dei diritti in una competizione che se è stata democratica e reale, è stato per la tua presenza.

Abbiamo ottenuto il raddoppio in percentuale dalle Primarie, rispetto al risultato dei circoli. Purtroppo, la tv e i giornali pesano ancora troppo nelle scelte politiche. E la tua mozione è stata oggettivamente snobbata dai media tradizionali.

Ciononostante la mia regione, insieme al Lazio, ha ottenuto il 18%. Migliori risultati in Italia. E non è male, per chi non aveva soldi, né truppe cammellate, né appoggi. Abbiamo fatto tutto da soli. Un sacco di volontariato. Mi piace pensare che, a questo risultato, ho contribuito anch’io.

Il fronte laico ora esiste nel Pd. E’ stato siglato con queste primarie. E in altre condizioni di parità, sarebbe stato ancora più forte il risultato ottenuto.

In più, pare che il peso morto Rutelli, stia per lasciare il partito. E questa, non potendo sperare che lasci la politica, è comunque un’ottima cosa… Vedremo gli spazi che avrà da Casini nell’UdC, in un partito in cui non avrà certo modo di distinguersi e smarcarsi…

Pubblicato ottobre 26, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

E la libertà di inchiesta, no?   3 comments

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In Italia, sono veramente pochi i giornalisti d’inchiesta con le palle. E quei pochi, quelli che veramente fanno il loro mestiere sono in genere perseguitati, o peggio, assassinati. Penso a Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, ma anche ad Antonio Russo, di cui ho parlato pochi giorni fa, Giancarlo Siani, Giovanni Spampinato ucciso dalla mafia negli anni ’70 e altri ancora. O penso ancora a Roberto Saviano, Rosaria Capacchione, giornalisti sotto scorta e minacciati…

La stragrande maggioranza dei giornalisti in Italia, è invece fatta di umili travet, personcine che non fanno altro che sfogliare le agenzie, per rilanciarle. Bravi, ne, niente da dire.

Ed ecco che mentre in Europa si sta giusto brindando o maledicendo per la bocciatura di due risoluzioni antitetiche sulla libertà di stampa in Italia, i giornalisti – anche quelli che tanto strillano sulla libertà – sono belli sprofondati nei loro pouf, connessi ad internet, a far che?

A prendere una bella boutade e commentarla. Per giorni. Rimbalzarla, rimpallarla, fino a rimbambire la gente. Anziché fare indagini, ci si bea di commenti, di opinioni.

Un esempio? La cagata organizzata ad arte e lanciata dalla Carfagna o da chi per essa: Niente bambine in burqa nelle scuole.

E tutti lì a masturbarsi sull’islam, che cosa è meglio, che cosa è peggio, ha ragione la Carfagna che è una gran fregna oppure no? Modello francese o tedesco?

Ma perdinci! Anziché commentare da seduti, un giornalista qualsiasi non avrebbe potuto farsi una sola domanda: ma esistono bambine in burqa nelle nostre scuole? Io credo proprio di no! E allora la Carfagna o chi per essa sta sparando cazzate, tanto per sviare l’attenzione da altri temi. Per creare casi che i pigri – ma liberi – giornalisti rilanciano beduinamente. 

Ma mi chiedo? Ha senso parlare di libertà di informazione se l’informazione si limita ad essere opinione? Non chiedo ai giornalisti di avere le palle di una Alpi, ma almeno un minimo più di voglia di verità… che poi, alla fin fine, a commentare le cagate del padrone, si fa poi solo il gioco del padrone.

Adesso vediamo quanti giorni durerà la storia di Tremonti e del posto fisso. Vediamo quanti editoriali, quanti programmi Tv, quanta fuffa…

Pubblicato ottobre 21, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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Come si vota (Ignazio Marino) alle primarie del Pd   5 comments

CHI VOTA (IGNAZIO MARINO) ALLE PRIMARIE DEL PD

Alle primarie possono votare TUTTI i cittadini italiani (e quindi anche i non iscritti al Pd), i cittadini europei residenti in Italia, gli immigrati con permesso di soggiorno e i ragazzi dai 16 anni di età.

Verrà inoltre istituito in tutte le Commis­sioni provinciali per l’elezione del Segretario e dell’Assemblea nazionale, un seggio per garantire l’esercizio del diritto di voto a cittadini, italiani e stranieri che studiano e lavorano in una provincia diversa da quella di residenza.
Gli studenti e lavoratori, muniti di documento di riconoscimento, debbono pre­sentarsi entro le ore 19.00 del 23 ottobre 2009 presso la sede provinciale del Partito Democratico, dove studiano o lavorano, e comunicare la loro decisione di votare in quella sede provinciale anziché nel seggio del luogo di residenza.

