Radioattività a Torino 1   Leave a comment

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Tutto è partito, casualmente, come spesso capita. E cioè dallo studio sulle deformazioni di un fiore, il tarassaco (anche conosciuto come dente di leone o soffione, quel fiore con cui ci si divertiva da bambini).

Lo studio che è stato poi portato avanti ha dimostrato la presenza di valori fuori norma relativi alla radioattività in un zona precisa di un quartiere di Torino (la Crocetta, qui uno dei tanti video che potete rintracciare su youtube).

Quando sono stato informato della cosa, ho sinceramente pensato che, a seguito dei lavori nella zona, fosse stato occultato sotto terra materiale pericoloso. Del resto, la camorra non opera certo solo in Campania e il Piemonte non è immune dalle mafie.

In realtà, le ricerche hanno fatto scoprire che la radioattività era dovuta al granito utilizzato per la pavimentazione dei marciapiedi.

L’Arpa sapeva?

Interessante la sua risposta dopo le verifiche: “le verifiche effettuate hanno dimostrato che l’incremento dei livelli gamma registrati in prossimità di marciapiedi del quartiere Crocetta sono dovuti all’impiego di pietra tipo granito contenente radionuclidi naturali in concentrazioni superiori alla media.

E ancora più interessante la scure con cui si vuole chiudere la questione: “E adesso che abbiamo visto che non ci sono pericoli per la salute vedremo se prendere provvedimenti contro chi semina il terrore”.

La realtà è che – come riporta Andkronos del 18 maggio – A contatto con la pietra gli strumenti hanno registrato livelli di 562 nanoSievert all’ora, che scendono a 470 a un metro da terra, mentre in generale nell’ambiente sono previsti livelli intorno a 100 nanoSievert all’ora. Dunque valori cinque volte superiori alla media. […] La dose di radiazioni emanate dai marciapiedi, infatti, si aggira tra 0,45 e 0,63 milliSievert all’anno, che e’ al di sotto dell’1 milliSievert che viene fissato come limite di legge per la salute dei cittadini. Anche se il paragone e’ approssimativo, visto che la legge parla di esposizioni artificiali, ma nulla dice della presenza in natura di radiazioni, ne’ dell’uso di materiali per la costruzione.”

Di questa faccenda, anche perché non precisamente normata, restano comunque troppi interrogativi: ben sapendo che quel granito estratto dalle miniere della Valle del Cervia (Biella) è tra i più radioattivi al mondo era il caso di usarlo, in zone dove la gente passeggia o si siede (vista la presenza di panchine)?

E i lavoratori per per mesi e anni (in più luoghi) maneggiano quel granito?

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Pubblicato ottobre 1, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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