QUANDO SI VOTA (IGNAZIO MARINO) ALLE PRIMARIE DEL PD

Si vota Domenica 25 ottobre dalle ore 7.00 alle ore 20.00 (attenzione! torna l’ora solare).

COME SI VOTA (IGNAZIO MARINO) ALLE PRIMARIE DEL PD

Per votare sono indispensabili un documento d’identità e la tessera elettorale.
Si vota facendo un’unica X sulla lista, ovviamente quella di Marino per il nazionale (e una sulla lista "Tricarico per Marino" per il Piemonte).
IMPORTANTE: per votare bisogna versare un contributo di 2 euro.

DOVE SI VOTA IGNAZIO MARINO ALLE PRIMARIE

Per sapere qual è il tuo seggio elettorale, compila questo form , inserendo la provincia, la città, il numero della sezione elettorale dove voti abitualmente.

Oppure telefona al numero 848.88.88.00

Oppure ancora – ed è la soluzione che mi piace di più, visto che non tutti amano internet e i telefoni possono far passare la voglia – recati nel circolo Pd più vicino, stressali senza pietà, e fatti dire da loro dove cavolo devi andare.

Pubblicato ottobre 20, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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Un avvertimento al giudice Masiano?   3 comments

Anni fa, era il 1981, furono scattate delle foto al papa in piscina.

Queste foto, che si dice avrebbero fatto scandalo se pubblicate, furono consegnate da Licio Gelli ad Andreotti che a sua volta le consegnò al Pontefice.

Dietro la questione dello scandalo, c’era un preciso avvertimento: che al posto di un macchina foto con teleobiettivo, ci potesse essere un fucile di precisione.
In quella storia d’inizio anni ’80 è interessante notare, tra l’altro, gli attori: Licio Gelli e Giulio Andreotti.

Non credo di doverne scrivere ora di questi due oscuri signori.

Bene, ora, alla luce di questo racconto, proviamo a guardare al servizio di canale 5 che pedina il giudice Masiano, proprio quello che ha condannato la Fininvest al megarisarcimento.
Interessante notare da dove arrivi l’avvertimento e l’arroganza del potere che non ha neppure il timore di nasconderne il fine.

Pubblicato ottobre 17, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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Cecenia e la morte di Antonio Russo   1 comment

Ieri pomeriggio la mia Associazione Aglietta ha organizzato la proiezione del film Cecenia, al King, un piccolo e interessante cinema di Torino.

Il film perduto di Leonardo Giuliano con Gianmarco Tognazzi racconta la storia vera del giornalista di Radio Radicale, Antonio Russo: un giornalista  ucciso barbaramente come Ilaria Alpi, Giancarlo Siani, Anna Politoscaia.

Antonio Russo è stato testimone dai peggiori teatri di guerra: dal Kosovo, a Sarajevo, dalla Colombia, al Burundi e Ruwanda, fino alla Cecenia.

Quando è stato ucciso aveva appena chiamato sua madre: piangeva come non lo avava mai sentito. Aveva le prove in una videocassetta, racconta la donna, delle torture che medici russi compievano su uomini, donne, e bambini ceceni.

Secondo alcuni suoi amici, aveva raccolto prove dell’utilizzo di armi non convenzionali su bambini.

E’ stato trovato morto, livido e coi segni delle torture subite, nei pressi della città georgiana di Tiblisi, il 16 ottobre 2009. Il suo appartamento è stato ripulito da ogni appunto.

Aveva solo quarant’anni.

Ad oggi non si conoscono i mandanti del suo omicidio.

Una legge contro l’omofobia: un risultato scontato   3 comments

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riporto anche qui un articoletto scritto per la mia Associazione. Se volete leggerlo, eccolo:


Il 13 ottobre, la Camera dei Deputati, chiamata a votare una pregiudiziale di Costituzionalità proposta dall’UdC, affossa la legge voluta da Paola Concia del Partito Democratico, contro l’omofobia.

Era una legge assai debole e lasciava molti dubbi. La Rete Lenford, Avvocatura per i diritti LGBT, aveva concluso con queste parole un lungo parere al progetto di legge:

Per come è concepita, la proposta in discussione appare inidonea ad affrontare i casi di omofobia che quotidianamente affliggono i cittadini omosessuali e trans di questo Paese al fine di superare lo stigma sociale che caratterizza la loro condizione. E ciò a partire dal titolo della proposta di legge che non fa alcuna menzione della parola omofobia, sottraendo in tal modo un criterio interpretativo al giudice per un esatto inquadramento delle finalità della legge e per una precisa individuazione del bene giuridico protetto(1).

Insomma, non c’era molto da godere. La deputata omosessuale Concia ci ha provato lo stesso, evidentemente considerando che è meglio una leggina che niente. È un punto di vista, rispettabile, anche se forse, ma è solo il mio parere, non è questo il tempo. E ne abbiamo avuto la dimostrazione.

Se mai passerà qualcosa, ancor più col contributo della Carfagna, sarà peggio acqua fresca…

 

Pare che l’omofobia oggi stia dilagando. In parte è vero, e questo è anche dovuto anche agli effetti della crisi economica sulle fasce più deboli. Del resto, la storia insegna come la povertà economica e culturale generi paura e odio.

Credo però che la vera novità non stia nel numero delle aggressioni, ma in quello delle denuncie. Le vittime di atti omofonici oggi stanno dimostrando un nuovo coraggio, rendendosi pronte a denunciare e a farsi accendere i riflettori dei media in faccia, anche quando minorenni ed in una terra non proprio facile come la Sicilia (2). È questa la vera novità. La frammentarietà della comunità LGBT, dispersa fra tante associazioni litigiose, sta forse iniziando a tirare su la testa in contemporanea. E lo dimostrano le continue manifestazioni a Roma, ormai settimanali, di centinaia di giovani che non rispondono ad alcuna associazione, ma si ritrovano in un movimento spontaneo dal simbolico nome We have a dream (3).

 

Non è con questo Parlamento che passerà alcunché possa minimamente aprire ai diritti. Non è questo il tempo, ripeto, non sono queste le persone. Spiace dirlo. Ma da un ministro come Carfagna, vista la sua sensibilità, vista la sua preparazione, cosa può arrivare di buono?

L’omofobia si può combattere solo in un modo: con la cultura dei diritti. La paura si scaccia con la luce, come fanno i bambini quando, nel buio delle loro stanze, accendendo l’abat-jour e si accorgono che l’ombra che pensavano un mostro è quella dello zainetto di scuola e delle scarpe da calcio.

Una legge sui diritti civili non interromperà l’odio e la paura del diverso, ma ripeto, sarà l’abat-jour del nostro paese. Di certo, non aiuterà una legge pasticciata che crea uno steccato e apre ad un nuovo ghetto. Nuove bestie da proteggere.

 

Ma allora cosa fare contro l’omofobia, in concreto?

Io penso che ci siano due uniche soluzioni complementari, ma ad oggi impraticabili: aprire la cosiddetta Legge Mancino “Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa” alle violenze contro i diversi orientamenti sessuali e di genere e attenersi al Trattato di Lisbona.

Poche storie. L’omofobia è un’espressione del razzismo e anche per questo reato (perché di questo si tratta) deve valere la legge Mancino, al cui  Articolo 1 dice:

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, […] è punito: a) con la reclusione sino a tre anni chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi; b) con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo, incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. È vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi (4) .

È chiaro, e mi avvio a concludere, che il motivo per cui ciò non viene fatto, al momento, è solo uno: la tutela della Chiesa Cattolica. È solo questo il motivo. Non c’è altro. Ci si nasconde dietro il dito. Si vuole permettere ai clericali (quelli in parlamento e quelli fuori) di poter continuare a diffondere idee fondate sulla superiorità […] ovvero incita[re] a commettere o commette atti di discriminazione.

È questo il vero e unico motivo del voto con la maggioranza della Binetti, soprattutto quando cita il reato d’opinione…

Ed ha anche ragione quando dice che col voto segreto, molti altri del Pd avrebbero votato come lei.

Del resto, Pierluigi Castagnetti non ci ricordava che "Noi abbiamo due appartenenze: una alla Chiesa, l’altra alla politica. Per me, per tutti noi cattolici, il vero ‘capo’ è lui, il Papa. Per noi è il vicario di Dio in terra, e questo [tutti] dovrebbero alla fine comprenderlo."? (5) 

[5] Corriere della sera, 25 marzo 2009.   

Il senso della Binetti per la laicità   3 comments

Le Binetti e le Dorina Bianchi non pesano per il loro seguito, ma per il loro valore simbolico ed evocativo. Entrano nel problema identitario del Pd e, anche senza parole, sostanzialmente dicono ai suoi leader: voi siete un partito che si regge su di un compromesso fragile, e su una amalgama mal riuscita. Io, noi, vi legittimiamo. Mettendo dentro il vostro Dna il suo contrario, voi conquistate un passaporto di legittimità che non siete riusciti ad ottenere altrimenti…

Un articolo straordinario di Luca Telese su Il fatto quotidiano. Da leggere per intero.

Pubblicato ottobre 14, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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